Gruppo Bulgari indagato per frode fiscale: sottratti all’erario circa 3 miliardi di euro ed evaso per 46 mln

Bulgari Necklace

Bulgari Necklace (Photo credit: Wikipedia)

Avrebbero nascosto all’erario circa 3 miliardi di euro di ricavi. E avrebbero evaso le imposte per 46 milioni di euro. Per questo motivo giovedì mattina i finanzieri del Comando provinciale di Roma si sono presentati nella sede del gruppo Bulgari, sul lungotevere Marzio, e hanno sequestrato beni immobili e mobili: nella lista anche lo storico palazzo di via Condotti.

La Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 46 milioni di euro ai fratelli Paolo e Nicola Bulgari, indagati con altri due esponenti di spicco della società di gioielli – comprata nel 2011 dal gruppo del lusso Lvmh – per una presunta frode ai danni del fisco italiano cominciata nel 2006 e proseguita almeno fino al 2011.

Lo dice oggi in una nota il comando provinciale della Gdf di Roma, che ha eseguito i sequestri su disposizione della magistratura romana.

Le indagini sono scaturite da una serie di verifiche fiscali del Nucleo Polizia Tributaria di Roma ed hanno portato alla luce una vera e propria ‘escape strategy‘, così definita dagli stessi dirigenti del gruppo in un documento di nove fogli rinvenuto dalle Fiamme Gialle, per fuggire dal sistema di imposizione italiano e, in particolare, dalla più stringente normativa introdotta, a partire dal 1 gennaio 2006, con riferimento alla tassazione dei dividendi provenienti da Paesi a fiscalità privilegiata. Tra i beni colpiti da sequestro figurano, oltre a rapporti bancari, assicurazioni sulla vita e partecipazioni societarie, anche numerosi immobili, tra cui uno sito in via dei Condotti, nel centro di Roma.

Oltre i fratelli Bulgari, ex azionisti di maggioranza della società italiana Bulgari spa, i sequestri hanno riguardato Francesco Trapani, ex rappresentante legale di Bulgari spa, diventato, dopo la vendita a Lvmh, capo della divisione gioielli e orologi della multinazionale del lusso, ed infine Maurizio Valentini, attuale rappresentante legale della filiale italiana.

‘Per tutti l’accusa è di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, per aver sottratto al fisco italiano, dal 2006 in avanti, circa tre miliardi di euro di ricavi, attraverso l’interposizione di società con sede in Olanda e Irlanda, create al solo scopo di sfuggire all’imposizione fiscale in Italia’, si legge nella nota della Gdf.

Il tenente colonnello della Gdf Alfredo Falchetti ha detto al telefono a Reuters che ‘l’attività investigativa ha permesso di accertare che questa condotta è proseguita fino al 31 dicembre 2011’.

Ad attirare l’attenzione degli investigatori è stata soprattutto la costituzione nel 2006 da parte della Bulgari spa di Bulgari Ireland Ltd (Beire), che avrebbe avuto ‘la finalità di far apparire falsamente come maturato in Irlanda il reddito derivante dall’attività’, sottoponendolo alla tassazione del 12,5% inferiore a quella italiana.

‘In questo modo Bulgari ha omesso di dichiarare ai fini Ires in Italia ricavi per quasi tre miliardi di euro nel periodo 2006-2011, nonché una base imponibile Irap di oltre un miliardo e novecento milioni di euro’, scrive la Gdf.

‘I dividendi sottratti indebitamente a tassazione nello stesso periodo ammontano invece ad oltre 293 milioni di euro, cui corrisponde un’imposta evasa in Italia da parte della capogruppo Bulgari di oltre 46 milioni di euro’, conclude il comunicato delle Fiamme gialle.

(fonte Reuters)

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