Mps: morto suicida il responsabile Comunicazione, David Rossi

monte-paschi-siena1-770x511Il pubblico ministero Nicola Marini, che indaga sul suicidio avvenuto ieri sera di David Rossi di Mps, ha disposto il sequestro dei messaggi che il responsabile comunicazioni di banca Monte dei Paschi di Siena aveva scritto in un foglio, poi strappato, rivolgendosi alla moglie Antonella. Contrariamente a quanto precedentemente appreso non si tratta di più biglietti, ma di un unico foglio riportante più tentativi di scrittura. Da quanto trapela il contenuto non sarebbe esattamente ‘ho fatto una cavolata’, ma sarebbe più lungo. Il senso delle frasi comunque sarebbe lo stesso. I pm della Procura di Siena stanno anche svolgendo un sopralluogo nell’ufficio dell’alto dirigente.

Rossi, 51 anni, si è lanciato dal terzo piano, da un altezza di circa 25 metri, in un vicolo senza sfondo dalla sede di Mps, a Rocca Salimbeni. Da quanto si apprende, il primo ad accorgersi di quanto accaduto è stato il suo segretario, intorno alle 20:30: ha trovato il computer acceso, la giacca sulla spalliera della sedia e la finestra aperta.

Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, ieri sera Rossi era solo e non aveva ricevuto nessuno. In giornata l’autopsia. Le indagini sono state avviate dal pm di turno, Nicola Marini, che, ieri sera, si è recato a casa di David Rossi assieme ai colleghi Antonino Nastasi e Aldo Natalini, titolari dell’inchiesta sul Monte dei Paschi e che poche ora fa aveva detto che ci sarebbe stata solo ‘un’ispezione esterna’. Marini ha affidato l’incarico per l’autopsia al professore Mario Gabbrielli. Con loro, un funzionario della squadra mobile.

Nato a Siena il 2 giugno 1961, era laureato in Lettere moderne. Dal 2006 era responsabile dell’Area comunicazione Gruppo Montepaschi, per volere di Giuseppe Mussari. Il 19 febbraio scorso aveva subito la perquisizione del suo ufficio, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Siena sul Monte dei Paschi, ma non risultava tra gli indagati.

E’ possibile che quando i magistrati hanno ordinato la perquisizione nella sua abitazione e nel suo ufficio cercassero di verificare se ci fossero ancora rapporti con Mussari. L’inchiesta sulla banca partì dall’acquisizione di Antonveneta. Il Monte la comprò da Banco Santander per 9,3 miliardi: l’istituto spagnolo tre mesi prima l’aveva acquistata per 6,6 mld. Un’inchiesta che poi ha puntato gli occhi sui derivati presenti nelle casse dell’istituto, in particolare quelli dell’operazione Alexandria sottoscritta da Mussari con la banca giapponese Nomura, e su una presunta ‘banda del 5 per cento‘: tale sarebbe stata la quota di spettanza ad alcuni dirigenti della banca in alcune operazioni. Al centro di questa parte dell’inchiesta ci sarebbe Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area Finanza, l’unico indagato finito in carcere: secondo i pm stava cercando di fuggire all’estero quando venne arrestato lo scorso 14 febbraio. Le perdite accertate fino ad ora sono state stimate in 730 milioni per i soli derivati. Truffa, turbativa, ostacolo agli organi di vigilanza, false comunicazioni e manipolazione del mercato i reati ipotizzati, a vario titolo, agli indagati, che in tutto dovrebbero essere una quindicina.

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