Napoli, in fiamme la Città della Scienza: la procura ipotizza il dolo e ordina il sequestro

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLILa Procura di Napoli ha avviato un’indagine per chiarire le cause del terribile incendio che nella notte ha quasi interamente distrutto Città della Scienza. C’è un fascicolo, per ora aperto contro ignoti. E c’è un’ipotesi, quella che il rogo possa essere stato doloso, che attende di essere verificata all’esito delle indagini.

Tutto distrutto il museo, rimangono solo i muri perimetrali. Parliamo del museo della scienza di Bagnoli, noto nel mondo, che era stato realizzato nell’area ex Italsider negli anni 90, su iniziativa di Vittorio Silvestrini, e per volontà di Antonio Bassolino, sul modello de La Villette di Parigi. Ora con la struttura, che venne realizzata su progetto dell’architetto napoletano, Massimo Pica Ciamarra, si perde un pezzo importante della città.

Il progetto iniziale di Città della Scienza, uno dei fiori all’occhiello di Napoli e visitato ogni anno da circa 350mila persone, è stato avanzato agli inizi degli anni novanta. Nel 2001 l’inaugurazione del museo interattivo vero e proprio. Il polo scientifico era stato realizzato nel quartiere Bagnoli. La Città della Scienza era in gran parte in ex capannoni industriali del novecento restaurati e tornati in vita dando l’input al progetto di recupero dell’area.

Questa mattina il pubblico ministero ha fatto un sopralluogo con i vigili del fuoco e la polizia. L’intera area interessata dall’incendio è stata posta sotto sequestro e sono iniziati i rilievi da parte degli esperti della Scientifica. Si tratta di una superficie di 12 mila metri quadrati. Cinque dei sei padiglioni del complesso museale sono stati aggrediti dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per domare l’incendio. Scampato alle fiamme unicamente il Teatro delle nuvole e il centro congressi realizzato nel lato opposto della strada. Inestimabili i danni e a serio rischio il lavoro dei 160 dipendenti e di oltre un centinaio di addetti nell’indotto.++ CITTA' SCIENZA: NON SI ESCLUDE PISTA DOLOSA ++

‘La politica ha da commentare una vicenda di straordinaria gravità. La Città della Scienza è stato un simbolo del riscatto del Sud e della città di Napoli. Questo incendio ha prodotto una ferita così terribile al patrimonio culturale da meritare una risposta immediata dello Stato, altrimenti diventa il simbolo di un’Italia che si incenerisce’ – ha detto ai microfoni di Tgcom24 Nichi Vendola, a margine della direzione nazionale di Sel. ‘Bisogna ricostruire e occuparsi dei dipendenti di quel gioiello del riscatto della città di Napoli – ha aggiunto – è una grande questione nazionale. Oggi la politica guardi a Napoli e dica di voler ricostruire subito la Città della Scienza’.

Si fa strada l’ipotesi – non ancora supportata da fonti ufficiali – che l’incendio sia stato provocato e che volesse essere un gesto simbolico contro la città e contro quel che di buono essa ha. La prova dell’attenzione a livello internazionale per la struttura della Fondazione Idis è nei numerosi messaggi di solidarietà che provengono da tutto il mondo e stanno inondando i social network.
Da Città della Scienza parte un messaggio chiaro: ‘Continueremo a svolgere le nostre numerose attività nelle sedi a monte di via Coroglio che non hanno subito danni, e che sono pari a circa un terzo della struttura’.
Mentre il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris twitta: ‘Ore drammatiche per Napoli, questa notte sono stato tra città della scienza distrutta e gli sfollati della Riviera di Chiaia. Un momento in cui c’è bisogno di grande impegno e solidarietà’.

Intanto già si pensa ad un grande concerto da organizzare nel vicino arenile per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione della struttura.

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