M5S: ‘Nessuna fiducia a governo tecnico’

ITALY-POLITICS-VOTE-GRILLOIl Movimento 5 Stelle smentisce di aver voluto aprire ieri all’ipotesi di un governo tecnico come riportato oggi da molti organi di informazione.

Prima Vito Crimi, che ieri aveva pronunciato le parole incriminate, poi lo stesso Beppe Grillo appaiono oggi su Internet per escludere questa ipotesi.

‘Preciso che non ho mai parlato di appoggio a un governo tecnico’, ha scritto stamani Crimi sul suo profilo di Facebook.

‘Il M5s non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto’, gli ha fatto eco poco dopo Grillo dal suo blog.

Alle elezioni il Partito democratico ha riportato la maggioranza della Camera ma non quella del Senato. Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha escluso qualunque alleanza tra il Pd e il centrodestra di Silvio Berlusconi lasciando aperta come unica strada quella di un accordo con M5s.

A Grillo, il leader del centrosinistra ha rivolto, domenica, un ultimatum chiedendo di appoggiare un governo da lui guidato e dal programma limitato o di tornare alle urne.

Finora Grillo ha sempre detto che non intende votare la fiducia né a Bersani né ad altri.

Per questo ieri hanno suscitato molto interesse le parole con cui Crimi bocciava ‘la fiducia a un governo dei partiti’ e si impegnava a valutare ‘qualunque proposta alternativa’.

Oggi il senatore grillino ribadisce che per il suo movimento ‘l’unica soluzione è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming’.

A otto giorni dalla chiusura dei seggi, dunque, non si vede come l’Italia possa evitare nuove elezioni nel giro di pochi mesi benché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia relegato questa opzione in fondo alla lista.

‘Andare a votare di nuovo non mi interessa’, ha detto venerdì scorso in Germania il capo dello Stato, il cui mandato scade il 15 maggio. ‘Dubito che anche il nuovo presidente possa pensare solamente allo scioglimento’.

Le parole di Napolitano sono sembrate una pietra tombale sopra il tentativo di Bersani di presentarsi davanti al Parlamento senza avere una maggioranza certa e di cercarla volta per volta su ogni provvedimento.

‘Il presidente non ha pregiudiziali sulla formula ma per la nomina ci vuole una maggioranza certa’, ha raccontato stamane a Reuters una fonte politica.

Dunque, Bersani, senza il via libera di Grillo, non andrebbe oltre un incarico esplorativo al termine del quale il pallino tornerebbe nelle mani di Napolitano per poi passare, eventualmente, a una figura e a un programma che riuscisse a mettere tutti o quasi d’accordo.

Per quanto circolino già diversi nomi, tra cui quello del ministro uscente dell’Interno Annamaria Cancellieri e del ministro uscente per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, l’ipotesi di un governo del presidente deve ancora affrontare vari ostacoli.

Il Pdl vuole un governo di larghe intese Pd-Pdl. E, soprattutto, il Partito democratico che domani riunisce la direzione, deve decidere se arroccarsi sulla posizione del suo segretario per cercare di obbligare i grillini a collaborare pena il ritorno alle urne.

‘Verso Roma per incontri istituzionali’, avverte intanto su Twitter Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che ha perso le primarie contro Bersani e viene indicato come possibile nuova guida del Pd.

(fonte Reuters)

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