Primo giorno di libertà per l’atleta Pistorius

pistorius_oscar640_640‘Grazie a tutti coloro che hanno pregato per entrambe le famiglie, Oscar’. Questo messaggio, postato su Twitter attraverso l’account del fratello Carl, è la prima uscita pubblica di Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp, uscito di prigione dopo aver pagato una cauzione da un milione di rand, circa 85mila euro. Finora Pistorius non aveva mai parlato in pubblico e anche la sua testimonianza sull’accaduto era stata consegnata in un affidavit ai giudici.

Dopo quella terribile notte di San Valentino, in cui esplose quattro colpi di pistola contro la fidanzata chiusa in bagno, credendo – è la sua versione – che si trattasse di un ladro, Oscar ha trascorso otto giorni in cella e affrontato quattro udienze cariche di tensione. Udienze durante le quali la sua difesa, sfruttando l’imperizia negli accertamenti dell’accusa, è riuscita a smontare le certezze su un omicidio premeditato e a far accettare l’idea che l’imputato non possa fuggire perché si tratta di Pistorius, l’uomo che tutto il mondo ha imparato a conoscere perché in grado di volare sulle piste di atletica nonostante le protesi alle gambe.

Secondo quanto disposto dal giudice, Pistorius non può lasciare il Paese, ha dovuto consegnare il passaporto, dovrà presentarsi due volte a settimana nel commissariato di Brooklyn, a Pretoria, non dovrà assumere alcol né alcun tipo di sostanza proibita. Inoltre, Pistorius non potrà tornare nella villa di Silver Lake, teatro della tragedia, nel lussuosissimo quartiere residenziale di Pretoria.

Ecco perché il giovane ha trascorso la sua prima notte fuori del carcere a casa dello zio Arnold, che per primo affrontò la stampa il giorno dopo la tragedia e che ancora una volta si frappone tra Oscar e i media. ‘Voglio che Oscar si riprenda e trascorra un giorno normale. Cercheremo di non aver nessun contatto con i media, di prendere un giorno di riposo – spiega alla sudafricana Radio 702 -. La famiglia vuole soltanto trascorrere un po’ di tempo insieme’.

Oscar Pistorius tornerà in aula a partire dal 4 giugno, per affrontare il processo in cui, per bene che gli vada, potrà ottenere una condanna per omicidio preterintenzionale. Lo stesso suo team legale ha ammesso che non riuscirà a salvare ‘Blade Runner‘ dalla prigione perché non potrà invocare la legittima difesa. Ma adesso – scrivono i media sudafricani – Oscar vorrebbe incontrare la famiglia della ‘sua’ Reeva. Secondo indiscrezioni della stampa sudafricana, gli Steenkamp hanno ricevuto un biglietto e un mazzo di fiori da parte di Pistorius. ‘Ma che significa?’, si sarebbe chiesta la mamma della modella, June.

Il padre, Barry Steenkamp: ‘Non importa quanti soldi ha o quanto siano bravi i suoi avvocati – dichiara alla stampa sudafricana -, dovrà fare i conti con la sua coscienza se permetterà alla squadra legale di mentire per lui. Se sta dicendo la verità, forse un giorno potrò perdonarlo. Ma se invece non è andata come dice lui, deve soffrire e soffrirà… Solo lui sa…’.

‘Dovrò abituarmi a vivere senza di lei’, aggiunge la madre June, ‘e ora che tutto le è stato portato via in un modo così violento, vogliamo solo sapere la verità’. Particolarmente duro, il giorno dopo, il commento dello zio di Reeva, Mike Steenkamp, sulla reazione del clan Pistorius all’annuncio in aula della rimessa in libertà su cauzione di Oscar: ‘Tutti volevano saltare dalla gioia. Penso che l’abbiano fatto nel contesto sbagliato, completamente’.

Un altro incontro importante attende Pistorius. Secondo una fonte vicina alla sua famiglia, nel fine settimana Oscar potrebbe rivedere il suo allenatore, Ampie Louw, che nei giorni scorsi aveva evidenziato quanto fosse importante per l’atleta riprendere il training, per poter mantenere corpo e mente sgomberi dai pensieri e dunque affrontare al meglio non solo il tempo che lo separa dal processo, ma la sua nuova vita, inevitabilmente diversa dalla favola che lo ha fatto conoscere al mondo.

(fonte laRepubblica)

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