Mps: fermato dalla Guardia di Finanza l’ex direttore Gianluca Baldassarri

ASSEMBLEA ABI

L’ex capo della finanza di Mps Gianluca Baldassarri è stato fermato oggi dalle Fiamme Gialle a Milano nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Siena sull’istituto bancario.

Lo riferiscono due diverse fonti investigative, precisando che Baldassarri è stato fermato per il pericolo di fuga. Il fermo giudiziario applicato nei suoi confronti dovrà essere convalidato dalla magistratura.

Entrambe le fonti hanno detto che sono in corso perquisizioni a Milano, senza precisare dove.

La Guardia di Finanza la scorsa settimana ha sequestrato 40 milioni di euro scudati da Baldassarri, dal suo vice e da altre quattro persone, ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito di un’inchiesta più ampia della procura di Siena sul Monte dei Paschi, che vede indagato anche l’ex-presidente del gruppo Giuseppe Mussari.

Il fermo di Baldassari è il primo nell’ambito dell’indagine. Il suo legale non ha voluto al momento rilasciare commenti.

Ieri la Procura di Siena aveva ascoltato Daniele Pirondini, ex direttore finanziario di Banca Monte dei Paschi all’epoca dell’acquisizione di Antonveneta. Pirondini, entrato in Procura accompagnato dal suo legale, era uno degli uomini di fiducia di Gianluca Baldassarri, responsabile dell’area Finanza del Monte.

Laureato in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano nel 1986, Baldassarri muove i primi passi in una merchant bank milanese, poi diventa vice direttore capital market per la Cofilp s.p.a, un’altra merchant bank nell’orbita della Banca popolare di Novara, e ancora successivamente responsabile dell’Area negoziazione della BPVi SIM.

Brillante, determinato, sicuro, a fine anni ’90 Baldassarri entra dalla porta principale in Banca di Roma, dove nel giro di tre anni assume l’incarico di Condirettore centrale responsabile della Funzione Investimenti di proprietà dell’Istituto stesso. E’ il passaggio che gli merita, qualche anno dopo, la piena responsabilità del settore Finanza alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

Nel 2001, Baldassarri arriva al Monte dei Paschi di Siena, la più antica Banca d’Italia, chiamato da Vicenzo De Bustis alla Direzione Finanza del Gruppo, dove resta fino al marzo 2012 amministrando un portafoglio sui 2,5 miliardi di euro. Vincenzo De Bustis, considerato vicino a Massimo D’Alema, è in quegli anni banchiere di grido, colui che ha portato la Banca del Salento sotto i riflettori europei con la nascita di Banca 121, uno dei primi esperimenti di homebanking sul web in Italia.

In quasi dieci anni a Siena, Baldassarri è l’archietto di alcune operazioni che hanno segnato la storia recente della banca senese, dall’acquisto di 25 miliardi di Btp con un rendimento dello 0,26%, trasformato però con successivi passaggi e intermediazioni titolo con cedole a tasso variabile.

E’ la testa di Baldassarri la prima a cadere quando l’attuale numero uno di Mps, Fabrizio Viola, con un’indagine interna, mette a fuoco i costi sopportati dalla Banca per questa operazione, costruita sull’ardita scommessa di un imminente rialzo dell’Euribor, poi restato invece molto vicino allo zero. E’ ancora Baldassarri, stando alle indiscrezioni sull’inchiesta della magistratura senese, il regista del rientro in Italia di 20 milioni di euro ‘scudati’: una somma dietro alla quale molti sospettano si nascondano percentuali in nero sull’operazione, anch’essa fallimentare per Mps, dell’acqusizione di Antonveneta. E’ Antonio Rizzo, un ex funzionario della Dresdner, a includere Baldassarri e Pontone, responsabile della filiale di Londra del Mps, nella ormai famosa ‘banda del 5%’.

Gli inquirenti stanno cercando da settimane di ricostruire una mappa dettagliata degli investimenti personali di Baldassarri, del suo vice Alessandro Toccafondi, degli uomini di Enigma Securities. Una mappa utile a capire l’origine “della sproporzione degli importi scudati rispetto alle entrate degli indagati”. Tradotto: come mai Baldassarri, che in Mps aveva uno stipendio non superiore al mezzo milione, risulta in possesso in Galvani fiduciaria di 8,48 milioni, dii 2 milioni in Btp, di due polizze Valor Life per 3,66 milioni in Lichtenstein, di una polizza zurighese di 2,43 milioni, di due polizze a lui riconducibili con Crédit Agricole lussemburghese e svizzero per oltre 4 milioni? Solo il frutto di abili investimenti in borsa in venticinque anni di carriera? Ad alimentare i sospetti degli inquirenti il peso del portafogli degli uomini vicini a Baldassarri in Mps, anch’essi ben ‘piazzati’ con titoli e polizze.

A orientare la Procura alla richiesta di fermo i ‘gravi indizi’ e il ‘pericolo di fuga’.

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