Musy: rancore covato a lungo dietro l’attentato, un fermo

Alberto-MusyUn rancore covato a lungo: sarebbe questo, dice il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, il motivo dietro l’agguato al consigliere comunale Alberto Musy, in coma profondo dopo il ferimento a colpi di pistola il 21 marzo scorso.

La squadra mobile ha fermato Francesco Furchì con l’accusa di essere l’autore del gesto, che avrebbe avuto tre moventi: il mancato appoggio di Musy per un concorso per una cattedra universitaria a Palermo, la mancata nomina a cariche comunali dopo l’impegno per la campagna elettorale, e il mancato impegno della vittima nel reperire investimenti per Arenaways, società ferroviaria privata italiana che opera nel trasporto di passeggeri leggeri.

L’indagine, ha detto Caselli, è stata mastodontica. ‘Un setacciamento di tutte le figure che gravitano nell’orbita della vittima, un po’ il lavoro dei cercatori d’oro’.

Per arrivare a Furchì si è partiti dal video delle telecamere vicino a casa della vittima, dove si vede un uomo con un casco in testa. 350 celle telefoniche sono state prese in esame nell’orario e nella zona del l’agguato. Le consulenze del Politecnico sui video delle telecamere di sicurezza hanno fatto stringere il cerchio attorno all’indagato.

‘La presenza dell’indagato in quest’area è sicura e non ci sono spiegazioni alternative alla paternità del delitto’.

Alberto Musy, il consigliere comunale  ferito a colpi di pistola, è molto stimato per la pacatezza dei toni che sono il suo stile anche in politica. Un’esperienza nella quale si è tuffato nella primavera scorsa, accettando l’invito a candidarsi sindaco, pur sapendo di avere la strada sbarrata da Piero Fassino, cavallo vincente del centrosinistra, e Michele Coppola, schierato dall’asse PdlLega Nord. Avvocato, docente di diritto privato comparato, ha 45 anni, é sposato e ha quattro figlie di cui la più piccola ha due anni. Nella sua attività professionale si occupa, tra l’altro, di cause di lavoro. Ha conosciuto la moglie, Angelica Corporandi D’Auvare, durante la campagna elettorale del Partito Liberale.

Musy insegna all’Università del Piemonte Orientale, ma è stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv. L’anno scorso, dopo la rinuncia a candidarsi per i centrosinistra di Francesco Profumo, oggi ministro dell’Istruzione, Udc, Fli e Api avevano puntato proprio su Musy, un candidato della società civile con l’obiettivo di inserirsi nella lotta tra centrodestra e centrosinistra, cercare di convincere gli indecisi e riportare al voto i tante astenuti (34%) nella precedente consultazione. A Musy, che nei quattro anni precedenti il voto del 2011 aveva studiato il rilancio di Torino per il centro Einaudi, tuttavia, aveva pensato anche una parte del Pdl, prima di optare, al termina di una lunga discussione interna, sulla candidatura di Coppola, assessore regionale alla Cultura. Alle Amministrative Musy ha poi raccolto il 4,9% delle preferenze, con 21.896 voti.

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