Liberati in Nigeria i tre marinai italiani dell’Asso21

giulio terziStanno tutti bene i membri del rimorchiatore Asso21, liberati la scorsa notte a largo della Nigeria dopo oltre 15 giorni di prigionia nelle mani dei pirati. A dirlo è l’armatore della compagnia Augusta Offshore, Mario Mattioli, parlando con i giornalisti a Napoli all’interno della sede della società armatrice.

“Ho appreso la notizia in nottata. I marittimi si sono fatti sentire non appena sono stati in condizioni di poter telefonare”, ha riferito Mattioli. “Le sue prime parole sono state ‘spero di riabbracciarla presto’ – ha proseguito Mattioli raccontando la telefonata con Emiliano Astarita -. Il comandante era estremamente emozionato proprio come me che ho ancora i brividi. Sono felice e finalmente possiamo dire che adesso inizia il 2013. Ho detto ad Astarita – ha proseguito Mattioli – di rilassarsi e di mettersi nelle mani de medici. Speriamo di rivedere tutti in giornata. Ci auguriamo che avvenga ogni cosa quanto prima”.

A bordo dell’Asso21 vi erano 15 membri dell’equipaggio, quattro dei quali soni stati rapiti: tre italiani e un ucraino. I marittimi sono tutti originari della provincia di Napoli. I tre marinai italiani, sequestrati il 23 dicembre scorso al largo delle coste della Nigeria, e liberati nelle ultime ore, saranno ‘nel pomeriggio’ a Roma: lo ha confermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in un’intervista a Skytg24, esprimendo ‘grande soddisfazione’ per la felice conclusione della vicenda.

Il titolare della Farnesina ha spiegato che tutte le parti coinvolte hanno operato per ‘assicurare l’incolumità degli ostaggi’. ‘Non agire con azioni di forza, che possono mettere a rischio la vita dei connazionali, ma attraverso la diplomazia, il negoziato e il contatto’: è stata questa la linea guida adottata su indicazioni del ministro, che ha espresso l’auspicio di una pronta soluzione anche dei sequestri di altri due connazionali in Pakistan e in Siria.

‘La situazione del nostro connazionale in Pakistan’, ha però sottolineato Terzi, rappresenta ‘un caso molto difficile’ che si protrae ormai da ‘diversi mesi’. Quanto al sequestro di un ingegnere italiano in Siria, invece, il ministro ha manifestato la speranza che ‘si possa arrivare presto a conclusione’.

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