Vendola presenta i capilista di Sel, su Monti: ‘Democrastianeria senza Dc’

Nichi Vendola, Presidente della Puglia ed espo...

Nichi Vendola, Presidente della Puglia ed esponente di spicco di Sinistra e Libertà, parla a Piazza Farnese (Roma) il 21 Marzo, in occasione della presentazione della lista. (Photo credit: Wikipedia)

Questa squadra mi fa immaginare una storia di radicalismo di governo’. Lo ha detto Nichi Vendola, presentando i capilista e le personalità candidate con Sel alle prossime elezioni. ‘Tutti i capilista di Sel portano storie di battaglie in prima persona, delle trincee più esposte. Sono testimoni del nostro tempo mai proni nei confronti del potere’, ha aggiunto Vendola.

Si tratta, tra gli altri, di Roberto Natale, ex presidente della Fnsi; Giulio Volpe, rettore dell’Università di Foggia; Francesco Forgione, ex presidente dell’Antimafia; Celeste Costantino, attivista antimafia e femminista; Ida Dominijanni, giornalista e scrittrice; Pap Diew, portavoce della comunità Senegal di Firenze; Giulio Marcon, fondatore di Sbilanciamoci; Giovanni Barozzino, operaio della Fiat; Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Assenti, ma in lista, anche il leader della Fiom Giorgio Airaudo e la presidente dei Verdi europei Monica Frassoni.

Poi commentando l’auspicio di Monti che il Pd ‘tagli’ le ali del centrosinistra ha detto: ‘Democristianeria senza Dc da grande oriente d’Italia. Monti è un vecchio classico vecchio politico’ e tagliare le ali porta la politica in una ‘palude’ dove vincono sempre quelli ‘della razza di Monti, della razza padrona’. Toni duri, utilizzati anche per mandare ‘all’inferno’ i cosiddetti super-ricchi.

 Il Pdl invece viene dipinto come ‘un horror’ Sel e Pd invece ‘con il popolo’, a cominciare dalla scelta dei candidati con le primarie. ‘Pd e Sel decidono di andare tra la gente a scegliere i candidati e lo fanno con le primarie, sperimentando un metodo di cessione della sovranità, diciamo, a un popolo più largo’. Nichi Vendola rivendica questo metodo per sottolineare che ‘anche indicare chi dovrà andare a rappresentare le istanze del territorio alle Camere avviene attraverso questo coinvolgimento fenomeno di partecipazione democratica’.

Il leader Sel, a Uno Mattina, rileva invece che ‘mentre Monti si chiude con Casini, Montezemolo, nel Palazzo e cercano di capire come tenere in equilibrio quelli del filone confindustriale e quelli del filone clericale, mentre dall’altro lato Berlusconi cerca di trovare la quadra con Maroni, della serie ‘a volte ritornano’, in questa specie di horror chiamato centrodestra, noi siamo aperti all’influenza del popolo’. ‘Berlusconi – prosegue – decide, da perdente, di mettere insieme tutte le forze delle destre populiste, il leghismo, la destra post-fascista di Storace e ciò che resta del Pdl. La destra si è spaccata e la parte più presentabile, più innamorata della finanza va con Monti, quella più vernacolare e belluina con Berlusconi’.

Nel Pd, intanto, la manovre proseguono e l’ultima candidatura di peso viene annunciata con un post su Twitter. Gianpaolo Galli, direttore generale di Confindustria correrà con i democrats.

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