Tornati in India i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

massimiliano-latorre-salvatore-gironeI due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ripartiti per l’India con un volo militare dall’aeroporto di Ciampino: i due fucilieri, accusati nel Paese asiatico dell’uccisione di due pescatori lo scorso febbraio, hanno passato 14 giorni di congedo natalizio in Italia.

Al momento di imbarcare sul volo hanno dichiarato: ‘Ritorniamo in India rispettando la parola data, fiduciosi nella giustizia’. Ne dà notizia il ministero della Difesa in un comunicato in cui si conferma che, ‘nel pieno rispetto degli impegni assunti dal Governo’, i due militari sono ripartiti ieri pomeriggio alla volta dell’India’. Girone e Latorre sono accusati nello stato del Kerala di aver ucciso due pescatori indiani Valentine Jalastine e Ajesh Binki, scambiandoli per pirati.

I due marò erano stati lasciati partire su versamento di una cauzione di oltre 800.000 euro dall’Alta Corte dello Stato del Kerala. Ora dovranno tornare a Kochi, dove sono agli arresti in regime di libertà vigilata.

Oggi i due marò sono stati sentiti dalla procura di Roma, dove si sono presentati spontaneamente. Sul contenuto delle loro dichiarazioni vige pieno riserbo, mentre i pm romani hanno precisato che l’India non ha finora dato risposta alla rogatoria inoltrata per chiarire la posizione dei due fucilieri italiani.

In India i due fucilieri del Reggimento San Marco attenderanno la sentenza della Suprema Corte che dovrà decidere sulla giurisdizione del caso: la suprema giurisdizione di Delhi aveva aggiornato la sua decisione, che si sperava potesse giungere a dicembre, al nuovo anno, anche se non è stata fissata una data.

Latorre e Girone erano tornati in Italia dopo 10 mesi, usufruendo di un permesso per trascorrere le festività a casa propria. I due fucilieri, prima di imbarcarsi sul volo che li riporterà in India, hanno incontrato, assistiti dagli avvocati Carlo Sica e Giacomo Aiello dell’Avvocatura dello Stato, il Procuratore Giancarlo Capaldo e la dottoressa Elisabetta Cennicola della Procura della Repubblica di Roma, titolari del fascicolo italiano inerente il caso della motonave Enrica Lexie, per rilasciare una dichiarazione spontanea sui fatti occorsi nel febbraio del 2012.

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