Russia: Putin firma la legge ‘anti Magnitsky’

vladimir-putin-polar-bearsIl presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato la cosiddetta ‘legge anti-Magnitsky’ o legge Dima Yakovlev che vieta, tra l’altro, le adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi. Lo ha reso noto il Cremlino. Passata sia alla camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, che al Senato. La legge rende il nome di Dima, un bambino russo che è morto per un colpo di calore nel 2008 in America, dopo che il padre adottivo statunitense lo aveva dimenticato in macchina nella calura estiva. Il padre è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo.

Approvata a larga maggioranza da entrambe le camere del Parlamento russo, entrerà in vigore il 1 gennaio 2013.

La decisione rappresenta una risposta all’adozione, negli Stati Uniti, delle misure restrittive contro i funzionari russi coinvolti nel caso di Sergei Magnitsky, l’avvocato societario che aveva denunciato un clamoroso caso di corruzione morto in carcere nel 2009 in attesa di processo.

Sono 52 le procedure di adozione di orfani russi in corso da parte di cittadini americani, ma dopo la promulgazione della legge che vieta le adozioni agli americani, i bambini coinvolti saranno adottati in Russia. Lo riferisce il delegato del Cremlino all’infanzia Pavel Astakhov. ‘Cinquantadue bambini sono coinvolti. Penso che debbano essere adottati in Russia sotto la responsabilità dei governanti’, ha dichiarato Astakhov.

E’ stato assolto da un tribunale di Mosca l’unico imputato per la morte dell’avvocato Serghei Magnitsky. Ex vicedirettore del famigerato carcere Butyrka, dove il giovane legale morì nel 2009 per una pancreatite non curata, Dmitri Kratov era accusato di negligenze che avrebbero causato il decesso di Magnitsky.

I giudici della corte di Tverskoi hanno detto di non aver riscontrato prove che dimostrassero la colpevolezza del funzionario che al contrario fece tutto il possibile per aiutare il detenuto. ‘Continuerò a lavorare nel sistema penitenziario’, ha annunciato Kratov dopo la sentenza.

Poco prima di essere arrestato, Magnitsky aveva denunciato una frode fiscale da 5,4 miliardi di rubli (235 milioni di dollari), orchestrata da alcuni dipendenti del ministero dell’Interno russo ai danni del fondo d’investimento Hermitage Capital, presso il quale lavorava, il cui amministratore delegato è William Browder.

Il legale è, però, stato accusato di aver ideato lui stesso lo schema che sottostava alla frode e subito posto in detenzione preventiva, nel 2008.

Dopo quasi un anno di carcere, in cui secondo i legali difensori gli sono state negate le cure necessarie alla sua grave pancreatite, è morto all’età di 37 anni. Sul suo corpo sarebbero state rinvenuti segni di tortura.

Chiuso dopo la sua morte, il processo per frode contro Magnitsky è stato riaperto di recente da un tribunale moscovita, tra le critiche della società civile e dei famigliari. Giovedì, in seguito all’assenza dei legali della difesa intenzionati a ‘non partecipare a un processo contro un uomo morto’, l’udienza preliminare è stata spostata al 28 gennaio.

La morte di Magnitsky è diventata in pochi anni un caso internazionale e motivo di tensioni tra Mosca e le cancellerie occidentali. Di recente Washington ha approvato il ‘Magnitsky Act‘, una legge che bandisce dal territorio americano i funzionari russi coinvolti nel caso. Dal canto suo Mosca ha risposto con la cosiddetta ‘Legge anti-Magnitsky’, che prevede il divieto delle adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi.

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