Tragedia di Newtown: strage in una scuola elementare, 26 i morti di cui 20 bambini. Ucciso il killer

Usa strage scuola NewtownAlmeno 27 persone, tra cui 20 bambini tra i 5 e i 10 anni, sono le vittime di una vera e propria strage in una scuola elementare in Connecticut, a un centinaio di chilometri da New York. Il killer si chiama Adam Lanza: ha ucciso sua madre, Nancy, insegnante alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, prima di provocare la strage in un’aula dell’istituto nella quale è rimasto vittima. Non è chiaro se si sia suicidato o se sia stato ucciso. Il suo corpo era riverso in una delle aule della scuola.

Lanza, poco più che ventenne, in base al suo profilo Facebook (collegato da poco a quello creato appositamente per la strage, ‘Sandy Hook Elementary School shooting’), viveva a Hoboken, in New Jersey, alle porte di New York, una città storicamente abitata dagli italo americani e resa famosa da Frank Sinatra. Vestito tutto di nero, con indosso un giubbotto antiproiettile come se andasse in guerra, usando quattro pistole ha sparato all’impazzata, almeno un centinaio di colpi. Sin dall’ingresso della scuola, la Sandy Hook di Newton, dove secondo alcune indicazioni ha subito freddato il presidente e lo psicologo dell’istituto. Ma la vera, terribile mattanza l’ha compiuta in una aula dell’asilo, tra i bimbi più piccoli. Un’intera classe manca all’appello, è stata cancellata, hanno riferito diverse fonti di stampa citando fonti ufficiali che hanno voluto mantenere l’anonimato. A rendere tutto ancora più assurdo, se possibile, è però il fatto che la sua ‘vittima designata’ era sua madre.

Il folle avrebbe agito con un complice, secondo alcuni suo fratello minore, che è stato arrestato. Secondo alcune fonti, i due avrebbero ucciso, prima della strage alla scuola, un loro familiare: c’è chi dice il padre, chi un altro fratello. La situazione rimane molto confusa e ci vorranno diverse ore prima di capire esattamente la dinamica del dramma.

Il fratello di Lanza è stato preso in custodia dalle autorità che vogliono sentirlo come presunto complice nella sparatoria. Secondo alcune fonti, il giovane è stato intercettato dalla polizia nei pressi della scuola, che è circondata da boschi. Indossava pantaloni mimetici e ha affermato, secondo quanto ha riferito un testimone, ‘io non l’ho fatto, io non l’ho fatto’.

Tutto è cominciato poco dopo le 9:30 e le televisioni nazionali hanno rapidamente preso a seguire in diretta l’evoluzione delle notizie, con inviati e troupe per le riprese dall’alto, in elicottero. Sono così rapidamente iniziate a filtrare drammatiche immagini di madri con il volto alterato dalla tensione, dalla paura, dall’apprensione. E poi quelli di bimbi, in lacrime, con la bocca spalancata mentre urlano di paura, mentre in fila indiana vengono evacuati tutti insieme dalla scuola, che conta oltre 600 alunni e che, come tutte le scuole in America, si preparava alle vacanze di Natale, si preparava all’arrivo di Santa Claus, Babbo Natale.

Il presidente americano, Barack Obama, parlando in diretta tv alla nazione sulla strage in Connecticut si è vistosamente commosso asciugandosi le lacrime. ‘Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica’, ha affermato.

Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo’: sono le parole che Barack Obama rivolge alle famiglie americane nel tradizionale messaggio del sabato. Poi il presidente ha fatto l’elenco degli ultimi episodi simili: ‘Come nazione – ha ricordato Obama – abbiamo sofferto davvero troppe di queste tragedie negli ultimi anni. Una scuola elementare a Newtown. Un centro commerciale in Oregon. Un luogo di culto in Wisconsin. Un cinema in Colorado. Infinite strade in posti come Chicago e Philadelphia’. ‘Ognuno di questi quartieri potrebbe essere il nostro’, ha detto il presidente, ‘e per questo dobbiamo unirci e adottare misure importanti per prevenire nuove tragedie come questa. Indipendentemente dalla politica”. Poi ha concluso: ‘Ci sono famiglie in Connecticut che oggi non possono farlo. E hanno bisogno di tutti noi’, aggiunge il presidente americano ricordando i genitori che hanno perso i loro figli nella strage della scuola elementare di Newtown. ‘Noi siamo qui per loro e preghiamo per loro. E ricordiamo loro che l’amore che hanno provato per coloro che hanno perso sopravviverà non solo nelle loro memorie, ma anche in quella della loro comunità e del loro Paese.

Obama ha dato disposizione di esporre la bandiera americana a mezz’asta alla Casa Bianca, davanti a tutti gli edifici pubblici e militari e in tutte le rappresentanze diplomatiche americane fino al tramonto di martedì 18 dicembre.

Faremo tutto quello che è possibile e che serve per arginare la diffusione della armi da fuoco nel Paese. Ma di fronte a un evento così tragico, non è oggi il momento delle polemiche, ha aggiunto Carney.

Veglia di preghiera nella notte a Newtown. Centinaia di persone si sono raccolte in una chiesa cattolica, la St Rose of Lime, per pregare in ricordo delle vittime, la gran parte bambini. La Chiesa era talmente affollata che molte persone hanno dovuto sostare all’esterno, sul sacrato del tempio distante poco più di un chilometro dalla scuola elementare Sandy Hook, dove è avvenuto il massacro.

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