Newtown teatro della strage, cordoglio da tutto il mondo

Newtown - strage Ha sentito gli spari e le urla, ma invece di ripararsi, ha avuto la prontezza di accendere il megafono per dare l’allarme prima di uscire nel corridoio e cadere sotto i colpi del killer. Dawn Hochsprung, 47 anni, preside della scuola, è una delle vittime del massacro. In base a quanto scrive il Wall Street Journal, che riporta la testimonianza di una terapista della scuola, la preside era seduta insieme a lei e ad altri membri del personale per una riunione. Poco prima, secondo il New York Times, Hochsprung aveva aperto la porta d’ingresso ad Adam Lanza, perché lo aveva riconosciuto.

Il giovane, infatti, era figlio di Nancy Lanza, una delle insegnanti della stessa scuola. ‘La preside e la psicologa si sono subito alzate per andare a chiedere aiuto, non ci hanno pensato due volte a uscire dalla stanza, senza temere quello che si sarebbero trovate di fronte’, racconta la terapista. Secondo un’altra insegnante, Carrie Usher, è stata proprio la preside ad accendere il megafono per diffondere le urla e i pianti all’interno della scuola e avvertire gli altri per farli mettere al riparo, probabilmente salvando loro la vita.

Centinaia di persone hanno preso parte venerdì sera alla veglia in memoria delle 27 vittime, tra cui 20 bambini, del massacro avvenuto alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut. Alla veglia, nella chiesa cattolica di Saint Rose of Lima, sono state accese 27 candele sull’altare, una per ciascuna vittima. La chiesa era gremita e le persone rimaste fuori si sono unite in cerchio, alcune recitando preghiere, altre cantando ‘Silent night’.

Benedetto XVI invoca la consolazione della preghiera per sostenere la comunità ‘con la forza dello spirito che trionfa sulla violenza’ e ‘con il potere del perdono, della speranza e dell’amore che riconcilia’. Dolore, vicinanza e preghiera per le famiglie delle vittime della tragedia sono i sentimenti espressi dal Papa in un messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, in cui si parla di ‘tragedia insensata’ ed ‘evento scioccante’ che ha toccato molte famiglie.

Messaggi sono arrivati, tra gli altri, dal presidente russo Vladimir Putin e dal presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, dal premier giapponese Yoshihiko Noda e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.  ‘Gli americani sono un grande popolo, sapranno reagire” scrive in un tweet il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi esprimendo ‘orrore per la strage di bimbi innocenti’ e rivolgendo i suoi ‘pensieri e cordoglio alle famiglie’.

Parole di cordoglio indirizzate ai familiari delle vittime anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast che condanna ‘l’uccisione di gente indifesa e il terrorismo in tutte le sue forme’, precisando che ‘i bambini e gli adolescenti uccisi negli scontri a Gaza, negli Usa, in Afghanistan o Pakistan, in Iraq o in Siria, non sono diversi gli uni dagli altri da un punto di vista umanitario’ e per questo motivo ‘ognuno dovrebbe adoperarsi per riportare pace, sicurezza e tranquillità in tutto il mondo’.

Anche la National Football League chiede alle squadre di osservare un momento di silenzio prima delle partite in programma nel weekend. Visibilmente provati dalla tragedia anche i protagonisti del campionato Nba. La stella degli Oklahoma Thunder, Kevin Durant, scende in campo ieri con la scritta ‘Newtown Ct’ sulle scarpe. ‘Vorrei fare di più – dice – Le parole non possono descrivere quello che è successo’. Come lui esprimono la propria partecipazione al dolore delle famiglie e del paese moltissimi sportivi, dal fuoriclasse dei Boston Celtics Kevin Garnett all’allenatore dei Golden State Warriors Mark Jackson, a LeBron James, star dei Miami Heat.

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