‘Best of’ di doodle per l’anno che sta per finire

new_years_eve_2012_-_non_english_version-992008-hpGoogle saluta l’anno che sta per finire e lo fa con un ‘best of’ dei migliori doodle disegnati e messi online nel 2012: da Cappuccetto Rosso e il lupo per i fratelli Grimm ad Ada Lovelace la prima programmatrice informatica; da Dracula, per il 165/o anniversario dalla nascita di Bram Stoker, a quello interattivo dedicato a Robert Moog, l’inventore del sintetizzatore fino a quelli celebrativi delle Olimpiadi di Londra. Dettaglio bizzarro: cliccando sullo scarabocchio, il motore di ricerca rimanda alla pagina ‘buon anno 2012’, invece che 2013 perché con un video ripercorre i momenti salienti degli ultimi dodici mesi. Oltre al video una mappa interattiva dei propositi per il nuovo anno.

 

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‘Ciao professoressa’, ultimo saluto di Roma al Nobel Rita Levi Montalcini

rita-levi-montalcini‘Ciao professoressa’, È così che Roma saluta Rita Levi Montacini, la grande scienziata scomparsa il 30 dicembre a 103 anni. La folla, in coda, ha atteso pazientemente l’apertura alle 15.30 della camera ardente allestita in Senato dall’ingresso di piazza Madama. Tra i primi ad arrivare a Palazzo Madama, l’ex premier Romano Prodi, Anna Finocchiaro, Renata Polverini, Gianfranco Fini, il sindaco Alemanno. Mario Monti è stato applaudito dalla folla al suo arrivo al Senato. Molto più calorosa l’ovazione riservata al presidente della Repubblica, accolto al suo arrivo al Senato da Renato Schifani.

Per noi è la prima linea che se ne va, una delle persone su cui tutti potevano contare, rassicurava, con la sua autorevolezza”. Così, risponde con gentilezza pacata e triste, la nipote Piera Levi Montalcini, che da Torino è partita per raggiungere la casa a Roma dove il premio Nobel si è spenta oggi.

‘Il suo impegno era per tutti’, aggiunge, ricordando che ‘non ha mai smesso di lavorare e studiare fino all’ultimo, e quando se ne è andata lo ha fatto così, con tranquillità’.

Mercoledì alle 15:30 ci sarà una commemorazione al cimitero monumentale di Torino” per Rita Levi Montalcini, che poi sarà sepolta “nella tomba di famiglia al cimitero ebraico”. Lo ha spiegato la nipote del premio Nobel, Piera Montalcini, ai microfoni di SkyTg24. Intanto oggi la camera ardente fino alle 21.00 al Senato. E’ prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato Renato Schifani.


Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986, è morta ieri nella sua casa romana. Nominata senatrice a vita nel 2001 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, aveva 103 anni. “Per noi è la prima linea che se ne va, una delle persone su cui tutti potevano contare, rassicurava, con la sua autorevolezza”, risponde, con gentilezza pacata e triste, la nipote Piera Levi Montalcini. ìIl suo impegno era per tutti”, aggiunge ricordando che “non ha mai smesso di lavorare e studiare fino all’ultimo, e quando se ne è andata lo ha fatto così, con tranquillità”.

“Lavoro per un futuro che non è il mio, ma è dei giovani…Solo l’istruzione può garantire il futuro ai tanti giovani nel mondo, che non devono aver paura delle difficoltà. Personalmente ogni crisi mi ha portato più in alto, spronandomi a fare sempre di più”: sono parole di Rita Levi Montalcini, pronunciate nel corso di una conferenza stampa, su “L’istruzione chiave dello sviluppo’.

Nel 1992 Rita e Paola Levi-Montalcini, in memoria del padre Adamo Levi, istituirono la Fondazione Levi-Montalcini Onlus, con il motto “Il futuro ai giovani” con lo scopo di favorire l’orientamento allo studio e al lavoro delle nuove generazioni. Nel 2001, lo statuto viene modificato e la missione è “venire in aiuto alle donne di paesi dove si lotta ogni giorno per la sopravvivenza”, perché “lo sviluppo dei paesi ad alto livello culturale ha dimostrato che l’istruzione è la chiave di volta del progresso di un paese”. E ancora – scrive il nobel Montalcini – “l’istruzione è la chiave dello sviluppo, da qui il nostro sostegno alle donne di differenti paesi africani’.

Puntava molto sulle donne. Nella presentazione di uno dei libri promossi dalla fondazione Montalcini, “L’altra parte del mondo”, scrive: ìIl futuro del Pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace’.

Nata a Torino nel 1909, si è laureata in Medicina all’Istituto di Anatomia umana della stessa Università. Fin dai primi anni universitari si dedica agli studi sul sistema nervoso. A seguito della promulgazione delle leggi razziali, per proseguire le sue ricerche sui processi del differenziamento del sistema nervoso, si reca in Belgio (1938). Durante la guerra si rifugia nell’astigiano e successivamente in clandestinità a Firenze.

Nel 1947 viene invitata alla Washington University di St. Louis nel Missouri. Nel 1951 è in Brasile per poter eseguire gli esperimenti di colture in vitro presso l’Istituto di biofisica dell’Università di Rio de Janeiro, dove, nel dicembre dello stesso anno, tali ricerche le consentono di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l’acronimo NGF). Questa scoperta le valse, nel 1986, il Premio Nobel per la Medicina.

Stabilitasi definitivamente in Italia, nel 1969, assume la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del Cnr a Roma fino al 1989. Dal 1993 al 1998 presiede l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Ma nella sua lunga carriera è membro delle più prestigiose accademie scientifiche nazionali e internazionali, quali l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia delle Scienze, l’Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Science e la Royal Society. E anche presidente onorario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore

English: Steve Jobs shows off the white iPhone...

English: Steve Jobs shows off the white iPhone 4 at the 2010 Worldwide Developers Conference Español: Presentación del iPhone 4 por Steve Jobs en la Worldwide Developers Conference del año 2010 (Photo credit: Wikipedia)

Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore. Il gruppo fondato da Steve Jobs dovrà versare una compenso a otto scrittori cinesi e a due case editrici per avere venduto libri in versione elettronica senza rispettare i diritti di autore.

Secondo l’agenzia cinese Xinhua, Apple è stata condannata a pagare 125.285 euro a ciascuno dei danneggiati che hanno visto pubblicati loro libri in versione scaricabile via web lo scorso anno, non protetti dal copyright.

Il tribunale di Pechino ha stabilito che é stata violata la legge sulla comunicazione attraverso le reti di informazione con la pubblicazione di libri, non rispettando la proprietà intellettuale.

Pietro Grasso si candida con il PD e si commuove mentre firma le dimissioni da magistrato

++ ELEZIONI: GRASSO CHIEDE A CSM ASPETTATIVA ++‘Non voglio usare termini come salire o scendere in politica. Ho finito la mia esperienza e ora mi sposto in politica. Non pensavo di dover prendere una decisione così rapida, prendere il treno in corsa ed entrare in politica: è stata una decisione radicale e sofferta’. Si è commosso il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso quando, in conferenza stampa con Pier Luigi Bersani, ha annunciato stamattina la sua candidatura come capolista del Pd alle prossime elezioni. ‘Prima di firmare le dimissioni da magistrato mi tremava la mano, perché è una scelta di vita’ ha detto Grasso.

‘Dopo 43 anni in magistratura ho maturato una visione delle cose – ha detto Grasso – e ho deciso di dare al Pd la mia disponibilità ampia. Il mio progetto va oltre: un progetto di rivoluzione del sistema giustizia che va affrontato in modo graduale’.

Il Pd vuole essere una infrastruttura per la riscossa civica del Paese, perché la politica da sola non arriva e ci vogliono energie civiche’ ha detto Bersani annunciando la candidatura di Grasso.

Un anno fa facemmo un governo di transizione e super partes – ha detto il segretario Pd riferendosi a voci di candidature come Profumo e Balduzzi – Non vorrei quindi ora che questo governo fosse sbranato un po’ da una parte un po’ dall’altra. Serve coerenza e io proporrò alla Direzione che non ci siano ministri candidati nelle liste del Pd’.

Primarie PD: si vota domani e domenica

1577380-primarie_pdIl voto è fissato dalle ore 8.00 alle ore 21.00 di domani, sabato 29 dicembre (nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, e Calabria) o, nelle stesse ore, di domenica 30 dicembre, nelle restanti regioni (Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna). Ogni elettore potrà esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere. Se le due preferenze espresse sono dello stesso genere, la seconda sarà considerata nulla. I seggi saranno istituiti prevalentemente presso i circoli territoriali del Pd, e potranno essere individuati – insieme ai nomi dei candidati parlamentari, distinti per regione – collegandosi al sito www.primarieparlamentaripd.it.

Ancora poche ore, e il Partito democratico torna a votare con le primarie. Dopo il grande successo registrato il 25 novembre, quando in lizza per il ruolo di candidato premier c’erano il segretario Pier Luigi Bersani (poi risultato vincitore) e l’outsider sindaco di Firenze Matteo Renzi con una enorme (di questi tempi) partecipazione di elettori e militanti, il Pd replica il meccanismo di selezione con possibilità di scelta dal basso, applicandolo questa volta ai possibili candidati per le elezioni politiche di febbraio.

Potranno votare per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale due categorie: gli elettori iscritti nell’Albo delle primarie dell”Italia Bene Comune‘, che si sono svolte a novembre; gli iscritti al Pd nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione fino al momento del voto. Come già alle primarie per il candidato premier del centrosinistra, per esercitare il diritto di voto occorre dichiararsi elettore del Pd e sottoscrivere un pubblico appello per il voto ai democratici, versare una sottoscrizione di almeno due euro per la campagna elettorale impegnarsi a riconoscere gli organismi di garanzia previsti dal regolamento per eventuali controversie sul voto.

Le primarie del prossimo fine settimana sono finalizzate alla selezione del 90% delle candidature del Pd; il restante 10% sarà composto da una novantina di candidati compresi nel cosiddetto ‘Listino bloccato Bersani‘, che potranno evitare il terno al lotto delle primarie e siederanno sicuramente in Parlamento. Pochi, al momento, i nomi resi noti di una lista ancora segretissima: sicuro, al momento, solo il nome del Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Russia: Putin firma la legge ‘anti Magnitsky’

vladimir-putin-polar-bearsIl presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato la cosiddetta ‘legge anti-Magnitsky’ o legge Dima Yakovlev che vieta, tra l’altro, le adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi. Lo ha reso noto il Cremlino. Passata sia alla camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, che al Senato. La legge rende il nome di Dima, un bambino russo che è morto per un colpo di calore nel 2008 in America, dopo che il padre adottivo statunitense lo aveva dimenticato in macchina nella calura estiva. Il padre è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo.

Approvata a larga maggioranza da entrambe le camere del Parlamento russo, entrerà in vigore il 1 gennaio 2013.

La decisione rappresenta una risposta all’adozione, negli Stati Uniti, delle misure restrittive contro i funzionari russi coinvolti nel caso di Sergei Magnitsky, l’avvocato societario che aveva denunciato un clamoroso caso di corruzione morto in carcere nel 2009 in attesa di processo.

Sono 52 le procedure di adozione di orfani russi in corso da parte di cittadini americani, ma dopo la promulgazione della legge che vieta le adozioni agli americani, i bambini coinvolti saranno adottati in Russia. Lo riferisce il delegato del Cremlino all’infanzia Pavel Astakhov. ‘Cinquantadue bambini sono coinvolti. Penso che debbano essere adottati in Russia sotto la responsabilità dei governanti’, ha dichiarato Astakhov.

E’ stato assolto da un tribunale di Mosca l’unico imputato per la morte dell’avvocato Serghei Magnitsky. Ex vicedirettore del famigerato carcere Butyrka, dove il giovane legale morì nel 2009 per una pancreatite non curata, Dmitri Kratov era accusato di negligenze che avrebbero causato il decesso di Magnitsky.

I giudici della corte di Tverskoi hanno detto di non aver riscontrato prove che dimostrassero la colpevolezza del funzionario che al contrario fece tutto il possibile per aiutare il detenuto. ‘Continuerò a lavorare nel sistema penitenziario’, ha annunciato Kratov dopo la sentenza.

Poco prima di essere arrestato, Magnitsky aveva denunciato una frode fiscale da 5,4 miliardi di rubli (235 milioni di dollari), orchestrata da alcuni dipendenti del ministero dell’Interno russo ai danni del fondo d’investimento Hermitage Capital, presso il quale lavorava, il cui amministratore delegato è William Browder.

Il legale è, però, stato accusato di aver ideato lui stesso lo schema che sottostava alla frode e subito posto in detenzione preventiva, nel 2008.

Dopo quasi un anno di carcere, in cui secondo i legali difensori gli sono state negate le cure necessarie alla sua grave pancreatite, è morto all’età di 37 anni. Sul suo corpo sarebbero state rinvenuti segni di tortura.

Chiuso dopo la sua morte, il processo per frode contro Magnitsky è stato riaperto di recente da un tribunale moscovita, tra le critiche della società civile e dei famigliari. Giovedì, in seguito all’assenza dei legali della difesa intenzionati a ‘non partecipare a un processo contro un uomo morto’, l’udienza preliminare è stata spostata al 28 gennaio.

La morte di Magnitsky è diventata in pochi anni un caso internazionale e motivo di tensioni tra Mosca e le cancellerie occidentali. Di recente Washington ha approvato il ‘Magnitsky Act‘, una legge che bandisce dal territorio americano i funzionari russi coinvolti nel caso. Dal canto suo Mosca ha risposto con la cosiddetta ‘Legge anti-Magnitsky’, che prevede il divieto delle adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi.

Salva-Ilva: conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato, la procura presenta secondo ricorso

Taranto manifestazione per IlvaI magistrati della procura di Taranto hanno inviato alla Corte Costituzionale un ricorso contro il decreto legge 207, ribattezzato dai media ‘salva-Ilva‘ e dal presidente del Consiglio Mario Monti ‘salva-Taranto’, sollevando una questione di conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato. Il decreto è stato recentemente convertito in legge dal Parlamento. Non appena la legge ‘recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale’ sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale, la procura presenterà un secondo ricorso alla Consulta basato sugli stessi motivi del primo.

Secondo i magistrati tarantini, riconsegnando gli impianti dell’area a caldo (sotto sigilli dal 26 luglio scorso) all’Ilva e permettendo al colosso industriale di tornare a produrre acciaio, il governo ha di fatto impedito l’esercizio dell’azione penale interferendo con un’indagine ancora in corso. Sugli impianti, infatti, vigeva un sequestro con giudicato cautelare, ordinato dal gip Patrizia Todisco, confermato dal tribunale del Riesame e contro il quale Ilva non ha mai proposto ricorso in Cassazione.

Il prossimo 8 gennaio Ilva ricorrerà al riesame contro il sequestro del prodotto finito e semi-lavorato realizzato nei quattro mesi in cui gli impianti erano sequestrati e l’azienda non era autorizzata a produrre. Si tratta di un milione settecento mila tonnellate di acciaio considerato dai pm provento di reato del valore di circa un miliardo di euro. Secondo quanto riferito da fonti vicine alla procura, in quell’occasione i pm chiederanno al tribunale di valutare il profilo di costituzionalità della legge approvata con larga maggioranza dai due rami del parlamento il 20 dicembre.

Berlusconi e la par condicio televisiva

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Ventotto minuti e mezzo. E’ il tempo dell’intervento televisivo di Berlusconi, l’ennesimo, l’ultimo che va ad unirsi a una lunga lista e che ha suscitato la reazione di un gruppo di parlamentari del Pd di rivolgersi ieri all’Autorità garante per le comunicazioni. Una situazione alla quale la Rai ha promesso oggi di voler riparare.

‘Negli ultimi giorni l’on. Silvio Berlusconi ha chiesto e ottenuto spazio ad una serie di trasmissioni televisive e radiofoniche. In una ottica di equilibrio precedente alla ‘Par Condicio’ la Rai offrirà analoghi spazi di comunicazione ai leader di altre formazioni politiche’. Lo comunica Viale Mazzini.

‘Gentile presidente, la direzione generale già dal 22 novembre ha richiamato reti e testate a garantire il pluralismo e l’equilibrio nella presenza delle diverse forze politiche all’interno dei programmi di approfondimento informativo’, scrive Gubitosi nella lettera a Zavoli.

‘Successivamente, anche a seguito delle raccomandazioni emerse nell’ambito del dibattito consiliare del 19 dicembre, è stata convocata il 20 dicembre una riunione con i direttori di reti e testate volta a sottolineare ancora una volta l’esigenza di garantire pluralismo e equilibrio informativo.

L’on Berlusconi – continua il dg Rai – ha approcciato direttamente reti e testate chiedendo spazi per interviste, utilizzando, di fatto, gran parte degli spazi destinati alla sua area politica. E’ stato ospite del Tg2, delle rubriche Unomattina, Porta a Porta, dell’Arena, della rubrica radiofonica Radio anch’io e domani sarà ospite dell’intervista serale del Tg1; al contrario non è stata accettata la richiesta dell’on. Berlusconi di partecipare ad una prima serata di Porta a Porta e non ha avuto seguito la sua richiesta di partecipare ad una rubrica di approfondimento sportivo’.

Spiega ancora Gubitosi: ‘Stiamo già offrendo ai responsabili delle altre aree analoghi spazi di palinsesto per assolvere all’impegno della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di garantire al meglio il proprio dovere di informare in maniera equilibrata i cittadini’.

Arriva presto la replica di Zavoli. ‘Intravedo in alcune iniziative dei direttori di testata e addirittura di rete un mancato rispetto del mandato del Cda Rai in tema di pluralismo. Le norme sono state disattese per ragioni che non conosco, ma ho rinnovato l’invito al dg Rai di rispettare le norme”. Lo dice il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli.

Secondo l’ex presidente Rai e deputato Pd, Roberto Zaccaria ‘Berlusconi continua la sua occupazione della TV e stamani ha potuto utilizzare l’intero programma di Uno Mattina per 28 minuti e mezzo facendo un vero e proprio comizio che ha portato addirittura ad un ritardo di 5 minuti del telegiornale.

Il contraddittorio è stato insignificante e le due domande più incisive erano preregistrate e sono state facilmente aggirate senza alcuna replica. Questo modo di utilizzare la TV da parte di un politico contrasta apertamente con le indicazioni date dall’Agcom nei giorni scorsi e ci auguriamo vivamente che nella giornata di domani il Consiglio dell’Autorità oltre a fornire i dati, che abbiamo richiesto, sulla presenza complessiva dei leader politici in questi ultimi dieci giorni si esprima sull’uso della TV a fini di esplicita propaganda.

Anche i vertici della Rai (Presidente e Direttore generale) che nei giorni scorsi avevano vietato l’invito di uomini politici nei contenitori durante le festività, sentano il dovere di rispondere perché questo inasprimento della campagna elettorale viola esplicitamente anche il monito del Capo dello Stato.’

Per oggi è attesa intanto in commissione parlamentare di Vigilanza Rai l’audizione dei vertici della Agcom. L’obiettivo è avere un quadro aggiornato della questione par condicio in vista della tornata elettorale del 24 e 25 febbraio.

Piero Grasso fa richiesta di aspettativa elettorale, vuole candidarsi alle prossime elezioni

grassoIl Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche di febbraio tra le fila del Partito democratico e ha presentato al Csm la richiesta di aspettativa elettorale. Come è già accaduto per l’analoga richiesta dell’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, l’organo di autogoverno dovrebbe concederla senza intoppi, trattandosi di un diritto non limitato da alcuna norma esistente.

La richiesta avanzata da Grasso come tutte le domande di aspettativa per motivi elettorali che giungeranno nel corso delle festività saranno valutate dalla quarta commissione consiliare del Csm, competente in materia, nella mattinata di lunedì 7 gennaio. Il plenum dell’organo di autogoverno, convocato in sessione straordinaria vista l’urgenza degli adempimenti elettorali connessi, le valuterà nella stessa giornata del 7 gennaio, a partire dalle ore 18.

La notizia della candidatura di Grasso arriva dopo quella di Ingroia che scioglierà la riserva entro la fine dell’anno e sembra essere destinata a ravvivare le polemiche lanciate in precedenza dalla destra di Berlusconi e alleati sul ruolo della magistratura in politica.

‘Confermiamo la richiesta al Csm di un’aspettativa per motivi elettorali, ma al momento preferiamo non rilasciare nessuna dichiarazione’, hanno dichiarato dall’ufficio romano del Procuratore antimafia.

L’attesa per la decisione di Ingroia è legata fondamentalmente alla possibilità di una sua presenza diretta nella lista Rivolta o Rivoluzione democratica promossa da lui stesso insieme a De Magistris – con l’adesione di Di Pietro, Ferrero, Diliberto, Bonelli.

Sulla collocazione politica di Grasso i dubbi sono stati fugati da una fonte del Pd, secondo cui il procuratore formalizzerà la sua candidatura domani in una conferenza stampa nella sede del partito a Roma alla presenza del segretario, Pier Luigi Bersani.

Giornale americano pubblica i nomi di chi possiede un’arma vicino New York, tantissime le proteste

Rochster mapOltre 1300 commenti online indignati, tantissime proteste. Cosi’ i lettori del Journal News, un quotidiano dello stato di New York, hanno accolto la decisione del giornale di pubblicare sul suo sito la mappa con nome, cognome e indirizzo dei possessori di armi da fuoco in tre contee dello stato Westchester, Rockland e Putnam. Si tratta di dati personali, 16mila nomi, ottenuti dal giornale grazie al famoso ‘Freedom of Information Act‘, la legge che autorizza i media a entrare in possesso di informazioni in mano all’amministrazione pubblica.

L’iniziativa ha provocato proteste violente e arriva dopo alcuni, lampanti, casi di sparatorie, dalla strage della scuola di Newtown all’omicidio di due pompieri volontari alla vigilia di Natale da parte di un folle che aveva ucciso la nonna nel 1980 e probabilmente la sorella. Secondo tanti si tratta di una schedatura ignobile.

Nel grafico si vede in modo impressionante quanta gente, a due passi dalla Grande Mela possegga un’arma. Ovviamente, è solo la lista di chi ha un regolare permesso di porto d’armi, e che non tiene conto delle tantissime armi possedute in modo illegale.

Secondo molti utenti si tratta di una schedatura ignobile: ‘Potremmo tornare a cucirci addosso la stella di David, così il pubblico può sapere chi siamo?’, attacca un lettore. Ma il giornale s’è difeso, dicendo che tutti hanno diritto di sapere quante armi ci sono attorno a casa sua.

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