Scontri a Roma, Cancellieri ‘arresti differiti come negli stadi’

L’arresto differito è uno degli strumenti che il Governo vuole mettere in campo contro le violenze di piazza. Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, nel corso di un’informativa al Senato sugli scontri di mercoledì scorso. Quando ci sono persone che partecipano a manifestazioni con caschi e passamontagna, ‘l’arresto differito – ha spiegato il ministro – è uno strumento molto efficace che ha dato risposte positive negli stadi e pensiamo quindi di applicarlo’. Sul Daspo anche per i manifestanti, ha aggiunto, ‘stiamo facendo una valutazione perché ci sono aspetti costituzionali da chiarire’.

Il riferimento a possibili nuovi strumenti da utilizzare nel contrastare i violenti che si infiltrano nelle manifestazioni di piazza arriva in seguito agli scontri avvenuti lo scorso 14 novembre a Roma per lo sciopero europeo.

‘Tutti dobbiamo renderci conto – ha aggiunto il ministro – che siamo chiamati a fare sacrifici. Il momento – ha proseguito il titolare del Viminale – è molto delicato’ e occorre ‘fare quadrato attorno alle istituzioni’, perché ‘c’è una situazione di grande preoccupazione e sono mesi che ci stiamo preparando a momenti difficili’.

Nelle manifestazioni degli studenti si sono infiltrati movimenti antagonisti. Lo ha affermato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, rispondendo alle interrogazioni in aula al Senato. Cancellieri ha detto che occorre distinguere tra ‘gli studenti pacifici e altri meno, che avevano caschi e bastoni; distinguiamo le due componenti, si sono infiltrati i movimenti antagonisti che da sempre cercano di portare il paese in condizioni di instabilità. Chiedo a tutti di rendersi conto che il momento è molto molto delicato. L’Italia sta passando un momento difficile e noi non possiamo consentire alla piazza di fare delle scelte che deve fare la politica. La politica deve assumersi la responsabilità di aiutarci a passare questi mesi, tenendo conto che la situazione non è facile per nessuno. Poi – ricorda la titolare del Viminale, con un riferimento implicito alle prossime elezioni politiche – deciderà il Paese con un governo eletto dal popolo’.

Cinque persone vicine agli ambienti anarchici, ai movimenti antagonisti e alle tifoserie violente sono state arrestate oggi tra Roma, Savona, Milano e Cosenza per gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma durante la manifestazione per la giornata mondiale degli indignati: sono accusati di devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale. L’operazione – svolta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Roma, insieme alla Digos di Roma, sotto il coordinamento del pool antiterrorismo della Procura della capitale – costituisce la prosecuzione di quelle che tra il 15 ottobre e il 20 aprile scorso avevano già coinvolto circa 40 persone. Alla base dei provvedimenti restrittivi c’è il pericolo di reiterazione dei reati, così come rilevato dal gip del Tribunale di Roma. Contemporaneamente, su disposizione della stessa Procura, sono in corso di esecuzione diverse perquisizioni locali e personali.

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