Economia: accordo di produttività, no della Cgil

Orari più flessibili, telecamere in fabbrica e in ufficio, più salario in relazione alle performance. Sono alcuni dei punti dell’accordo di produttività, raggiunto da governo e parti sociali, ad eccezione della Cgil. Susanna Camusso ha ribadito la sua contrarietà verso un ‘testo sbagliato’, che ‘ridurrà i salari’. Dispiaciuto il governo. ‘Le motivazioni oggettivamente non tengono’, ha detto il ministro Corrado Passera.

I punti chiave su cui si basa l’accordo sono il rafforzamento della contrattazione di secondo livello e gli sgravi fiscali per il salario di produttività.

In concreto, per i lavoratori arriveranno cambiamenti su orari e qualifiche. Possibile il demansionamento, ma non unilaterale, con decurtazione dello stipendio e, per quanto riguarda i turni, una ridefinizione della loro distribuzione anche con modelli flessibili. Il demansionamento e la flessibilità dei turni sono due nuovi istituti contrattuali che potranno essere introdotti solo facendo ricorso alla contrattazione collettiva. Contrattazione collettiva anche ‘per le modalità attraverso cui rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie’, ovvero la possibilità di introdurre la video sorveglianza sui luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda la riduzione del cuneo fiscale, sono in arrivo sgravi sui redditi fino a 40 mila euro annui lordi. Le parti sociali ‘sono consapevoli degli effetti che la contrattazione collettiva, in particolare al secondo livello, può esercitare sulla crescita della produttività’ e ‘convengono sulla necessità di condividere col governo i criteri di applicazione degli sgravi fiscali e contributivi’ per il salario di produttività.

Viene poi stabilito il doppio livello di contrattazione. Verrà depotenziato il contratto nazionale e saranno rafforzati quelli di secondo livello. In pratica le parti sociali potranno scegliere di quale secondo livello discutere: o territoriale o aziendale.

Entro il 31 dicembre 2012, la materia della rappresentanza sindacale ‘sarà disciplinata per consentire il rapido avvio della procedura per la misurazione della rappresentanza nei settori di applicazione dei contratti nazionali, in attuazione dei principi contenuti nell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011’. Le intese dovranno prevedere ‘disposizioni efficaci per garantire l’effettività e l’esigibilità delle intese sottoscritte, il rispetto delle clausole di tregua sindacale, di prevenzione e risoluzione delle controversie collettive, le regole per prevenire i conflitti, non escludendo meccanismi sanzionatori per le organizzazioni inadempienti’.

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