Medio Oriente: attacco terroristico a un autobus a Tel Aviv, una ventina i feriti

Attentato terroristico contro un autobus a Tel Aviv. Mentre proseguono i raid su Gaza, questa mattina c’è stata un’esplosione su un autobus a Tel Aviv, nel nord di Israele. Secondo quanto ha reso noto la polizia israeliana, l’esplosione è il risultato di un attentato terroristico. ‘Radio Israele’ precisa che il mezzo di trasporto è esploso mentre percorreva il King Shaul Boulevard.

I feriti dell’attentato sono almeno 21. Lo riferisce il sito di ‘Haaretz’, precisando che due sono in condizioni medio-gravi, tre in condizioni medie e gli altri feriti leggermente.

La polizia israeliana ha arrestato un sospetto terrorista, per rilasciarlo poco dopo, mentre continua la caccia a una donna che sarebbe in possesso di un altro ordigno esplosivo. Lo riferisce il sito del ‘Jerusalem Post‘.

Secondo una fonte della sicurezza israeliana, citata da ‘Ynet News‘, l’attentato sarebbe infatti stato compiuto con un ordigno esplosivo collocato sul mezzo e non da un attentatore suicida. Preso uno, si cerca un secondo complice, forse una donna.

Immediata la rivendicazione di Hamas. Lo ha riferito il sito della ‘Bbc’, precisando che il movimento palestinese ha annunciato, attraverso gli altoparlanti delle moschee di Gaza, di essere riuscito a piazzare un ordigno sul bus. Alla notizia dell’esplosione, secondo quanto riferisce sempre la ‘Bbc’, si sono sentiti spari in aria a Gaza in segno di festeggiamento.

Intanto procedono i raid delle forze armate israelianesulla Striscia. Un missile israeliano è caduto nei pressi di un hotel di Gaza City che ospita molti giornalisti stranieri. Lo riferisce l’inviata della ‘Bbc’, spiegando che l’esplosione provocata dal missile lanciato da un aereo ha fatto andare in frantumi i vetri di alcune stanze.

Gli aerei militari dello Stato ebraico hanno anche colpito nelle prime ore della giornata una stazione di polizia, un edificio del governo e una struttura della sicurezza a Gaza City, come riporta l’agenzia palestinese ‘Maan’. L’ufficio dei portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha confermato i raid contro “siti di attività terroristiche” a Gaza, tra i quali il ministero della Sicurezza interna.

Ed è strage di bimbi nella Striscia. Secondo quanto raccolto da Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e del Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia) – in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda – il 25% delle vittime è rappresentato da bambini. “Al momento – riferisce Aodi, che all’Adnkronos Salute invia anche l’elenco con i nominativi dei piccoli rimasti uccisi – si contano 29 bimbi morti su 140 vittime e 310 feriti su un totale di 1.100”.

La comunità internazionale è al lavoro. Il presidente Usa Obama ha inviato Hillary Clinton per mediare un cessate il fuoco. Per la Clinton, ”l’obiettivo deve essere un risultato duraturo che promuova la stabilità regionale e porti avanti la sicurezza e le legittime aspirazioni di israeliani e palestinesi”, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro con il primo ministro Benyamin Netanyahu nella tarda serata di martedì. Il segretario di Stato avrà un nuovo incontro a Gerusalemme con il primo ministro, il ministro della Difesa Ehud Barak e quello degli Esteri Avigdor Lieberman.

Clinton ha avuto anche colloqui con il leader dell’autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. “Gli Stati Uniti sono contrari alla nostra decisione di recarci all’Onu a chiedere lo status di Stato non membro per la Palestina”. Lo ha dichiarato il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, che in conferenza stampa a Ramallah ha riferito dei colloqui tra il presidente dell’Anp e Clinton. Erekat ha affermato che il responsabile Usa “ha ribadito ancora una volta” il rifiuto della Casa Bianca di questa iniziativa palestinese e “ha chiesto ad Abbas di rimandare la questione”.

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