Giornata internazionale dello studente: contestazioni e proteste in tutta Italia

Urla e fischi contro il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri oggi a Rimini, dove al Palazzetto dello Sport Flaminio si svolgeva il dibattito e la premiazione del concorso ‘Legalità e solidarietà: nella scuola nasce e cresce la cittadinanza attiva’, nell’ambito della giornata della ‘Legalità e della Solidarietà’ promossa dalla prefettura di Rimini.

Intanto, il Racis (Raggruppamento investigazioni scientifiche) dei carabinieri, ha comunicato l’esito della perizia: ‘I lacrimogeni piovuti dal ministero della Giustizia sui manifestanti in fuga in via Arenula, ripresi da diversi video amatoriali, sono stati lanciati da Ponte Garibaldi e rimbalzati sui muri del palazzo’.

A Rimini Cancellieri aveva iniziato da poco il suo intervento quando, riferisce SkyTg24, dagli spalti gremiti di studenti è partita una contestazione per l’operato delle forze dell’ordine nel corso degli scontri di mercoledì scorso in varie città italiane. ‘Sapete cos’è il fascismo? Sapete cosa sono le forme di squadrismo?’, ha replicato il ministro.

Sul palco del palazzetto dello sport è poi salita una ragazza di un collettivo studentesco che ha tenuto un appassionato intervento: ‘Noi siamo qui perché per noi è inaccettabile che il ministro Cancellieri che ha ordinato di manganellare gli studenti oggi sia qui a parlarci di democrazia – ha detto – Chiediamo numeri identificativi per gli agenti affinché non rimangano impuniti; l’Italia è uno dei pochi paesi europei che non hanno sulle divise i numeri identificativi degli agenti’.

Cancellieri è infine tornata sull’episodio dei lacrimogeni forse lanciati dal ministero della Giustizia a Roma: ‘Sul caso ci sono due inchieste: una tecnica del ministro Severino, l’altra nostra che riguarda l’identificazione delle persone che appaiono particolarmente violente. Ci vuole del tempo per concludere, in ogni caso io vorrei dare dei segnali per quelli che hanno mostrato capacità di tenuta’.

Dal canto suo, il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha avviato un’inchiesta ispettiva interna sulle violenze della polizia a Roma al fine di ‘procedere alla completa identificazione dei poliziotti che si sono resi responsabili di abusi. Perché quei poliziotti saranno puniti’.

‘Il rispetto che meritiamo – ha spiegato in un’intervista a Repubblica – passa attraverso la nostra forza nell’isolare e sanzionare chi sbaglia. Con estrema franchezza, io penso che isolare e sanzionare l’abuso di un agente sia una dimostrazione di forza e non di debolezza’.

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un agente di polizia per l’aggressione ai danni di un manifestante, nei pressi del Lungotevere, a Roma, nel corso degli incidenti avvenuti per lo sciopero europeo contro le politiche di rigore. Si tratta di un agente di polizia identificato grazie a un filmato dove si vede il poliziotto colpire con il manganello sul volto uno dei manifestanti caduto a terra. Il fascicolo e’ stato affidato al pubblico ministero Luca Tescaroli.

Oggi gli studenti sono tornati a mobilitarsi in tutta Italia, ‘cercando di portar a galla la drammatica situazione in cui versa il sistema italiano d’istruzione pubblica. Le scuole cadono a pezzi, una su due non è a norma e un istituto su dieci è ospitato da privati. L’università vive un aumento delle tasse che negli ultimi 10 anni è stato del 75%, 45mila studenti sono senza borsa di studio, anche se ne hanno diritto in quanto capaci e meritevoli ma privi di mezzi’. Lo comunicano la Rete degli studenti medi e l’Unione degli universitari.

 Spiega Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi: ‘la nostra mobilitazione continua, gli studenti hanno organizzato ieri la ‘notte bianca dell’istruzione pubblica, una cornice ampia nazionale declinata sui territori con mille iniziative. Oggi invece e’ la giornata di mobilitazione internazionale, con cortei, iniziative ed assemblee in molte città italiane. Da Palermo ad Ancona, in moltissime città italiane gli studenti medi e universitari scenderanno ancora in piazza per chiedere di essere il cambiamento che vogliono vedere nel mondo’.

Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, aggiunge: ‘il 17 novembre è da sempre una data importante nell’autunno studentesco e quest’anno lo è un po’ di più. Non solo perché abbiamo iniziative su due diversi giorni, ma perché per la prima volta abbiamo costruito, con gli studenti di Francia, Austria, Belgio, Spagna e Germania un appello unico di mobilitazione europea, che attraversava anche lo sciopero generale del 14 chiamato ‘Siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo’.

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