Malala Yousafzai è fuori pericolo

Wikipedia le ha già dedicato una pagina. Malala Yousafzai, è la giovane attivista pakistana colpita, non a morte, da un talebano mentre usciva da scuola, a causa delle sue idee progressiste.

Ora Malala Yousafzai, 14 anni ferita ieri alla testa dai talebani nella città pakistana di Mingora, sta meglio. I medici sono riusciti a rimuovere la pallottola che aveva nel collo. La ragazza è fuori pericolo di vita.

Le sue condizioni erano apparse subito critiche, dopo essere stata colpita da due pallottole, mentre percorreva la strada da scuola a casa nella Swat Valley, nel nord ovest del Pakistan. Era appena salita sull’autobus che doveva riportarla nella sua abitazione, dopo le lezioni, quando un uomo con la barba è salito sul mezzo e ha chiesto dove fosse l’attivista.

Nell’incertezza ha colpito le due ragazzine. La giovane è stata ferita in modo grave alla testa e al collo, mentre l’amica ha riportato solo lievi contusioni.

Malala ha passato la notte nella terapia intensiva dell’ospedale militare di Peshawar, dove è ricoverata. Rimane sotto osservazione e i medici la tengono costantemente sotto osservazione. Non è ancora chiaro se sarà necessario trasferirla all’estero per fornirle ulteriori cure.

Candidata a un premio internazionale per la pace, Malala Yousafzai era diventata famosa all’opinione pubblica nel 2009 per aver scritto un diario per la Bbc in urdu sulla sua vita sotto i talebani. Nel testo denunciava le atrocità commesse nella valle di Swat.

Un portavoce dei talebani, Ehsanullah Ehsan, ha detto alla Bbc che la giovane ‘non verrà risparmiata se sopravviverà’. A questo punto le autorità dovranno considerare al più presto come proteggere la ragazza, rafforzando le misure di sicurezza.

Il generale Ashfaq Parvez Kayani, ha visitato Malala in ospedale. ‘Attaccando Malala – ha detto – i terroristi non hanno capito che non si tratta soltanto di una persona, ma di un simbolo di coraggio e speranza che difende gli enormi sacrifici sostenuti dal popolo della valle dello Swat e da tutta la nazione per liberare il territorio dalla oppressione del terrorismo’.

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