Mitt Romney e Barack Obama al primo confronto: chi ha vinto

Dicono che abbia vinto Romney, Mitt Romney, il candidato alle prossime presidenziali degli Stati Uniti d’America del 6 novembre. Che sia uscito vittorioso dal primo grande confronto con il nemico, l’attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Eppure c’è qualcosa di vero e non vero in quello che è stato detto.

‘Vediamo la vittoria’. Lo scrive Mitt Romney ( fonte Ansa) nella sua prima mail mandata ai suoi fan, all’indomani del dibattito tv che secondo l’opinione pressoché unanime ha rilanciato con grande vigore le sue speranze presidenziali. ‘Ad appena 33 giorni dal voto – scrive il candidato repubblicano – il tuo sostegno è cruciale. Abbiamo bisogno del tuo impegno, per far tornare l’America al lavoro. Mentre noi parliamo di lavoro, sanità, debito, tasse, Obama non ha un record da mostrare, o un piano per il futuro. Io e Paul Ryan invece si’.

Secondo l’agenzia di stampa, a Romney va questo primo round elettorale. ‘Non sono perfetto, ma vi prometto che continuerò a lottare per la classe media, e che tutti avranno le stesse opportunità, che per tutti varranno le stesse regole’. Barack Obama chiude il primo dibattito tv col rivale Mitt Romney con un bagno di umiltà, di realismo, ammettendo come ci sia ancora molto da fare per tirar fuori l’America dalla palude della crisi. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, però, appare più sicuro di sé, a tratti spavaldo, e pronuncia la sua promessa agli almeno 60 milioni di telespettatori inchiodati davanti allo schermo: ‘Dopo quattro anni di Obama l’America è più debole, e io la farò ripartire’.

Se da questo primo duello si attendevano scintille, si rimane un po’ delusi. All’Università di Denver, Colorado, i due candidati per 90 minuti – in prima fila le moglie Michelle e Ann – si sono dati battaglia sull’econonomia, sul debito, sul fisco, sulla riforma sanitaria, sul governo. Ma non ci sono stati picchi, e non ci sono frasi memorabili da ricordare. Il dato di fatto è che Romney è apparso molto più battagliero e puntuale del solito nell’attaccare il presidente in carica, dando di sé un’immagine molto lontana da quella poco carismatica e di gaffeur a cui aveva abituato soprattutto nelle ultime settimane, quando è crollato in tutti i sondaggi. E Obama è stato visibilmente costretto alla difensiva, non riuscendo a tirar fuori quella grinta e quella verve che lo hanno sempre caratterizzato.

In America serve promuovere ‘un nuovo patriottismo concentrato sulla classe media‘ ha detto il presidente americano, aprendo il dibattito. Voglio fare ripartire l’America, ha detto Romney, riproponendo il suo piano in 5 punti: indipendenza energetica, raddoppio scambi commerciali, linea dura con Cina, bilancio in equilibrio, appoggio a pmi.

Ma è sul deficit il primo vero affondo di Romney nel corso del dibattito col presidente americano, Barack Obama: ‘Il presidente afferma che vuole ridurre il deficit, ma intanto lo ha raddoppiato. Ha creato tanto indebitamento quasi come tutti gli altri presidenti messi insieme’.

Pronta la replica di Obama: ‘Ho ereditato un debito eccessivo, ma abbiamo fatto tanto e so che dobbiamo fare ancora di più. E per questo ho un piano di riduzione’.

Basta agevolazioni alle imprese che si arricchiscono sulle spalle dei cittadini americani, come quelle energetiche che ‘raddoppiano i profitti quando si fa il pieno di benzina’. E basta sgravi a quelle che delocalizzano all’estero, ha detto Obama. Obama ha quindi accusato Romney di voler frenare la riforma di Wall Street. ‘La crisi è dovuta in parte a Wall Street’, ha affermato Obama, ribadendo la necessità di eliminare tutti i comportamenti a rischio. Ha quindi rivendicato l’aiuto alle banche ‘ripagato con gli interessi’. ‘Servono più regole – ha replicato Romney – ma sono contro al fatto che cinque banche sono troppo grandi per fallire. Bisogna pensare anche alle piccole banche’.

”Basta con l’approccio verticistico, col governo che dalla mattina alla sera ci dice quello che dobbiamo fare e quello che non dobbiamo. Questa non è la strada giusta. Dobbiamo cambiare strada’, ha detto Romney.

Se si abolirà l’Obamacare, ‘saremo alla mercé delle assicurazioni’: così Obama ha difeso la sua riforma sanitaria che il candidato repubblicano ha ribadito di voler cancellare. ‘Voglio un approccio privato dove sono io che scelgo l’assicurazione e non c’è qualcuno che me la impone”, ha detto Romney.

‘Quello che propongo per i prossimi quattro anni è assicurare che gli americani siano incanalati verso il futuro. E tutti avranno le stesse opportunità, e le regole saranno uguali per tutti’: cosi’ Obama ha concluso il dibattito.

Con Obama in carica altri 4 anni l’America sara’ più debole‘: è l’appello finale di Romney. ‘In gioco c’è il corso dell’America: con Obama – ha aggiunto – avremo una disoccupazione cronica ai danni della classe media’.

Tra gli assenti al primo dibattito presidenziale tra Barack Obama e Mitt Romney c’è stato il ’47 per cento’ degli americani. Nei 90 minuti del confronto televisivo all’università di Denver, infatti, è mancato il confronto sull’ormai celebre commento, ripreso da una telecamera nascosta durante una cena elettorale, dell’ex governatore del Massachusetts sugli americani che non pagano le imposte federali sul reddito, vivono con i sussidi del governo e di cui ‘si disinteressa’, che gli ha attirato le feroci critiche dei progressisti ed è stato nelle ultime settimane al centro della campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti.

‘Veramente, democratici, potete credere che Obama non abbia mai usato il video sul 47%? Incredibile!’ ha twittato l’analista politico Larry Sabato, racconta l’Huffington Post. ‘Perché non ha attaccato il commento sul 47% al centro di così tanti spot? Ha voluto negare a Romney la possibilità di spiegarsi?’ si è chiesto Carl Hulse del New York Times.

Visti gli interrogativi che hanno anche animato l’arena politica virtuale, lo staff di Obama e gli esponenti del partito hanno cercato di dare una spiegazione. Il governatore del Maryland, Martin O’Malley, ha dichiarato che Obama non ha citato il commento sul 47 per cento perché ‘è un gentleman. Credo che il presidente non volesse attaccare l’avversario, ha dichiarato Jen Psaki, la portavoce della campagna elettorale. ‘Voleva presentare i suoi piani per l’economia, per proteggere la sanità ed è quello che ha fatto.’

Ma allora chi ha vinto?

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