Lagarde: per rafforzare l’Eurozona garanzie a lungo termine. Dal Fmi i suggerimenti per il futuro

Christine Lagarde, Managing Director, Internat...

Christine Lagarde, Managing Director, International Monetary Fund (Photo credit: Wikipedia)

I leader europei devono prendere rapidamente tutte le azioni coordinate necessarie a rafforzare l’Eurozona. Ma non basta: devono anche inviare segnali più forti e più chiari per quel che riguarda i piani di lungo termine dell’unione monetaria. Solo sapendo cosa accadrà fra dieci anni gli investitori potranno tornare ad avere fiducia. E’ il messaggio che la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, invia al Vecchio Continente in un momento in cui le preoccupazioni per un acuirsi della crisi economica tornano ad agitare i sonni di tutti.

Il prossimo 9 ottobre a Tokyo, durante il meeting annuale del Fondo, saranno rese note le nuove previsioni sulla crescita. E dalle prime indiscrezioni emerge un quadro cupo, dovuto a una situazione che negli ultimi mesi è peggiorata. Il Fmi dovrebbe indicare un 3,5% di crescita mondiale quest’anno e un 3,9% per il prossimo.

In questo contesto a preoccupare maggiormente è sempre l’Europa, che non ha ancora superato la grave crisi dei debiti sovrani. Una crisi che minaccia tutti gli altri. ‘Mai come adesso – spiega lagarde in un’intervista sul sito del Wall Street Journal – il lungo termine ha un impatto sul breve termine. Per questo – afferma – è importante ricapitalizzare le banche, rafforzare il fondo di salvataggio degli Stati in difficoltà e unificare la vigilanza sulle banche della zona euro. Ma è importante – aggiunge Lagarde – anche realizzare quelle promesse più di lungo termine di un rafforzamento dell’unione monetaria, pena vanificare tutto ciò che viene fatto nell’immediato. Perché ‘bisogna ancorare le aspettative della gente’, a partire dagli investitori ‘che devono essere convinti che l’attuale Unione sopravviverà nel tempo’.

Lagarde torna quindi a plaudire al presidente della Bce, Mario Draghi, per la decisione di intervenire sul mercato dei titoli per aiutare i Paesi in difficoltà che si impegnano sul fronte del risanamento e delle riforme. Ed ha ribadito come il Fondo sia pronto a fare la propria parte. Ma – ha ammonito – l’apporto del Fmi sarà deciso indipendentemente, e non in base alla volontà della Bce o ai desideri dei leader europei. Dunque, ha aggiunto, nessun diktat.

Infine, la direttrice del Fmi si è detta ottimista sulla situazione delle banche spagnole: un prossimo rapporto – spiega -dimostrerà come per ricapitalizzarle ci vorranno meno soldi di quanto si temeva. Circa 40 miliardi di euro come il Fondo aveva già stimato, e non i 100 miliardi messi finora sul tavolo.

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