Elezioni Sicilia: Il candidato alla Presidenza Gianfranco Micciché presenta il programma

Ostenta sicurezza il candidato alla presidenza della Regione Sicilia Gianfranco Miccichè. ‘Io ho la certezza di diventare presidente” ha detto da Palermo il leader di Grande Sud, prima di presentare il suo programma.

‘Cambio del metodo amministrativo, cambio di mentalità. Riguardo ad eventuali alleanze in Aula, per Micciché – il riferimento è all’altro candidato di centro destra Nello Musumeci – non sarà una questione di schieramento.

‘Non abbiamo vincoli di centrodestra e centrosinistra vogliamo rimanere liberi nel nostro sicilianismo. Non è più immaginabile – ha aggiunto – che i partiti nazionali non abbiano più attenzione per la nostra Sicilia. Non c’è mai l’aiuto di ministri siciliani alla nostra causa.’

In Sicilia si vota il prossimo 28 ottobre. Al momento i candidati certi di centro sinistra Rosario Crocetta sostenuto da  Pd, l’Udc, l’Api e il Psi e Claudio Fava di Sel. Giancarlo Cancellieri è il rappresentante scelto da M5S, il Movimento cinque stelle, mentre Lucia Pinsone è la candidata donna di Movimento Voi – Volontari per l’Italia. Ieri Beppe Grillo ha annunciato la propria campagna elettorale promossa dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle che promette: ‘Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’.

Di seguito i ‘tre pilastri’ come lui stesso li ha denominati del programma Micciché, direttamente consultabili sul blog personale dell’onorevole. ‘Qualsiasi programma è oggi fortemente condizionato da obblighi assoluti comunitari e nazionali – dice il candidato – che chiedono il pareggio di bilancio e quindi tagli e riduzione della spesa. Fattori che comporterebbero un impoverimento ulteriore di una regione già povera.

Io credo che questa sia una strada sbagliata e, comunque, l’economia siciliana deve restare in mano ai siciliani. Dobbiamo essere noi a decidere come raggiungere il pareggio di bilancio. La soluzione esiste. Il Bilancio, come è noto, è composto da due voci, uscite ed entrate. Il pareggio lo otterremo lavorando sulla seconda voce: l’aumento della ricchezza’.

1. Basta burocrazia

Il candidato alla presidenza della Regione, Gianfranco Micciché, spolvera la giacca della burocrazia e soprattutto dell’alleggerimento del sistema offrendo:’ Entro 3 mesi l’ARS dovrà approvare la legge, da me già scritta, per cambiare radicalmente il sistema burocratico regionale. Chiederò a tutti i miei alleati di sottoscriverla preliminarmente.

Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese – dice. Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo. Vogliamo meno burocrazia e più libertà per i nostri imprenditori (quali? Viene da chiedere) e gli investitori stranieri (anche questi, quali?). Faremo emergere le eccellenze professionali della regione già presenti nell’organico, responsabilizzandole e gratificandole su un reale progetto di cambiamento della funzione pubblica’.

2.Nuovi Rapporti con l’Unione Europea e lo Stato centrale

Al secondo punto Miccichè non perde tempo, si parla subito di soldi. Le parole chiave sono Agenda 2000 e premialità, cioè ancora soldi.

‘Uso dei Fondi Strutturali. La Sicilia deve avere la capacità di dialogare con l’Unione Europea e lo Stato italiano in maniera paritaria e autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un’azione diretta a Bruxelles per trasformare i nostri bisogni ed esigenze in progettualità concreta e finanziabile. Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premialità.’

3. L’azione di governo

Il terzo pilastro parte dal ricordare il compito per il quale un candidato scelta democraticamente dal popolo a rappresentarlo è chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente. E in teoria come nella pratica, dovrebbe saperlo fare. Governare

‘Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare – ricorda Miccichè. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l’agenda delle priorità. In Sicilia bisogna iniziare a fare sistema. La crescita del territorio non può essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall’indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali. Il Governo dovrà incentivare tutti i sistemi produttivi, economici, culturali e sociali affinché si strutturino in una rete di integrazione reciproca. Non bisogna disperdere le proprie risorse e potenzialità rimanendo chiusi in una logica di isolamento di settore – conclude il candidato di centro destra alla elezioni per la presidenza della Regione Sicilia.

http://www.gianfrancomicciche.net/

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