Walter Kershaw: il primo street artist che la Gran Bretagna abbia mai avuto

(Pansies by Walter Kershaw)

SI chiama Walter Kershaw, praticamente sconosciuto. Si conoscono invece i suoi graffiti e i suoi lavori di street art, e non solo perché sono belli ma perché hanno, in maniera epocale, preceduto il ben noto invece Bunksy. Proprio come l’artista di strada che ha fatto dell’asfalto il suo album da disegno, la tela su cui dipingere, Kershaw negli anni ’70 ha scelto i muri delle case per spiegare al mondo attraverso l’arte che il bello sta anche in ciò che l’uomo è capace di abbrutire con cemento e mattoni.

La sua ‘house tattoos’, letteralmente ‘casa di tatuaggi’ ha portato un’esplosione di colore sulle strade del nord nel 1970. Ed è stato premiato con tè e butties, i biscotti al burro.

Kershaw ha studiato arte a Durham e, mentre si potrebbe pensare che la sua stella intanto si sia oscurata, si può dire che era una presenza abbastanza regolare in tv e in radio negli anni ’70 e ’80: è stato intervistato da Russell Harty, Sue MacGregor e Janet Street-Porter. Ha avuto murales commissionati a San Paolo, in Messico, Sarajevo e Los Angeles, ma è improbabile che uno di questi abbia potuto avere il valore shock del suo lavoro di guerriglia in technicolor sulle strade rosso-mattone del Lancashire.

La sua tendenza è stata sempre quella di iniziare a lavorare presto, alle 5 del mattino in estate, viaggiando con un amico su una moto nel caso in cui era necessario darsi alla fuga per via delle lamentele veementi dei proprietari di casa. In realtà a Hodkinson la meraviglia di chi ha potuto godere del lavoro di Kershaw è stata tanta ‘Soprattutto per il coraggio mostrato – questi erano quartieri molto grezzi, ma la gente era davvero incoraggiante. Hanno portato tè e butties per lui ed i suoi assistenti. Era come se la vostra casa venisse tatuata e una coda di persone chiedevano che lo facesse, di dipingere e tatuare anche la casa accanto’. Diversi i consigli provenienti dai locali meno propensi alla street art: Kershaw ha ricevuto una serie di lettere che lo invitavano a cessare e desistere, anche se nessuno delle accuse mossegli sono state perseguite.

Nessuno dei murales cittadini del mulino è sopravvissuto – la maggior parte sono stati dipinti sulle proprietà di liquidazione delle baraccopoli, come previsto dalla loro stessa natura effimera. Kershaw vive ancora a Rochdale e ottiene ancora commissioni regolari, il più recente è il Coach House nella vicina Littleborough .

‘Ama fare battutine sul suo lavoro. Il murale Coach House è la storia del trasporto, ma accanto a questo onesto signore di età vittoriana seduto su un treno è stato dipinto  Fernando Torres‘, dice Hodkinson.

Rimane la questione del perché ha scelto di spruzzare un po’ di Alvin Stardust su una casa a Bury. A quanto pare, Kershaw aveva previsto di dipingere Elvis, ma non c’era fotografia a portata di mano la mattina in cui decise di partire. Lui era fuori, sulla sua bicicletta prima ancora che i residenti lo notassero.

Nel racconto di un giornalista inglese la storia di Alvin Stardust.

‘Qualche tempo fa, un mio amico di Lancashire ha chiesto se sapevo dove è nato Alvin Stardust. Aveva un vago ricordo d’infanzia , un grande murale dello street artist degli anni ’70, delle dimensioni di una casa intera, con una terrazza su Bury. Ho controllato e scoperto che Stardust – il cui vero nome era Bernard Jewry- è nato a Londra e cresciuto a Nottingham e abbiamo deciso, tranne che non avesse sognato tutto, che il murale era molto probabilmente un quadro di Elvis andato storto.

Un programma di Radio 4 , il giovedì dimostra che quella del mio amico – dice il giornalista – non è stata un’allucinazione. Il murale di Alvin è stato un lavoro di Walter Kershaw, l’artista originario di Rochdale, salutato come il primo street artist della Gran Bretagna a fare graffiti e murales, e si celebra nel documentario dello scrittore e collega  residente  a Rochdale, Mark Hodkinson.’

Negli anni ’70, il lavoro di Kershaw era concentrato per lo più su  Lancashire, la città mulino – con l’inside-out house’, il dentro e fuori casa’ nella sua città natale di Rochdale, che Hodkinson ricorda molto chiaramente. ‘Per me era normale. Quando sei un bambino, non si decostruiscono certe cose. Ma quando sei più grande, ti rendi conto che non era e non è normale per niente.’

Un altro lavoro è stato un condor sopra le Ande su una terrazza in attesa di demolizione a Oldham. ‘Il tempo qui è fatto per loro’, dice Hodkinson nel documentario. ‘ In pochi anni si erano ritrovati su quella terrazza. Sapeva che il lavoro sarebbe  stato effimero, ma non gli dava fastidio.’

(dal Guardian di oggi)

Per saperne di più domani ‘Street art from 1970s Britain – Walter Kershaw‘s ‘house tattoos’ are the subject of a Radio 4 doc tomorrow at 11.30am’

Su Twitter #Walter Kershaw  #StreetArt

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/papa-ratzinger-diventa-il-re-di-denari/
https://twitter.com/banksysart

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