Apple contro Samsung e il prototipo Sony mai esistito

La débâcle hi tech destinata a finire sulle prime pagine di tutti i giornali, arriva intanto in tribunale con prove sconcertanti a favore di Apple e articoli pubblicati ad opera di Samsung, che ha visto venir meno i propri giurati in una fase pre dibattimentale. Di cosa stiamo parlando?

L’oggetto del contendere è un nuovo telefono, il Jony, che l’azienda di Cupertino si è vista soffiare dalla concorrente Samsung.

Il giudice Koh che sovrintende la causa ha negato a Samsung di utilizzare le deposizioni e le immagini relative al prototipo ‘JONY’ (il supposto prototipo in stile Sony) in aula: i legali della coreana non si sono fatti problemi a girare tutto ai giornalisti, foto e commenti inclusi sulla necessità che certe informazioni arrivassero al pubblico. Koh è andato su tutte le furie, imbeccato da Apple. Di sicuro a Samsung è andata bene. Rappresaglie  e strascichi legali a parte, è riuscita nell’intento di far conoscere quei design e quelle vicende al mondo intero.

Finita la diatriba procedurale, i primi testimoni chiamati a deporre sono stati due dipendenti Apple: il designer Chris Stringer e il vicepresidente addetto al marketing Phil Schiller. Il designer da primo teste ha raccontato qualcosa di più su come funziona il reparto a cui fa capo in Apple e al cui vertice siede da anni Jony Ive.

Cali Mill Plaza in Cupertino, California.

Cali Mill Plaza in Cupertino, California. (Photo credit: Wikipedia)

Gli osannati device della Mela nascono attorno a un tavolo da cucina a cui siedono i colleghi, scambiandosi idee e valutando i prototipi che hanno sviluppato.

Possono essere sviluppati fino a 50 design differenti per un singolo particolare, come un pulsante e spesso le idee non superano mai la bozza su carta. A prova di questo, Stringer ha passato in rassegna decine di prototipi che hanno anticipato il primo iPhone ( l’iPhone5 è previsto per settembre), molti dei quali nettamente diversi dal prodotto finito rilasciato nel 2007.

La testimonianza di Stringer in ogni caso ha tentato di dimostrare il diverso utilizzo dell’iPhone rispetto ai telefonini o agli smartphone. In pratica, quelli di Cupertino hanno cambiato il modo di intenderli. Nel design, negli elementi strutturali, nelle interfacce, nell’estetica e anche nelle dimensioni. Samsung e tutti gli altri produttori, avrebbero approfittato della ‘rivoluzione’ iniziata da Apple, che chiede non meno di 2,5 miliardi di dollari di risarcimento.

Il secondo testimone che è salito sul banco è stato Phil Schiller. Pochi minuti per spiegare la diversa politica aziendale che Apple  adotta e gli approcci non analoghi a quelli di alcuni suoi concorrenti, che si affidano a focus group e richieste degli utenti per sviluppare i propri prodotti. ‘Non è compito dei consumatori sapere cosa vogliono’ diceva un tempo Steve Jobs, e Schiller ha ribadito il concetto.

La realtà è che Apple nella sua storia qualche indagine di mercato l’ha fatta e Internet non dimentica. Prossima udienza venerdì.

Sarà la volta di Scott Forstall, plenipotenziario e padre putativo di iOS. Per le conclusioni occorrerà attendere diverse settimane, visto che la fase dibattimentale dovrebbe durare almeno 30 giorni. Fino ad allora si continuerà a discutere di rettangoli dal design ricercato, con fior di avvocati impegnati a spaccare il capello in quattro per meritarsi le proprie parcelle da capogiro.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/skype-e-fbi-sotto-controllo-le-chat-degli-utenti/

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