Doodle Google ad Amelia Earhart, la prima donna che volò sul mondo

E’ stata la prima donna a guidare un aereo. La prima aviatrice al mondo. Amelia Earhart compie 150 anni e per il suo compleanno, al quale non potrà personalmente prendere parte per una serie di motivi, ovvi e non, che hanno contribuito a renderla un personaggio storico,  Google le dedica la propria homepage del giorno con un Doodle vintage che la ritrae in piedi, nei panni di aviatrice, accanto al suo velivolo.

Amelia Mary Earhart (Atchinson24 luglio 1897 – Oceano Pacifico, 2 luglio (?) 1937) è stata una aviatrice statunitense, ci racconta Wikipedia. Madre e moglie, da infermiera durante tutto il primo conflitto mondiale, passa a scoprire la sua passione per il volo quando, un giorno, insieme al padre, pagando un dollaro, per la prima volta nella sua vita sale a bordo di un biplano e sorvola il cielo californiano di Los Angeles. Amelia ha 23 anni e sta partecipando a un raduno aeronautico a Long Beach

E’ in quell’occasione che decide di imparare a volare e dopo un anno, prendendo lezioni di volo, grazie all’aiuto della mamma, riesce ad avere il suo aereo, il Lockheed L-10 Electra con il quale si spingerà fino ai 14mila piedi stabilendo molti record.

Nell’aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey, le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, a bordo di unFokker F7, chiamato Friendship (amicizia), decollano con Amelia Earhart, il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon. Sebbene sia relegata a ben poche funzioni, quando il team arriva inGalles, 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.

L’8 aprile 1931, pilotando un autogiro Pitcairn PCA-2, stabilì il record mondiale di altitudine di 18.415 piedi (5.613 metri).

All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, ha compiuto la trasvolata in solitaria; ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, il 21 maggio impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Il 24 agosto 1932 è la prima donna a volare attraverso gli Stati Uniti senza scalo partendo da Los Angeles(California) e arrivando a Newark (New Jersey). Sempre determinata e con l’intento di arrivare dove altri hanno fallito diventa la prima persona ad attraversare il Pacifico da Oakland in California adHonolulu nelle Hawaii.

Nel 1937 sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo. Un primo tentativo fallito, non la ferma. Arriva fino in Nuova Guinea, sorvolando 22mila chilometri dei 29 che la trasvolata richiede. Poi il 2 luglio, in prossimità dell’isola di Howland, Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: “Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo…” A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l’aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall’isola di Howland.

La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l’impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.

Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano.

Fra le varie teorie sull’effettiva scomparsa dell’aviatrice Amelia Earhart, quella che più resiste è  il coinvolgimento di Amelia in una missione di spionaggio. Secondo questa teoria, in una sosta erano stati potenziati i motori in modo tale che l’aereo potesse compiere una rotta più ampia, per arrivare a Howland nello stesso tempo che avrebbe impiegato viaggiando in linea retta. Questa teoria sostiene anche che furono montate delle potenti macchine fotografiche. Infine la trasvolatrice avrebbe poi simulato una avaria in modo tale da permettere agli americani di compiere le loro manovre. Il volo fu però compiuto di notte.

Nel dicembre 2010, in uno scavo sull’isola di Nikumaroro, alcuni ricercatori hanno ritrovato dei resti ossei e li hanno attribuiti all’aviatrice. Questi frammenti dimostrerebbero in teoria che la donna sarebbe morta sull’isola dopo essere precipitata. Nella stessa area sono stati ritrovati vecchi trucchi, bottiglie di vetro e dei gusci aperti con un coltello.

http://it.wikipedia.org/wiki/Amelia_Earhart
https://cookednews.wordpress.com/2012/04/17/google-cerca-un-disegnatore-full-time-per-i-suoi-doodle/

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