Siria: massacro ad Hama, più di 200 morti in un attacco delle forze governative contro l’opposizione

E’ il più grave attacco alle forze d’opposizione da parte dei miliziani vicini al governo negli ultimi sedici mesi di rivolte contro il regime di Bashar al Assad. In Siria sono più di 200 i morti durante l’assalto di ieri.

Più di 200 siriani, in gran parte civili, sono stati uccisi in un villaggio nella regione ribelle di Hama, dopo un bombardamento da parte di elicotteri e carri armati e un attacco da parte di miliziani leali al governo.

Lo hanno riferito attivisti dell’opposizione.

Confermata la notizia, si tratterebbe del più grave episodio di violenza nei 16 mesi di rivolte contro il presidente Bashar al-Assad, in un momento in cui l’azione diplomatica per fermare lo spargimento di sangue è ostacolata dai contrasti tra le grandi potenze.

Gli attivisti hanno detto che il massacro è avvenuto ieri, proprio mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu stava negoziando una nuova risoluzione sulla Siria. Washington e i suoi alleati sono dell’avviso che serva un’azione dura, ma la Russia ha escluso la possibilità di accettare l’ultima bozza di risoluzione.

Il Consiglio Rivoluzionario di Hama ha riferito a Reuters che il villaggio sunnita di Tremseh è stato pesantemente colpito da armi pesanti giovedì sera, prima di essere preso d’assalto dai miliziani alawiti filo-governativi, che hanno ucciso gli abitanti uno a uno.

Fadi Sameh, un attivista dell’opposizione da Tremseh, ha detto di aver lasciato la città prima che la follia omicida coinvolgesse l’intero villaggio. ‘Sembra che i miliziani alawiti dai villaggi circostanti sono arrivati su Tremseh dopo che i suoi difensori ribelli sono venuti allo scoperto e hanno cominciato a uccidere le persone. Intere case sono state distrutte e bruciate dai bombardamenti.

‘Ogni famiglia nella città sembra avere subito dei morti. Abbiamo nomi di uomini, donne e bambini provenienti da famiglie numerose’, ha detto, aggiungendo che molti dei corpi sono stati portati in un moschea locale.

Secondo Ahmed, un altro attivista locale ‘Ci sono più corpi nei campi, nei fiumi e nelle case … La gente ha cercato di fuggire dal momento in cui sono iniziati i bombardamenti, molto sono stati uccisi nel tentativo di scappare. ‘

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