Tullio De Mauro, l’Eurobarometro e l’Italiano ballerino

Tullio De Mauro pubblica un breve articolo sulla necessità di avere ‘Un cuore per far acquisti’.

L’introduzione su come ricordarsi di essere umani, piuttosto che macchine, il noto linguista la firma per ‘Internazionale‘. Partendo da un abboccamento molto semplice, l’utilizzo di un termine che mette subito curiosità creando interesse e auspicando a una buona lettura, (questo l’ingrediente più importante di un lead di successo?) cambia subito al primo capoverso, per introdurre l’argomento che più  preme all’autore. Gli acquisti in Rete e l’importanza di parlare l’italiano. E per farlo fa riferimento a Eurobarometro, il servizio della Commissione europea, istituito nel 1973 per misurare e analizzare le tendenze dell’opinione pubblica.

Eurobarometro sta per pubblicare i dati dell’indagine 2011 sulle competenze linguistiche degli europei. Intanto da tempo – dice  il linguista e filosofo del linguaggio – ha reso nota una ricerca sugli europei che fanno acquisti attraverso la rete. Nel gennaio 2011 è stato studiato un campione di 13.500 utenti di internet, 500 per ogni stato dell’Unione. Come ci si poteva aspettare dalle precedenti indagini generali di Eurobarometro, arrivano al 55 per cento le persone capaci di attingere informazioni usando una lingua diversa dalla propria nativa. Ma quando si viene al dunque di un vero acquisto la percentuale crolla: quelli che lo fanno servendosi di una lingua straniera sono appena il 10 per cento. Il 90 per cento, anche se dichiara di conoscere discretamente altre lingue, preferisce fare acquisti attraverso commissioni nella propria lingua.

Il dato dovrebbe spingere alla riflessione quanti hanno una visione puramente strumentale del linguaggio e quindi anche dell’apprendimento di lingue straniere.

Secondo De Mauro ‘Non bisogna stancarsi nel promuovere almeno un primo livello di conoscenza di altre lingue, ma bisogna anche avere chiaro che il livello strumentale va bene solo in circostanze relativamente banali. Per le cose di cui avvertiamo l’importanza e la complessità, il possesso di una lingua deve farsi possesso di una cultura altra, di un altro modo di vivere e sentire, come raccomandavano anni fa due grandi studiosi, Henri Meschonnic (La Poetica del tradurre – E. Mattioli  2003) e Harald Weinrich, filologo e filosofo del romanzo e della cultura tedesca.

‘Altrimenti – dice lo studioso – è ragionevole che ci si affidi alla propria lingua del cuore’.

https://twitter.com/eurobarometereu
https://www.facebook.com/eb.surveys
http://www.tulliodemauro.com/

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