Massacro di Houla: il regime siriano nega ogni responsabilità. In arrivo, domani, Kofi Annan

Il regime siriano nega ogni responsabilità per il massacro di Houla, in cui hanno perso la vita un centinaio persone, tra cui 32 bambini, attribuendolo a gruppi terroristici.

‘Rifiutiamo totalmente ogni responsabilità governativa per questo massacro terroristico che ha colpito gli abitanti’, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Jihad Makdissi, aggiungendo che è già stata istituita una commissione d’inchiesta per fare luce sulla vicenda.

Il portavoce ha anche annunciato che domani arriverà in Siria Kofi Annan, inviato speciale Onu e della Lega araba. Il piano Annan, entrato in vigore il 12 aprile scorso, prevedeva il rispetto di un cessate il fuoco da parte delle forze di Assad e dei combattenti dell’opposizione. Cessate il fuoco che è stato sistematicamente violato, tanto che secondo quanto ha riportato oggi l’Osservatorio siriano per i diritti umani, Ong vicina all’opposizione, dal 12 aprile sono rimaste uccise oltre 1.800 persone, in gran parte civili.

Ieri il capo degli osservatori Onu in Siria, il generale Robert Mood, ha accusato le forze del regime di Damasco per il massacro di Houla, confermando che i carri armati dell’esercito hanno sparato anche colpi di artiglieria pesante. La comunità internazionale ha condannato duramente la strage. L’opposizione siriana ha avvertito oggi che se non ci sarà un intervento sulla base del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che permette l’uso della forza, passerà al contro attacco.

‘Chiedo al popolo siriano di condurre la battaglia della liberazione e della dignità contando sulle proprie forze, sui ribelli dispiegati attraverso il paese e sulle brigate dell’Esercito siriano libero’, se la comunità internazionale non si assumerà ‘le proprie responsabilità in virtù del capitolo VII’, ha detto in conferenza stampa a Istanbul Burhan Ghalioun, capo dimissionario del Consiglio nazionale siriano (Cns), organismo che raggruppa una buona parte dell’opposizione al regime di Assad.

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