Giappone No Nuke: il paese del Sol Levante spegne i reattori a uso civile. L’ultimo di 54

Pochi giorni ancora e il Giappone sarà denuclearizzato. Per essere più precisi, il Paese del Sol Levante non adopererà più il nucleare a uso civile: l’ultimo reattore operativo sui 54 totali, il n.3 di Tomari, sarà spento il prossimo 5 maggio. A comunicarlo l’operatore dell’Hokkaido Electric Power, sottolineando però la possibilità di i rischi di blackout durante l’estate.

Con Fukushima, il peggior disastro dopo Cernobyl, si è deciso di fermare i reattori per le ispezioni di routine. Da allora, per garantire la sicurezza alle popolazioni locali non sono più stati accesi. Al netto di reattori inutilizzabili e di quelli considerati a rischio, le unità operative sono state sottoposte alla manutenzione ordinaria, obbligatoria in Giappone ogni 13 mesi. Contemporaneamente il governo nipponico ha preventivato gli stress test da effettuare nello stesso periodo.

Prima della crisi, il Sol Levante ha prodotto e soddisfatto il 30% del proprio fabbisogno energetico dal nucleare, compensato via via dal ricorso ai combustibili fossili, soprattutto gas, per l’alimentazione delle centrali termiche.

A fronte di questa decisione, però, c’è chi teme che con l’arrivo dell’estate si possano verificare dei black out, a causa della minore disponibilità di energia nei momenti di picco e di maggior richiesta.

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APRIAMO! Dal teatro Garibaldi aperto al Cinema dei Cantieri ecco come si festeggia la Liberazione. A Palermo

APRIAMO! Dal teatro Garibaldi aperto al Cinema dei Cantieri una festa di Liberazione d’eccezione per una Palermo che si appresta a votare il nuovo sindaco.
Dopo il Teatro Valle Occupato nella capitale e il catanese Teatro Coppola, tocca a Palermo aprire e occupare. Prima con il Teatro Garibaldi e poi con il cinema dei Cantieri Culturali della Zisa, da dove lo scorso anno si è mosso I Cantieri che Vogliamo il movimento per la riapertura. Al grido di Apriamo! (o riapriamo per chi ha visto aprire e vissuto subito dopo la chiusura di luoghi destinati alla cultura) ecco il manifesto e gli appuntamenti dei prossimi giorni.

‘Dopo mesi di battaglia politica e dopo le iniziative di Cultura Bene Comune– che a partire da gennaio hanno riportato i cittadini dentro gli spazi abbandonati dei Cantieri Culturali alla Zisa – il movimento I Cantieri che Vogliamo RIAPRE LA SALA CINEMATOGRAFICA dei Cantieri – che abbiamo intitolato a Vittorio De Seta. Da mercoledì 25 Aprile, Festa della Liberazione, i palermitani possono finalmente riabitare l’unico cinema pubblico della città, realizzato e tenuto chiuso da più di quattro anni per la colpevole insipienza di chi ha amministrato in questi anni Palermo.

La città può così ritornare a riappropriarsi di un suo bene comune che torna alla libera e pubblica fruizione. L’apertura di questo cinema, così come quella del teatro Garibaldi avvenuta grazie al lavoro di un gruppo di artisti della nostra città, testimonia del percorso che Palermo sta compiendo a sostegno della riapertura dei suoi luoghi negati. Rappresenta il segno di una volontà dei cittadini di prendersi cura dei loro spazi di crescita e di confronto e conferma il processo collettivo di rinascita civile e culturale che unisce chi da mesi ha messo le arti, la cultura e lo spazio pubblico al centro del discorso su Palermo e sul suo futuro.

 Dal 25 Aprile 2012
Cantieri Culturali della Zisa – Sala Vittorio De Seta

10.00 – Assemblea
11.00 – Lettere da un fronte. Un progetto d’arte per lo spazio pubblico di Paola Monasterolo. Ideato per il cortile del Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà, con una lezione pubblica di Andrea Cortellessa e un canto collettivo di Marco Testa

Diretta radio da Torino su www.border-radio.it

11.00 – Visita guidata ai Cantieri Culturali alla Zisa: storia e presente a cura di Agnese Giglia e degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo
13.00 – Grigliata di Liberazione
15.00 – Presentazione del programma e apertura delle attività
16.00 – Inaugurazione della mostra fotografica ‘Un altro sguardo. Passeggiata fotografica ai Cantieri Culturali alla Zisa’ a cura del gruppo Infanzia Bene Comune, esposizione delle fotografie realizzate dai bambini nel corso di una delle attività del comitato I Cantieri che Vogliamo
16.00 – Apriamo un cinema per bambini: Porco Rosso, di Hayao Miyazaki
18.00 – Apriamo un fronte: lavoro, non lavoro e dopolavoro#1 Beni comuni della conoscenza e lavoro culturale verso un nuovo statuto: incontro a cura di Generazione TQ con Andrea Libero Carbone, Roberto Ciccarelli, Vincenzo Ostuni
20.00 – Grigliata di Liberazione
20.30 – Apriamo un cinema pubblico Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta (98’)
23.00 – Apriamo un cinema pubblico Lulù, il vaso di Pandora di Georg Wilhelm Pabst cineconcerto con Evita Cidni (128’)

http://www.cantierizisa.it/

Google Doodle dedicato a Gideon Sundback, inventore della zip

Google Doodle dedicato a Gideon Sundback, l’ingegnere svedese inventore della zip. Chi si appresta alla navigazione sul Web, scegliendo il gigante di Mountain View come search engine per le proprie ricerche, oggi si troverà davanti a un’accattivante immagine gif che induce subito al touch. Un clic e la schermata di una zip che si allunga sul logo di Big G si apre come per incanto.

La cerniera digitale posta in verticale sul ricamo di Google rimanda l’internauta alla biografia dell’inventore.

Sundback, nato il 24 aprile del 1880 e morto il 21 del 1954, registrò il brevetto per il suo ‘fermo separabile‘ – nome primordiale della zip – nel 1917 presso l’ufficio brevetti statunitense, con numero 1219881.

In quello stesso anno un sarto di New York utilizza il nuovo congegno per una cintura con tasche data in dotazione ai marinai americani. Vennero vendute 24 mila chiusure lampo.

Earth Day: oggi è la giornata della Terra. Sosteniamola al grido di ‘Mobilitiamo il pianeta’

Il Giorno della Terra, che in inglese è Earth Day, è il nome usato per indicare due diverse festività: una che si tiene annualmente ogni primavera nell’emisfero nord del pianeta, e un’altra in autunno nell’emisfero sud, dedicate entrambe all’ambiente e alla salvaguardia del pianeta.

Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno nell’equinozio di primavera, ma è un’osservanza ufficializzarla il 22 aprile di ciascun anno. La festività è riconosciuta da 192 Paesi e viene celebrata in tutto il mondo da più di un da miliardo di persone. L’Earth Day nacque nel 1970 quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando a una storica manifestazione  per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra.

Inizialmente movimento universitario, nel tempo, l’Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. Gli ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo, soluzioni che includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

  Quella di oggi e alla quale in oltre un miliardo stanno partecipando è la 42esima edizione dell’Earth Day, la giornata della Terra. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale al grido di ‘Mobilitiamo il Pianeta’.

Anche in Italia si svolgeranno diverse manifestazioni. Al Palapartenope di Napoli andrà in scena un concerto a impatto zero, trasmesso in diretta sul web a partire dalle 21.00, presentato da Serena Dandini che vedrà tra gli ospiti anche la cantante Angunn, ambasciatrice del FAO, insieme agli artisti di Rezophonic, un progetto musicale nato diversi anni fa con lo scopo di realizzare dischi e concerti per devolvere i ricavati all’Amref (African Medical and Research Foundation) .

Gli artisti presenti saranno: Enrico Ruggeri, Sud Sound System, Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Roy Paci, Elena Di Cioccio (Le Iene), Olly (Shandon – The Fire), Marco Cocci, Pier Ferrantini (Velvet), Piotta, Ringo (Virgin Radio), Andy (Fluon), Stef Burns, Pino Scotto, Livio Magnini (Bluvertigo), Eva (Prozac +), Emiliano (Linea 77), Kg Man (Quartiere coffee), Marco ‘Garrincha’ Castellani (Le Vibrazioni – Octopus), Max Zanotti (Deasonika), Sasha Torrisi, Alteria (Rock tv – NoMoreSpeech), Ketty Passa, Gianluca Battaglion (Movida), Filippo Dallinferno (The Fire).

Earth Day aderisce al progetto Impatto Zero® di LifeGate. Le emissioni di CO2 prodotte dal concerto sono compensate mediante nuove piantumazioni e Lifegate certificherà il concerto che è già a bassissimo impatto perché a Km Zero.

 Secondo la Coldiretti negli ultimi venti anni le superfici boschive della penisola sono aumentate del 20 per cento.

Oggi, a tutte le latitudini, dall’Islanda al Pakistan, si susseguiranno gli eventi volti a incentivare lo sviluppo sostenibile a favore di una Terra che sembra essere sempre più soggetta allo sfruttamento delle risorse. Anche Google festeggia con un doodle in movimento.

You can make the difference!
http://www.earthday.org/
www.earthdayitalia.com  

 

Nastro sulla bocca di migranti da rimpatriare: per il ministro degli Interni è un’offesa alla dignità

Non ci sono dubbi sul gesto che ha scosso l’opinione pubblica del popolo della Rete, qualche giorno fa, dopo la diffusione su Facebook, dell’immagine di denuncia di un immigrato da rimpatriare, su un volo Alitalia, con la bocca chiusa da del nastro da imballaggio. Per il ministro degli Interni italiano, Anna Maria Cancellieri, si tratta di un gesto che non ha nulla a che vedere con le misure coercitive previste in caso di aggressività, ma di un atto che sicuramente lede e offende la dignità della persona.

La foto che ha destato tantissimo clamore con un tamtam che ne ha permesso la diffusione a livello nazionale e internazionale, sui principali quotidiani e network mondiali, ritrae un cittadino maghrebino costretto da un nastro da imballaggio a tenere chiusa la bocca e immobilizzato alle mani da fascette. L’uomo scortato, insieme a una seconda persona da rimpatriare, da alcuni agenti di polizia, è stato fotografato da un utente della Rete che ha subito diffuso la notizia.

Dopo lo sconcerto iniziale e la risposta della stampa italiana e internazionale, che se ne è curata con diverse pubblicazioni sulle principali pagine dei giornali, è arrivata anche quella del Governo. In un’aula della Camera praticamente deserta – nonostante le diverse forze politiche che avevano chiesto al di riferire urgentemente – il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha confermato che quanto documentato dal regista Francesco Sperandeo su un volo dell’Alitalia Roma-Tunisi non è e non può essere una pratica da considerare ‘normale’.

 Le ‘verifiche verranno compiute con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’. Il titolare del Viminale sa che quella foto difficilmente può essere smentita e quindi, nel ricostruire alla Camera la vicenda dei due algerini, ammette che si sono travalicate le regole, promettendo di voler accertare le singole responsabilità.

Ahmed Bouaita e Abel Aziz Leddai erano su un volo partito da Tunisi e diretto in Turchia, che prevedeva uno scalo a Roma. Una volta a Fiumicino, però, i due hanno tentato di rimanere in Italia, ma sono stati sorpresi dai poliziotti e bloccati. Per ben due volte, il giorno dopo e il 16 aprile, le autorità italiane hanno tentato di rimpatriarli ma l’ ‘aggressività e la forte resistenza’ degli stranieri ha impedito ai poliziotti di farli salire sul volo per Tunisi.

Il 17 si è così deciso – ha spiegato il ministro –  di far intervenire quattro agenti del Nucleo scorte nazionale, un gruppo specializzato e addestrato proprio nelle operazioni di rimpatrio. ‘L’atteggiamento di forte opposizione dei cittadini stranieri è proseguito, manifestandosi con sputi, morsi, calci e pugni all’indirizzo del personale di scorta’.

Secondo il racconto del ministro, i due hanno tentato di ferirsi mordendosi per poi sputare il sangue. Dunque si è deciso di procedere con ‘interventi coercitivi’, anche per salvaguardare ‘la sicurezza fisica degli altri passeggeri’. Ai due algerini prima sono state messe delle ‘fascette in velcro’ a bloccare le mani e poi una mascherina sanitaria, verde, morbida, di tipo chirurgico.

‘E’ apparso del tutto estemporaneo l’impiego di nastro adesivo – ha continuato il ministro – e anche se il gesto è stato accompagnato da ‘rudimentali accorgimenti per assicurare la respirazione e dettato dalla comprensibile concitazione del momento’, nei fatti si è tradotto in un comportamento ‘offensivo della dignità della persona’.

Le disposizioni europee per i respingimenti prevedono sì misure coercitive, ma che siano ‘proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, non ledano la dignità o l’integrità fisica e non compromettano o minaccino la facoltà di respirare normalmente’. Ecco perché, ha concluso il ministro, il capo della Polizia ha disposto immediatamente degli accertamenti, che verranno fatti ‘con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’.

Le parole del ministro hanno trovato favorevoli alcuni deputati del Pd, come Livia Turco e Della Vedova di Fli, mentre per Felice Belisario si tratta di spiegazioni deboli e poco incisive. ‘Legittime e necessarie’ le misure prese dai poliziotti, compreso il nastro, dice Eccher del Pdl, per il quale il ministro doveva fare una ‘tempestiva e puntuale’ difesa degli agenti.

Gran Premio di Formula 1 in Bahrain: un morto e decine di feriti negli scontri a un giorno dalla corsa

E’ di un morto e diversi feriti il bilancio di questi ultimi scontri nei giorni che stanno precedendo il Gran Premio di Formula 1 sul circuito di Sakhri, nei pressi di Manama nel Bahrain. Nonostante le continue manifestazioni il principe ereditario, Salmane Ben Hamad al Khalifa, ha respinto ogni richiesta di cancellare la corsa, come avvenuto invece lo scorso anno a causa dei disordini.

L’opposizione sciita in Bahrain ha annunciato la scoperta del cadavere di un uomo sul luogo di una manifestazione notturna anti-regime in un villaggio sciita vicino la capitale del regno. Si tratta della prima vittima annunciata dall’opposizione a margine della corsa in programma domenica.

‘Il cadavere del martire Salah Abbas è stato scoperto a Shakhura, un villaggio vicino a Manama, dove una manifestazione ostile al regime è stata selvaggiamente repressa dalle forze di sicurezza’. Ad annunciarlo Wefaq, portavoce del Movimento del 14 febbraio, nato in opposizione alle scelte politiche dell’attuale regime che muove ricchezza in una direzione opposta al resto della società.

Sono decine le persone morte nella repressione del movimento di contestazione iniziato nel febbraio 2011 sotto l’egida degli sciiti, in maggioranza nella popolazione, contro la dinastia sunnita che dirige il Paese.

Qualche giorno fa, durante i primi scontri a ridosso del Gran Premio, è stato coinvolto anche il team di meccanici della Force India. Uno di loro è stato raggiunto, sembrerebbe involontariamente, dai lacrimogeni della polizia.

Decine di persone hanno manifestato all’entrata di Karzakan, Al-Malikiyah, Dumistan e Sada, ad alcuni chilometri dal circuito. Il collettivo radicale ha indetto tre giorni di collera in concomitanza con il Gran Premio di domenica, sotto lo slogan ‘No alla formula di sangue’.

Clean up the dirtiest thing on the Internet: la nuova campagna di Greenpeace per ripulire la Rete

Il Lowdown sul carbone e la Nuvola

Apple, Amazon e Microsoft sono stati invitati a chiarire la situazione in materia di energia e  alimentazione IT. Attivisti di Greenpeace hanno portato all’attenzione siti chiave, con striscioni, banner e balloon, sollecitandoli a intervenire sulle energie rinnovabili e una maggiore efficienza per i data center. L’obiettivo è raggiungere le 200 mila firme e chiedere ai Ceo, i chief executive office, di Apple Amazon e Microsoft di pulire la propria nuvola. Greenpeace si è data 48 ore di tempo. La speranza è: ispirare l’innovazione IT, senza l’inquinamento ambientale!

‘Ottenere che il carbone esca fuori da Internet – dice Greenpeace –  è un grosso problema. Ma ecco perché ce la possiamo fare. E’ innovativo:  Microsoft, Amazon e Apple sono le più avanzate aziende del mondo e non vogliono che i loro clienti associno il proprio marchio a una fonte di energia del diciannovesimo secolo che sta avvelenando l’aria e distruggendo il nostro clima. È pratico: la tecnologia che utilizza fonti di energia pulita e illimitata come il sole e il vento sono disponibili oggi su larga scala’.

In questo momento Greenpeace sta già lavorando con Facebook alla creazione dell’apposito interruttore e ‘saremo lieti – dicono – di lavorare con altre grandi aziende hi-tech. E’ giusto: queste non sono aziende malvagie. I loro dirigenti sono preoccupati del mondo che i loro figli erediteranno, proprio come facciamo noi’.

In diretta gli aggiornamenti
http://www.greenpeace.org/international/en/campaigns/climate-change/cleanourcloud/

Guarda il video e take action!

Anonymous: ‘la musica deve cambiare’. Il collettivo di hacker mette in piedi una piattaforma pirata

Cambia il modo di ascoltare musica. Ad aiutarci è un gruppo di hacker di Anonymous che con Anontune ha aperto la caccia grossa sul web, dove è permesso pescare i propri brani preferiti creando e condividendo playlist. Basta selezionare il nome della song che si vuole ascoltare e rimanere anonimi all’industria discografica. Il messaggio del gruppo è: la musica deve cambiare.

Inserisci il brano dell’artista nel browser che inizia a cercare finché non trova. Uno due, tre oppure un numero infinito di pezzi del musicista preferito fino a farne una playlist da condividere. Chi resta anonimo non rischia di essere scoperto dalle etichette che vogliono battere cassa.

 La storia di Anontune 2 (esiste una seconda versione del progetto) comincia all’incirca 6 anni fa, dopo l’incontro di alcuni Anon su un sito di hacker, che iniziarono a pensare a un progetto per scalzare l’attuale modello di business discografico. Le idee però hanno preso corpo solo lo scorso dicembre, quando è stato postato un link al sito. In un giorno si è formato il team e il 23 febbraio sono cominciati i lavori.

Lo streaming music service di Anonymous per ora conta un migliaio di utenti e l’idea che muove il progetto è raccontata in un video dal titolo esplicativo ‘la musica deve cambiare’.

‘YouTube è un buon music player, ma non puoi sentire una canzone se qualcun altro non l’ha caricata – hanno spiegato gli Anon. Cosa succederebbe se si potesse combinare musica da più siti come per esempio da Myspace, Yahoo, YouTube e altri?’. I brani possono essere caricati da qualsiasi sito come The Hype Machine. Tutto è in una fase ancora progettuale e per ora il primo obiettivo rimane  quello di migliorare il modo in cui ascoltiamo musica online.

La guerra di Anonymous contro l’industria discografica è iniziata da un bel po’. Quando lo scorso gennaio è stato chiuso Megaupload, il gruppo ha attaccato i siti Riaa, la Recording Industry Association of America, la stessa che assegna dischi d’oro e di platino in base al numero di copie vendute, e del Dipartimento di Giustizia Americano. In Italia è la Fimi – Federazione Industria Musicale Italiana – ad assegnarlo, qualche giorno fa al rapper di origini siciliane Marracash per l’album ‘King del rap’.

Secondo un avvocato della  Electronic Frontier Foundation, Corynne McSherry, il progetto Anontune sembra essere legale.

La piattaforma è ancora primitiva, ma ecco come funziona. Bisogna creare un account e poi si può stilare una playlist digitando i titoli delle canzoni che si vogliono ascoltare. Si può anche collegare l’iPod e importare nel proprio profilo i brani caricati. Il motore di ricerca di Anontune comincerà allora a cercare i titoli sul Web. Al momento, la maggior parte delle canzoni si trovano su  YouTube e SoundCloud ai quali si aggiungeranno BandcampYahoo Music e Myspace Music.

La piattaforma funziona, ma in minima parte. ‘Abbiamo molti progetti, come lo sviluppo di software per aiutare gli utenti a raggiungere il massimo dell’esperienza musicale – ha detto un cofondatore di Anontune – È già tutto lì e questa è la parte più interessante del progetto’.

Anontune non è tuttavia l’unica novità relativa al mondo di Anonymous. È nato anche Anonpaste, un sito per pubblicare i propri comunicati alternativo all’ormai noto Pastebin – la cui dirigenza a quanto pare non digeriva benissimo il fatto di essere uno strumento di Anonymous.

E sempre al gruppo sembrano essere riconducibili le azioni degli hacktivisti che hanno generato i disservizi in Cina di qualche giorno fa. Una conseguenza diretta della campagna che vuole liberare la Rete nel paese asiatico, abbattendo ciò che è noto come il Grande Firewall Cinese.

Non ci resta che aspettare e ascoltare.

A Cannes, a rappresentare l’Italia, ‘Reality’ il nuovo film di Matteo Garrone

Un’edizione tutta italiana per il 65esimo Festival di Cannes, dal 16 al 27 maggio. In concorso con ‘Reality’, un film – documentario sul mondo della tv, Matteo Garrone, regista di Gomorra, mentre è fuoriconcorso ‘Io e te’ di Bernardo Bertolucci, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. L’edizione di quest’anno avrà come presidente di giuria Nanni Moretti. Brad Pitt e Angelina Jolie, Robert Pattinson, l’Edward di Twilight e Nicole Kidman sono soltanto alcune delle stelle dello show business che concorreranno per la Palma D’Oro.

Dopo ‘Gomorra’, il romanzo di Roberto Saviano da cui Garrone ha tratto il film di successo internazionale, per la sua nuova creazione cinematografica il regista ha scelto gli esordienti Aniello Arena e Loredana Simioli che insieme a  Claudia Gerini, rappresenteranno il made in Italy al prossimo Festival internazionale del Cinema di Cannes.  Molti i big in concorso a partire da ‘Cosmopolis’ di David Cronenberg con il vampiro Pattinson e ‘On The Road’ di Walter Salles con Kristen Stewart, mentre Brad Pitt tornerà sulla Croisette con ‘Kill Them Softly’ di Andrew Dominik.

Ci saranno anche ‘Amour’ di Michael Haneke, ‘Rust and Bone’ di Jacques Audiard, ‘The Angel’s Share’ di Ken Loach, ‘Lawless’ di John Hillcoat, ‘Like Someone in Love’ di Abbas Kiarostami, ‘Beyond the Hills’ di Cristian Mungio, ‘Holy Motors’ di Leos Carax, l’atteso ‘The Paperboy’ di Lee Daniels con Nicole Kidman, ‘Vous N’Avez Encore Rien Vu’ di Alain Resnais, ‘Apres La Bataille’ di Yousry Nasrallah, ‘Dans La Brume’ di Sergei Loznitsa, ‘The Hunt’ di Thomas Vinterberg, ‘Paradise: Amour’ di Ulrich Seidl, ‘Taste of Money’ di Im Sang-Soo e ‘In Another Country’ di Hong SangSoo, ‘Post Tenebras Lux’ di Carlos Reygadas e ‘Mud’ di Jeff Nichols.

Fuori Concorso per l’Italia sarà presentato ‘Io e Te’ di Bernardo Bertolucci che segna il ritorno del regista un anno dopo la Palma d’Oro alla carriera con il nuovo film tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, mentre ‘Dracula 3D’ di Dario Argento ci sarà come Evento di Mezzanotte.

Il film d’apertura in concorso è quello di Wes Anderson ‘Moonrise Kingdom’. Chiude ‘Therese D’, l’ultima opera di Claude Miller, il regista francese scomparso il 4 aprile scorso con Audrey Tautou.

Formula 1: il Bahrein dice no al Gran Premio, lancio di lacrimogeni durante le manifestazioni

Proteste e manifestazioni notturne in Bahrein, negli Emirati Arabi, dove è previsto domenica prossima il Gran Premio di Formula Uno. La polizia ha sparato pallettoni e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti  nei villaggi sciiti alla periferia della capitale Manama.

Gli scontri di questa notte seguono gli appelli del Movimento giovanile del 14 febbraio, gruppo dell’opposizione che in rete e sul Web ha proclamato i tre giorni della collera in concomitanza con la competizione automobilistica in programma nel regno.

Centinaia di manifestanti si sono radunati agli ingressi dei villaggi sciiti intorno Manama intonando slogan anti-governativi come ‘La gente vuole la caduta del regime e ‘Abbasso Hamad’, un’allusione al regno del Bahrein. Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che hanno risposto lanciando bombe molotov, è il racconto di alcuni testimoni. Gli scontri più violenti si sono verificati nel villaggio di Sanabes, vicino Manama.

Il Movimento giovanile del 14 febbraio ha censurato lo svolgimento del Gran Premio di Formula Uno in Bahrain, pubblicando sui social network slogan come ‘No al Gran Premio del sangue’. La sicurezza è stata potenziata nel regno a maggioranza sunnita prima della corsa di domenica, contestata con forza dall’opposizione sciita e criticata dai gruppi per la tutela dei diritti umani.

Domani sono in programma le prove libere del GP. E mentre gli attivisti non mostrano alcuna intenzione a voler smettere con le manifestazioni anzi, hanno annunciato un aumento durante i giorni del Gran Premio, questa mattina un team di quattro meccanici è rimasto coinvolto negli scontri. I lacrimogeni dei poliziotti hanno raggiunto e colpito – a quanto pare involontariamente – uno dello staff, che non ha riportato ferite.

 Il presidente della Formula Uno Bernie Ecclestone ha ripetuto più volte che la situazione è assolutamente sicura. Lo scorso anno, dopo violente proteste antigovernative che avevano causato 50 morti, il Gran Premio era stato annullato.

Il Bahrein è una monarchia (dal 2002, quando l’allora emiro Hamad si è dichiarato re), governata dalla fine del Settecento da esponenti della famiglia Al-Khalifa, di religione sunnita. I sunniti mantengono i posti di comando e di responsabilità nel governo e nell’esercito, e per questo la maggioranza sciita – oltre il 70 per cento della popolazione, spesso esclusa dal benessere economico – richiede da mesi riforme e un maggior rispetto dei diritti umani. La repressione delle proteste ha causato decine di morti a partire dal febbraio del 2011.

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