WordAds on Cooked News, an italian WordPress web site working progress

Bene. Nell’epoca in cui Samsung scalza Nokia e perfino Apple sulla vendita degli smartphone, WordPress da un colpetto di anca al gigante del search engine californiano Google e oltre a fornire spazio gratuito in Rete per scrivere e pubblicare, fa anche un tentativo con l’Ads.

Da qualche mese, cercando di mantenere alta la qualità dei contenuti, sta invitando admin, editor, author e publisher in generale a valutare la possibilità di inserire dei propri annunci pubblicitari sulla base dei contenuti pubblicati. I criteri di selezione da parte della Federate Media, una delle più importanti aziende di adv online sono facilmente deducibili: il nostro sito internet su WordPress.com deve avere un map domain (18 dollari che secondo conventitore Yahoo corrispondono ‘a circa 13 dei nostri euro per un anno di dominio, a cui vanno aggiunti 8 dollari per un totale di 26 e quindi quasi 20 euro, da quando decidiamo di mettere un block e chiudere al pubblico l’accesso ai nostri dati personali). Bisogna anche valutare il numero di utenti, visits e Unique, che il nostro blog ha fatto in un dato periodo di tempo, la qualità dei contenuti e il linguaggio utilizzato per scrivere e pubblicare. Sulla base di tutti questi criteri, Automattic e FM selezioneranno il nostro sito e ci diranno se possiamo iniziare a fare un po’ di business con quello che pubblichiamo.

A questo punto, informiamoci. Conviene, funziona come Google Adsense che promette percentuali minime di guadagno con entrare in centesimi sul medio lungo periodo? Ma poi WordPress chiede un pagamento pari a 99 dollari a chi non vuole che il proprio sito Internet venga inficiato da pubblicità. Conviene dunque pensare di poter guadagnare con il proprio blog?

Dopo aver rimuginato, masticato, pensato, essercene letteralmente andati e poi tornati a rimuginare ancora sulla convenienza della scelta, eccoci a fronteggiare il lato tecnico della faccenda. Come si impara dai colleghi veterani nelle redazioni di giornali che ancora stampano a inchiostro e corrono la sera per non sforare gli orari di chiusura, siamo andati subito alla fonte.

Sito di Federate Media e mail di domanda. Aspettiamo ancora una risposta, ma non ci lamentiamo, arriverà. Nel frattempo  abbiamo continuato a cercare e fra i  numerosi articoli che negli ultimi mesi dello scorso anno hanno dato notizia dell’apertura ad WordAds. Qualcuno ha ben pensato di sottolineare che la lingua italiana non è contemplata fra i requisiti di scelta. Ma era appena il primo dicembre 2011. Quindi ci siamo rivolti – e non rivoltati – direttamente al gruppo di sviluppatori di WordPress che nel form di dialogo sono stati chiarissimi: ‘Non usate questa sezione per richieste di Help, piuttosto diteci voi qualcosa’.

E allora, anche qui abbiamo qualcosa. Vediamo. Cercando di rendere il nostro sito più appetibile per i severi selezionatori della Rete di Federate Media, abbiamo pensato che qualcosa come 600 BlogHits in circa una decina di giorni, contando feste nazionali e ore di lavoro non proprio da contratto nazionale di lavoro (CCNL), possono bastare, ma è sempre bene fare meglio e di più.

Seguendo il suggerimento di WordPress, siamo andati su Users e tentato di accreditarci nuovi followers. Sono necessari il nome e l’indirizzo mail della persona o delle persone da invitare. Ed ecco un ulteriore quesito.

Ma perché mai WordPress – free platform blogging non ha ancora pensato a un buttom, un pulsante che importi i contatti dagli altri network, proprio come ha già fatto Yahoo? Un semplicissimo click e tutti gli indirizzi Gmail, Facebook, Msn, vengono caricati in rubrica.

Slide – ovvero la svolta

Basterà forse istruirsi un po’ di più e imparare a dialogare in Html per bypassare ogni imprevisto su Worpress.com e approdare al sistema .Org dove è possibile inserire la pubblicità e ogni altro plug in e widjetWordAds – Is it Time to Make Money from WordPress.com Blogs?

Post più letti di oggi sonoThe best of 485.521 bloggers,797.294 new posts, 1.277.003comments, & 165.000.419 words posted today on WordPress.com.

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Blitz anti Green Hill, in manette 12 attivisti: hanno liberato alcuni beagle

Sono entrati ieri in uno degli allevamenti dediti alla vivisezione, riuscendo a liberare alcuni esemplari di Beagle destinati al mercato estero. Per dodici animalisti che da sabato scorso hanno presieduto il canile di Montichiari sono così scattate le manette. I reati contestati vanno dalla rapina impropria al furto aggravato da irruzione in proprietà privata, dalla violazione di domicilio all’occupazione di terreni ed edifici, dal danneggiamento alla resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Denunciato anche un minorenne. Gli attivisti tratti in arresto provengono dalla Romagna, Toscana, Torino, Treviso, Roma e Milano.

Secondo la Questura di Brescia durante la manifestazione di ieri, alla quale hanno preso parte numerosi collettivi fra cui anche Occupy Green Hill, erano in circa 1.400. Intorno alle ore 16.30, in prossimità dell’imbocco del sentiero che conduce alla collina   sede dell’azienda, uno spezzone si è staccato e alcuni animalisti hanno tentato ripetutamente di raggiungere il Green Hill attraverso i campi.

Gli attivisti sono stati fronteggiati e respinti diverse volte dai reparti delle forze dell’ordine ‘con manovre dissuasive senza che fosse operata alcuna violenza nei confronti dei manifestanti‘. Poco dopo, prosegue la versione della Questura, un gruppo di 150 manifestanti ha raggiunto le recinzioni da una zona boschiva e laterale. Anche questi sono stati bloccati, ma successivamente circa 30 persone ha fatto irruzione dalle recinzioni, utilizzando del materiale di risulta dell’azienda stessa e tronchesi.

Una decina di queste persone sono state bloccate tra la prima e la seconda recinzione e successivamente allontanate da personale della Digos.

Secondo Fermare Green Hill, l’azienda di Montichiari alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri per la sperimentazione come lo Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande in Europa, ad avere rapporti commerciali con le sedi dell’azienda che si occupa dell’allevamento degli animali.

E sempre secondo Fermare Green Hill, ogni mese sono 250 i cani destinati a finire negli stabulari e sui tavoli operatori dei vivisettori.

Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, l’attenzione si è spostata su Montechiari.

Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. ‘Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale’ denunciano gli animalisti. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori’.

Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. Marshall è un nome tristemente noto in tutto il mondo in quanto è la più grande ‘fabbrica’ di cani da laboratorio che esista. Il beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà.

Con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio. Il progetto di ampliamento prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa.

Si possono comprare cani di tutte le età, il prezzo varia dai 450 ai 900 euro anche per gli animali gravidi o che sia richiesto l’intervento chirurgico.

Aggiornamento

I cani tolti a Green Hill sono più di trenta, ma soltanto una decina fra questi sono stati affidati alla polizia e in parte all’Asl.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/
http://www.occupygreenhill.it/
www.fermaregreenhill.net
https://www.facebook.com/controgreenhill 

In vendita i phone boxes, le cabine telefoniche rosse: base d’asta 2.390 euro

Hanno ispirato artisti (Banksy -phonebox), registi, designer, rapticamente tutti e ora possono persino entrare in casa nostra o nel nostro giardino e arredarli. La classica cabina telefonica cede il passo alla crisi e gli inglesi per sopperire ai costi di manutenzione dei phone boxes rossi, classici anche quelli, apparsi sul grande e piccolo schermo e nei posti più insoliti, suggestionandoci letteralmente, mettono all’asta qualcosa come una sessantina di K6, i phone boxes rossi da strada. Ciascuna delle cabine della British Telecom, l’operatore telefonico inglese che sta procedendo alla vendita, ha il valore di 1.950 sterline, 2.390 dei nostri euro.

‘E’ ormai possibile acquistare questo simbolo del design del XX secolo, conosciuto nel mondo intero, per arredare la vostra casa o il giardino, o farne dono a qualche amico che possiede già tutto’, ha sottolineato Katherine Ainley, responsabile delle cabine telefoniche presso BT.

E’ la prima volta dall’inizio degli anni Ottanta che si ripete l’asta delle K6, nel quadro di un programma di rinnovamento della rete. Disegnate nel 1936 dall’architetto Giles Gilbert Scott in occasione del giubileo dell’incoronazione di Giorgio V, le cabine telefoniche rosse fanno parte integrante del patrimonio britannico, allo stesso titolo degli autobus rossi o dei taxi neri, i cabs.

Quando è stata interrotta la produzione, nel 1968, ce n’erano 70.000. Oggi ne restano appena 11.000 in funzione.

Samsung scalza Nokia e diventa leader mondiale dei telefonini, superando Apple negli smartphone

Quanto potrà pesare sull’intera economia globale, quanto sulla spesa del singolo o di tutta la famiglia, sulla tredicesima a Natale, la pensione non è dato saperlo, sta di fatto che la notizia ha girato il mondo con ripercussioni di giorni. Samsung è il nuovo colosso della telefonia mobile. Leader su scala planetaria scalza la concorrente finlandese Nokia, facendo lo sgambetto anche alla Apple nel segmento smartphone.

Sarà che non ce lo saremmo aspettati mai che le cose potessero cambiare, ma cominciando dai telefonini abbiamo la conferma e non solo astronomica, che la Terra gira, mutano le stagioni, le giornate si avvicendano in maniera differente day by day e anche nel settore dell’economia aziendale qualche big sembra cedere il posto. Forse soltanto per poco, ma Samsung in questo preciso momento di congiunzioni astrali, dopo 14 anni di master finnico e ‘Connecting people’ diventa il primo venditore al mondo di telefonini.

E caspita. Lo dicono pure i dati diffusi da Strategy Analytics, un’agenzia di consulenza e ricerca sul mercato, che nel primo trimestre del 2012 il colosso sudcoreano controlla il 25,4% del mercato mondiale con 93,5 milioni di telefonini venduti, +36% rispetto allo scorso anno. Nokia, alle prese con una difficile transizione al sistema operativo Windows, si ferma al 22,5% con un crollo del 24%.

Per quanto riguarda il segmento degli smartphone, Samsung ha una quota del 30,6% rispetto al 24,1% di Apple.

Il boom di vendite si traduce anche in risultati di bilancio record per  i sudcoreani produttori di telefonini, con un utile netto nel trimestre chiuso il 31 marzo che sfiora i 5,05 trilioni di Won (3,37 miliardi di euro) battendo nettamente le previsioni degli analisti. Per Nokia sembra essere un periodo nero. Standars&Poor’s ha seguito l’esempio dell’agenzia di rating Fitch e ha ridotto a spazzatura il debito a lungo termine della società. Il motivo? A quanto pare la difficoltà dei finlandesi a tenere il passo con Apple e i produttori asiatici.

http://www.samsung.com/it/#latest-home
http://www.nokia.com/it-it/
http://www.apple.com/it/ 

La Nutella fa male, multata la Ferrero negli States: dovrà pagare 4 dollari per ogni confezione venduta

Multa salata per la Ferrero negli Stati Uniti. La filiale a stelle e strisce dell’azienda italiana che produce la Nutella dovrà versare 4 dollari per ogni singola confezione venduta negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2012 in seguito a una class action avviata da una madre californiana.

Secondo la donna, gli spot pubblicitari della Nutella diffusi negli States ‘non mettono in rilievo tutti gli elementi nutrizionali della crema spalmabile, in particolare i grassi’.

A febbraio scorso la mamma di un bambino di San Diego, tale Athena Hohenberg ha accusato la Ferrero di promuovere la Nutella come ‘un esempio di colazione equilibrata, gustosa e sana’. Al contrario, ha affermato la donna ‘la Nutella non è sana e nutriente come vogliono farci credere ed è simile a tanti dolci: contiene livelli pericolosi di grassi saturi’.

La Ferrero Usa, che ha raggiunto un accordo con i consumatori, si è impegnata a modificare alcuni spot pubblicitari sulla Nutella e a rendere più esplicita la tabella nutrizionale sulla confezione. Il gruppo dovrà sborsare in totale circa 3,05 milioni di dollari.

di seguito lo spot incriminato

La Vespa va in India: a Baramati la factory del Gruppo Piaggio

La Vespa va in India. Debutta ufficialmente oggi, sul mercato asiatico, la due ruote di casa Piaggio, con l’inaugurazione a Baramati del nuovo stabilimento del Gruppo. ‘Quello di oggi è un momento di grandissima importanza per il Gruppo Piaggio e per l’intero settore delle due ruote’.

La nuova factory Vespa si sviluppa su più di 150mila metri quadrati. La capacità produttiva iniziale del plant è pari a 150.000 scooter all’anno e sarà portata a 300.000 nel corso del 2013 nell’ambito del programma industriale e commerciale definito dal Gruppo. Con l’ingresso sul mercato indiano, Vespa diventa a tutti gli effetti un veicolo globale’ dice il presidente Roberto Colaninno.

Lo stabilimento è il terzo realizzato da Piaggio a Baramati, città facente parte del distretto di Pune nello Stato del Maharashtra. Con l’inaugurazione degli impianti produttivi per la Vespa, il complesso industriale del Gruppo Piaggio occupa attualmente circa 3.000 lavoratori.

Brevettato per la prima il 23 aprile del 1946, la Vespa è uno storico modello di scooter Piaggio. A progettarlo è stato l’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio. Perché Vespa? Il nome ormai famoso in tutto il mondo, sembra sia nato da un’esclamazione di Enrico Piaggio che vedendo il prototipo esclamò: ‘Sembra una vespa!’, per via del rombo del motore e della forma della carrozzeria.

Il suo prototipo, l’MP5 Paperino, è stato concepito nel biellese quando, durante la seconda guerra mondiale, gli stabilimenti di Pontedera sono trasferiti in Piemonte in un luogo ritenuto più sicuro ai bombardamenti. Il progetto fu però poi accantonato e il modello non venne più prodotto e commercializzato.

Vespa non è del tutto un nome di fantasia legato al fatto che il veicolo abbia la carrozzeria mediana stratta ma è l’acronimo di Veicoli Economici Società Per Azioni, dato che la Piaggio fu una delle prime Società per azioni in Italia. A basso costo e adatto a qualsiasi utilizzo, divenne in breve tempo un veicolo per tutti.  A oggi Vespa è un marchio a se stante del gruppo.

La Vespa appare in svariati film: Vacanze romane del 1953, Quadrophenia del ’79, Caro diario (1979) di morettiana memoria, Il talento di Mr.Ripley, American Pie del ’99 e The Interpreter (2005).  Charlton Heston e Stephen Boyd sono stati fotografi sul set di Ben Hur a bordo di una Vespa VNA1T del ’59, dal manubrio scomponibile, utilizzata per gli spostamenti durante le riprese.

A Torino, nel 2006 l’ultima edizione dell’Eurovespa, il Raduno Annuale Mondiale Vespistico con ben 40 edizioni svoltesi di volta in volta negli anni in tutte le nazioni europee, per coinvolgere il maggior numero di appassionati possibile. L’edizione coincisa con il 60º compleanno della Vespa, è stata anche quella dei record assoluti di presenze per un vesparaduno: 3500 gli iscritti regolari più 4500 non iscritti per un totale di ben 8000 esemplari presenti nella sfilata del sabato mattina a Stupinigi. I Vespisti provenivano da tutta Europa: dal Portogallo alla Norvegia, dall’Inghilterra alla Grecia, dagli USA e Canada all’Argentina, dall’Algeria al Sud Africa e addirittura da Taiwan.

Dal 14 al 17 giugno 2007 si è tenuto a San Marino il primo Vespa World Days, la nuova definizione dell’Eurovespa, che ha contato circa 5.000 vespe da tutto il mondo. Nel 2008 il Vespa World Days si è tenuto a Cefalù, Sicilia e poi a Zell, in Austria.

Il prossimo Vespa World Days, dopo quello di Fatima in Portogallo, e a Oslo in Norvegia, si svolgerà nella capitale dei Giochi Olimpici  2012, a Londra in Inghilterra.

http://www.dueruote.it/
http://www.it.vespa.com/#/vespa/IT/it/home 

14 anni su Facebook e più di 32 mila invitati a sorpresa

E’ successo in un piccolo paese della Francia, dove un adolescente per festeggiare i suoi 14 anni ha pensato di creare un evento su Facebook. A quasi due settimane dal compleanno, il ragazzo ha pensato ad una ventina di inviti, qualche conoscente e una festicciola fra amici.

Ma nel giro di pochi minuti, qualcuno ha invece realizzato un evento parallelo, creando una pagina dedicata alla festa di Benjamin, con indirizzo e orario e alla quale hanno aderito più di 30 mila persone.

Sono bastate alcune ore per far lievitare il numero di ospiti previsti nella casa di Chamalières, piccolo comune francese di 17.636 abitanti, nei pressi di Clermont Ferrand, nel centro della Francia.

Il tam tam virtuale si è propagato anche a Twitter e MySpace, raccogliendo adesioni da tutta la Francia. Il padre di Benjamin, allertato da alcuni parenti, ha cancellato la festa e ha presentato una denuncia contro ignoti alla gendarmeria della città. Poi ha anche chiesto un servizio di scorta davanti alla casa il giorno del compleanno nel caso in cui dovessero esserci disordini.

Londra: arrestato l’uomo barricato in un palazzo del centro. Nessun ostaggio

Si barrica in casa  ma Scotland Yard lo smaschera, braccandolo e facendolo uscire allo scoperto. Un flop per l’uomo che è stato arrestato: aveva detto di aver preso in ostaggio quattro persone all’interno di un edificio a Tottenham Court Road, nel centro di Londra, scatenando il panico. Al momento della perquisizione non sono stati trovati ostaggi o gente intrappolata.

Michael Green, questo il nome dell’uomo intercettato telefonicamente, sulla cinquantina, ha portato con sé una bombola a gas, minacciando di farsi esplodere. Nonostante l’iniziale momento di tensione, la polizia ha comunque scongiurato il peggio pensando a un’azione terroristica. Sul posto pronti a intervenire cecchini e artificieri.

Secondo alcune prime indiscrezioni, Green era arrabbiato per non aver ottenuto la patente per la guida dei mezzi pesanti. Per questo motivo l’uomo si è introdotto nell’edificio gridando di non aver nulla da perdere per continuare a vivere. Quando poi è andato in escandescenze, iniziando a lanciare computer e ogni altro suppellettile da una delle finestre, è arrivata la polizia che lo ha arrestato.

Stalker on Facebook: la saltatrice Friedrich intercetta il molestatore e lo denuncia sul social network

La campionessa di salto in alto Ariane Friedrich ha denunciato il suo stalker su Facebook. Dopo ripetute molestie attraverso il social network l’atleta tedesca, che sarà alle Olimpiadi di Londra a luglio 2012, ha subito pubblicato i dati del fastidioso fan, ricevendo la solidarietà di molti, ma scatenando anche diverse polemiche sulla violazione della legge sulla privacy.

La ginnasta non si è limitata a denunciare il suo stalker, che le aveva anche inviato sul suo profilo una foto delle parti intime, ma ha rivelato su Facebook nome e luogo di residenza del molestatore. In molti hanno difeso l’atleta che parteciperà ai prossimi Giochi Olimpici di Londra e che ha ricevuto numerose critiche per essersi fatta giustizia da sola.

Pareri controversi dalle prime pagine dei giornali sulla possibilità da parte di Ariane Friedrich di aver commesso un reato ed essere per questo citata in giudizio. Per il quotidiano tedesco Der Spiegel ‘in uno stato di diritto è compito della giustizia decidere’, mentre la Süddeutsche Zeitung scrive che la Friedrich ‘ha messo l’uomo alla gogna’.

La polizia cerca di limitare l’ingerenza dell’opinione pubblica e fa parlare un portavoce che rassicura: ‘Stiamo stanno facendo tutti gli accertamenti necessario a capire cosa è successo’.

Boom editoriale per Ala, il magazine turco dedicato alle donne con il velo

In Turchia, il magazineAla, dedicato alle donne con il velo, ha quasi raggiunto le cifre di Elle, Cosmopolitan, Vanity Fair e Vogue e scoppia il caso editoriale. Il successo lo devono alle vendite raggiunte in pochissimi mesi.

Nato dall’intuizione di due manager uomini che hanno creduto nell’unione tra fattore religioso e il desiderio di restituire un’immagine patinata di sé. Una garanzia per il successo dell’impresa, con una redazione che lavora al progetto insieme al direttore Hulya Aslam.

‘Pensiamo e dichiariamo apertamente con il nostro lavoro – spiega la direttrice – che le donne musulmane e dal capo coperto possono essere e spesso lo sono, di moda. Ricorrendo a prodotti diversi e senza rimanere ferme a uno stile o a un idioma stilistico, ma variando in un paradigma declinabile in tutte le sue forme, possono essere fashion e rientrare nei canoni del gossip internazionale senza per questo subire razzismo sociale’.

La rivista nata a giugno scorso si è conquistata una consistente fetta di pubblico femminile e sembra proprio destinata a crescere considerando che in Turchia almeno 6 donne su 10 indossano il velo.

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