One billion rising: con San Valentino arriva anche il V-Day, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

one billion rising t-card2Dopo domani è San Valentino, ma anche il giorno scelto in tutto il mondo per manifestare contro la violenza sulle donne. L’idea è di ‘One Billion Rising‘ un movimento che si occupa di questa causa.

Nel mondo attuale, un miliardo di donne (‘one billion’, appunto) verrà picchiata o violentata almeno una volta nella sua vita. Saranno quindi, simbolicamente, un miliardo di persone a muoversi contro questa vergogna. ‘One Billion Rising’, è un movimento globale a cui il prossimo 14 febbraio parteciperanno un miliardo di donne e uomini, per rispondere alla violenza con la danza.

Per il 14 febbraio è stato quindi organizzato un flashmob in moltissime città del mondo: andando sul sito di One Billion Rising si può trovare il luogo più vicino.

La campagna, che ha ottenuto l’adesione di organizzazioni, attivisti leader e celebrità di 182 paesi del mondo e da oltre 13 mila organizzazioni mondiali, e’ stata lanciata dalla scrittrice Eve Ensler nel 15esimo anniversario del V-Day (giornata contro la violenza sulle donne da lei ideata).

I colori scelti sono il rosso e il nero, perciò bisognerà utilizzarli per l’abbigliamento. Chi partecipa può trovare sulla pagina Facebook il logo del flashmob: va stampato e applicato sulla maglietta. Il motto dell’evento è ‘Strike – Dance – Rise!’: si tratterà infatti muoversi al ritmo di una danza, ‘Break the chain’. Chi vuole può imparare la coreografia su YouTube, sapendo che è stata inventata da Debbie Allen, la maestra di danza Lydia Grant di ‘Fame’.

http://onebillionrising.org/

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Battiato: ‘Nelle casse dell’assessorato al Turismo non un euro, hanno rubato tutto’

Franco Battiato

Franco Battiato (Photo credit: Wikipedia)

Non c’è un euro, non si può lavorare chiaro. Il presidente Crocetta deve trovare fondi europei. Nelle casse dell’assessorato al Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto”. Così l’assessore regionale al Turismo Franco Battiato in conferenza stampa a Palermo: “Io assente in assessorato? Hanno detto delle palle, è tipico della politica odierna’.

Per Franco Battiato ‘è prioritario valorizzare, unitamente allo sport d’eccellenza, anche lo sport di base visto nel suo valore comunitario e identitario , tenuto conto che attorno ad ogni singola attività confluiscono persone provenienti da diverse estrazioni sociali’.

‘In attesa che si trovino soluzioni per rimettere in circuito le risorse comunitarie, e in attesa dell’approvazione del bilancio regionale, si sta lavorando, anche attraverso la concertazione con gli operatori culturali, alla stesura di avvisi e bandi con criteri ispirati a principi di trasparenza, merito, qualità e ricaduta sul territorio – ha detto ancora Battiato – Tra gli obiettivi di questo assessorato vi è sicuramente l’avvio di un costante rapporto con le migliori risorse umane e professionali isolane, spesso portatrici di qualità ed eccellenze non sempre valorizzate adeguatamente’.

Per il cantautore ‘la progettazione culturale avrà come punto di riferimento il concetto di ‘classicità’ declinato attraverso le più interessanti e innovative forme espressive della contemporaneità’.

In ogni caso, ha precisato Battiato, pensiamo che ‘tutte le iniziative culturali debbano avere ‘ex ante’ e ‘post’ dati certi sulle ricadute turistiche, su una valorizzazione reale e non virtuale del nostro territorio’.

Giornata di mobilitazione delle imprese italiane: in migliaia contro la crisi

Giornata-di-Mobilitazione-Nazionale-Rete-Imprese-ItaliaOggi si alza in Italia la voce di centinaia di migliaia di imprese per chiedere una svolta nella politica economica del Paese. È la voce delle imprese e delle professioni del commercio, dell’artigianato, dei trasporti, del turismo e dei servizi di mercato che oggi, per la prima volta insieme, si mobilitano per chiedere alle forze politiche di puntare sulla ripresa e di investire nello sviluppo’. Così il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, ha presentato la giornata di mobilitazione delle imprese italiane di oggi.

Sono oltre 30 mila gli imprenditori italiani che aderiscono alla protesta di Rete Imprese Italia (formata da Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani) e oltre 300 le associazioni territoriali collegate. ‘Chiediamo un Paese normale – ha aggiunto Sangalli – e la nostra richiesta si rivolge alla politica. È una richiesta esigente e severa. Diamo all’Italia lavoro, occupazione, stabilità economica e coesione sociale. non chiediamo privilegi ma opportunità e strumenti per tornare a crescere. Alla politica chiediamo perciò parole di verità sui tempi difficili che ancora ci attendono, impegni puntuali e coerenza e – ha sottolineato – anche se siamo ancora in periodo di saldi, su questo di sconti non ne faremo a nessuno’.

Fra le strategie prioritarie per tornare a crescere occorre una riduzione della pressione fiscale. È quanto chiede Rete Imprese Italia nel documento di presentazione della giornata di mobilitazione nazionale che si svolge oggi in oltre 80 città. Le richieste delle imprese, rileva il presidente di turno Carlo Sangalli nell’intervento di apertura, ‘sono le ragioni dell’avanzamento di una sorta di vera e propria `chirurgia ricostruttiva´ della spesa pubblica e dell’azione di contrasto e recupero di evasione ed elusione come condizioni per la progressiva riduzione della pressione fiscale. Un livello record di pressione fiscale – rileva – che fiacca, indebolisce drasticamente investimenti e consumi. E che ci fa chiedere la definitiva archiviazione di un ulteriore incremento dell’Iva. Sarebbe – sottolinea – solo un’ennesima controproducente doccia gelata per la ripresa!’.

Egitto: scontri dopo Port Said, condannate a morte di 21 persone

Egitto-scontri-dopo-Port-Said-638x425E’ salito a 27 morti e circa 300 feriti il bilancio delle vittime delle violenze scoppiate a Port Said, Egitto, dopo la sentenza di condanna a morte di 21 persone coinvolte negli scontri scoppiati l’anno scorso in uno stadio della città egiziana.

I parenti degli imputati condannati a morte per il massacro di 74 persone a febbraio 2012 hanno tentato di fare irruzione nel carcere dove sono detenuti i loro familiari. I disordini sono scoppiati pochi minuti dopo l’annuncio, da parte del tribunale egiziano, di aver rimandato le condanna a morte degli imputati al Grand Mufti, la massima autorità religiosa del Paese che deve ratificare le pene capitali.

Colpito dal fuoco incrociato un traghetto greco proveniente dal porto israeliano di Haifa e approdato questa mattina a Port Said: a bordo nessuna vittima. Secondo le autorità greche la nave non era obiettivo degli spari.

Il governatore di Bankitalia contestato all’Università di Firenze durante la sua lectio magistralis

ignazio-viscoIl governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è stato costretto a interrompere la sua lectio magistralis all’Università di Firenze. Una cinquantina di studenti dopo avere esposto lo striscione ‘Voi la chiamate crescita noi sfruttamento. Fuori Bankitalia’ hanno forzato il presidio di sicurezza delle forze dell’ordine all’esterno dell’aula e hanno fatto irruzione nella sala, costringendo il governatore a interrompere la lezione. Poi grida del tipo: ‘Ci tagliate i diritti’.

Per alcuni minuti hanno gridato slogan usando anche un megafono e poi si sono allontanati pacificamente.

Il governatore ha poi ripreso la sua lezione ma si è dovuto nuovamente interrompere. Questa volta a causare il nuovo stop è stato l’allarme anti incendio. Il segnale acustico si è attivato per un quarto d’ora a causa di una porta forzata da alcuni studenti contestatori.

La conferenza organizzata dal Polo delle Scienze sociali sulla crisi economica aveva il titolo: ‘Ruolo, responsabilità e azioni della Banca centrale nella lunga crisi’. Nell’aula assieme al rettore Alberto Tesi, i tre presidi di Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche (Francesco Giunta, Paolo Cappellini e Franca Alacevich) si sarebbero confrontati con Ignazio Visco. Il governatore che è stato fatto entrare mezz’ora prima da un ingresso secondario proprio nel tentativo di evitare le contestazioni.

Visco è comunque poi riuscito a finire il suo intervento e quando gli studenti hanno lasciato l’aula ha detto: ‘Poi spiegheremo chi sono i banchieri centrali e i regolatori’. Il dibattito è proseguito.

Algeria: 35 ostaggi e 15 sequestratori uccisi oggi nell’impianto della Bp

moctarAlmeno 35 ostaggi e 15 sequestratori sono stati uccisi oggi nell’impianto della Bp, nell’est dell’Algeria, nel quale un commando di 60 miliziani islamici ha preso in ostaggio da ieri decine di persone. Lo riferisce la televisione pan araba Al Jazeera che cita fonti islamiche. Secondo le fonti, elicotteri da combattimento dell’esercito algerino avrebbero aperto il fuoco sul complesso.

Un gruppo di ostaggi sarebbe stato colpito mentre i terroristi li spostavano a bordo di veicoli da un edificio all’altro all’interno della base. Secondo un’altra ricostruzione, il convoglio avrebbe cercato di forzare il blocco dell’esercito algerino e a quel punto sarebbero intervenuti gli elicotteri.

Il risultato è comunque una strage: almeno 34 ostaggi uccisi, secondo la tv satellitare panaraba Al Jazeera probabilmente molti occidentali, 15 della ventina di islamisti di Al Qaeda morti, compreso il leader del commando, Abu al Baraa. Ne resterebbe però una mezza dozzina, ancora asserragliati nel campo, col il resto degli ostaggi. Uno è stata raggiunto sul telefono satellitare dall’Agenzia di Stato mauritana Ani: ‘Uccideremo gli altri ostaggi se attaccano di nuovo’, ha minacciato. Sempre secondo l’agenzia mauritana, solo due americani, tre belgi, un giapponese e un britannico sarebbero sopravvissuti al raid delle forze algerine. Gli statunitensi uccisi sarebbero quindi cinque.

Almeno quarantacinque ostaggi, di cui 15 di nazionalità straniera, fra cui due francesi, sono comunque riusciti a fuggire dall’impianto, gestito da Bp, la norvegese Statoil e l’algerina Sonatrach. La fuga sarbbe però avvenuta prima del blitz degli elicotteri, in mattina. Nell’impianto, oltre ai 41 occidentali, c’erano almeno 150 lavoratori algerini, dell’azienda francese CIS Catering. La notizia della fuga è stata confermata dalla prefettura di Illizi all’agenzia Aps . Ieri, i miliziani avevano preso in ostaggio 41 persone di diversa nazionalità, tra cui americani, giapponesi, francesi e britannici, e 150 dipendenti algerini .

L’impianto è assediato da ieri dalle forze di sicurezza algerine. Questa mattina i sequestratori hanno chiesto ad Algeri di richiamare le truppe per avviare un negoziato sul rilascio degli ostaggi. Appello rilanciato, su Al Jazeera, anche da tre ostaggi.

La brigata che si firma Katiba al Moulathamin ‘Coloro che firmano con il sangue’, ieri hanno rivendicato l’assalto per ‘vendetta’ contro la concessione dello spazio aereo algerino ai Rafale francesi diretti in Mali.

Alcuni ostaggi – giapponesi e sudcoreani – sarebbero rimasti feriti dai colpi sparati dall’esercito, secondo una fonte dei sequestratori, che a loro volta minacciano di uccidere un britannico, secondo quanto riferisce Al Jazeera. Secondo il quotidiano arabofono algerino Al Khabar, che cita proprie fonti delle forze di sicurezza, i terroristi hanno fatto indossare ad alcuni degli ostaggi delle cinture esplosive e hanno piazzato delle cariche a protezione dell’area.

Uno dei sequestratori ‘ha tratti somatici occidentali e non parla bene l’arabo’, ha raccontato ad Al Jazeera un algerino rilasciato ieri, Abdallah. Gli altri membri del commando, ha aggiunto l’ex ostaggio, sono ‘tunisini, egiziani e algerini’.

Libia: sospesa temporaneamente l’attività del Consolato a Bengasi

de_sanctis_console_italiano_bengasiPer motivi di sicurezza il Governo italiano ha disposto la sospensione temporanea dell’attività del Consolato Generale a Bengasi. Il personale dipendente farà rientro in Italia nelle prossime ore.

Anche in relazione alla decisione assunta, il Governo italiano, dice la Farnesina, si è tenuto in queste ore in costante contatto con il Governo libico, cui è stato nuovamente confermato il sostegno italiano all’azione di consolidamento democratico e istituzionale condotta dalle Autorità di Tripoli.

Tentativi di destabilizzazione quali l’attentato terroristico compiuto sabato scorso contro il Console Generale Guido de Sanctis dimostrano la necessità che la comunità internazionale intensifichi il sostegno alle Istituzioni e al Popolo libico.

Sabato scorso il console italiano è scampato a un attentato a Bengasi, seconda città della Libia, dove a settembre furono uccisi l’ambasciatore statunitense e altri tre membri della missione americana.

Forti incendi devastano l’Australia, caldo record oltre i 40 gradi

incendi australiaGli incendi devastano l’Australia. I Forti venti e temperature record, oltre i 40 gradi, hanno favorito i roghi nel sud-est del Paese, dove le autorità hanno riferito di condizioni ‘catastrofiche’.

Le fiamme in molti casi fuori controllo, si propagano molto rapidamente e per questo le autorità hanno deciso di far allontanare la popolazione come unica opzione per salvarsi. Il premier australiano Julia Gillard ha lanciato un appello alla vigilanza: ‘La parola catastrofico è usata per validi motivi. Per questo è molto importante che le persone si salvaguardino e ascoltino le raccomandazioni delle autorità locali. Questo è un giorno molto pericoloso’.

Sono cinque gli Stati colpiti anche se la situazione peggiore si registra nel Nuovo Galles del sud, lo Stato più popoloso, dove si contano circa 100 incendi, di cui 20 fuori controllo, anche nelle vicinanze di Sydney. L’ondata di caldo estremo, iniziata in Australia occidentale poco dopo Natale e durata otto giorni, è stata la più violenta in oltre di 80 anni, le temperature roventi rendono molto difficili le operazioni di soccorso e di spegnimento dei roghi.

Ritirato il volantino shock sul femminicidio, Telefona rosa: ‘istiga alla violenza’ scandalo sul prete che lo ha affisso in chiesa

DonCorsi1--U11012791896839c-144x194--499x285Un volantino affisso, e già ritirato, dal parroco alla bacheca della chiesa di san Terenzo (Lerici) che ‘reinterpreta’ la lettera pastorale ‘Mulieres dignitatem’ e solleva dubbi sul ‘femminicidio’, accusando in sostanza le donne di essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia sta scatenato una rovente polemica.

E’ stato il vescovo di La Spezia ad ordinare che il documento fosse subito rimosso: ‘In nessun modo – scrive monsignor Luigi Ernesto Palletti, tradendo un incontenibile disappunto per lo scandalo – può essere messo in diretta correlazione qualunque deprecabile fenomeno di violenza sulle donne con qualsivoglia altra motivazione, né tanto meno tentare di darne una inconsistente giustificazione’.

Don Piero Corsi – che ha affisso l’estratto dalla lettera apostolica commentata dall’editorialista del sito Pontifex.it dal titolo ‘Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?’ - era già noto alle cronache per la sua passione al ‘tatsebao’, avendo già dedicato fogliettoni satirici contro l’Islam e contro gli immigrati appesi alla porta della chiesa.

Il volantino comincia con ‘l’analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano appunto femminicidio’. ‘Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza’, si legge nel volantino. Che prosegue: ‘Domandiamoci: possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise’.

Il volantino esamina poi la questione della violenza sessuale: ‘Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. Roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?’.

‘Chiediamo alle massime autorità civili e religiose che si attivino perché venga immediatamente rimosso – prontamente ritirato - il manifesto affisso dal parroco e che riteniamo una gravissima offesa alla dignità delle donne’. E’ questa la reazione della presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli.

‘Non è solo un problema di forma o di dignità lesa – scrive Moscatelli -. Noi di Telefono Rosa riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse. Chiediamo che sia lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti, che proprio ieri nel suo discorso ha parlato della necessità di una nuova rappresentazione delle donne intervenga attraverso i ministri competenti. Ma la richiesta è diretta anche a Papa Benedetto XVI e al vescovo della Spezia. In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile.

Monti e la fine del mondo: ‘governo termina il ruolo ma non per colpa della profezia dei Maya’

225px-Mario_Monti_2012-06-27‘Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo’. Lo ha detto con una battuta il presidente del Consiglio Mario Monti, prendendo la parola al termine della messa di Natale, celebrata per i dipendenti nella Sala Verde di Palazzo Chigi. La messa per i dipendenti di Palazzo Chigi è stata officiata da mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e cappellano di Montecitorio. Monti ha partecipato con la moglie e nell’occasione ha ringraziato i dipendenti ‘per tutto il lavoro svolto’ e ha augurato ‘buon lavoro’ per il futuro.

Al termine del Consiglio dei ministri convocato stasera alle 19.00 il premier Mario Monti è intenzionato a salire al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. E’ quanto riferiscono fonti di governo che precisano tuttavia come questo iter possa subire variazioni nella tempistica.

Nel tardo pomeriggio è attesa l’approvazione definitiva della legge di Stabilità alla Camera, l’atto a cui Monti aveva subordinato qualsiasi sua futura mossa mentre è prevista per domenica, alle 11, la conferenza stampa di fine anno durante la quale il primo ministro dovrebbe comunicare le sue decisioni su una possibile scesa in campo per le politiche del 24 febbraio.

La notizia ha suscitato l’immediata reazione del leader di Cgil Susanna Camusso che parla di ‘uso elettorale della propria funzione’. ‘Trovo istituzionalmente discutibile che un governo tecnico, nato senza consenso popolare, utilizzi le politiche fatte da quel governo per fare campagna elettorale’.

Umberto Bossi ha bocciato un accordo con il Pdl con Berlusconi come candidato alla presidenza del Consiglio. ‘Se Berlusconi vuole fare il candidato premier è difficile’, ha detto il senatur ai giornalisti alla Camera.

Questa mattina intanto l’ex premier Berlusconi ha parlato in successione a al Gr Parlamento, a TvJulie e al Tg2 dicendo dei ‘tecnici accucciati su Ue’. E a proposito di legislatura sprecata ‘in parte il presidente Napolitano ha ragione – ha detto – con il governo dei tecnici c’era la possibilità di avere la maggioranza per approvare una riforma costituzionale che il governo dei tecnici non ha ritenuto di proporre’.

Il Cavaliere non ha risparmiato critiche all’attuale esecutivo. ‘Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Io mi vedo costretto ad essere ancora io il federatore dei moderati‘, ha detto Berlusconi, con un chiaro riferimento alla proposta fatta in questi giorni al premier di allearsi con il Pdl. E ancora: ‘I tecnici si sono accucciati di fronte alle richieste della Ue, soprattutto dell’Unione Europea ‘tedesca’ e del nord Europa, che portano soltanto alla recessione. Non è solo un mio giudizio, ma anche di premi Nobel’.

L’ex premier ha parlato ancora una volta di quei piccoli partiti che rischiano di ‘far vincere la sinistra’.  ’I moderati, dal ’48, sono la maggioranza, – dice – ma se qualcuno interviene e li divide comporta la vittoria della sinistra. Questo ‘centrino’ con Casini che sta avendo meno voti della Destra di Storace e questi partitini per Monti faranno vincere la sinistra’. Poi un riferimento al ruolo delle donne in politica. ‘Ho una grandissima considerazione per le donne. Nelle nostre liste ne avremo un numero rilevante, credo maggiore del 33%. Se come spero riusciremo a vincere le elezioni interverremo con delle misure per facilitarle nel lavoro e daremo aiuti alle famiglie’, ha detto nel corso di un’intervista a Julie News, televisione campana.

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