Corea del Nord pronta a lanciare due missili: ‘preparatevi a evacuare le ambasciate’

corea_del_nordLa Corea del Nord avrebbe collocato su due rampe di lancio, lungo la costa orientale, altrettanti missili a media gittata. La notizia, diffusa da Seul, ha scatenato i timori di un imminente attacco. Se ciò non bastasse ad innalzare la tensione, Pyongyang ha esortato le ambasciate straniere rimaste in loco a valutare se lasciare il Paese (l’Italia non è presente perché fa riferimento alla missione a Seul). Il regime nordcoreano ha inoltre avvertito che a partire dal 10 aprile, nel caso in cui la crescente tensione nella penisola asiatica degenerasse in un vero e proprio conflitto, non sarà in grado di garantire la sicurezza del personale diplomatico straniero, delle ambasciate di Paesi terzi né delle rappresentanze delle organizzazioni internazionali.

Dopo i movimenti militari che sembrano preannunciare un imminente lancio di missili, la Corea del Sud ha dispiegato due navi con sistemi per intercettare missili lungo le coste del Mar Giallo e del Mar del Giappone; ed è solo l’ennesimo movimento militare nell’area perché Seul e Washington da giorni vigilano da vicino le installazioni militari nordcoreane e hanno già preso una serie di contromisure.

I missili spostati lungo la costa orientale nordcoreana e pronti al lancio sono presumibilmente i Musudan, su cui Pyongyang non ha mai realizzato alcun test. Il Musudan (o Taepodong-X) fu presentato per la prima volta in una parata militare nell’ottobre 2010 e si ritiene che abbia la capacità di coprire circa 3mila chilometri che possono arrivare a 4mila se il carico è leggero. Almeno sul piano teorico, dunque, i Musudan dovrebbero arrivare ovunque in Corea del Sud o in Giappone, ma anche alle basi militari americane nell’isola di Guam (3.500 km a sud della penisola coreana). Anche se la maggior parte degli esperti ritiene che la Corea del Nord non abbia la tecnologia necessaria per miniaturizzare le testate nucleari e montarle sui missili, Washington ha deciso l’invio sull’isola nell’oceano Pacifico delle batterie Thaad, un sistema di missili intercettori, gli unici al momento in grado di distruggere missili a corto e medio raggio tanto dentro che fuori l’atmosfera terrestre.

In attesa di sapere se lunedì 8 aprile Pyongyang tornerà a consentire l’accesso ai lavoratori sudcoreani, si muove la diplomazia. La Germania ha convocato l’ambasciatore nordcoreano a Berlino per manifestargli la sua ‘profonda preoccupazione’. La Russia si è messa in contatto con le altre potenze, Usa e Cina, oltreché con la Corea del Sud per rispondere all’avvertimento dato da Pyongyang alle ambasciate.

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Meteorite sui monti Urali: 500 feriti, Mednev ‘pianeta vulnerabile’

pioggia di meteoritiAlmeno 500 persone sono rimaste ferite, tre in modo grave, in Russia in seguito all’esplosione nell’atmosfera di un meteorite sopra la regione di Chelyabinsk, sui monti Urali. Lo ha riferito il ministero dell’Interno russo. Secondo le prime informazioni, i feriti che hanno fatto ricorso all’assistenza medica, hanno riportato tagli causati dai vetri andati in frantumi per l’intesa onda d’urto seguente alla disintegrazione del bolide del diametro massimo di dieci metri, che secondo gli esperti è avvenuta a pochi chilometri d’altezza. Inizialmente si era pensato a uno sciame meteoritico, ma è stato subito escluso dopo aver osservato i numerosi filmati che sono stati registrati. Fonti ufficiali russe hanno spiegato che si è trattato di un meteorite ‘sporadico e non associato a una pioggia di meteoriti che si è disintegrato nella parte bassa dell’atmosfera’. Il fenomeno si è verificato a circa 80 chilometri dalla città di Satka, non lontano da Chelyabinsk, alle 9,22 ora locale (le 4,22 ora italiana) ed è stato registrato anche a Tyumen, Kurgan, nella regione di Sverdlovsk e nel Kazakistan settentrionale.

L’onda d’urto ha investito un’ampia zona, che è stata solcata da una scia di fumo bianco lasciata dal bolide. I vetri di numerosi edifici si sono infranti, ferendo centinaia di persone, per fortuna solo due-tre in modo grave. Polizia e vigili del fuoco sono subito intervenuti per ispezionare gli edifici danneggiati. Tutte le scuole e gli asili della regione sono stati chiusi. Secondo i servizi di emergenza russi il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali per la regione. L’agenzia russa per l’energia atomica Rosatom ha riferito che le installazioni negli Urali non hanno subito danni.

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev, intervenuto al Forum economico a Krasnoyarsk, ha detto che quanto avvenuto Chelyabinsk ‘è la prova che non solo l’economia è vulnerabile, ma l’intero pianeta’.

(fonte Corsera)

Pussy Riot: una delle componenti del gruppo finisce in ospedale

pussy-riotUna delle Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova, è in ospedale per un esame e sarà dimessa tra una settimana. Questa la versione ufficiale del capo del servizio stampa del penitenziario federale russo in Mordovia Marina Khanieva. ‘Si trova nell’ospedale centrale per detenuti, per delle visite, su richiesta del suo avvocato’ ha detto. Alla domanda sullo scopo delle visite, la Khanieva ha osservato che ‘si tratta di informazioni riservate’. Il presidente della Commissione di Vigilanza in Mordovia Gennady Morozov da parte sua ha detto Tolokonnikova resterà in ospedale ‘per una settimana’.

Nel frattempo, l’avvocato Irina Khrunova ha detto che la sua assistita è stata trasferita nell’ospedale del centro di detenzione speciale per un check up in seguito a persistente mal di testa. ‘Nella primavera del 2012 in carcere Nadezhda ha ripetutamente lamentato mal di testa’ secondo l’Associazione per i diritti umani Agora.

Nel dicembre 2012, è stata condotta una indagine forense: il medico legale ha concluso che la Tolokonnikova doveva superare un esame completo: neurologo, oculista, cardiologo, esami di laboratorio clinici e biochimici, così come lo studio strumentale. Ossia risonanza, radiografie, tomografia computerizzata o magnetica, Doppler, elettroencefalografia, se necessario, e angiografia del cervello. Sulla base di questa conclusione, al termine del mese di dicembre la Khrunova ha presentato al Capo della colonia numero 14 in Mordovia domanda per condurre appropriati esami medici.

Russia: passa la legge antigay, manifestazioni e scontri in piazza Rossa

legge antigay RussiaLa Duma ha approvato in prima lettura il controverso disegno di legge con cui si vuole vietare a livello nazionale la ‘propaganda dell’omosessualità davanti a minori’. Il voto – che ha visto 388 voti a favore, uno contrario e un’astensione – si è svolto in un clima teso, con proteste davanti all’edificio della camera bassa del parlamento russo e scontri che hanno portato a una ventina di arresti. Il testo era stato presentato a marzo scorso dall’assemblea legislativa di Novosibirsk, che lo aveva già adottato a livello locale, come anche altre regioni russe, tra cui San Pietroburgo e Kaliningrad. Il documento prevede multe per chi compie ‘atti di propaganda’ in presenza di minori. In pratica, qualunque manifestazione o iniziativa pubblica – da un semplice bacio in strada, fino al Gay Pride – rischia di essere soggetto a sanzioni amministrative se nelle vicinanze vi è un minore.

Le multe vanno dai 4.000 rubli (circa 100 euro) per i semplici cittadini, ai 500.000 rubli (12.500 euro) per le organizzazioni. L’iniziativa legislativa – appoggiata dalla Chiesa russo-ortodossa – ha sollevato forti critiche da parte dei difensori dei diritti umani e della comunità Lgtb, che l’ha definita ‘omofobica’. Lyudmila Alexeyeva, la veterana dei diritti umani in Russia, ha parlato di un documento ‘medievale’, uno strumento – a suo dire – volto a compattare l’elettorato più conservatore, dopo mesi di proteste che hanno fatto calare la popolarità del presidente Vladimir Putin.

 ’Viviamo in Russia non a Sodoma e Gomorra’, ha urlato il deputato Dmitri Sablin, del partito di maggioranza Russia Unita, prima del voto. Durante il dibattito, un altro politico della formazione di Putin, Serghei Dorofeiev, ha dichiarato che la bozza di legge punta a ‘tutelare i minori dalle conseguenze dell’omosessualità’.

Fuori, intanto, a pochi metri dalla Piazza Rossa, un centinaio di attivisti si era riunito per manifestare, con alcuni omosessuali che hanno iniziato a baciarsi in segno di protesta contro i divieti. Al gesto, ritenuto offesa inaccettabile e sacrilega, alcuni militanti ortodossi, accorsi con icone e croci, hanno risposto gettando delle uova. I seguenti tafferugli con la polizia hanno portato a una ventina di arresti, ma tutti tra gli attivisti del movimento Lgtb.

Per entrare in vigore la legge deve passare tre letture alla Duma, avere il via libero del Consiglio della Federazione (il Senato) e poi essere firmata dal capo del Cremlino. L’omosessualità, che ai tempi dell Unione Sovietica veniva punita con il carcere, è stata decriminalizzata nel 1993, ma ancora oggi in Russia la comunità gay rimane nell’ombra a causa del forte pregiudizio di cui è vittima.

Russia: Putin firma la legge ‘anti Magnitsky’

vladimir-putin-polar-bearsIl presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato la cosiddetta ‘legge anti-Magnitsky’ o legge Dima Yakovlev che vieta, tra l’altro, le adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi. Lo ha reso noto il Cremlino. Passata sia alla camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, che al Senato. La legge rende il nome di Dima, un bambino russo che è morto per un colpo di calore nel 2008 in America, dopo che il padre adottivo statunitense lo aveva dimenticato in macchina nella calura estiva. Il padre è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo.

Approvata a larga maggioranza da entrambe le camere del Parlamento russo, entrerà in vigore il 1 gennaio 2013.

La decisione rappresenta una risposta all’adozione, negli Stati Uniti, delle misure restrittive contro i funzionari russi coinvolti nel caso di Sergei Magnitsky, l’avvocato societario che aveva denunciato un clamoroso caso di corruzione morto in carcere nel 2009 in attesa di processo.

Sono 52 le procedure di adozione di orfani russi in corso da parte di cittadini americani, ma dopo la promulgazione della legge che vieta le adozioni agli americani, i bambini coinvolti saranno adottati in Russia. Lo riferisce il delegato del Cremlino all’infanzia Pavel Astakhov. ‘Cinquantadue bambini sono coinvolti. Penso che debbano essere adottati in Russia sotto la responsabilità dei governanti’, ha dichiarato Astakhov.

E’ stato assolto da un tribunale di Mosca l’unico imputato per la morte dell’avvocato Serghei Magnitsky. Ex vicedirettore del famigerato carcere Butyrka, dove il giovane legale morì nel 2009 per una pancreatite non curata, Dmitri Kratov era accusato di negligenze che avrebbero causato il decesso di Magnitsky.

I giudici della corte di Tverskoi hanno detto di non aver riscontrato prove che dimostrassero la colpevolezza del funzionario che al contrario fece tutto il possibile per aiutare il detenuto. ‘Continuerò a lavorare nel sistema penitenziario’, ha annunciato Kratov dopo la sentenza.

Poco prima di essere arrestato, Magnitsky aveva denunciato una frode fiscale da 5,4 miliardi di rubli (235 milioni di dollari), orchestrata da alcuni dipendenti del ministero dell’Interno russo ai danni del fondo d’investimento Hermitage Capital, presso il quale lavorava, il cui amministratore delegato è William Browder.

Il legale è, però, stato accusato di aver ideato lui stesso lo schema che sottostava alla frode e subito posto in detenzione preventiva, nel 2008.

Dopo quasi un anno di carcere, in cui secondo i legali difensori gli sono state negate le cure necessarie alla sua grave pancreatite, è morto all’età di 37 anni. Sul suo corpo sarebbero state rinvenuti segni di tortura.

Chiuso dopo la sua morte, il processo per frode contro Magnitsky è stato riaperto di recente da un tribunale moscovita, tra le critiche della società civile e dei famigliari. Giovedì, in seguito all’assenza dei legali della difesa intenzionati a ‘non partecipare a un processo contro un uomo morto’, l’udienza preliminare è stata spostata al 28 gennaio.

La morte di Magnitsky è diventata in pochi anni un caso internazionale e motivo di tensioni tra Mosca e le cancellerie occidentali. Di recente Washington ha approvato il ‘Magnitsky Act‘, una legge che bandisce dal territorio americano i funzionari russi coinvolti nel caso. Dal canto suo Mosca ha risposto con la cosiddetta ‘Legge anti-Magnitsky’, che prevede il divieto delle adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi.

Facebook: Zuckerberg in Russia, dove il social è in pieno boom, o quasi

Reduce da una Ipo e performance in Borsa non certo esaltante, Mark Zuckerberg cerca fortuna in Russia. A ricevere il ragazzo prodigio, nonché miliardario e fondatore del social network Facebook, sarà il primo ministro Dmitry Medvedev, a sua volta appassionato di nuove tecnologie, iPad addicted e interessato a portare nel suo paese investitori e know how nel progetto Skolkovo, che secondo le intenzioni dello stesso Medvedev dovrebbe diventare una Silicon Valley russa.

Il momento è comunque propizio per Zuckerberg: Internet e l’uso dei social network stanno esplodendo nel Paese, anche se il suo Facebook è in notevole ritardo rispetto al rivale in lingua russa VKontakte e allo stesso Twitter.

Facebook ha conquistato enormi aree del globo, ma non è riuscito a sbaragliare la concorrenza in Russia. Perdendo in fondo un’opportunità storica: tutte le recenti manifestazioni anti-Cremlino, che hanno scosso la Russia dal dicembre scorso,  sono in gran parte state coordinate attraverso i social network e gli analisti dicono che l’aumento dell’uso di Internet costituisce una sfida per il dominio del presidente Vladimir Putin.

Ma se Facebook è un veicolo per la diffusione di certe informazioni, il blogger Aleksey Navalny e compagni comunicano soprattutto twittando.

https://www.facebook.com/

Vogue Fashion’s Night Out di settembre, dal 6 al 18, a Milano, Roma e Firenze anche il caffè è di moda

Per la Vogue Fashion’s Night Out di settembre, il 6 a Milano, il 13 a Roma e il 18 a Firenze, anche il cibo si unisce alla moda. E a darne prova il caffè Lavazza. Che per l’occasione realizza una Limited Edition di lattine di caffè ¡Tierra!

Fondata a Torino nel 1895 - e ancora di proprietà della famiglia stessa - Lavazza è l’azienda italiana produttrice di caffè tostato che è da sempre attenta alla qualità e alla tradizione per il gusto oltre che all’innovazione del prodotto e alla salvaguardia delle risorse naturali:un’azienda responsabile, per uno sviluppo sostenibile.

Proprio seguendo il cammino verso la sostenibilità nel 2002 viene sviluppato il progetto ¡Tierra! con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro nelle comunità dei paesi produttori di caffè attraverso assistenza tecnica e sociale. Dopo i primi interventi di successo in HondurasPerùColombia, e con il lancio sul mercato della miscela ¡Tierra!, Lavazza ha coinvolto per la seconda fase BrasileIndia eTanzania. Proprio in Tanzania nasce l’idea di creare una edizione limitata per l’Africa di Lavazza ¡Tierra!.

Lavazza e Fashion 4 Development - partner operativo dell’ONU che attraverso la moda vuole incrementare la crescita di un’economia sostenibile - hanno chiesto a sei stilisti italiani di fama internazionale di rivestire a proprio gusto la lattina e la miscela di ¡Tierra!MarniRoberto CavalliMissoniEtroVersace e Moschino hanno dato così vita a una speciale limited edition che sarà venduta esclusivamente durante la Vogue Fashion’s Night Out nelle serate di MilanoRoma e Firenze.

Vogue Fashion’s Night Out è un’iniziativa globale nata nel 2009 ed organizzata daVogue. La manifestazione, ormai al suo quarto anniversario, vuole avvicinare il mondo della moda al grande pubblico coinvolgendo tutti i cittadini di diverse città del mondo in una serie di eventi poliedrici che si tengono in una notte prefissata di settembre.

Per l’edizione 2012 l’evento internazionale dedicato allo shopping e alla moda sarà ospitato - oltre che dall’Italia - da diciannove Paesi nel mondo che hanno confermato la partecipazione a settembre dando così il loro sostegno al mondo dello stile: 6 settembre (InghilterraFrancia,Stati UnitiGermaniaSpagnaRussia,MessicoAustralia e Korea), 7 settembre(CinaIndiaGermania e Russia), 8 settembre(Taiwan e Giappone), 10 e 12 settembre(Brasile), 13 settembre (PortogalloTurchia,Olanda e Messico),  20 e 25 settembre(Grecia).

Gli omini ‘fluo’ di Alienatio animano le notti italiane firmate Vogue

#Occupy Montenapoleone

Vogue Fashion’s Night Out

Milano: giovedì 6 settembre
Roma: giovedì 13 settembre
Firenze: martedì 18 settembre

vfno-2012-video
http://vfno2012.vogue.it/
https://www.facebook.com/Lavazza
https://twitter.com/vogue_italia

Greenpeace: sei attivisti occupano la piattaforma Gazprom nel Mar Artico

 

Nuova campagna di Greenpeace contro le estrazioni di petrolio da parte della multinazional Gazprom, nel mar Artico, proprio a nord dell’Ex Unione Sovietica. A lanciare l’allarme con sottoscrizione da parte di chiunque risulti sensibile al tema è il movimento ambientalista contro ogni sfruttamento dell’ecosistema e a favore delle energia rinnovabili. No alle trivellazioni in mare, si quindi al solare, all’eolico, alla forza del mare, alla geotermia e a ogni altro tipo di risorsa naturale ed energia alternativa e rinnovabile.

Il messaggio è il seguente:  ’Si può essere consapevoli che in questo momento, nelle acque remote del Mar Pechora nel nord della Russia, una piattaforma petrolifera gigante sta per iniziare a distruggere l’Artico grazie a una gru a benna avido per l’ultima goccia di petrolio artico. L’appello è rivolto a tutti coloro che vogliono fermare questa devastazione e far parte del nostro movimento per salvare l’Artico.
Questa tragedia moderna rappresenta l’industrializzazione permanente dell’Artico – uno degli ultimi ambienti incontaminati del Pianeta Terra, che porta con sé una serie di rischi ambientali, sociali ed economici. E’ una tragedia perché sappiamo e abbiamo visto quali valide alternative di energia rinnovabile esistono in questo momento, che si tratti di onde, energia solare, geotermica o eolica.

Oggi stiamo prendendo posizione. Insieme con 5 altri attivisti, stiamo affrontando il processo di distruzione incontro al quale sta andando la piattaforma petrolifera di Gazprom Prirazlomnaya nel Mar Pechora. Stiamo cercando un modo non violento e mostrando un impegno pacifico con lo skipper della piattaforma, così da da poter mettere in evidenza le nostre preoccupazioni. Vogliamo mostrare al mondo cosa succede sulla piattaforma.

Sto prendendo questa posizione – dice  Kumi Naidoo Executive Director, Greenpeace International – con il sostegno di oltre 1,4 milioni di persone provenienti da tutto il mondo, che hanno firmato la nostra petizione. Staimo insieme per dire basta.

Vorrei invitarvi a unirvi a noi anche per dichiarare l’Artico bene dell’Umanità, e fare un passo verso un futuro più verde, pulito e all’insegna delle energie rinnovabili. Io stesso – continua l’executive director di Greenpeace International – sono un grande sostenitore del potere della gente per cambiare il corso della storia: è stato fatto innumerevoli volte in passato e so che possiamo farlo di nuovo insieme,  ora.

Al motto di ‘Sì! Chiediamo un santuario globale nell’Artico, Sostienici ora nella domanda di salvaguardia 

Su Twitter: r #SavetheArctic #stopgazprom #savethearctic

http://www.savethearctic.org/
http://www.greenpeace.org/international/en/getinvolved/

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Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

Il tatuaggio più antico del mondo ha 2.500 anni e appartiene alla principessa Ukok

Il tatuaggio più antico del mondo, finora scoperto ha qualcosa come 2.500 anni e appartiene a una principessa siberiana il cui corpo è stato preziosamente conservato, arrivando fino ai giorni nostri.

Il corpo mummificato della principessa Ukok è stato ritrovato nel 1993, ben conservato in un kurgan nell’altopiano di Ukok, nella Repubblica di Altai, in Russia, è oggetto di contenzioso fra gli abitanti del luogo del ritrovamento e l’Istituto di Archeologia ed Etnografia  di Novosibirsk da una parte e l’Accademia Russa delle Scienze generali dall’altra.

La Principessa Ukok, come è stata rinominata la mummia scoperta in alta montagna, ad Altai, in Siberia, è di circa 2.500 anni. E’ stata sepolta nel permafrost, che ha mantenuto il suo corpo straordinariamente ben conservato, tra cui i tatuaggi che sono tra la scoperta  ’più complessa e più bella’ che gli archeologi hanno fatto.

‘I tatuaggi più antichi sono stati trovati sull’uomo di ghiaccio nelle Alpi’, ha detto il ricercatore Natalia Polosmak e risalgono ai tempi della Siberia‘, ma si tratta solo di linee, non sono le immagini perfette e altamente artistiche che si possono vedere sui corpi dei Pazyryks‘ – la tribù nomade a cui la principessa probabilmente apparteneva

‘Si tratta di un livello fenomenale di arte del tatuaggio. Incredibile.’

Parte di ciò che colpisce circa l’arte del corpo è il loro aspetto moderno e la zona scelta per farlo, che non è una coincidenza, dice Polosmak. Tutte le mummie ritrovate hanno un tatuaggio sulla spalla sinistra, una caratteristica che Polosmak attribuisce probabilmente alla struttura corporea di base – del resto la spalla sinistra è un posto notevole per mostrare un segno d’arte.

‘Nulla cambia con gli anni, il corpo rimane lo stesso’ – ha spiegato Polosmak – ‘e la persona che fa un tatuaggio oggi si avvicina ai suoi antenati.’

Il corpo della Principessa Ukok è stato portato a Mosca dallo stesso team che ha conservato il cadavere di Vladimir Lenin, ma per la maggior parte dei diciannove anni dalla sua scoperta, è stato ospitato in una struttura a Novosibirsk.

Ma ora si sta dirigendo a casa verso Altai. Il suo corpo sarà conservato in un mausoleo presso il Museo Nazionale della Repubblica in Gorno-Altaisk. Per lei è arrivata l’ora di andare in mostra per i turisti in un sarcofago di vetro.

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