Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,'inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

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Nasce il governo Letta, domenica il giuramento, poi alle Camere

nuovo governo LettaL’annuncio alle ore 17.20: 61 giorni dopo le elezioni, l’Italia ha un nuovo governo. Domenica il giuramento, poi alle Camere.

Dopo lunghe e convulse trattative Enrico Letta arriva al traguardo: sabato pomeriggio ha sciolto la riserva e presentato la sua squadra di Governo. Salito al Colle alle 15 per sottoporla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l‘elenco dei ministri. Sessantuno giorni dopo le elezioni Politiche, e 127 giorni dopo le dimissioni di Mario Monti, quindi, l’Italia ha un nuovo esecutivo.

LA SQUADRA – Angelino Alfano guiderà il ministero degli Interni, Emma Bonino quello degli Esteri. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento è Dario FranceschiniGiampiero D’Alia quello per la Pubblica amministrazione, Anna Maria Cancellieri quella della Giustizia, Fabrizio Saccomanni quello dell’Economia, Enrico Giovannini quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Chiara Carrozza quella per l’Istruzione. Le Riforme costituzionali vanno a Gaetano Quagliariello. Il ministero delle Politiche Agricole è stato affidato a Nunzia di Girolamo (che in Veneto ricordano per la polemica sui contadini). Tra le tante donne, il ministro Cécile Kyenge, medico oculista nato nella Repubblica Democratica del Congo, che si occuperà dell’Integrazione. È nata all’estero, in Germania, anche Josefa Idem, ministro delle Pari opportunità e dello Sport. Alla Difesa Mario Mauro, Flavio Zazonato allo Sviluppo, Trasporti Infrastrutture Maurizio Lupi, Salute Beatrice Lorenzin, Ambiente Andrea Orlando, Beni culturali e Turismo  Massimo Bray, Coesione territoriale Carlo Trigilia, Affari europei Enzo Moavero Milanesi, Affari regionali Graziano Delrio.

I primi passi dell’esecutivo di Letta, 46 anni, saranno il giuramento davanti al Capo dello Stato, domenica mattina alle 11,30, e la presentazione per la fiducia davanti alle due Camere.

‘Voglio premettere alla lettura della lista ancora una profonda gratitudine nei confronti del presidente della Repubblica per questa fiducia – ha esordito Letta alle 17.20 -, e aggiungere parole di sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità dimostrata, per le competenze che si sono messe al servizio del Paese, per il record di presenza femminile e per il ringiovanimento complessivo della compagine di governo’.

‘È GOVERNO POLITICO’ - Subito dopo Letta ha preso la parola Napolitano, che ha commentato: ‘Vorrei aggiungere solo semplicissime parole a commento della presentazione della squadra di governo effettuata dall’onorevole, dal presidente Letta – ha annunciato. Innanzitutto non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo. È un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare. È un governo nato dall’intesa delle forze politiche che insieme garantiranno la fiducia nelle due Camere. Era ed è l’unico governo possibile in un momento in cui non si poteva più aspettare oltre per le sorti del nostro Paese’.

Ecco i nomi e gli incarichi dei ministri che fanno parte del governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa - Mario Mauro
Esteri - Emma Bonino
Giustizia - Anna Maria Cancellieri
Economia - Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
Sviluppo - Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture - Maurizio Lupi
Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute - Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
Ambiente - Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale - Carlo Trigilia
Affari europei - Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali - Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
Integrazione - Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

(fonte Corsera)

Grillo e la notte della Repubblica: ‘Otto milioni di italiani considerati intrusi, cani in chiesa’

Exploit di Grillo, il vero vincitore è il Movimento 5 stelle‘Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione’. E’ quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog.

‘L’offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l’elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l’inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese.

E ora, dopo l’osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell’insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai. Andranno all’opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare’, sottolinea il leader del M5S.

‘Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. ‘Noi siamo noi e voi non siete un c…’. Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?’, prosegue Grillo.

‘Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali avrebbero gridato all’attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino ‘ – conclude il comico genovese.

Festa di Liberazione: la presidente della Camera, Laura Boldrini in corteo a Milano

Boldrini Milano festa di Liberazione

Avanza una richiesta forte: ‘L’abolizione del segreto di Stato per tutte le stragi di mafie e terrorismo. In un Paese civile verità e giustizia non si possono barattare’. E replica a Beppe Grillo, che in mattinata aveva definito ‘morta’ la festa di Liberazione. ‘Gli scettici vangano qui, a Milano: la festa è viva ed è la festa di tutti gli italiani liberi’. Con questi due passaggi la presidente della Camera Laura Boldrini segna con un tratto politico forte le celebrazioni del 25 aprile tenutesi a Milano.

Il corteo parte poco dopo le 14. Laura Boldrini sfila per qualche metro dietro lo striscione dell’Anpi e canta ‘Bella ciao‘ con gli ex partigiani. ‘L’Italia non può perdere la speranza, ce la deve fare’, dice la presidente parlando con i giornalisti e continuando a salutare la folla che invoca il suo nome e l’applaude incessantemente. E a chi le domanda se sia in imbarazzo per la decisione di Sel di andare all’opposizione, risponde orgogliosa: ‘Io rappresento tutta la Camera‘.

Sfilano nel corteo anche il leader di Sel Nichi Vendola e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, anche loro applauditi e incoraggiati. ‘Finché dei nostalgici continueranno a festeggiare il compleanno di Hitler – dice Vendola – e finché in Europa ci sarà gente che investe sull’intolleranza, noi dobbiamo continuare a celebrare il 25 aprile‘. Poi Vendola ribadisce il suo giudizio sferzante sul governo di larghe intese: ‘E’ come se i fascisti avessero fatto parte del Cnl‘.

Si arriva finalmente in una piazza Duomo non gremita, anche perché la coda del corteo, quella con gli esponenti dei centri sociali, giunge quando tutto è finito. Boldrini, Vendola e Pisapia salgono sul palco, dove a sorpresa c’è anche la capogruppo del M5S in Regione Lombardia, Silvana Carcano. ‘Voi continuate a dare retta a quello che dice Grillo e non a quello che facciamo noi’, risponde a chi le fa notare quanto strida la sua presenza con le dichiarazioni del leader del movimento. Ma alla fine i pentastellati scenderanno dal palco in polemica con Boldrini: ‘Non è stata super partes, la festa è di tutti i cittadini italiani’.

La presidente della Camera comincia infatti il suo discorso proprio rispondendo implicitamente a Grillo: ‘Stamattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui, gli scettici. La festa è viva’. E un’altra risposta implicita, questa volta alla grillina Roberta Lombardi e a un suo vecchio post, arriva sulla natura del fascismo: ci sono ‘esponenti politici – dice Boldrini – che distinguono tra il fascismo buono, modernizzatore e col senso dello Stato, e un fascismo cattivo, quello della guerra e delle leggi razziali.

Sono idee sbagliate e bisogna dirlo con forza. Non è mai esistito un fascismo buono, è stato un regime illegittimo, nato con lo squadrismo e l’assassinio politico e continuato con la manipolazione dell’informazione‘. Ma grazie al sacrificio di ‘tanti giovani’, ricorda la presidente, ci siamo liberati anche dai ‘valori’ sbagliati del fascismo, ‘dalla celebrazione della divinità, dal maschilismo e dalla riduzione della donna a madre e sposa’.

Però, esorta Laura Boldrini, ‘non bisogna abbassare la guardia’, di fronte ai ‘gruppi neofascisti che pullulano sui siti internet’ e di fronte ai ‘populismi autoritari‘ che emergono in Europa. Uno degli ultimi pensieri è per i parenti delle vittime delle stragi di mafia e di terrorismo, per le quali chiede l’abolizione del segreto di Stato: ‘Abbracciamo il loro dolore – conclude – come se fosse il nostro’.

‘Pdl fascista’ e i berlusconiani si dissociano: Vendola incendia il 25 aprile

vendola-interna-nuovaPdl fascista‘ e i berlusconiani si dissociano dalla cerimonia del 25 aprile celebrata a Bari. Ad incendiarla, da Milano, il governatore Nichi Vendola con una dichiarazione al vetriolo con la quale ha accostato i berlusconiani ai fascisti. ‘Se avessimo dovuto ispirarci all’esperienza del Cln erano altri gli alleati da cercare, nel Comitato di liberazione nazionale c’erano tutte le forze tranne una: i fascisti’.

Parole ritenute inopportune dal Pdl barese che, pochi minuti dopo, ha deciso di reagire alle ‘dichiarazioni indegne e oltraggiose del presidente Vendola, che ha definito il Pdl come un nuovo fascismo‘. Per questo il vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri (Pdl), ‘ha deciso di non prendere parte alla cerimonia commemorativa del 25 aprile al Sacrario di Bari, per non sfilare al fianco del delegato del presidente Vendola’.

‘In una giornata tanto importante e significativa per il nostro Paese – ha scritto in una nota Altieri – in cui si celebrano i valori dell’unità nazionale, della libertà e della democrazia, non si può accettare, né tollerare da un alto rappresentante delle istituzioni come il presidente della Regione, Nichi Vendola, un attacco tanto indegno quanto becero ad uno dei maggiori partiti politici italiani. Per questo – conclude – non avrei mai potuto depositare una corona d’alloro al fianco del delegato del presidente Vendola, che ancora una volta non ha perso occasione per fare una brutta figura e rovinare questa importante festa’.

Su Twitter: #25aprileBuon 25

Napolitano giura e si commuove: ‘se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità, non esiterò a trarne le conseguenze’

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano‘Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione‘. Pronunciando questa formula il Presidente Napolitano ha giurato fedeltà al Paese poco prima di iniziare il suo discorso alle Camere riunite in seduta comune e con i delegati delle Regioni che ha aperto con queste parole: ‘Lasciatemi innanzitutto esprimere – insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate – la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E’ un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze : e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia’.

Il capo dello Stato non ha negato i problemi, e ha chiesto ai partiti un senso di responsabilità pari a quello dimostrato da lui. ‘A questa prova a cui non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità’.

Poi, un durissimo monito ad una classe politica ‘autoindulgente’: alla richiesta di riforme e di rinnovamento, ‘non si sono date soluzioni soddisfacenti: hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi’. È imperdonabile, ha detto, la mancata riforma delle legge elettorale. ‘Non meno imperdonabile- ha proseguito- resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario. Ho il dovere di essere franco: se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese’.

È preoccupato, Napolitano. ‘Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando’.

Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, ha detto il capo dello Stato, ‘e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti’.

Un passaggio è dedicato anche al Movimento 5 Stelle: ‘Apprezzo l’impegno con cui’ il Movimento ‘ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l’influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento’. La Rete, ha detto Napolitano, ‘fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi, ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del metodo democratico’.

L’appello: ‘Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono dare ora’ il loro ‘apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del Paese. Senza temere di convergere’ sulle soluzioni. ‘Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell’idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche’.

Trentuno applausi, cinque interruzioni di Napolitano. Tutti tranne i deputati e i senatori del M5S che si sono alzati, come annunciato, per rispetto, ma non hanno applaudito. Quasi mai almeno, per il tempo in cui il Capo dello Stato ha parlato. Quella di non battere le mani era la linea decisa dai grillini, ma a volte è stato inevitabile.

Oggi è stato il giorno del discorso e prima di lasciare l’aula di Montecitorio, Giorgio Napolitano ha scambiato un saluto con il senatore a vita Emilio Colombo e ha avuto un breve scambio con il leader del Pdl Silvio Berlusconi.

‘Il discorso più ineccepibile e straordinario che io abbia mai sentito in 20 anni”, ha commentato Berlusconi. “In questo momento è il miglior presidente che potessimo avere”, ha aggiunto continuando a spiegare come Napolitano abbia “invitato a buttare a mare la parola ‘inciuci’: la politica è fatta di compromessi, mediazioni. Alleanze anche tra chi si trova su sponde opposte”, dettate “dalle esigenze del momento che comportano di superare le distanze’.

Che sia stato un discorso “ottimo” è anche quanto ha detto Pier Luigi Bersani, lasciando l’Aula. La strigliata e il forte richiamo alla responsabilità dei partiti non lo hanno impressionato: ‘Cos’altro doveva dire? Ha detto benissimo quel che doveva dire’, ha detto.

Nessun commento ufficiale, per ora, del Movimento 5 Stelle sull’intervento del presidente rieletto. ‘Commenteremo tra un po’. Ci sarà un comunicato dei gruppi’, ha spiegato Roberto Fico. Ma Grillo pochi minuti prima dell’insediamento di Napolitano per il suo secondo mandato aveva postato sul suo blog le parole dette dal capo dello Stato a marzo 2013. Il post è intitolato ‘Napolitano reloaded’. E dal Movimento qualche voce è poi venuta fuori senza comunicato ufficiale: ‘Non avevo mai sentito un presidente parlare contro un partito in parlamento. Un discorso molto schierato’, ha detto Manlio Di Stefano, deputato del M5S. ‘Ora bisogna vedere se dalle parole si passerà ai fatti’, ha detto la deputata di M5S, Mara Mucci.

‘Quello del presidente Napolitano è stato un discorso politico, in barba al ruolo di garanzia che un Capo dello Stato dovrebbe mantenere’, hanno detto i capigruppo di Camera e Senato, Roberta Lombardi e Vito Crimi, commentano così il discorso di insediamento del Presidente della Repubblica. ‘E’ stata evidentemente dettata la linea politica del prossimo governo con la riforma della legge elettorale, la normativa anti-corruzione e il superamento del bicameralismo perfetto: in pratica, è stata indicata l’adozione del testo preparato dai ‘saggi’ scelti fra le istituzioni e i partiti”.

Per Dario Franceschini, il presidente è un ‘gigante’. ‘Ha preso il timone, ha indicato la strada, ha dato qualche schiaffone salutare. Napolitano è un gigante, ora tutti devono rispondere o sì o no. Io rispondo sì’. Dello stesso avviso anche Fabrizio Cicchitto, parlamentare del Pdl: ‘Una grande lezione di politica che in queste aule non si sentiva da diversi anni. Se non si vuole vanificare totalmente questa legislatura è indispensabile la coalizione fra forze diverse, avversarie e anche opposte, che si misurino con i nodi drammatici che attanagliano la società italiana. In sostanza una lezione di politica e anche di matematica’.

‘Bene Napolitano. Governo subito o tutti a casa. Il Presidente esprime l’orgoglio della Politica e il coraggio di decisioni difficili’, ha scritto su Twitter il segretario della Lega, Roberto Maroni, governatore della Lombardia.

‘Bellissimo discorso. Aspetto che qualcuno dica di nuovo che è vecchio e mi faccio quattro risate’, ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, ’è stata una grande lezione politica, morale e istituzionale, ora i partiti rispondano con i fatti e non con gli applausi’.

Per l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari quello di Napolitano è stato ‘un discorso molto chiaro di fortissima denuncia della crisi delle forze politiche e dei partiti’. ‘Un linguaggio di chiarezza encomiabile. Gli ha dato degli ‘imperdonabili’ e sono degli ‘imperdonabili’ – ha detto il filosofo riferendosi ai parlamentari – si possono perdonare evangelicamente ma non si possono perdonare politicamente’.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvierà domani mattina, ricevendo il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, un rapido giro di incontri con le rappresentanze parlamentari essenzialmente per verificare ogni eventuale aggiornamento delle posizioni già illustrate nelle precedenti consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Il discorso integrale del presidente della Repubblica 

#Napolitano

Napolitano, il Presidente rieletto

English: President of Italy Giorgio Napolitano...

English: President of Italy Giorgio Napolitano. Italiano: Palazzo del Quirinale. fotografia ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. (Photo credit: Wikipedia)

‘Dobbiamo guardare tutti, come io ho cercato di fare in queste ore, alla situazione difficile del Paese, ai problemi dell’Italia e degli italiani, all’immagine e al ruolo internazionale del nostro Paese’. Lo ha detto il Presidente, Giorgio Napolitano, nell’incontro con il Presidente della Camera, Laura Boldrini, che, assieme al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Quirinale gli ha comunicato la sua rielezione a Presidente della Repubblica da parte delle Camere riunite con la partecipazione dei delegati regionali, al sesto scrutinio con 738 voti su 997 presenti e votanti.

Il Presidente ha voluto innanzitutto rivolgere il suo saluto e il suo omaggio alla Presidente della Camera e, con lei, al Presidente del Senato che ‘hanno sperimentato la fatica e la tensione del presiedere una seduta comune insieme con i delegati regionali: una seduta comune che già di per sé, per la sua stessa natura, è altamente impegnativa e che è risultata particolarmente tormentosa’. Di qui il ringraziamento per ‘questa loro dedizione’.

‘Potete immaginare – ha detto il Capo dello Stato – come io abbia accolto, con animo grato, la fiducia espressa liberamente sul mio nome dalla grande maggioranza degli appartenenti dei componenti l’Assemblea dei Parlamentari e dei delegati regionali. E come abbia egualmente accolto la fiducia con cui tanti cittadini hanno ansiosamente atteso una positiva conclusione della prova cruciale e difficile dell’elezione del Presidente della Repubblica. Ringrazio la stampa per come ha seguito e per come è chiamata a raccontare con obiettività i fatti di questa speciale giornata. Lunedì dinanzi alle Camere, concordando in questo senso la convocazione della seduta comune, avrò modo di dire quali sono i termini entro i quali ho ritenuto di potere accogliere in assoluta limpidezza l’appello rivoltomi ad assumere ancora l’incarico di Presidente. E preciserò come intenda attenermi rigorosamente all’esercizio delle mie funzioni istituzionali. Auspico fortemente che tutti sapranno nelle prossime settimane, a partire dai prossimi giorni, onorare i loro doveri concorrendo al rafforzamento delle istituzioni repubblicane’.

Ai Presidenti delle Camere, quindi il Capo dello Stato ha manifestato il suo intendimento di avviare immediatamente il nuovo mandato.

Il Presidente Giorgio Napolitano ha sottoscritto questa mattina l’atto di dimissioni dalla carica di Presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, nell’imminenza del giuramento che presterà oggi pomeriggio alle 15 dinanzi alle Camere riunite quale Presidente rieletto.

La cerimonia di giuramento potrà essere seguita in diretta sul sito della Presidenza della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della sua rielezione, ha ricevuto numerosi messaggi augurali.

Papa Francesco ha rivolto al Presidente Napolitano l’augurio di ‘continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti’ e ha lodato ‘la grande disponibilità e lo spirito di sacrificio’, con il quale Napolitano ‘ha accettato nuovamente la suprema magistratura dello Stato italiano quale Presidente della Repubblica. Invoco sulla sua persona e sul suo alto servizio al Paese la costante assistenza divina e di cuore invio a lei e alla diletta nazione italiana la benedizione apostolica, quale incoraggiamento a costruire un futuro di concordia, di solidarietà e di speranza’.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha sottolineato come ‘per sette anni il Presidente Napolitano ha dimostrato una leadership straordinaria in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Ammiro la sua decisione di servire ancora una volta il popolo italiano come Presidente, e mi congratulo con la decisione del Parlamento italiano di unirsi nello sceglierlo per proseguire nel suo incarico’. ‘Il forte impegno del Presidente Napolitano sul fronte dell’alleanza tra Stati Uniti e Italia è profondo e duraturo, e riflette i saldi legami tra i due popoli. La sua lunga gestione delle relazioni transatlantiche garantisce che andremo avanti insieme nell’affrontare le sfide dei nostri tempi’.

Il Presidente austriaco Heinz Fischer ha rilevato che Napolitano gode di un ‘alto riconoscimento’ internazionale, ed è ‘una personalità integra della politica italiana con una grande esperienza’. Il Capo dello Stato rieletto, ‘legato da amicizia con l’Austria e personalmente al Presidente federale’, è come nessun altro ‘garante per uno sviluppo positivo delle relazioni fra Italia e Austria’.

Le più vive felicitazioni sono state espresse dal Presidente della Repubblica federale di Germania, Joachim Gauck: ‘So di condividere con lei l’idea di un’Europa unita che è il filo conduttore del nostro operato politico. Lei prosegue il suo mandato di così alta responsabilità in un momento di grandi sfide per il suo paese e per l’Europa. Sono convinto che lei intraprenderà ogni sforzo per fronteggiare queste sfide. La Germania vuole essere per lei un buon partner, sempre disposto ad aiutare. Per i difficili compiti che dovrà affrontare’, il Presidente Gauck ha augurato a Napolitano ‘forza, determinazione, perseveranza e sempre fortuna’.

Il Presidente della Repubblica francese Francois Hollande, nell’esprimere fiducia per l’impegno che il Presidente Napolitano andrà ad assumere, ha auspicato ‘che l’Italia e la Francia continueranno a lavorare insieme per una Europa più forte e solidale’.

Il Presidente della Slovenia, Borut Pahor ha espresso le più ‘sincere congratulazioni per il rinnovo del mandato. Sicuro che il dialogo stabilito durante il nostro primo incontro continuerà e si consoliderà anche per il futuro’.

Il Presidente della Repubblica di Polonia, Bronisław Komorowski, ha sottolineato ‘il ruolo significativo’ svolto dal Presidente Napolitano ‘in questi ultimi decisivi mesi per la politica italiana, assumendosi la responsabilità durante questo periodo particolarmente difficile. Sono certo che la Sua autorevolezza ed esperienza garantirà all’Italia la stabilità e prestigio sulla scena internazionale’.

Il Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, anche a nome della Commissione europea, si è congratulato ‘per la sua rielezione a Presidente della Repubblica italiana. Rinnovando il suo mandato come Capo dello Stato, il Parlamento italiano conferma in maniera inequivocabile il successo del suo primo settennato, nel corso del quale lei è stato, in modo pieno e autorevole, punto di riferimento istituzionale, nonché garante riconosciuto dell’unità nazionale e del prestigio internazionale del paese. La rielezione giunge in un momento cruciale del processo d’integrazione in cui i governi nazionali e le istituzioni europee sono chiamati a dar prova di grande equilibrio, coraggio e lungimiranza. Oggi più che mai i cittadini europei chiedono alle nostre istituzioni un rinnovato impegno democratico che porti al superamento della crisi con il rilancio della crescita e dell’occupazione. Sono certo che sotto la sua nuova presidenza, l’Italia, nel solco della sua tradizione europeista, continuerà a dare il suo decisivo contributo al nostro comune ideale europeo’.

‘Il più profondo e sincero apprezzamento per il suo senso del dovere e dell’interesse generale, per i suoi instancabili sforzi per assicurare la stabilità politica in Italia e la sua visione politica nel promuovere la causa europea’ vengono espressi dal Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

‘Piena collaborazione dal Parlamento europeo per le importanti sfide del secondo mandato’ viene offerta dal Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz che, oltre a congratularsi, ringrazia Napolitano per il ‘senso di responsabilità e generosità nell’accettare l’incarico in un momento così difficile’. ‘Confido che la sua statura istituzionale ed esperienza aiuteranno il paese ad uscire dall’impasse, e a restaurare stabilità, coesione e fiducia, di cui Italia e Europa necessitano’.

Messaggi di felicitazioni sono altresì pervenuti dal Segretario di Stato USA, John Kerry, che ha elogiato ‘l’ammirabile senso del dovere che l’ha fatto sentire in obbligo di continuare il suo incarico a servizio del popolo italiano’ e dal Direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Christine Lagarde.

Franco Marini: ‘Io vittima del mio partito allo sbando’, l’ex presidente del Senato ospite a In mezz’ora

Franco MariniUn partito dove si sono rafforzati più i potentati che non un’idea larga di partito, dove c’è un dilagare di opportunismo e di ambizioni, a partire da Renzi che dovrebbe ‘moderarsi’. La diagnosi dello stato di salute del Partito Democratico è di Franco Marini, il primo candidato proposto dal centrosinistra per il Quirinale e il primo a essere bruciato per non aver raggiunto i due terzi dell’assemblea del Parlamento in sede congiunta. Rosy Bindi ha definito quanto accaduto sulla sua pelle come inaccettabile. Lui, intervistato da Lucia AnnunziataIn mezz’ora, rafforza queste parole: è ‘più che inaccettabile’, dice, è stato ‘volgare e ingiusto’. ‘La mia candidatura – spiega - l’ha costruita il partito che ha capito come fosse necessario aprire un dialogo con una parte importante del Paese in un momento di crisi così grave. Sono esperto di queste cose, probabilmente gli emissari dei due partiti si saranno visti tante volte’. Dall‘altro lato ‘la cosa non l’ha indicata Berlusconi’. Che il suo nome fosse stato scelto dal Cavaliere, ha aggiunto, ‘è un’altra cosa inaccettabile che viene fuori da un chiacchiericcio di partito di chi voleva sabotare questa cosa’.

‘Io sono stato vittima del mio partito allo sbando’ insiste. Durante il programma l’ex presidente del Senato ha lanciato dure accuse contro il partito e il gruppo dirigente. A una domanda della Annunziata sulle varie ‘rottamazioni’ che ci sono state nel partito, da D’Alema a Veltroni, Marini ha replicato puntualizzando che i due, invece, ‘sono dentro e sono anche attivi e hanno preso parte al lavoro di questi giorni’.

Ma secondo l’ex presidente del Senato ‘il dramma non è nato quando Marini ha avuto 521 voti, ma quando Bersani, per questo non governo del partito, ha deciso di cambiare strategia e ha chiamato Prodi dall’Africa e lui è stato bruciato’. La mia candidatura ‘era legata a una strategia che torna ora’, visto che ‘Napolitano ora non ha spazi per dire cose diverse dal fare intese anche con il Pdl, non le chiamiamo larghe intese, chiamiamole medie intese…’.

Quanto al partito ‘il Pd deve recuperare credibilità, l’ha persa tutta e non so come ci si possa sedere accanto a interlocutori e leggergli negli occhi’ la domanda se si possono fidare. A Lucia Annunziata che gli chiedeva se fosse ancora del partito ha risposto di sì: ‘Io – ha aggiunto – sono uno di quelli che dal ’95 ha fatto la scelta del centrosinistra’. Il partito ‘ora forse è al passaggio più difficile’, deve recuperare credibilità. ‘Se si lasciano accumulare le varie differenze – prosegue - poi questo viene a galla in momenti come la votazione su di me o Prodi. Nel partito è rottura, non c’è solidarietà. La debolezza strutturale tocca anche gli ex comunisti che non sono più quelli che ho conosciuto io. Oggi di questi non tiene più nessuno. Chi ha votato contro Prodi non lo so. Ma Bersani è meno colpevole di altri. Lui non gestisce le cose da solo. Bisogna contarsi quando si prendono decisioni politiche’.

Da qui l’analisi del ‘dilagare di opportunismo che ha toccato il nostro partito’. Un opportunismo che ‘tocca larghissimamente il gruppo dirigente’. E’ un ‘partito dove si sono rafforzati più i potentati che una idea larga di partito’. E Renzi? ‘E’ uno che ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada’.

(fonte ilFattoQuotidiano)

È il primo bis nella storia della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano di nuovo presidente

Napolitano rielettoÈ il primo bis nella storia della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano è stato rieletto presidente della repubblica con 738 voti alla sesta votazione, 217 le preferenze per Stefano Rodotà. È la prima volta che un Capo dello Stato viene rieletto per il secondo settennato. Il Capo dello Stato ha accettato la ricandidatura al Quirinale dopo un forte pressing da parte di Pd, Pdl e Scelta civica. Passa dunque per l’attuale inquilino del Colle, 88 anni a giugno, la carta tirata fuori nelle ultime ore da Pd e Pdl, il giorno dopo lo sgambetto a Romano Prodi da parte di un centinaio di franchi tiratori del centrosinistra e l’annuncio da parte di Pier Luigi Bersani di dimettersi dopo il voto per il Capo dello Stato. Napolitano nella mattinata aveva ricevuto Bersani, Berlusconi, il premier Mario Monti e una delegazione di presidenti delle Regioni. Gli è stato rivolto, spiega una nota del Quirinale, ‘un caldo appello a riconsiderare le ragioni da lui più volte indicate di indisponibilità a una ricandidatura’.

L’aula alla Camera nella mattinata aveva decretato una nuova fumata nera al termine dello spoglio della quinta votazione: Stefano Rodotà aveva ottenuto 210 voti, Giorgio Napolitano 20, Rosario Monteleone 15, Emma Bonino 9, Anna Maria Cancellieri 3, Massimo D’Alema 2, Franco Marini 2. I voti dispersi sono stati 14, le schede bianche 445, le schede nulle 17. Ieri, nel quarto tentativo il professore ha ottenuto appena 395 preferenze, contro le 213 di Stefano Rodotà e le 78 del ministro Annamaria Cancellieri. Dopo che il suo nome è stato bruciato, Prodi si è detto non più a disposizione. Renzi su Facebook: spero che siano finiti i giochi disgustosi, inevitabili e sagge le dimissioni di Bersani. Ecco la cronaca della giornata.

Ore 18,15. Napolitano riconfermato presidente 
È stato raggiunto il quorum per la rielezione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Applauso lungo e spontaneo in aula alla Camera.

Ore 17,54. Dopo le prime cento schede Napolitano ha il 79% dei voti 
Dopo le prime cento schede scrutinate Giorgio Napolitano ha 79 voti. La percentuale è dunque del 79 per cento. Per essere eletto deve raggiungere il quorum della metà più uno dei grandi elettori, pari a 504 voti.

Ore 17, 48. Fassina: Grillo smentisca e si scusi per le sue parole incendiarie
‘Grillo parla di golpe smentisca e si scusi perché le sue sono parole incendiarie’, ha detto Stefano Fassina, dirigente del Pd, intervistato nel corso dello speciale del TgLa7. ‘Le parole di Grillo non vanno prese alla leggera perché Grillo è capo di un partito e noi stiamo eleggendo un presidente che non gli piace ma lo stiamo eleggendo democraticamente’.

Giorgio Napolitano, 87 anni, è il primo capo dello Stato a ricevere la richiesta di rielezione essendo ancora in carica. Oltre a essere stato il primo presidente proveniente dal Pci, potrebbe quindi anche diventare il primo presidente eletto per la seconda volta.
La sua disponibilità viene accolta con favore in Europa. ‘Ringrazio il presidente Napolitano per la sua assunzione di responsabilità e la sua generosità, nell’accettare la ricandidatura a presidente in un momento così difficile’ scrive in una nota il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Soddisfatti anche la Conferenza episcopale italiana (Cei) e l’Osservatore Romano. Scrive il quotidiano della Santa Sede: ‘È ancora una volta Giorgio Napolitano la vera risorsa della Repubblica’.

‘Intanto faccio i miei migliori auguri a Napolitano. Non ho nessun’altra riflessione da fare, encefalogramma piatto. Anche se sono preoccupato per il paese da molto tempo’. Nipotini, figlio e nuora ad attenderlo, ma anche una notevole folla di giornalisti. E’ atterrato all’aeroporto Marconi di Bologna, Romano Prodi, di ritorno dalla missione in Mali come da programma. Anche se rimette piede sul suolo italiano masticando amaro per quella candidatura al Quirinale bruciata alla quarta votazione.

‘Grazie dell’accoglienza, mi ricorda i vecchi tempi, ma non ho nulla da dichiarare’, afferma l’ex premier nella sala arrivi del Marconi. Qualche caramella scambiata con uno dei nipotini, qualche timido applauso tra i viaggiatori che lo riconoscono.

‘Sulle frasi di Grillo non commento’, ha proseguito. E a chi gli ha chiesto se è deluso da quello che è successo, con la rielezione di Napolitano al Quirinale dopo la sua bocciatura, la risposta amara dell’ex presidente del consiglio è stata lapidaria: ‘Per nulla. Solo molto sereno, non mi sento tradito’.

Pochi minuti dopo Prodi ha raggiunto casa sua in via Gerusalemme: ‘Perché tutta questa gente non sono mica il presidente della Repubblica?’.

Beppe Grillo è diretto a Roma, vi aspettiamo in piazza Montecitorio per riprenderci il maltolto! Alle 19.30′. Lo annuncia su Twitter il Movimento 5 Stelle di Roma.

‘Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese’. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

‘Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale’, scrive Grillo sul blog.

‘Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti’, scrive il leader dl M5S.

‘Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile – aggiunge – Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti’, aggiunge.

Ed è proprio Rodotà a dirsi contrario a qualsiasi marcia su Roma. ‘Io sono contrario a qualsiasi marcia su Roma’. Lo ha dichiarato a Bari Stefano Rodotà.

‘Per quanto riguarda le ultime vicende sono sempre stato convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere discusse e criticate anche duramente ma partendo dal presupposto che si muovano nell’ambito della legalità costituzionale’. Lo ha detto a Bari Stefano Rodotà dopo le parole pronunciate da Beppe Grillo. ‘Ringrazio tutti quelli che pensano a me e sono contento che il mio nome parli alla sinistra italiana‘, ha ripetuto ancora una volta Rodotà.

‘Io non devo dire né sì né no, questo è il punto. Avrei dovuto dire qualcosa se fossi stato lì dentro’. Lo ha detto Stefano Rodotà, oggi a Bari per un dibattito alla ‘Repubblica delle idee’ del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, parlando delle votazioni a Montecitorio che lo hanno visto candidato al Quirinale contrapposto alla rielezione di Giorgio Napolitano.

‘Non so nulla oggi’, ha argomentato Rodotà. Quanto al suo alto gradimento fra i militanti M5S alle ‘quirinarie’, ‘i voti della Rete sono una cosa complicata da decifrare. Intanto c’è stata una grandissima attenzione, crescente, abbastanza impressionante’.

‘Dai democratici un silenzio inspiegabile. Sono stato scelto dal web e non da Beppe’. Lo dice Stefano Rodotà, giurista, candidato del M5S al Quirinale in una intervista. ‘Mi conoscono da una vita – afferma – e neanche una telefonata. Sono molto irritato. Ho lavorato tanti anni con quelle persone. Quando faceva comodo mi cercavano parecchio. La mia candidatura – aggiunge – girava in rete da mesi con sottoscrizioni, firme e appelli. Non è l’invenzione dei 5 Stelle’.

‘Ho letto dichiarazioni ipocrite da parte del Pd. Non hanno mai parlato con me della mia candidatura. Eppure, il mio numero ce l’hanno – spiega il giurista – Se c’è stato qualcosa cui i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno tenuto molto in questi giorni, è proprio dire che la mia non era una scelta interna, che non apparteneva alla loro parte politica. È aperta a tutti. Lo hanno spiegato più volte e molto bene. Per questo non l’ho sottolineato’.

‘Sono un signore che loro conoscono bene da alcuni anni – aggiunge Rodotà – Esistono molti strumenti oggi per tenersi in contatto: telefono, sms, e-mail. Se volevano un chiarimento perché non li hanno usati’? Rodotà ha detto di essere ‘rispettoso di chi ha fatto su di me un investimento politico significativo’. E ribadisce: ‘la mia candidatura girava in rete da mesi. Non è stata certo un’invenzione dei grillini. Girava, era stata molto appoggiata e questo ha determinato poi la reazione della rete’.

Rodotà afferma di aver ‘fatto due chiacchiere’ con Laura Puppato: ‘Così, perché lei mi aveva votato. Non siamo entrati nel merito della mia candidatura. Su quella c’è un silenzio totale. Nessuno si è preso la briga di parlarne con me’.

Renzi: ora il Pd può cambiare senza paura. Lo scrive il sindaco di Firenze in un tweet nel quale si rallegra per l’elezione di Napolitano, definito ‘il presidente di tutti’. ‘Napolitano è il presidente di tutti Parlare di golpe è ridicolo’.

Monti: per l’Italia enorme fortuna avere ancora Napolitano. Nel momento in cui il nome di Napolitano ha superato i 504 voti richiesti, Mario Monti gli ha telefonato dall’Aula di Montecitorio per rallegrarsi ed esprimere profonda gratitudine per aver accettato la candidatura. Lo rende noto un comunicato. ‘Monti – aggiunge il comunicato – ha espresso a Napolitano, anche a nome di Scelta Civica, profonda gratitudine per aver accettato, con grande spirito di sacrificio, di proseguire nel suo alto magistero istituzionale e morale, in questa difficile fase della vita nazionale’.

Pd, si dimette intera segreteria. Enrico Letta: ‘Andremo a congresso’. Bersani: ‘Risultato eccellente, grazie Napolitano’.

Sesta votazione i dati ufficiali . Giorgio Napolitano ha ottenuto 738 voti. Stefano Rodotà è rimasto fermo a 217, pur guadagnando una decina di voti rispetto a quelli delle forze politiche che lo sostenevano, Sel e Movimento Cinque Stelle. Hanno ottenuto voti anche Sergio De Caprio, il comandante ‘ultimo’, otto, Romano Prodi, 2, Massimo D’alema, 2, 1 voto Slvio Berlusconi, Renato Schifani e Francesco Guccini.

Già 21 anni fa Giorgio Napolitano e Stefano Rodotà si contesero uno scranno, quello della presidenza della Camera. Maggio 1992, l’XI legislatura era da poco iniziata e l’allora Pds si divise su chi scegliere per la terza carica dello Stato. Un mese prima, ad aprile, Napolitano aveva sfidato per la presidenza della Camera Oscar Luigi Scalfaro ed era stato battuto. Poi Scalfaro fu eletto al Quirinale e la poltrona più alta di Montecitorio si liberò. Per il Pds si pose il problema del nuovo candidato e la rosa si restrinse a tre: lo stesso Napolitano, Rodotà, vicepresidente della Camera e presidente del partito, e Nilde Iotti. Alla fine la Quercia non senza lacerazioni puntò su Napolitano, che fu eletto, e Rodotà si dimise da presidente del Pds.

Napolitano il quarto presidente più votato. Con 738 voti su 997 votanti, pari al 74%, Giorgio Napolitano risulta il quarto Presidente della Repubblica più votato. Meglio di lui hanno fatto Sandro Pertini, 832 voti su 995, pari all’84,4%; Giovanni Gronchi, 658 su 833, pari al 78%; Francesco Cossiga, 752 su 977, pari al 74,3%. Subito dopo Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, 707 voti su 990 votanti, pari al 71%. Nel 2006, il Capo dello Stato rieletto oggi ottenne 543 preferenze su 990 votanti, pari al 54,3%.

Van Rompuy: ‘Congratulazioni a Napolitano per senso di dovere’.’Congratulazioni a Giorgio Napolitano per la sua rielezione a presidente della Repubblica italiana e per il senso del dovere espresso’. E’ quanto scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Papa Francesco loda ‘la grande disponibilità e lo spirito di sacrificio’ con il quale Giorgio Napolitano ‘ha accettato nuovamente la suprema magistratura dello Stato Italiano quale presidente della Repubblica’. ‘Desidero rivolgerle – gli scrive in un messaggio personale – le più sincere e cordiali espressioni augurali, e mentre auspico che Ella possa continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti invoco sulla sua persona e sul suo alto servizio al Paese la costante assistenza divina e di cuore invio a Lei ed alla diletta Nazione Italiana la benedizione apostolica quale incoraggiamento a costruire un futuro di concordia, di solidarietà e di speranza’.

‘In questo campo di rovine che è diventata la politica italiana’ Giorgio Napolitano ‘è l’unico ad essere restato più o meno affidabile, rassicurante, professionale’. Così scrive ‘Le Monde‘ in un commento alla rielezione di Napolitano al Quirinale in cui spiega che proprio per questo ‘si sono rivolti a lui per uscire dall’impasse politica che minacciava di diventare un abisso in cui sarebbero stati risucchiati’.

‘Ammiro la sua decisione di servire di nuovo il popolo italiano come presidente’: lo afferma il presidente americano, Barack Obama in una nota sulla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Napolitano giura lunedì. Il giuramento di Giorgio Napolitano, si terrà lunedì prossimo alle ore 17. La cerimonia avverrà a Montecitorio alla presenza dei grandi elettori. Secondo alcune fonti, da martedì dovrebbero riprendere le consultazioni per la formazione di un nuovo governo.

Napolitano: ‘Su di me fiducia espressa liberamente’. ’Auspico fortemente che tutti sappiano onorare i loro doveri concorrendo nel rafforzamento delle istituzioni repubblicane’. Lo ha detto Giorgio Napolitano dopo aver ricevuto la notifica ufficiale della avvenuta rielezione. ‘Tutti – ha continuato – ‘guardino come ho fatto io alla situazione difficile del Paese, ai suoi problemi, alla sua immagine e al suo ruolo nel mondo’. ‘Lunedì avrò modo di dire i termini entro i quali ho accolto in assoluta limpidezza l’appello rivoltomi’ per un secondo mandato presidenziale. Lo ha detto Giorgio Napolitano ricevendo dai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, la notifica ufficiale della avvenuta rielezione. Lunedì, ha aggiunto, ‘preciserò anche come intendo attenermi all’esercizio delle mie funzioni istituzionali’.

Grillo rinuncia a Montecitorio. Impossibile arrivare a piazza Montecitorio. Grillo si sposta a piazza del Popolo. Oltre un migliaio in piazza per Grillo. Sono oltre un migliaio i manifestanti raccolti attorno a piazza Montecitorio, con una folla gremita anche lungo via del Corso, in attesa dell’arrivo di Beppe Grillo. M5S su Twitter: ‘Isolare i violenti. Una raccomandazione: nessun tipo di violenza, ma solo protesta civile. Isolate gli eventuali violenti’. Così il Movimento 5 Stelle su Twitter. E sceglie sempre Twitter Beppe Grillo per comunicare le novità a proposito di manifestazione. ‘Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza. Domattina organizzeremo un incontro con la stampa e i simpatizzanti’, fa sapere con un tweet.

 Ad ora non è confermata la manifestazione di domani del Movimento 5 Stelle con Beppe Grillo a Roma. Lo si apprende da fonti del Movimento 5 Stelle romano e laziale che precisano che’”fino a questo momento non è stato chiesto il permesso per alcuna piazza della Capitale e se si decidesse domani mattina di organizzare qualcosa sarà fatto con la voglia di ritrovarsi così come si faceva i primi tempi a Parma e lo si farà nei parchi’. ‘Non faremo nessuna marcia su Roma – aggiungono – quello che avevamo da dire lo abbiamo detto da subito fuori da Montecitorio e abbiamo continuato fino a poco fa fino a piazza Colonna. Adesso non siamo più in strada, noi del movimento siamo tornati a casa dalle nostre famiglie. A protestare ora sono centri sociali, gente del Pd delusa dal proprio partito, noi per oggi abbiamo finito’. I cinque stelle dicono, almeno per questa sera, di aver ‘convinto il leader Beppe Grillo, a non organizzare nulla per domani’.

Su Twitter #napolitanobis , #tuttiaroma#marciasuroma#presidentedituttiParlamentoPaeseStato#ReGiorgioColle

Colle: intesa su Marini, no di Renzi. Si vota da giovedì mattina

Franco Marini

Franco Marini (Photo credit: Wikipedia)

Sarebbe Franco Marini, 80 anni, ex segretario generale Cisl ed ex presidente del Senato, il nome sul quale sarebbe stata raggiunta l’intesa ‘ampiamente condivisa’ con il Pdl di cui ha parlato Pier Luigi Bersani. È quanto sostengono fonti parlamentari del Pd. Nella rosa di nomi proposta oggi da Bersani al Pdl c’era anche Sergio Mattarella, ma poi l’intesa si sarebbe trovata su Marini. Beppe Grillo intanto cerca di spaccare il Pd e propone Stefano Rodotà.

‘Mi pare che la ricerca di una soluzione ampiamente condivisa sia a buon punto. Credo ci siano le condizioni per avanzare una proposta ai gruppi parlamentari che si riuniranno questa sera’, ha detto in serata in una nota il leader del Pd.

No dei ‘renziani’ a Marini. ‘Se sarà data indicazione di votare per Franco Marini, dovremmo essere leali e seguire la disciplina di partito, anche se è un nome che non ci convince’, dice un parlamentare renziano del Pd. I parlamentari renziani si sono riuniti a Roma in serata per decidere la posizione da tenere e con la quale confrontarsi nella riunione con il segretario. I renziani, ovviamente, sono in contatto telefonico con il sindaco di Firenze, che è invece a Milano dove, stasera sarà ospite della trasmissione tv Le invasioni barbariche.

‘L’accordo che sembra chiuso su Marini al Quirinale è una scelta gravissima’, afferma l’europarlamentare Debora Serracchiani. Secondo Serracchiani ‘questa sarebbe la vittoria della conservazione in un momento in cui avremmo bisogno di dimostrare coraggio, magari scegliendo una donna. A quanto pare, ci sono alcuni dirigenti che non resistono alla tentazione di consegnare il Paese a Berlusconi‘.

E’ il profilo che unisce il Pd, il Pdl con Berlusconi che si è spinto a definirlo ‘un buon nome’ e anche Scelta Civica, che per bocca di Andrea Olivero ha evidenziato come sarebbe ‘il segno di un’apertura della politica’. Ma la candidatura del popolare Marini trova comunque diversi scontenti. Il no più fragoroso è quello di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze lo aveva già bocciato in una lettera inviato a un quotidiano qualche giorno fa. E lo ha ribadito alle Invasioni Barbariche dove ha definito la sua eventuale elezione ‘un dispetto al Paese’.

Nel pomeriggio era circolata l’ipotesi che il segretario del Pd avesse presentato in un colloquio telefonico a Silvio Berlusconi la rosa dei candidati alla presidenza della Repubblica. Dell‘elenco di personalità prese in considerazione per il Quirinale ne avrebbero fatto parte Giuliano Amato, Massimo D’Alema e Franco Marini. Ma la dirigenza del Partito democratico aveva smentito questa rosa. Questo non ha impedito comunque una furiosa reazione di Nichi Vendola. ‘Se le intese, gli accordi e i dialoghi’ che sono in corso in queste ore sul futuro Presidente della Repubblica costituiscono ‘la prova d’orchestra di un governissimo allora esprimiamo la nostra radicale contrarietà’, ha spiegato.

Sel va, quindi, verso il Movimento 5 Stelle: ‘Non è una questione di nomi, tutti meritano rispetto, ma la discussione riguarda il merito e ha delle ragioni politiche di fondo: se lavoriamo nella direzione dell’inciucio non stiamo facendo l’interesse del Paese, mentre invece bisogna guardare con attenzione alle proposte di M5S’. E riguardo alla candidatura, da parte del M5S, di Stefano Rodotà, Vendola incalza Bersani: ‘Invitiamo il Pd a riflettere su questo, per un voto con i due-terzi o si guarda a destra o a sinistra. Guardare a destra è un suicidio, guardare a sinistra un’opportunità’.

Eppure il comico Beppe Grillo – nonostante la volontà di far eleggere Rodotà – si mostra scettico su questa possibilità e scommette su Giuliano Amato: ‘Secondo me faranno presidente Amato’, ha detto il guru M5S conversando con i militanti a Maniago, in Friuli Venezia Giulia. ‘Noi insisteremo su Rodotà. Anche Gino Strada era entusiasta di Rodotà’, ha comunque ribadito.

Si vota da giovedì mattina. Le votazioni del Parlamento in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica inizieranno giovedì mattina. I ‘grandi elettori‘ chiamati ad eleggere, secondo la Costituzione, il nuovo Presidente sono, in questa occasione, 1007, così suddivisi: 630 deputati, 319 senatori (di cui quattro ‘a vita’), 58 delegati regionali.

La Commissione ha poi deliberato che verranno tenuti due scrutini al giorno, uno alle 10 e uno intorno alle 15-15.30, anche nel fine settimana. Ogni votazione (compreso lo spoglio) durerà circa quattro o cinque ore.

Nei primi tre scrutini è necessaria una maggioranza qualificata, pari ai due terzi dell’assemblea (672 voti), mentre a partire dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti (504).

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