Primo viaggio all’estero per Obama al secondo mandato: il presidente Usa visita Israele

Obama a Tel Aviv

Al suo arrivo in Israele, Barack Obama ha subito voluto dare un segnale di distensione con alcune parole in ebraico. Dopo aver ricordato che per lui questa è la terza visita, il presidente degli Usa ha detto: ‘Shalom, tov lihiot shuv ba-Aretz‘, ossia: ‘Saluti, è bello essere di nuovo nella Terra’ d’Israele. Parole che hanno suscitato sorrisi di sorpresa da parte del capo dello Stato israeliano Shimon Peres e del premier Benyamin Netanyahu e che sono state accolte con un applauso da parte dei dignitari israeliani schierati ai bordi del tappeto rosso di benvenuto. Pochi minuti dopo lo stesso Obama ha salutato ‘l’alleanza eterna’ con Israele e ‘l’impegno incessante’ degli Stati Uniti per la sua sicurezza.

Israele è la prima tappa del primo viaggio all’estero’ del mio secondo mandato, ha voluto sottolineare il presidente americano, ricordando i valori di democrazia condivisi con lo stato ebraico. ‘Gli  Stati Uniti – ha aggiunto – sono a fianco d’Israele perché è nel nostro interesse nazionale’.

Obama ha aggiunto che ‘non è casuale’ che si svolga proprio in Israele la sua prima visita all’estero nel suo secondo mandato. ‘Essa rappresenta per me l’opportunità di ribadire i legami indistruttibili che ci legano’, ha proseguito, assicurando che gli Usa sono ‘fieri’ di essere i migliori alleati dello Stato ebraico e dicendosi fiducioso che tale alleanza sia destinata a conservarsi ‘eterna’, ‘per sempre’.

‘Grazie per essere a fianco di Israele in questo momento di cambiamento storico’. Così il premier Benyamin Netanyahu si è rivolto al presidente Barack Obama nel breve discorso di benvenuto all’aeroporto Ben Gurion. ‘Lei ha scelto di venire in Israele – ha sottolineato – nella sua prima visita del suo secondo mandato’.

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Barack Obama giura all’Inauguration Day

barack-obama-giura-alla-casa-bianca-20-gennaio-2013-inauguration-day-010Il secondo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca è ufficialmente iniziato: in una cerimonia brevissima, celebrata in forma privata nella Blue Room, il presidente ha prestato giuramento davanti al giudice della Corte Suprema John Roberts, lo stesso di fronte al quale giurò nel 2009. Pochi minuti prima delle 12 – le 18 in Italia – ha pronunciato la formula con a fianco la first lady Michelle e le figlie Malia e Sasha. Al termine, Obama le ha abbracciate e alla più piccola ha sussurrato: ‘ce l’ho fatta’.

Domani si terrà la cerimonia pubblica, una grande festa dinanzi alla facciata del Campidoglio alla presenza di 800mila persone, durante la quale il presidente terrà anche il discorso inaugurale agli americani e al mondo.

‘Io, Barack Obama, giuro solennemente di adempiere fedelmente alle funzioni di presidente degli Stati Uniti e di salvaguardare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti’, ha detto, giurando su una Bibbia di famiglia: il padre della first lady l’aveva regalata alla propria madre per la festa della mamma nel 1958 e da allora è stata sempre conservata nella famiglia di Michelle.

Anche il suo vice Joe Biden ha scelto una Bibbia di famiglia per pronunciare il suo giuramento, celebrato in mattinata in una cerimonia separata al Naval Observatory. Il vicepresidente ha recitato la formula davanti al giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor, alla presenza di 120 invitati e qualche cronista.

Domani, dopo il giuramento davanti al Campidoglio, Obama percorrerà Pennsylvania Avenue, in parte a piedi, fino alla Casa Bianca. L’Inauguration day si concluderà poi con due balli: e a uno di questi, riservato allo staff della Casa Bianca, parteciperà anche Lady Gaga.

A dare il via al weekend di festa è stata ieri il National Day of Service, la giornata nazionale del volontariato. La first family per l’occasione ha tinteggiato la biblioteca in una scuola elementare non lontano dalla Casa Bianca e ha invitato i cittadini a impegnarsi in attività per la comunità per onorare Martin Luther King.

Michelle Obama, con le figlie Sasha e Malia, sono state ospiti d’onore al Kids Inaugural Concert, il concerto per i bambini che ieri sera ha aperto la lunga lista di feste, manifestazioni e balli per festeggiare il nuovo insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Un pubblico di centinaia di ragazzi figli di militari ha assistito al concerto, che ha visto la partecipazione di Katy Perry, Usher, Mindless Behavior e gli attori del cast di ‘Glee’. Sono stati proprio gli Obama nel 2009 i primi ad organizzare questo evento dedicato alle famiglie dei militari.

Tragedia di Newtown: strage in una scuola elementare, 26 i morti di cui 20 bambini. Ucciso il killer

Usa strage scuola NewtownAlmeno 27 persone, tra cui 20 bambini tra i 5 e i 10 anni, sono le vittime di una vera e propria strage in una scuola elementare in Connecticut, a un centinaio di chilometri da New York. Il killer si chiama Adam Lanza: ha ucciso sua madre, Nancy, insegnante alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, prima di provocare la strage in un’aula dell’istituto nella quale è rimasto vittima. Non è chiaro se si sia suicidato o se sia stato ucciso. Il suo corpo era riverso in una delle aule della scuola.

Lanza, poco più che ventenne, in base al suo profilo Facebook (collegato da poco a quello creato appositamente per la strage, ‘Sandy Hook Elementary School shooting’), viveva a Hoboken, in New Jersey, alle porte di New York, una città storicamente abitata dagli italo americani e resa famosa da Frank Sinatra. Vestito tutto di nero, con indosso un giubbotto antiproiettile come se andasse in guerra, usando quattro pistole ha sparato all’impazzata, almeno un centinaio di colpi. Sin dall’ingresso della scuola, la Sandy Hook di Newton, dove secondo alcune indicazioni ha subito freddato il presidente e lo psicologo dell’istituto. Ma la vera, terribile mattanza l’ha compiuta in una aula dell’asilo, tra i bimbi più piccoli. Un’intera classe manca all’appello, è stata cancellata, hanno riferito diverse fonti di stampa citando fonti ufficiali che hanno voluto mantenere l’anonimato. A rendere tutto ancora più assurdo, se possibile, è però il fatto che la sua ‘vittima designata’ era sua madre.

Il folle avrebbe agito con un complice, secondo alcuni suo fratello minore, che è stato arrestato. Secondo alcune fonti, i due avrebbero ucciso, prima della strage alla scuola, un loro familiare: c’è chi dice il padre, chi un altro fratello. La situazione rimane molto confusa e ci vorranno diverse ore prima di capire esattamente la dinamica del dramma.

Il fratello di Lanza è stato preso in custodia dalle autorità che vogliono sentirlo come presunto complice nella sparatoria. Secondo alcune fonti, il giovane è stato intercettato dalla polizia nei pressi della scuola, che è circondata da boschi. Indossava pantaloni mimetici e ha affermato, secondo quanto ha riferito un testimone, ‘io non l’ho fatto, io non l’ho fatto’.

Tutto è cominciato poco dopo le 9:30 e le televisioni nazionali hanno rapidamente preso a seguire in diretta l’evoluzione delle notizie, con inviati e troupe per le riprese dall’alto, in elicottero. Sono così rapidamente iniziate a filtrare drammatiche immagini di madri con il volto alterato dalla tensione, dalla paura, dall’apprensione. E poi quelli di bimbi, in lacrime, con la bocca spalancata mentre urlano di paura, mentre in fila indiana vengono evacuati tutti insieme dalla scuola, che conta oltre 600 alunni e che, come tutte le scuole in America, si preparava alle vacanze di Natale, si preparava all’arrivo di Santa Claus, Babbo Natale.

Il presidente americano, Barack Obama, parlando in diretta tv alla nazione sulla strage in Connecticut si è vistosamente commosso asciugandosi le lacrime. ‘Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica’, ha affermato.

Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo’: sono le parole che Barack Obama rivolge alle famiglie americane nel tradizionale messaggio del sabato. Poi il presidente ha fatto l’elenco degli ultimi episodi simili: ‘Come nazione – ha ricordato Obama – abbiamo sofferto davvero troppe di queste tragedie negli ultimi anni. Una scuola elementare a Newtown. Un centro commerciale in Oregon. Un luogo di culto in Wisconsin. Un cinema in Colorado. Infinite strade in posti come Chicago e Philadelphia’. ‘Ognuno di questi quartieri potrebbe essere il nostro’, ha detto il presidente, ‘e per questo dobbiamo unirci e adottare misure importanti per prevenire nuove tragedie come questa. Indipendentemente dalla politica”. Poi ha concluso: ‘Ci sono famiglie in Connecticut che oggi non possono farlo. E hanno bisogno di tutti noi’, aggiunge il presidente americano ricordando i genitori che hanno perso i loro figli nella strage della scuola elementare di Newtown. ‘Noi siamo qui per loro e preghiamo per loro. E ricordiamo loro che l’amore che hanno provato per coloro che hanno perso sopravviverà non solo nelle loro memorie, ma anche in quella della loro comunità e del loro Paese.

Obama ha dato disposizione di esporre la bandiera americana a mezz’asta alla Casa Bianca, davanti a tutti gli edifici pubblici e militari e in tutte le rappresentanze diplomatiche americane fino al tramonto di martedì 18 dicembre.

Faremo tutto quello che è possibile e che serve per arginare la diffusione della armi da fuoco nel Paese. Ma di fronte a un evento così tragico, non è oggi il momento delle polemiche, ha aggiunto Carney.

Veglia di preghiera nella notte a Newtown. Centinaia di persone si sono raccolte in una chiesa cattolica, la St Rose of Lime, per pregare in ricordo delle vittime, la gran parte bambini. La Chiesa era talmente affollata che molte persone hanno dovuto sostare all’esterno, sul sacrato del tempio distante poco più di un chilometro dalla scuola elementare Sandy Hook, dove è avvenuto il massacro.

Ha una relazione extraconiugale, si dimette il direttore della Cia, il generale Petraeus

La notizia ha avuto una risonanza internazionale ed arriva qualche giorno dopo la certezza di Obama di nuovo presidente. Il generale David Petraeus è caduto per una relazione extraconiugale, in puro stile americano. Ma dietro questo classico scandalo appaiono altre faccende, la rivalità fra Cia e Fbi, il rischio – grave e forse concreto – di una falla nella sicurezza. L’amante segreta del generale dimessosi ieri, è Paula Broadwell, giovane autrice della biografia sul direttore della Cia intitolata ‘All In: The Education of General David Petraeus‘. La donna è finita al centro dei riflettori. L’Fbi, scrive la stampa Usa, aveva avviato un’indagine sulla donna perché sospettata di aver tentato di accedere all’email del generale per cercare materiale riservato.

Broadwell, studiosa di Harvard, si è laureata a West Point, dove ha studiato anche Petraeus. Secondo funzionari governativi, l’Fbi aveva avviato un’inchiesta che non era affatto concentrata sulla relazione clandestina nè sul generale Petraues, bensì su una “vicenda potenzialmente di rilevanza penale”. Nel corso dell’indagine è avvenuta poi una verifica sulla sicurezza di un computer utilizzato da Petraeus, e allora gli agenti dell’agenzia federale avrebbero trovato prove della relazione ma anche altri problemi di sicurezza. Due settimana fa, l’Fbi ha avuto un incontro con Petraues per discutere la situazione.

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Official photo of General David Howell Petraeus, USA Commander, U.S. Central Command (Photo credit: Wikipedia)

Appare chiaro che l’annuncio delle dimissioni è stato rimandato a dopo l’elezione presidenziale. ‘Ho mostrato poco buonsenso, questo comportamento in un leader è inaccettabile’, ha dichiarato il generale parlando della propria relazione. ‘Ha servito gli Stati Uniti in modo straordinario per decenni’, si legge nella risposta del presidente Barack Obama.

‘Come direttore della Cia, ha continuato a servire con il suo caratteristico rigore intellettuale, con dedizione e patriottismo’.

Per Obama appena rieletto la vicenda era certamente indigeribile ma ha ‘riflettuto’ per 24 ore prima di accettare la lettera di dimissioni del generale. ‘Sono sicuro che la Cia continuerà a portare avanti la sua missione essenziale. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a Dave e Holly Petraeus, che con il loro lavoro hanno fatto così tanto per aiutare le famiglie dei militari. Gli auguro tutto il meglio in questo momento difficile’.

Gli account di posta elettronica di dirigenti della Cia, anche quelli personali, sono considerati molto delicati per la sicurezza nazionale. Paula Broadwell, scrittrice sposata e con due figli, insegna al Center for Public Leadership di Harvard .

La relazione extraconiugale che ha portato alle dimissioni di David Petraeus (60 anni) da direttore della Cia era durata meno di un anno, dal suo congedo dall’esercito nell’agosto 2011 fino alla primavera scorsa. Lo scrive il Wall Street Journal mentre i media Usa danno ampio spazio all’inchiesta dell’Fbi che ha fatto emergere l’affaire tra Petraues e la sua biografa Paula Broadwell.

Obama e il fiscal cliff: ‘I ricchi devono pagare di più. Crescita e occupazione le nostre priorità’

I ricchi paghino più tasse, facciano uno sforzo per l’economia e per il paese. ‘E’ arrivato il momento di tornare al lavoro, c’è molto da fare’, ha detto il rieletto presidente alla Casa Bianca. E il mandato che ha ricevuto dagli elettori è chiaro: ‘hanno votato per l’azione, non per la solita politica’. Promette di parlare con i leader del Congresso, dà appuntamento alla Casa Bianca per la prossima settimana ai democratici e anche ai repubblicani che detengono la maggioranza alla Camera.

‘La nostra priorità deve essere la crescita e l’occupazione’. Lo afferma il presidente americano Barack Obama, parlando al popolo americano dalla East Room della Casa Bianca.

Obama si è chiamato in causa dicendo che non chiederà alle famiglie della classe media o agli studenti di pagare di più ‘mentre alle persone come me che guadagnano oltre 250.000 dollari all’anno non viene chiesto di pagare di più in tasse’. Tema, quest’ultimo, dibattuto a lungo nel corso della campagna elettorale, ha insistito Obama, e su cui ‘la maggioranza degli americani si è trovata d’accordo’ come dimostrato martedì dall’esito delle elezioni. Obama ha fatto così riferimento ai ‘democratici, agli elettori indipendenti e ai tanti repubblicani in tutto il Paese, così come agli economisti indipendenti e agli esperti di bilanci statali’.

‘Se il Congresso non trova un accordo generale sulla riduzione del deficit entro fine anno, per tutti le tasse aumenteranno automaticamente a partire dal primo gennaio, incluso il 98% degli americani che guadagnano meno di 250.000 dollari all’anno. Questo non ha alcun senso. Sarebbe una cosa negativa per l’economia e colpirebbe le famiglie che stanno già facendo fatica per arrivare alla fine del mese’. E sfoderando una penna, Obama ha detto di essere ‘pronto a firmare una legge, adesso’.

‘Il presidente americano Barack Obama eserciterà il diritto di veto sull’estensione dei tagli fiscali per i più ricchi’ ha detto poi il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, sottolineando che la Camera dovrebbe approvare lo stesso testo che ha già ricevuto il via libera del Senato per evitare il fiscal cliff.

Obama, commosso, piange davanti lo staff che ringrazia: ‘Sono orgoglioso’

‘Anche prima dei risultati dell’altra notte, sapevo che il lavoro fatto, nella corsa alla Casa Bianca mi avrebbe riportato al punto di partenza (pausa) perché quello che avete fatto significa che il mio lavoro è importante. E io sono orgoglioso di questo, sono veramente orgoglioso di tutti voi’. Barack Obama si è commosso e ha pianto davanti ai volontari della sua campagna elettorale, nel quartier generale di Chicago, il giorno dopo la sua rielezione alla Casa Bianca.

Così il presidente in un video particolarmente toccante diffuso da Organizing For America, durante la sua prima apparizione da eletto, dopo la festa elettorale. La clip è stata registrata la mattina dopo la nottata al McCormick Center, nel quartier generale della sua campagna elettorale di Chicago.

 Giudicato spesso ‘cool’ (freddo), Barack Obama si è lasciato andare alle lacrime davanti ai volontari della sua campagna elettorale. E’ quanto si vede nel video diffuso dal capo dello staff elettorale del presidente, Jim Messina, che lo ha messo in rete per rendere partecipi ‘tutti quelli che hanno contribuito a costruire questa campagna’ del ‘sentito grazie’ rivolto da Obama.

‘Quello che voi avete fatto significa che il lavoro che sto facendo è importante, sono veramente orgoglioso di tutti voi’, dice Obama ai volontari prima di interrompersi, per frenare le lacrime. Incoraggiato da un applauso, il presidente riprende dicendosi “assolutamente certo che tutti voi state facendo cose meravigliose nelle vostre vite’.

Quindi cita Bobby Kennedy: ‘Quando Bobby Kennedy parlava delle onde di speranza che si creano quando si getta un sasso nell’acqua, parlava di voi’.

E cresce l’attesa per il primo discorso del rieletto presidente. Sarà incentrato su economia e debito. Lo ha annunciato la Casa Bianca precisando che la dichiarazione del presidente si concentrerà “sulle azioni da intraprendere in modo che la nostra economia continui a crescere e si riduca il nostro debito”, ha detto un funzionario della presidenza americana.

Nella prima dichiarazione dopo la conferma, martedì scorso, alla guida degli Stati Uniti, Obama dovrebbe parlare del ‘fiscal cliff‘, la combinazione della fine di sgravi fiscali e di tagli automatici alla spesa pubblica, che rischia di colpire il Paese in caso di mancato accordo al Congresso.

Il presidente americano deve scontrarsi con la Camera, a maggioranza repubblicana, pronta a fare il possibile per ostacolare un’intesa. Dopo le elezioni di martedì scorso, i repubblicani hanno infatti mantenuto il controllo della Camera, mentre il Senato è rimasto ai democratici. Almeno per i prossimi due anni, fino alle elezioni di metà mandato del 2014, Obama dovrà quindi continuare a confrontarsi con un Congresso diviso.

Questa situazione obbligherà il presidente a non sottovalutare anche il problema del debito pubblico alle stelle.

Elezioni Usa: Obama vince anche nel ‘voto popolare’

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Official photographic portrait of US President Barack Obama (born 4 August 1961; assumed office 20 January 2009) (Photo credit: Wikipedia)

E’ stato il ‘voto popolare’ a proiettare Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti per il suo secondo mandato. Il presidente democratico infatti ha ricevuto quasi due milioni di voti in più rispetto allo sfidante repubblicano Mitt Romney, secondo i dati, ancora non definitivi, raccolti dalla rete televisiva americana Cnn.

Stando al computo della Cnn, a livello nazionale Obama si attesta appena sopra il 50% con 58.932.757 voti, mentre Romney è al 48% con 56.583.680 voti. Lo spoglio in Florida, che non ha ancora fornito dati definitivi, è stato sospeso per la notte.

Negli Usa, a causa del complicato sistema elettorale, è possibile vincere la Casa Bianca e perdere il voto popolare: per essere eletti Presidente bisogna ottenere 270 voti dei ‘grandi elettori’ e ogni Stato attribuisce un tot di questi ‘voti elettorali’ a seconda della sua popolazione. L’essenziale è quindi vincere in una combinazione di Stati che porti almeno alla quota fatidica di 270 grandi elettori su un totale di 538.

Obama four more years: la famiglia e la vittoria condivise anche su Twitter

Il primo pensiero pubblico di Barack Obama dopo il trionfo è andato per la sua famiglia: ‘Non sarei l’uomo che sono oggi senza la donna che vent’anni fa ha accettato di sposarmi, lasciate che lo dica pubblicamente: Michelle, non ti ho mai amato tanto’. Così il presidente degli Stati Uniti, appena confermato per un secondo mandato dopo la vittoria sullo sfidante repubblicano Mitt Romney, si è rivolto agli oltre 10.000 presenti al palazzetto del McCormick Place di Chicago.

‘Non sono mai stato più orgoglioso di vedere il resto della Nazione innamorarsi di te come first lady del nostro Paese‘, ha detto ancora Obama, che si è poi rivolto alle figlie, Sasha e Malia, 11 e 14 anni rispettivamente. ‘State crescendo e diventate due giovani donne, forti, intelligenti e bellissime, come vostra madre, e io sono orgoglioso di voi’, ha detto Obama, aggiungendo con un sorriso ‘ve lo dico subito, direi che un cane solo basta’. Quattro anni fa aveva promesso alle figlie che se fosse stato eletto avrebbe regalato loro un cane: promessa mantenuta con l’arrivo di Bo.

Obama ha anche ringraziato ‘l’amico e partner degli ultimi quattro anni’, il vicepresidente Joe Biden, definendolo ‘il guerriero felice dell’America e il miglior vicepresidente che chiunque potrebbe sperare di avere’.

Il suo sfidante Mitt Romney ha ammesso la sconfitta elettorale dicendo, tra le altre cose: ‘Auguro il meglio a Obama, vi invito a pregare per il presidente eletto’. Tra le prime parole di Obama davanti alla folla di sostenitori a Chicago: ‘Questa notte, voi, gli americani, avete ricordato al mondo che la strada è dura e il viaggio è lungo, ma avete mostrato la consapevolezza, nei vostri cuori, che ora ci aspettano solo giorni migliori’.

Quindi il presidente ha voluto sottolineare l’importanza di unire le forze per il bene degli Stati Uniti: ‘Nelle prossime settimane – ha detto – ho intenzione di sedermi al tavolo con il governatore Romney per vedere come possiamo lavorare insieme per far progredire il Paese’. Poi, rivolto al popolo americano, ha ricordato che ‘il lavoro non è ancora finito’, aggiungendo: ‘Vi ho ascoltati, ho capito i vostri problemi, tornerò alla Casa Bianca più ispirato e determinato che mai’.

L’ondata dei voti degli Stati dell’ovest ai democratici e poi l’assegnazione dell’Ohio, cruciale fra gli swing States: alcuni Stati dell’Unione non sono ancora stati assegnati ufficialmente, ma Obama ha superato 274 voti elettorali, andando oltre la soglia dei 270 necessari per la Casa Bianca. Lo staff del presidente ha subito condiviso sui social network: ‘Four more years’, cioè ‘Altri 4 anni’, allegando la foto di un abbraccio con la moglie Michelle.

Da Times Square al quartiere generale di Barack Obama a Chicago, da Los Angeles a Boston la scena è la stessa: urla (‘4 more years‘), pianti, canti, esplosioni di gioia senza freno. Così gli Stati Uniti stanno festeggiando la rielezione del presidente. Anche la cima dell’Empire State Building, il grattacielo simbolo di Manhattan, è ora blu, il colore dei democratici. Per tutta la serata, due colonne luminose (una rossa e una blu) avevano dato l’andamento del voto.

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Barack Obama rieletto presidente: ‘Il meglio deve ancora venire’ il discorso integrale

(Il presidente Usa Barack Obama festeggia la rielezione alla Casa Bianca con la moglie Michelle e le figlie Malia (davanti in gonna blu) e Sasha (dietro in gonna verde) sul palco del suo quartier generale a Chicago davanti ai suoi sostenitori)

Barack Obama è stato rieletto per un secondo storico mandato alla Casa Bianca. Con i 9 grandi elettori del Colorado e i 13 della Virginia, il presidente si sarebbe aggiudicato almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante repubblicano Mitt Romney: ne servivano 270 per la vittoria.

Secondo le proiezioni tv, il presidente ha vinto con stretto margine in Ohio, Wisconsin, Iowa, Pennsylvania e New Hampshire, mentre l’unico stato indeciso conquistato da Romney è stato il North Carolina.

Mitt Romney ha riconosciuto la vittoria di Obama con una telefonata: ‘Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese‘ ha detto ai suoi sostenitori riuniti al quartier generale di Boston. ‘Ora repubblicani e democratici lavorino insieme’ ha proseguito. ‘Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione.

Il presidente ha invece subito ringraziato su Twitter i suoi sostenitori: ‘Voi lo avete reso possibile. Grazie’, ha scritto rilanciando quello che era stato uno degli slogan della campagna elettorale ‘Altri 4 anni’, e `postando´ una foto in cui abbraccia la first lady Michelle. Poi, in abito blu e cravatta blu elettrico, il presidente è salito sul palco, accompagnato da Michelle e le figlie Malia e Sasha. ‘Ringrazio gli americani uno per uno. Io e Romney abbiamo a cuore l’America’ ha detto. ‘Per l’America il meglio deve ancora venire e grazie a voi la sua storia va avanti’.

Poi, in un lungo discorso, si è rivolto all’America. ‘Torno alla Casa Bianca più determinato. La nostra economia si sta riprendendo’.

Immediata è esplosa la gioia a Chicago, al quartier generale dei democratici, mentre lo sconforto si è impadronito della sede di Romney a Boston. Una folla di cinque, seimila persone, si è riunita davanti alla Casa Bianca cantando ‘altri quattro anni’ e ‘Usa, Usa’.

Il flusso di americani in festa non si ferma nel cuore di Washington. I caroselli di auto con il clacson pigiato si fanno sentire da un isolato di distanza. Urla di gioia esplodono dai gruppi di ragazzi arrampicati sugli alberi proprio davanti ai cancelli della Casa Bianca e si alternano alle grida dei fan.

Sono tantissimi gli studenti che accorrono letteralmente senza fiato dalla vicina George Washington University, ma ci sono anche i lobbysti, gli attivisti, e la gente comune. E ci sono gli stranieri.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera.

Oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum: via libera alle nozze gay in Maine, alla legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto. E in California è stata riconfermata la pena di morte con una votazione superiore al 54% e che ha bocciato la proposta di abolizione. Il presidente rieletto dovrà avere a che fare anche con questo.

Romney ha ritardato la sua ammissione di sconfitta perché i Repubblicani avevano inizialmente messo in dubbio la vittoria di Obama in Ohio, malgrado tutti gli esperti e le reti tv lo avessero già dichiarato presidente.

Obama dovrà affrontare la difficile sfida di gestire i mille miliardi di dollari di deficit annuale, la riduzione del debito nazionale da 16mila miliardi di dollari, revisionare i costosi programmi sociali e gestire un Congresso in stallo.

Su Twitter: #congratulationsObama#RomneyCasa BiancaCNNBarack ObamaMr PresidentOhio#USA2012#vaiObama

Election Day, Obama Romney ultima sfida oggi si vota

Il conto alla rovescia è finito. Gli americani sono chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

Mentre Obama seguirà l’election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli swing state Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l’ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l’opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano.

E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all’ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall’Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney.

La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. La media di Real Clear Politics mostra un recupero del presidente americano su Romney, anche se con un vantaggio di appena 0,4 punti.

Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago.

Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all’aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

Intanto chiusi i seggi con un nulla di fatto a Dixville Notch. Nel mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell’Election Day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: ‘Ho votato per Barack Obama’, ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. ‘Non è mai successo qui, abbiamo la parità’, ha dichiarato lo scrutatore nell’annunciare i risultati.

Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

In Iowa Obama ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale, concedendosi anche l’emozione di una lacrima. ‘E’ qui che tutto è iniziato’, ha ricordato anche Michelle, ‘ed è questo l’ultimo evento della campagna elettorale di mio marito, è l’ultima volta che ci vedete sul palco insieme. Mio marito è un uomo d’onore, integro e onesto. Ha lavorato duramente ogni giorno per rendere questo Paese migliore: ne sono molto orgogliosa’. La first lady ha quindi ringraziato Springsteen.

 ’Le sue note hanno accompagnato tutta la nostra campagna elettorale’, ha osservato Michelle, ‘ma non c’è niente come l’avere il Boss in persona’. Prima di lasciare la parola al marito, Michelle lo ha abbracciato calorosamente, sussurandogli all’orecchio: ‘Sono orgogliosa di te’. Poi ha ricordato ‘i momenti piu’ divertenti’ trascorsi in Iowa nel 2008, ‘dal compleanno di Melia’ alla ‘faccia di Barack scolpita nel burro’.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos, il presidente uscente è avanti di quattro punti in Ohio, con il 50 per cento delle preferenze contro il 46 di Romney. In Virginia il distacco è di due punti (48 per cento contro 46), e in Colorado di un punto (48 per cento a 47). Romney risulta invece in vantaggio in Florida con il 48 per cento dei consensi a fronte del 47 di Obama.

Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: – 19 locali (l’una di stanotte in Italia): Virginia. – 19.30 (l’una e mezza): Ohio e North Carolina. – 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. – 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. – 22 (le 4): Iowa, Nevada.

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