Bombe alla maratona di Boston: più di 140 i feriti, 3 i morti fra cui un bambino di 8 anni

Explosions At 117th Boston MarathonLe esplosioni all’arrivo della maratona di Boston sono state causate da bombe. Così fanno sapere gli organizzatori della competizione sul profilo Facebook dedicato. Una delle vittime è un bimbo di 8 anni. Un’altra esplosione alla Kennedy Library non ha provocato vittime: secondo la polizia, non era collegata alle altre due, frutto di un attacco ‘pianificato e ben coordinato’, anche se il presidente Barack Obama, rivolgendosi alla nazione, non ha parlato esplicitamente di terrorismo.

L’orrore delle bombe alla maratona di Boston è proseguito negli ospedali dove i medici hanno dovuto operare diverse amputazioni, soprattutto agli arti inferiori. Alle 23 ora locale il bilancio dei feriti era salito a quota 144, di cui 17 in condizioni critiche. In molti casi sono stati estratti cuscinetti a sfera dai corpi dei feriti. Tre persone hanno perso la vita, compreso un bimbo di 8 anni che aspettava il padre vicino al traguardo. Fra i feriti una decina sono bambini.

In un messaggio tv alla nazione, il presidente Barack Obama ha detto che ‘la nazione ricorderà Boston nelle preghiere questa sera. Funzionari federali stanno mobilitando le risorse per gli aiuti. Ho avvertito i leader di entrambe le parti, ma sono d’accordo che in giornate come questa, non ci sono partiti politici.

Polizia, vigili del fuoco, le squadre di primo intervento, e la Guardia Nazionale hanno risposto eroicamente. Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto in modo rapido e professionale a questa tragedia. Non sappiamo ancora chi ha fatto questo o perché, noi conosciamo tutti i fatti. Andremo a fondo: troveremo chi ha fatto questo e scopriremo perché. Eventuali individui o gruppi responsabili sentiranno tutto il peso della giustizia’.

Le esplosioni sono avvenute lungo l’ultimo miglio, dedicato nell’edizione di quest’anno alle vittime della recente strage della scuola di Newtown, nel Connecticut.

‘Ho sentito un rumore enorme, la festa si e’ trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara’, racconta Paolo Rossi, 48enne pistoiese, che ha visto il traguardo della maratona di Boston e poi la morte in faccia: fortunatamente ha mancato entrambi. ‘Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango’.

La polizia di Boston ha bloccato le comunicazioni dei telefoni cellulari in città per prevenire il rischio che un telefonino possa provocare esplosioni a distanza.

Nella zona delle due esplosioni sono state trovate altre due bombe inesplose, che sono state fatte brillare.

Secondo le fonti si sarebbe trattato di ‘ordigni di dimensioni ridotte’ e secondo il Boston Globe ‘almeno altre due bombe’ sono state individuate. In precedenza era stata data notizia di un terzo ordigno fatto brillare con un’esplosione controllata dagli artificieri.

La polizia di New York ha incrementato le misure di sicurezza in alberghi e altri luoghi ritenuti sensibili, in seguito alle esplosioni avvenute alla maratona di Boston. Paul Browne, portavoce del dipartimento di polizia di New York (NYPD), ha spiegato che le squadre di risposta agli eventi critici resteranno dispiegate in tutta la città finché non si saprà di più sulle esplosioni.

La polizia britannica ha annunciato una revisione dei piani di sicurezza per la maratona di Londra, che si correrà domenica, a causa delle esplosioni avvenute a Boston al termine della maratona che ogni anno si corre nella città del Massachusetts. Lo rende noto un portavoce della polizia metropolitana di Londra, spiegando che le autorità stanno lavorando con gli organizzatori della gara per analizzare i piani per la sicurezza dell’evento di domenica. Il direttore esecutivo della corsa, Nick Bitel, ha espresso il proprio sgomento e la propria tristezza per la situazione a Boston, affermando che ‘è un giorno molto triste per l’atletica e per i nostri amici che corrono la maratona’.

Le esplosioni sono avvenute alle 14,50 locali (le 20,50 in Italia) e a distanza di venti secondi l’una dall’altra, al traguardo della maratona di Boston.

Tra il pubblico scene di terrore e di panico, corpi a terra. La prima esplosione è avvenuta circa tre ore dopo che il vincitore della maratona ha tagliato il traguardo, e poco dopo c’è stata la seconda esplosione.

Una reporter di una tv locale del New England vicina al luogo dell’esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. ‘Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto’, ha detto Jackie Bruno della Necn.

Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, ha attivato immediatamente tutti i necessari contatti allo scopo di verificare l’eventuale presenza di italiani e di prestare loro eventualmente assistenza.

La Maratona di Boston è la più antica tra le maratone annuali che si svolgono al mondo. La gara parte da Hopkinton, nel Massachusetts, e si conclude a Boston, presso Copley Square, il terzo lunedì del mese di aprile, in occasione del Patriot’s Day, festa riconosciuta nel Maine e nel Massachusetts che celebra l’inizio della Guerra di indipendenza americana. Alla gara partecipano ogni anno circa 20 mila atleti. La maratona è aperta a chiunque abbia compiuto 18 anni, ma è necessario che i partecipanti abbiano raggiunto nei 18 mesi precedenti la manifestazione un tempo conseguito in una maratona ufficiale inferiore a un massimo prestabilito. Che varia in funzione del sesso e dell’età del partecipante e va da un minimo di 3h 10′ per gli uomini e 3h 40′ per le donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni a un massimo di 5h 00′ per gli uomini e 5h 30′ per le donne di età superiore agli 80 anni.

La gara, che quest’anno celebrava la sua 117esima edizione, era stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa tra gli uomini (2h10’22″) e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne (2h26’25″). L’ultimo miglio della maratona di Boston era dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, l’episodio che ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.

Roma, presidiati obiettivi sensibili Usa. Decine di obiettivi sensibili statunitensi a Roma blindati e presidiati dagli uomini delle forze dell’ordine. E’ l’intensificazione dei controlli disposta da un’ordinanza del Questore di Roma, dopo l’attentato nella maratona di Boston. I controlli riguardano aeroporti, università statunitensi oltre agli uffici delle ambasciate americane, il consolato e la residenza dell’ambasciatore. Decine gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nella Capitale in supporto a quelli già presenti.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime ‘solidarietà e vicinanza al popolo statunitense e alle famiglie delle vittime e ai feriti del vile attentato di Boston‘. ‘Un episodio – sottolinea – che lascia sgomenti e ci spinge a rinnovare la più ferma condanna nei confronti di una violenza insensata capace di trasformare in orrore una giornata festosa per la città di Boston. Siamo certi che gli Stati Uniti sapranno reagire riaffermando civiltà e senso di giustizia’.

‘E’ devastante vedere quelle immagini, fa impressione: cosi’ si colpisce gente che condivide una passione’. Franca Fiacconi, vincitrice della maratona di New York nel 1998, commenta a Sky sport24 l’attentato a Boston. ‘Non ho parole – dice la 44enne maratoneta romana -. L’11 settembre è stato diverso, adesso si è colpita in pieno la gioia di vivere’. Per la Fiacconi, che svela di aver ricevuto in mattinata una mail dalla Maratona di New York in cui si rende noto che gli organizzatori stanno già lavorando per assicurare all’evento ancor più sicurezza, è giusto che domenica si corra sulle strade di Londra: ‘Dobbiamo dare un segnale di compattezza. Londra deve fare la sua maratona, pensando magari meno all’agonismo e più alla solidarietà’.

‘A quanto ci risulta al momento, non ci sono italiani coinvolti’, nelle esplosioni di Boston. Lo ha detto il capo dell’unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando a Radio Anch’Io. ‘Già da ieri sera il Consolato italiano ha inviato team sul posto e nei principali ospedali e ha stabilito un contatto con le forze dell’ordine’, ha spiegato Taffuri, precisando che l’evento della maratona era così altamente frequentato che in questa fase è molto complesso avere dati e numeri precisi.

L’attentato alla maratona di Boston sembra più l’opera di terroristi interni che di Al Qaeda: ad affermarlo è Richard Barrett, ex coordinatore dell’Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaeda e sui talebani, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell’ordigno. Barrett, che ha lavorato con i servizi segreti britannici e ora è al Qatar International Academy for Security Studies, ha ricordato che ‘è successo durante il Giorno dei Patrioti, che è anche l’ultimo giorno per gli americani per pagare le tasse. E Boston è una città abbastanza simbolica. Questi sono piccoli indicatori’. Proprio da Boston partì nel 1773 la protesta delle colonie americane contro le tasse imposte dall’impero britannico, che portò due anni più tardi allo scoppio della rivoluzione americana. In onore di quel movimento, nel 2006 è nato il ‘Boston Tea Party’, l’ala oltranzista delle destra repubblicana.

L’analista di sicurezza nazionale della Cnn, Peter Bergen, è convinto che alcune informazioni diventeranno più chiare una volta che la polizia avrà reso noto che tipo di esplosivo è stato usato, dal momento che Al Qaeda spesso impiega ordigni a base di perossido di idrogeno. L’utilizzo di un altro tipo di esplosivo potrebbe quindi essere un segnale di un coinvolgimento di estremisti di destra. Anche Bergen ha osservato che l’esplosione gli ha ricordato le bombe di Oklahoma City, opera del terrorista americano Timothy McVeigh che proprio il 19 aprile 1995 fece 168 morti e oltre 680 feriti. ‘Gruppi di destra hanno provato ad attaccare, per esempio, la parata in memoria di Martin Luther King nell’Oregon nel 2010. Quindi, se è un ordigno di qualche tipo, non dovremmo saltare alle conclusioni su da dove proviene’.

‘Non possiamo abbassare la guardia nell’azione volta ad assicurare la pace e la sicurezza per la comunità internazionale, come previsto dalla Carta delle Nazioni unite, nonché la sicurezza per i nostri cittadini’. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il presidente della Repubblica ha espresso a Obama ‘i sensi della più profonda solidarietà e sdegno’ per l’attacco terroristico di Boston. ‘Hanno colpito dove le nostre società sono più vulnerabili, perché impegnate nella quotidiana costruzione di una serena convivenza civile. Tuttavia nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto’.

Per l’Italia, che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente’. E’ uno altro passaggio della lettera che Napolitano ha inviato al presidente degli Stati Uniti. ‘Nessun Paese può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale’, rileva Napolitano. ‘Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo’.

‘Mentre si avvicina nei prossimi giorni la scadenza del mio mandato, sono fiducioso che l’Italia manterrà il proprio coerente impegno nella lotta contro il terrorismo e per assicurare la pace, la stabilità e la sicurezza’ conclude Napolitano la lettera rivolta al presidente Obama.

Anche  il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato stamani gli attacchi di Boston. ‘Il presidente esprime il suo dolore per le vittime civili provocate dall’esplosione di due bombe – si legge in una nota dell’ufficio di Karzai -. Avendo sofferto per anni a causa di attacchi terroristici e avendo pianto vittime civili, il nostro popolo comprende bene il dolore e la sofferenza provocati da simili incidenti’.

Pechino ‘condanna fortemente’ l’attentato di Boston e ‘si oppone fermamente a ogni attacco contro la gente comune’. Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri cinese. ‘Inviamo le nostre profonde condoglianze alle vittime a ai loro familiari’, ha affermato il portavoce del ministero, Hua Chunying. Nell’attacco alla maratona è rimasta ferita una studentessa cinese, ha detto Hua, aggiungendo che il consolato di New York si è attivato per prestarle assistenza.

L’Iran ha condannato ‘con forza’ il doppio attentato che ha funestato la maratona di Boston uccidendo almeno tre persone. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast.

Il principe Harry prenderà parte alla maratona di Londra domenica prossima, come previsto, nonostante quanto accaduto ieri a Boston. Lo ha confermato un portavoce di St. James Palace. ‘Per quanto ne sappiamo, non c’è motivo che suggerisca cambiamenti di programma’, ha detto un portavoce del Palazzo Reale, confermando la presenza di Harry e specificando che le questioni di sicurezza sono di competenza della Polizia.

L’atto criminale’ di Boston è ‘una sorta di riproduzione di quanto avvenuto in passato, le cui ripercussioni sui musulmani e sull’Islam non si verificheranno di nuovo’. Lo scrive su Facebook il numero due del partito dei Fratelli musulmani egiziani Essam el Eryan. ‘Anche se condividiamo il dolore degli americani, bisogna leggere bene fra le righe: chi potrebbe non essere soddisfatto delle riforme democratiche malgrado le difficoltà della transizione? Chi ha scatenato l’islamofobia attraverso i media? Chi finanzia il terrorismo?’

Procedura di ‘decontaminazione‘ su un aereo Air France in partenza da Parigi per New York, dopo il ritrovamento a bordo di un bagaglio sospetto. Secondo quanto si è appreso, i passeggeri del volo Air France 012 in partenza alle 10:35 dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle e diretto a New York JFK, sono stati fatti scendere dopo che è stata decisa l’applicazione della procedura di sicurezza. Il piano è scattato per il ritrovamento di una valigia, probabilmente lasciata a bordo da un passeggero di un volo precedente. Dopo una perlustrazione integrale dell’apparecchio, il volo è partito con due ore di ritardo. Air France ha precisato che la decisione è stata presa d’intesa con ‘le autorità responsabili per garantire la sicurezza dei passeggeri’. Subito dopo le esplosioni di Boston, è stata rafforzata in tutta la Francia la sicurezza e la vigilanza nei luoghi più sensibili. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha ricordato le minacce ricevute dalla Francia dopo l’intervento armato in Mali.

 La Turin Half Marathon, 21 chilometri tra Torino e Collegno,domenica prossima si correrà col pensiero alle vittime di Boston. Ad annunciarlo è stato Luigi Chiabrera, che ha presentato la gara di domenica con le immagini di Boston che scorrevano sullo sfondo. ‘Se lo scopo degli attentati era di farci restare a casa, noi non accettiamo questo ricatto’. Tanto più che tra le maratone di Torino e Boston c’è un antico gemellaggio, perché sono nate entrambe nel 1897. Il caso, inoltre, ha voluto che domenica le magliette consegnate ai partecipanti alla mezza maratona saranno nere. ‘L’avevamo deciso settimane fa – ha ammesso Chiabrera – ma è stata una casualità significativa, sarà un segno di lutto per gli amici di Boston’.

Secondo esperti citati dal Boston Globe, gli ordigni erano rudimentali e questo porterebbe a escludere una matrice esterna, l’opera cioè di un governo straniero o di una organizzazione globale come Al Qaeda. Ma le bombe potrebbero esser state azionate da estremisti islamici residenti negli Stati Uniti e influenzati da imam in Medioriente, estremisti interni di sinistra o di destra o folli maniaci senza una agenda ideologica. Gli estremisti islamici ‘sarebbero i primi sospetti, ma ci sono molte altre possibilità’, ha detto Micahel Jenkins, uno specialista di terrorismo alla Rand Corporation. Radicali islamici negli Usa sono stati responsabili di decine di atti di violenza arrivati o meno in porto, tra cui l’autobomba di Times Square tre anni fa e la sparatoria a Fort Hood nel 2009 in 13 persone sono rimaste uccise.

La polizia sta ancora lavorando per mettere in sicurezza l’area dell’attentato alla maratona di Boston e l’operazione richiederà ancora ‘almeno due giorni’. Lo ha affermato il capo della polizia Ed Davis in conferenza stampa. La scena del crimine, ha spiegato Davis, ‘è molto complessa e stiamo agendo sotto il controllo dell’Fbi e dell’antiterrorismo. C’è una zona che è controllata solamente dall’Fbi. L’area transennata è stata ridotta da 15 a 12 isolati e cercheremo di riaprire il maggior numero di strade possibile e far tornare a casa le persone evacuate’.

‘No comment’ Fbi su sospettato fermato. ‘La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo’. E’ quanto ha detto nella conferenza stampa a cui hanno partecipato tutte le autorità del Massachussets, Rick Deslauries, l’agente speciale dell’Fbi incaricato delle indagini.

‘Normali cittadini diventati eroi’: le autorità locali, a partire dal sindaco di Boston Thomas Menino, rendono omaggio a tutte le persone che nei terribili momenti seguiti alle due esplosioni vicino al traguardo della maratona di Boston ‘hanno salvato numerose’ vite, prestando i primi soccorsi ai feriti e aiutando il personale medico: corridori, persone che sulle tribune assistevano alla maratona, fotografi. Il sindaco ha quindi lanciato un appello alla popolazione perché collabori con le autorità fornendo tutte le informazioni e le immagini possibili: ‘Dobbiamo lavorare insieme. Boston è una città forte e lo dimostrerà anche in questi momenti di terribile difficoltà’.

Il bilancio: tre morti e 176 feriti. Il bilancio definitivo dell’attentato di Boston è di tre morti e 176 feriti. I feriti gravi sono 17. Lo ha detto il capo della polizia Ed Davis.

Quella sull’attacco alla maratona di Boston è una ‘indagine globale’. Lo ha detto Fbi: ‘Andremo fino alla fine della terra per trovare i colpevoli’.

Le radiografie di uno dei feriti nelle esplosioni di ieri alla maratona di Boston hanno evidenziato nelle lesioni la probabile presenza di pallini per armi ad aria compressa. È quanto afferma il dottor Stephen Epstein del dipartimento di medicina d’urgenza al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il quale spiega in una mail che le radiografie fatte a una gamba ferita, da lui esaminate, mostrano ‘quelli che appaiono essere piccoli oggetti rotondi sparsi nell’arto, simili a colpi per armi ad aria compressa’. L’esatta natura degli oggetti, ha però precisato, deve essere ancora accertata.

‘Nessuno è al momento è stato arrestato’. Lo ha detto il capo della polizia di Boston, Ed Davis, rispondendo alle domande dei giornalisti. L’agente dell’Fbi, Rick Deslauries, non aveva voluto rispondere alle domande riguardo ad eventuali sospetti e persone fermate.

Il capo del Pentagono Chuck Hagel ha definito l’attentato di Bostonun crudele atto di terrore‘. Hagel è stato il primo dell’amministrazione a usare ‘on the records’ la parola terrore per la strage di Boston.

La polizia federale, attraverso l’agente Rick DesLauriers, ha dichiarato di non essere stata a conoscenza di informazioni su un eventuale minaccia prima della maratona di Boston.

 Il console spagnolo a Boston, Pablo Sanchez-Teran, è stato destituito per aver chiuso il consolato due ore dopo l’attentato alla maratona. Lo riferisce il sito di El Mundo, citando fonti del ministero degli Esteri. ‘Era l’ora di chiusura’, ha detto il console quando è stato intervistato dalla rete televisiva Marca Tv. La sua risposta, assieme al fatto che Sanchez- Teran non ha fornito nessun numero telefonico per le emergenze, ha sollevato un’ondata di polemiche su Twitter. Ai commenti ironici, con la battuta ‘lavora meno del console di Boston’ diventata ormai un tormentone, si sono aggiunte le lamentele dei tanti spagnoli che si trovavano a Boston e hanno trovato il consolato chiuso. E oggi il ministro degli Esteri, Jose Manuel Gracia Margallo, ha deciso di destituire il console ‘per mancato compimento dei suoi obblighi’. Nessuno spagnolo è rimasto ferito nell’attentato, ma molti si trovavano ieri a Boston. Ben 91 spagnoli hanno partecipato alla maratona, diversi dei quali accompagnati da parenti e amici. A loro si aggiungono 3.980 spagnoli che risiedono nella città americana, fra cui studenti e docenti universitari.

Molti maratoneti sono in fila negli ospedali per donare il sangue.

 Un jet passeggeri della Us Airways è stato evacuato e circondato dalla polizia all’aeroporto Logan di Boston. L’aereo si trova all’inizio della pista e tutti i bagagli sono stati scaricati e posizionati sulla destra del velivolo. I veicoli di emergenza dello scalo si trovano a circa 50 metri di distanza dal jet. Lo hanno riferito le tv locali. Il volo dell’Us Airways 1716 è stato fermato sulla pista di decollo dell’aeroporto Logan di Boston per questioni di sicurezza.

Dopo l’attacco durante la maratona di Boston ‘ci sarà senza dubbio, e per un certo periodo di tempo, un clima di sospetto attorno a questo tipo di eventi. In particolare mi viene in mente la Maratona di Londra’, lo ha detto Joel Laine il responsabile della Maratona di Parigi, Joel Laine, secondo quanto riferiscono i media britannici. ‘Penso all’ansia che susciterà tra coloro che vi prenderanno parte e le loro famiglie’.

Un pacco sospetto è stato trovato questa mattina all’aeroporto LaGuardia di New York. La polizia, come riporta Bloomberg, per precauzione ha fatto evacuare il terminal centrale dello scalo. Gli aerei sono stati allontanati dagli edifici dell’aeroporto.

E’ cessato l’allarme per un pacco sospetto all’aeroporto La Guardia di New York e quello allo scalo Logan di Boston dove un aereo, già in fase di decollo, era stato evacuato. Lo riferiscono i media americani.

‘Un pensiero commosso ai feriti e alle vittime’ dell’attentato di Boston e l’invito a osservare un minuto di silenzio per onorarle. E’ quanto ha espresso il presidente del Senato, Pietro Grasso ad avvio di seduta dell’assemblea. Grasso ha concluso condannando ‘con fermezza questo mostruoso crimine’.

Barack Obama ha ordinato di esporre le bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca e sui principali edifici federali per onorare le vittime dell’attentato alla maratona di Boston. ‘E’ un segno di rispetto per le vittime di questo insensato atto di violenza’, ha affermato il presidente, riferisce il sito Politico.com.

Il presidente americano apparso in tv per il suo messaggio. ‘Non sappiamo chi sono i colpevoli. Sappiamo come abbiamo reagito. Sappiamo che ci sono stati ordigni esplosivi. Ma non il motivo. I primi soccorritori hanno fatto il possibile, ma abbiamo assistito a scene di solidarietà. Tutti hanno cercato di aiutare. Se volete sapere com’è l’America, come reagiamo al male, l’esempio è quello di ieri. Aiuto, solidarietà, non paura. Tutti dobbiamo continuare ad aiutare. Chiunque veda qualcosa o abbia sospetti aiuti’. l presidente Usa chiede agli americani di avere fiducia nel lavoro degli investigatori, dell’Fbi ma di evitare speculazioni sulla matrice dell’attentato.

‘Oggi, come ogni giorno, Israele è fianco a fianco con il popolo americano’ ha detto il premier Beniamyn Netanyahu che ha commentato l’accaduto durante il ricevimento per il corpo diplomatico per il 65/o anniversario della nascita di Israele (‘Yom Hazmaut’) nella residenza del presidente Peres a Gerusalemme. ‘Un giorno di festa che diventa un giorno di terrore. Invio le mie condoglianze al presidente Barack Obama, al popolo americano e ai familiari dei defunti”. Anche Shimon Peres ha espresso il suo cordoglio.

 Gli ordigni usati a Boston erano costituiti da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Lo riportano i media Usa citando fonti di polizia. Le pentole erano in buste di nylon nera o zaini e sono state trovate anche tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer.

 Non è chiaro se fossero state depositate in un cassonetto: una era stata forse collocata su un marciapiede, ha detto una fonte alla Cbs. Senza indurre a conclusioni sulla matrice dell’attentato, la pentola a pressione-bomba è un ordigno che gli esperti di terrorismo ritengono parte dell’addestramento nei campi del Baluchistan tra Pakistan e Afghanistan.

Per la Cnn solo una delle due bombe esplose era in una pentola a pressione nascosta in uno zaino. A riferirlo, si legge sul sito della Cnn, è stato un ufficiale delle forze di sicurezza che partecipa alle indagini sull’attentato che ha fatto 3 morti e 176 feriti.

Quando c’è stata l’esplosione, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, nel raggio di qualche decina di metri, c’erano almeno dieci o dodici italiani, assieme ad altre decine di atleti, davanti al pubblico, ma per fortuna nessuno di loro è rimasto ferito. A raccontarlo è Fabrizio Dembech, accompagnatore del gruppo di 67 atleti italiani giunti a Boston con l’organizzazione Terramia, che a sua volta era lì ad aspettarli all’arrivo.

#Boston#Bostonmarathon

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Fichi d’India: Bruno Arena colto sul palco di Zelig da emorragia cerebrale

bruno-arena-e-massimiliano-cavallariL’artista Bruno Arena, noto al pubblico televisivo come uno dei Fichi d’India, ha accusato un malore nella serata di giovedì, al termine del suo intervento durante la registrazione della seconda puntata di Zelig. E’ stato immediatamente trasportato all’ospedale San Raffaele di Milano, dove gli è stata riscontrata un’emorragia cerebrale.

Arena è stato operato e l’intervento è riuscito. Attualmente rimane in rianimazione post operatoria con prognosi riservata. Gli autori di Zelig e la produzione dello show augurano all’attore un pronto recupero: ‘Tutta la squadra di Italia 1 è vicina alla famiglia di Arena e manda un abbraccio e un in bocca al lupo a Bruno, sicuri di rivederlo al più presto sul palco’.

Giornale americano pubblica i nomi di chi possiede un’arma vicino New York, tantissime le proteste

Rochster mapOltre 1300 commenti online indignati, tantissime proteste. Cosi’ i lettori del Journal News, un quotidiano dello stato di New York, hanno accolto la decisione del giornale di pubblicare sul suo sito la mappa con nome, cognome e indirizzo dei possessori di armi da fuoco in tre contee dello stato Westchester, Rockland e Putnam. Si tratta di dati personali, 16mila nomi, ottenuti dal giornale grazie al famoso ‘Freedom of Information Act‘, la legge che autorizza i media a entrare in possesso di informazioni in mano all’amministrazione pubblica.

L’iniziativa ha provocato proteste violente e arriva dopo alcuni, lampanti, casi di sparatorie, dalla strage della scuola di Newtown all’omicidio di due pompieri volontari alla vigilia di Natale da parte di un folle che aveva ucciso la nonna nel 1980 e probabilmente la sorella. Secondo tanti si tratta di una schedatura ignobile.

Nel grafico si vede in modo impressionante quanta gente, a due passi dalla Grande Mela possegga un’arma. Ovviamente, è solo la lista di chi ha un regolare permesso di porto d’armi, e che non tiene conto delle tantissime armi possedute in modo illegale.

Secondo molti utenti si tratta di una schedatura ignobile: ‘Potremmo tornare a cucirci addosso la stella di David, così il pubblico può sapere chi siamo?’, attacca un lettore. Ma il giornale s’è difeso, dicendo che tutti hanno diritto di sapere quante armi ci sono attorno a casa sua.

Pasolini al MoMa di New York

pierpaolo pasoliniIl MoMa di New York e Istituto Luce Cinecittà celebrano la figura e l’opera di Pier Paolo Pasolini con una retrospettiva omonima completa sui suoi lavori cinematografici. Dal 13 dicembre 2012 al 5 gennaio 2013 al Museum of Modern Art saranno presentati i suoi film in copie nuove, tutti contraddistinti da un occhio infallibile per la composizione cinematografica e da una semplicità stilistica all’interno di una varietà di generi, molti dei quali rielaborati secondo le proprie inclinazioni e plasmati con il suo tocco distintivo.

Un talento unico, quello di Pasolini, nel creare immagini che evocano le verità interiori della sua breve vita (1922-1975) e che rendono unici i suoi film. La retrospettiva completa presenta i celebri titoli nelle copie nuove realizzate da Istituto Luce Cinecittà in due anni di lavoro, da ‘Accattone‘ (1961), che immediatamente lo segnala come regista dal prodigioso talento a ‘La trilogia della vita’ – Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972) e Il fiore delle mille e una notte (1974), girata tra il 1970 e il 1974, esaltante reinterpretazione di racconti e favole tradizionali che mantengono la loro universalità nonostante siano interpretati in chiave moderna. Alcune opere sono state recentemente restaurate dalla Cineteca di Bologna.

L’evento è organizzato da Jytte Jensen, responsabile della sezione cinema del MoMa, e da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero, Istituto Luce Cinecittà, con Roberto Chiesi, Fondo Pier Paolo Pasolini – Cineteca di Bologna e Graziella Chiarcossi. Ad affiancare la retrospettiva, una serie di eventi per omaggiare la poliedrica carriera di Pasolini, una serata con letture di brani da parte di artisti italiani e americani e performance e istallazioni cinematografiche.

(fonte TMNews)

Madonna balla il ‘Gangnam Style’ al Madison Square Garden insieme a Psy

Anche Madonna è stata contagiata dalla febbre ‘Gangnam Style’. Ieri sera, nel corso del concerto al Madison Square Garden di New York, davanti a 20 mila spettatori, la pop star di origini italiane ha duettato con il rapper sudcoreano Psy, protagonista del secondo video più guardato della storia su YouTube, con la sua ‘Gangnam Style’. Lo riferisce il sito Rolling Stone precisando che Madonna e Psy hanno interpretato anche il brano ‘Music’.

Maratona di New York cancellata dopo l’uragano Sandy, Bloomberg: ‘Niente ombre’

(Dal Sole 24 ore). La maratona di New York è stata cancellata per la prima volta in oltre quarant’anni. Lo hanno deciso il sindaco di New York Michael Bloomberg e gli organizzatori dell’evento cedendo alle crescenti pressioni dalla città ancora alle prese con le drammatiche conseguenze dell’uragano Sandy. La tempesta tropicale ha investito la costa orientale degli Stati Uniti la notte di lunedì lasciando danni enormi e facendo almeno cento vittime. La maratona si è corsa ogni anno dal 1970, persino nel 2001, a meno di due mesi dagli attentati terroristici dell’11 settembre.

In un primo momento l’evento era stato confermato anche questa volta: al momento dell’annuncio era in corso l’allestimento del traguardo a Central Park. Il sindaco Bloomberg lo considerava come un’occasione di unità e riscatto per la città dopo l’alluvione. Ma con molte zone ancora senza elettricità, compresa mezza isola di Manhattan, e il progressivo peggioramento della situazione sull’isola di Staten Island, gli organizzatori hanno fatto retromarcia.

‘La maratona è stata parte della vita di New York per quarant’anni. Partecipano decine di migliaia di newyorchesi e milioni lo seguono. La corsa non avrebbe sottratto risorse all’emergenza uragano ma la questione era diventata una fonte di controversie e divisioni. La maratona è sempre stata un momento di unità per la città, un’occasione per storie di coraggio e determinazione. Non vogliamo esporre l’evento o i suoi partecipanti alle polemiche e abbiamo deciso di annullarla’.

La manifestazione, che per tradizione tocca tutti e cinque i quartieri di New York e alla quale erano iscritti in 50 mila, si sarebbe corsa sullo sfondo di una città ancora devastata. Un contrasto troppo forte per i presidenti dei quartieri di Manhattan e Staten Island e per molti maratoneti. Alcuni avevano già in programma di disertare la corsa per distribuire cibo e vestiti agli sfollati di Staten Island.

Altri si sarebbero presentati alla partenza, sul ponte di Verrazzano che separa Brooklyn da Staten Island, ma per correre nella direzione opposta al tracciato ed aiutare i volontari nelle zone colpite da Sandy. Non è ancora chiaro se la maratona sia stata cancellata in via definitiva o solo rimandata.

L’annuncio dal sito istituzionale della maratona

‘La città di New York e New York Road Runners annunciano che la ING New York Marathon 2012 è stata annullata. ‘Anche se la maratona non avrebbe distolto risorse dagli sforzi di soccorso, è chiaro che è diventata fonte di controversia e divisione’ afferma Bloomberg. ’La maratona ha sempre unito la città e ci ha ispirato con storie di coraggio e determinazione. Non vogliamo che siano gettate ombre sull’evento e sui suoi partecipanti e per questo abbiamo deciso di cancellarla’. L’Expo rimarrà aperto sabato dalle  9:00 a.m. alle 5:00 p.m.


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Esteri: Stati Uniti hanno fatto progressi ma per Obama ‘c’è ancora molto lavoro da fare’

English: Barack Obama delivers a speech at the...

English: Barack Obama delivers a speech at the University of Southern California (Video of the speech) (Photo credit: Wikipedia)

Gli Stati Uniti hanno fatto progressi, ma c’è ancora ‘molto lavoro da fare’. Con queste parole il presidente Barack Obama ha commentato il dato sulla disoccupazione pubblicato in mattinata dal dipartimento del Lavoro americano. Il tasso di disoccupazione è salito a ottobre al 7,9% dal 7,8% del mese precedente, in linea con le attese degli analisti, ma nel mese sono stati creati 171.000 posti di lavoro, contro i 125.000 pronosticati.

Parlando a Hilliard, in Ohio, Obama ha specificato che l’aumento dei posti di lavoro è parte di un disegno di ‘progresso reale’ che include un’industria automobilistica più forte, un aumento del valore delle case e una minore dipendenza dal petrolio importato dall’estero.

Certo è che in campagna elettorale il tempismo può essere fondamentale. E negli ultimi giorni, a poche ore dalle elezioni presidenziali, Barack Obama ha così ricevuto diverse notizie positive, e avuto un po’ di fortuna. E’ l’analisi di Ezra Klein sull’edizione online del Washington Post.

Tra le ‘good news’ c’è sicuramente l’approvazione ricevuta per la sua capacità di gestire l’emergenza provocata dal passaggio di Sandy, l’uragano (ma diventato ciclone post-tropicale prima di toccare terra negli Stati Uniti) che ha devastato la costa nord-orientale del Paese. Secondo un sondaggio condotto da Washington Post e Abc News, il 79% degli intervistati ha dichiarato di considerare ‘buono’ o ‘eccellente’ il lavoro fatto dall’amministrazione Obama. Tra questi c’è sicuramente Chris Christie – il governatore del New Jersey, lo Stato più colpito – tra i repubblicani più influenti, che ha lodato pubblicamente Obama per la risposta all’emergenza.

Il passaggio di Sandy ha lasciato in eredità anche un ‘endorsement’ pesante – fa notare Klein – quello del sindaco di New York, Michael Bloomberg, che quattro anni fa aveva deciso di rimanere neutrale e che in questi anni non ha rinunciato alle critiche nei confronti del presidente. ‘Obama si preoccupa del cambiamento climatico, Romney no’ ha detto Bloomberg, spinto a sostenere il presidente dal disastro che ha colpito, tra le altre, proprio New York.


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Uragano Sandy: la maratona di New York si farà. Riaperti due scali

La maratona di New York si terrà come previsto domenica. Ad annunciarlo è stato il sindaco Michael Bloomberg, in conferenza stampa. Dopo il passaggio dei ciclone Sandy, in molti avevano messo in dubbio lo svolgimento della corsa, che si svolge tra i cinque borough della città, visti i problemi con il trasporto pubblico, l’elettricità e i voli per New York cancellati. Migliaia di runner sono attesi in città tra domani e venerdì. Per domenica, è prevista una giornata assolata.

Intanto il numero dei morti per il passaggio del ciclone Sandy sulle coste nord-orientali degli Stati Uniti è salito a 59, secondo il New York Times. Il numero più alto di vittime si è avuto nello Stato di New York, ventinove, di cui 22 solo nella Grande Mela. Poi sette in Pennsylvania, sei in New Jersey, cinque in West Virginia, tre in Connecticut, due in Ohio, Virginia, Maryland e North Carolina, una in New Hampshire. La ricostruzione dopo il passaggio del ciclone post-tropicale potrebbe essere tra le più costose della storia. Al momento, la valutazione iniziale dei costi, tra i 30 e i 50 miliardi di dollari, potrebbe persino essere rivista al rialzo. E mentre gli Stati Uniti contano i danni dell’uragano, riprende lentamente il ritorno alla normalità. Dopo due giorni di stop ha riaperto la Borsa di Wall Street, che non chiudeva dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, quando si fermò per tre giorni. L’aeroporto di Newark, in New Jersey, che serve la città, è stato riaperto alle 7 (le 12 in Italia), mentre il Jfk è tornato operativo per le 12 (le 17 in Italia). Il servizio iniziale sarà però limitato in gran parte ai voli cargo e a quelli per spostare il personale di volo.

E’ stato il sindaco Michael Bloomberg stamattina a suonare la campanella della quotidiana cerimonia che segna l’apertura di Wall Street. “Eravamo determinati a riaprire oggi”, ha affermato a Cnbc l’amministratore delegato di Nyse Euronext Duncan Niederauer. Per trovare una chiusura di due giorni a causa delle condizioni meteorologiche bisogna invece tornare indietro fino al 1888, quando i sistemi di comunicazione di New York furono messi ko da una tempesta e le 6.900 linee telefoniche della città furono interrotte.

Occorrerà attendere fino a domani o al massimo fino a venerdì pomeriggio, invece, per la riapertura delle case da gioco di Atlantic City. Sommersa da quasi tre metri d’acqua e battuta da venti a 130 km all’ora, la città del gioco è ancora alle prese con i danni alle infrastrutture.

La priorità è ripristinare l’elettricità. Barack Obama, in tenuta ‘Commander in Chief’, con la divisa della Fema, la protezione civile statunitense, ha tenuto una conferenza stampa in New Jersey insieme a Chris Christie, governatore dello Stato e volto noto del partito repubblicano. I due hanno visitato insieme le zone più colpite dal ciclone, che ha toccato terra nei pressi di Atlantic City.

Ieri Obama ha trovato in Christie un prezioso alleato nelle ultime ore, in vista delle elezioni del 6 novembre, visto che il governatore ha elogiato il lavoro del presidente per fronteggiare l’emergenza.

Obama e Christie hanno sorvolato le zone del New Jersey più colpite dall’uragano Sandy per circa un’ora. Obama ha anche visitato alcuni rifugi degli sfollati.

In rete qualcuno ha anche pubblicato una foto false di quello che ci si potrebbe aspettare di vedere a New York, con l’uragano in azione, riuscendo a spaventare molti utenti di Facebook.

Uragano Sandy declassato a ciclone post-tropicale

 Salgono a 27 le vittime dell’uragano Sandy che ha investito la costa orientale negli Stati Uniti. A queste va aggiunta una vittima in Canada. Quindici persone sono morte nello Stato di New York, ha annunciato su Twitter il governatore Andrew Cuomo, di cui 10 solo nella Grande Mela. L’uragano ha lasciato al buio oltre 8 milioni di persone rimaste senza elettricità in sette Stati americani, mentre il presidente Barack Obama ha decretato lo stato di ‘catastrofe’ a New York.

A New York 50 edifici sono andati in fiamme nei pressi di Rockaway Beach, una delle spiagge nel quartiere del Queens. I vigili del fuoco sono intervenuti con dei gommoni per trarre in salvo alcuni residenti della piccola penisola newyorchese. Inoltre, sette gallerie della metropolitana sono allagate. ‘La metropolitana di New York ha 108 anni, ma mai in tutto questo tempo ha dovuto fare fronte a una catastrofe come quella vissuta ieri sera’, ha detto Joseph Lhota, presidente dell’Autorità dei trasporti pubblici di Ny. Wall Street è chiusa per il secondo giorno consecutivo. Anche il traffico internet e il funzionamento di migliaia di siti nel mondo hanno subìto le conseguenze del passaggio dell’uragano Sandy, che ha danneggiato alcuni data-center o li ha privati di corrente elettrica.

Una diga ha ceduto nel nord del New Jersey e ora le acque minacciano tre città: Moonachie, Little Ferrie e Carlstadt. Ralph Verdi, capo della polizia di Little Ferrie, ha detto alla Cnn che le acque hanno raggiunto in alcune zone tra 1,2 e 1,8 metri: ‘E’ stata una notte molto difficile. Non abbiamo l’elettricità, la nostra città è in grave difficoltà in questo momento. Stiamo facendo il possibile’.

Il ciclone intanto sta perdendo forza man mano che penetra nella terraferma americana, ma potrebbe ancora causare forti venti e inondazioni. Stando a quanto riferito dal National Hurricane Center, alle 10 italiane Sandy si stava dirigendo verso la Pennsylvania con venti da 105 chilometri orari. ‘Nelle prossime 48 ore è previsto un continuo indebolimento (della forza del vento)’, ha scritto in un bollettino. L’uragano è stato declassato a ciclone post-tropicale poco dopo aver toccato terra, ieri sera, lungo la costa del New Jersey.

Aggiornamento

Sono almeno 38 le vittime del ciclone post tropicale Sandy che si è abbattuto nella notte sul nordest degli Stati Uniti. Il numero è però in continua crescita. Molte persone sono rimaste uccise da alberi caduti durante la tempesta, mentre 8,2 milioni di americani dal Maine fino alla South Carolina sono rimasti senza elettricità. Le compagnie aeree hanno inoltre cancellato oltre 15.000 voli e ci potrebbero volere giorni prima che il traffico aereo torni alla normalità.

Nel frattempo Barack Obama è andato a visitare il quartier generale della Croce Rossa a Washington. Il presidente degli Stati Uniti ha cancellato anche gli eventi di campagna elettorale previsti per domani in Ohio e ha deciso di continuare a monitorare dalla Casa Bianca le conseguenze di Sandy.

Obama ha parlato dieci minuti commentando la risposta delle autorità locali, statali e federali al ciclone Sandy, per poi illustrare l’importante ruolo che la Croce Rossa avrà nei prossimi giorni. ‘Questa tempesta non è ancora finita’, ha affermato il presidente. ‘Ovviamente è una situazione straziante per l’intera nazione’.

In mattinata il presidente aveva effettuato una conference call con i governatori e i sindaci delle aree colpite dal ciclone per esprimere la propria preoccupazione per gli abitanti e per avere informazioni di prima mano sulle operazioni di soccorso. Obama ha affermato di aver istruito la propria squadra affinché fornisca tutte le risorse necessarie per le operazioni.

L’uragano Sandy in arrivo anche su New York

L’uragano Sandy si abbatterà oggi sulle regione più popolate degli Stati Uniti, costringendo centinaia di migliaia di persone a cercare rifugio in altura, mentre sono bloccati i trasporti, le scuole e gli uffici pubblici e privati.

Circa 50 milioni di persone da metà della costa Atlantica al Canada vivono sul tragitto dell’uragano, che potrebbe essere il più vasto a colpire la terra ferma degli Usa nella sua storia. L’attesa è per alberi sradicati, edifici danneggiati e blackout elettrico per diversi giorni.

Sandy, che ha già ucciso 66 persone nei Caraibi, provocherà anche diverse inondazioni, dicono le previsioni.

New York e le altre città che saranno toccate dall’uragano vivono in stato di emergenza. I sindaci hanno ordinato evacuazioni di massa dalle zone abitate più basse, mentre scuole e metro sono chiusi.

Sandy ha costretto il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblica Mitt Romney a cancellare alcune tappe della campagna elettorale

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