Sicilia: Crocetta presidente con il 30,48% dei voti

‘Vi do una bella notizia, abbiamo vinto in Sicilia. Cose da pazzi‘. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, scherzando con il pubblico aprendo il suo comizio ad Arezzo. ‘È la prima volta dal dopoguerra – ha aggiunto – che c’è la possibilità di una svolta vera’. Alle 18:33, secondo il Sole24ore, Rosario Crocetta conferma la sua vittoria alle regionali siciliane con il 30,9% dei voti ottenuti quando sono state scrutinate 4.054 sezioni su 5.308. Non sembra più possa essere sovvertito il successo del candidato di Pd, Udc, Api e Psi, che stacca nettamente gli avversari: Nello Musumeci, sostenuto dal centrodestra, è al 25,2% seguito da Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle con il 18,1% e dall’autonomista Gianfranco Micciche, al 15,3%.

Rosario Crocetta è stato dunque eletto presidente della Regione Sicilia con il 30,48% dei voti, a capo di un’alleanza tra il Partito democratico e l’Udc, mentre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo diventa il primo partito siciliano.

A livelli record l’astensionismo: ha partecipato al voto solo il 47,44% degli aventi diritto.

Il risultato dello scrutinio di tutte le 5308 sezioni, come rilevato dalla Regione nel suo sito Internet, vede arrivare secondo il principale rivale di Crocetta, Nello Musumeci, candidato del Popolo della libertà e La Destra, con il 25,73%, seguito da Giacarlo Cancelleri del M5S con il 18,18%.

Il Movimento 5 Stelle è il primo partito al Parlamento regionale con il 14,88%. Il Pd dell’ex sindaco di Gela Crocetta arriva al 13,43%, mentre il Pdl, che è stato a lungo primo nell’isola, deve accontentarsi del 12,91%. L’Udc è al 10,84%.

Deludenti i risultati di Sel, fermo al 3,07% e dell’Idv di Antonio Di Pietro che prende il 3,53%, entrambi esclusi dal parlamento regionale perché al di sotto della soglia di sbarramento del 5%.

Sarà difficile per Crocetta formare una maggioranza in Assemblea, dato che l’insieme delle liste che lo hanno sostenuto – oltre Pd e Udc ce n’erano altre due minori – non supera il 30,46%.

 Il giorno dopo la vittoria di Rosario Crocetta è rebus alleanze in Sicilia. ‘Il mio governo avrà una maggioranza bulgara, contrariamente a quello che si pensa’, assicura il neo presidente della Regione siciliana. ‘Alla fine prevarrà il buon senso di un’Ars che deve capire che qui siamo al minimo storico, di fronte a una crisi senza precedenti’, osserva.

‘I criteri per la formazione della mia squadra di governo saranno competenza, onestà e rigore - sottolinea -, non ci saranno altri parametri. Non farò il governo contro i partiti, ma questo non vuole dire che quello che proviene da questi sarà vincolante per me in modo assoluto, come se ne fossi ostaggio. Eserciterò i miei poteri e la mia libertà’.

‘Anche se sarà dura con i partiti – afferma -, io voglio che il cinquanta per cento della Giunta sia composta da donne’.

A chi gli chiede quali consigli darebbe al leader del Pd, Crocetta risponde: ‘A Bersani e al centrosinistra direi che vale la pena fare alleanze con l’Udc, come abbiamo fatto in Sicilia. E direi anche agli amici di Sel e Idv di abbandonare le battaglie identitarie che li portano alla distruzione’. Poi, parlando delle primarie del centrosinistra, afferma: ‘Voto per Bersani perché mi pare una brava persona che ha la testa a posto’.

Per Crocetta in Sicilia serve rigore ‘ma senza macelleria sociale. Ci vuole un patto sociale per il risanamento’, osserva. ‘Voglio incontrare al più presto Monti perché in Sicilia alcune città versano in una situazione drammatica’, afferma. ‘Messina è quasi sull’orlo del default’, sottolinea.

Proprio ieri, un articolo del  Sole 24 ore, rivela: ‘L’agenzia internazionale Fitch ha declassato le emissioni a lungo termine della Regione Sicilia da BBB+ a BBB. Outlook negativo. Il downgrade riflette, spiega Fitch, l’attesa ‘di un periodo prolungato di deficit fiscale, con debiti finanziari e commerciali in crescita’, in un contesto in cui le risorse verranno drenate per ‘mantenere il settore sanitario vicino al pareggio di bilancio’.

Poi Crocetta annuncia: ‘Revocherò tutti gli incarichi di consulenza che sono stati dati dal precedente Governo regionale’.

Infine, parlando della sua vita privata, scherza: ‘Non mi voglio sposare come Vendola, anche perché non mi si carica nessuno’.

Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 stelle, spiega: ‘Faremo un’alleanza di volta in volta sulle proposte che saranno fatte, se saranno buone, non avremo nessun problema per mandarle avanti’. Giancarlo Cancelleri spiega la posizione del M5S: ‘Se saranno bravi a fare delle proposte importanti, il nostro voto non mancherà. Ma da qui a parlare di maggioranza bulgara ce ne corre…’.

‘Noi siamo convinti – continua – che si può portare avanti un governo del genere. Devono avere loro la grande capacità di sedurci con le proposte, altrimenti non li votiamo’.

Poi un botta e risposta a distanza tra Cancelleri e Crocetta sulla proposta di legge annunciata dal grillino questa mattina che prevede di ridurre gli stipendi dei deputati a un tetto massimo di 2.500 euro. Per Crocetta ‘è pura demagogia che può valere per dei miracolati come loro, ma c’è gente che ha fatto debiti per fare la campagna elettorale’. Immediata la replica di Cancelleri: ‘E’ una realtà possibile fare politica con 2.500 euro al mese netti, che sono uno stipendio incredibile. Io non so Crocetta a che stipendi sia abituato, ma per me è più del doppio del mio stipendio normale’.

Poi Cancelleri promette: ‘Porteremo fuori dal Palazzo le sedute ma anche le Commissioni usando una webcam’.

Nello Musumeci commenta così il crollo del Pdl: ‘Si cade e ci si rialza. Abbiamo perso e vinto le nostre battaglie. Lasciatemelo dire: credo che non abbia perso io, ha perso il popolo siciliano. Avrei potuto con loro cambiarla questa Sicilia – continua -. Non l’hanno voluto o votando altrove o restando a casa. Benissimo, io non mi sento uno sconfitto’. ’I siciliani hanno scelto la continuità e noi non possiamo che prenderne atto con amarezza. Ancora una volta ha vinto il blocco di potere che ha governato la Sicilia negli ultimi anni. Ha vinto Lumia, ha vinto Cracolici, ha vinto Lombardo’, ha detto Musumeci.

‘Prendiamo atto di questa volontà e, per quanto mi riguarda – ha aggiunto – non posso che riconsacrare l’impegno con i siciliani a fare una opposizione senza aggettivi, intransigente, nell’interesse esclusivo della gente di Sicilia, soprattutto di coloro che non si sentono garantiti’.

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Elezioni Sicilia: via la parola ‘mafia’ dal vocabolario e stipendio per i parlamentari che lavorano

Per il candidato di centro sinistra alla Presidenza della Regione, Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, presidente della commissione Antimafia ed europarlamentare dei Socialisti e Democratici, la Sicilia deve essere ‘Una terra di accoglienza, dove la parola mafia sia cacciata dal vocabolario siciliano’.

Descrive così la Sicilia che vorrebbe il candidato del Pd alle prossime elezioni regionali in Sicilia. Una regione che ha bisogno di puntare sui giovani e che può fare a meno del malaffare.’Eliminare la corruzione e creare il lavoro, fare lo sviluppo eliminando a mangiugghia.

‘Un obiettivo che – spiega Crocetta – deve essere ottenuto con il rigore nei conti pubblici, a partire dai parlamentari che, dice, devono prendere la retribuzione solo se vanno a lavorare, come tutti gli altri.

E a proposito di corruzione uno degli argomenti più caldi di questa campagna elettorale in vista delle elezioni del 28 ottobre, è la scelta di candidati fuori dalle indagini di ogni tipo, insomma di personaggi per niente noti alla polizia giudiziaria.

Nello Musumeci ha recentemente invitato i partiti della coalizione che lo sostengono a non mettere in lista personaggi rinviati a giudizio, o peggio ancora condannati, per reati contro la pubblica amministrazione o connessi con l’associazione mafiosa. E sulla stessa linea Rosario Crocetta (chiamato a rispondere anche dal gruppo Facebook ’Enna per Claudio Fava‘) ha sempre professato di dare un taglio alla candidatura di condannati e indagati.

Claudio Fava, candidato alla presidenza di Sel, Verdi, Fds e Italia dei Valori ha accennato alle regole da seguire facendo riferimento agli altri candidati. ‘Leggo che Musumeci, Miccichè e Crocetta – dice Fava – si affannano a promettere che non avranno accusati di mafia nelle proprie liste: come mai hanno bisogno di precisarlo? Un requisito naturale non avere amici dei mafiosi tra i propri candidati, viene spacciato come straordinaria concessione. Perché non ci dicono piuttosto quanti riciclati avranno in lista tra i tanti obbedienti di Cuffaro e Lombardo?’.

E arriva la risposta di Crocetta in quota Pd, Udc, Api e Psi. ’Quando usciranno le mie liste nel centrodestra ci sarà il panico. In una competizione equilibrata – ha dichiarato Rosario Crocetta – come quella che stiamo vivendo in Sicilia dove c’è un testa a testa fra me e Musumeci secondo gli ultimi sondaggi c’é la necessità di rivolgersi a pezzi del centrodestra. Per vincere dobbiamo anche accogliere esponenti del centrodestra, considerato anche i ragionamenti di Sel che fanno candidature di testimonianza utili però a fare solo il gioco di chi non vuole cambiare le cose in Sicilia’.

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Elezioni Sicilia: Il candidato alla Presidenza Gianfranco Micciché presenta il programma

Ostenta sicurezza il candidato alla presidenza della Regione Sicilia Gianfranco Miccichè. ‘Io ho la certezza di diventare presidente” ha detto da Palermo il leader di Grande Sud, prima di presentare il suo programma.

‘Cambio del metodo amministrativo, cambio di mentalità. Riguardo ad eventuali alleanze in Aula, per Micciché – il riferimento è all’altro candidato di centro destra Nello Musumeci – non sarà una questione di schieramento.

‘Non abbiamo vincoli di centrodestra e centrosinistra vogliamo rimanere liberi nel nostro sicilianismo. Non è più immaginabile – ha aggiunto – che i partiti nazionali non abbiano più attenzione per la nostra Sicilia. Non c’è mai l’aiuto di ministri siciliani alla nostra causa.’

In Sicilia si vota il prossimo 28 ottobre. Al momento i candidati certi di centro sinistra Rosario Crocetta sostenuto da  Pd, l’Udc, l’Api e il Psi e Claudio Fava di Sel. Giancarlo Cancellieri è il rappresentante scelto da M5S, il Movimento cinque stelle, mentre Lucia Pinsone è la candidata donna di Movimento Voi – Volontari per l’Italia. Ieri Beppe Grillo ha annunciato la propria campagna elettorale promossa dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle che promette: ‘Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’.

Di seguito i ‘tre pilastri’ come lui stesso li ha denominati del programma Micciché, direttamente consultabili sul blog personale dell’onorevole. ‘Qualsiasi programma è oggi fortemente condizionato da obblighi assoluti comunitari e nazionali – dice il candidato – che chiedono il pareggio di bilancio e quindi tagli e riduzione della spesa. Fattori che comporterebbero un impoverimento ulteriore di una regione già povera.

Io credo che questa sia una strada sbagliata e, comunque, l’economia siciliana deve restare in mano ai siciliani. Dobbiamo essere noi a decidere come raggiungere il pareggio di bilancio. La soluzione esiste. Il Bilancio, come è noto, è composto da due voci, uscite ed entrate. Il pareggio lo otterremo lavorando sulla seconda voce: l’aumento della ricchezza’.

1. Basta burocrazia

Il candidato alla presidenza della Regione, Gianfranco Micciché, spolvera la giacca della burocrazia e soprattutto dell’alleggerimento del sistema offrendo:’ Entro 3 mesi l’ARS dovrà approvare la legge, da me già scritta, per cambiare radicalmente il sistema burocratico regionale. Chiederò a tutti i miei alleati di sottoscriverla preliminarmente.

Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese – dice. Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo. Vogliamo meno burocrazia e più libertà per i nostri imprenditori (quali? Viene da chiedere) e gli investitori stranieri (anche questi, quali?). Faremo emergere le eccellenze professionali della regione già presenti nell’organico, responsabilizzandole e gratificandole su un reale progetto di cambiamento della funzione pubblica’.

2.Nuovi Rapporti con l’Unione Europea e lo Stato centrale

Al secondo punto Miccichè non perde tempo, si parla subito di soldi. Le parole chiave sono Agenda 2000 e premialità, cioè ancora soldi.

‘Uso dei Fondi Strutturali. La Sicilia deve avere la capacità di dialogare con l’Unione Europea e lo Stato italiano in maniera paritaria e autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un’azione diretta a Bruxelles per trasformare i nostri bisogni ed esigenze in progettualità concreta e finanziabile. Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premialità.’

3. L’azione di governo

Il terzo pilastro parte dal ricordare il compito per il quale un candidato scelta democraticamente dal popolo a rappresentarlo è chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente. E in teoria come nella pratica, dovrebbe saperlo fare. Governare

‘Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare – ricorda Miccichè. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l’agenda delle priorità. In Sicilia bisogna iniziare a fare sistema. La crescita del territorio non può essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall’indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali. Il Governo dovrà incentivare tutti i sistemi produttivi, economici, culturali e sociali affinché si strutturino in una rete di integrazione reciproca. Non bisogna disperdere le proprie risorse e potenzialità rimanendo chiusi in una logica di isolamento di settore – conclude il candidato di centro destra alla elezioni per la presidenza della Regione Sicilia.

http://www.gianfrancomicciche.net/

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I candidati alla presidenza della Regione Sicilia: chi sono

Nonostante le dimissioni, il presidente della Regione Sicilia è ancora lui, Raffaele Lombardo. A darne comunicazione, anche se telematica, è il sito internet della presidenza che non accenna ad alcun aggiornamento. Noi di Cooked News stiamo invece tentando di aggiornarci su quelle che sono le candidature per delle elezioni sempre più vicine. Chiusura liste prevista per il 27 settembre.

Sarà infatti il prossimo 28 ottobre, il mese in cui tutta la popolazione siciliana è chiamata ad esprimere il proprio parere alle urne. Ed ecco i candidati a presidente della Regione. Gaetano Armao, Francesco Cascio, Rosario Crocetta che i sondaggi al momento danno come preferito, Giampiero D’Alia, Claudio Fava, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roberto Lagalla rettore al Polo universitario di Agrigento prima di passare a rettore dell’Ateneo di Palermo, Innocenzo Leontini, Ivan Lo Bello, Beppe Lumia, Gianfranco Miccichè, Nello Musumeci, Massimo Russo, Altri, Gaspare Sturzo, Fabio Granata già assessore e parlamentare, Giancarlo Cancelleri, Mariano Ferro.

Ed ecco qualche preferenza. In base ai sondaggi diffusi in Rete, CookedNews ha scelto i due contendenti di centro sinistra, due del centro destra e l’unica donna al momento candidata.

Rosario Crocetta. Ex sindaco di Gela, nel nisseno, poi candidato al Parlamento Europeo, dove ha portato il suo messaggio contro le mafie una volta eletto deputato, Rosario Crocetta, fuori dalle preferenze sessuali, avanza la sua carica a Presidente della Regione. La bandiera, pardon, partito di riferimento è quello della sinistra in Sicilia, che è un po’ centro sinistra come nel resto d’Italia. Sotto il motto di ‘La rivoluzione è già iniziata’ con una girandola colorato a stemma, Crocetta racconta la sua campagna elettorale su un sito fatto di pizzini. Satira e critica si uniscono con il chiaro intento a sorridere a una eredità siciliana forse troppo pesante, che è quella della mentalità mafiosa. E ad alcuni della concorrenza ha anche detto ‘alcun patto con l’Mpa’, il movimento per l’autonomia rappresentato dal presidente uscente, Raffaele Lombardo. Rosario Crocetta è un politico italiano, impegnato nella lotta alla mafia. È stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia d’Italia (prima di Vendola presidente della Regione in Puglia). Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea. Nell’agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana per le elezioni che si svolgeranno in autunno. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l’Udc, l’Api e il Psi. Negli anni in cui è stato sindaco ha subito diversi attentati, poi falliti.

Claudio Fava politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano si è candidato il 5 settembre con una conferenza stampa radiofonica, riportata anche sul sito di Libera Sicilia 2012 dai solari colori rosso e arancio. All’urlo di Claudio Fava presidente, risponde il candidato: ‘Un vento di riscatto civile e politico sta scuotendo la Sicilia. Lo stesso vento che animò speranze e intenzioni nella primavera del ’93, che conobbe straordinarie vittorie elettorali contro i partiti del malaffare, che espugnò città ritenute ormai perdute. Da quei giorni sono passati quasi vent’anni, ma lo spirito di quel tempo in molti di noi s’è mantenuto intatto: e non è un caso per molti di noi ritrovarci di nuovo insieme in una sfida che vuole restituire ai siciliani una politica finalmente libera da convenienze, compromessi, clientele e menzogne. Una politica disobbediente, con la schiena dritta, che non chiederà permesso ai comitati d’affari né ai capimafia, che non punterà a comprarsi il consenso dei cittadini ma a prendersi cura della loro vita e dei loro diritti. Una politica che archivierà senza rimpianti Lombardo e Cuffaro, i loro partiti e i loro alleati’. Il partito di Claudio Fava è Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. È stato il Coordinatore Nazionale del movimento Sinistra Democratica ed è il Coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010. Nell’estate del 2012 annuncia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana ottenendo l’appoggio di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra.

Nello Musumeci. Per lui è valido ancora il prefisso di on. Che non vuol dire accesso ma è l’abbreviazione di onorevole. L’onorevole Musumeci appunto, è candidato anche lui a Presidente della Regione Sicilia. Per lui è importante che ‘I partiti presentito liste pulite. Da Presidente della Regione non governerei cambiando maggioranza.’ Lo ha detto Nello Musumeci, incontrando i giornalisti all’inaugurazione del comitato elettorale di via Libertà 13, a Palermo. “Se vincerò con la maggioranza di centrodestra – ha proseguito Musumeci – dovrò governare con chi mi ha sostenuto”. Parole chiare e decise del candidato alla presidenza della Regione siciliana. Nello Musumeci è sostenuto da  Pdl, Pid-Cantiere Popolare e La Destra.

Miccichè Gianfranco. Non sarà solo un voto per la Regione siciliana, quello del 28 Ottobre, perché si decideranno anche i destini di molti partiti nazionali in vista delle politiche del 2013.La Sicilia diventa il banco di prova per future alleanze nazionali. In particolare, la coalizione che sostiene la candidatura di Miccichè, che mette insieme Grande Sud, Partito dei siciliani, Mps e Fli, banco di prova per Gianfranco Fini, presidente della Camera venuto fin qui in Sicilia a consultare l’amico Lombardo per superare lo sbarramento del 5%. Oltre alle liste del Partito dei siciliani e di Grande Sud, ce ne sarà una terza che sarà composta, prevalentemente, da candidati dell’area dell’ex-Mpa e di Fli, mentre gli uomini dell’Mps dovrebbero confluire in Grande Sud, ma in alcune province lo schema potrebbe mutare.

Lucia Pinsone proviene dal mondo del volontariato ed è l’unica donna al momento ad essersi candidata per il ruolo di Presidente della Regione. Che la Sicilia ne avesse bisogno, non  ne avevamo dubbi. ‘Non mi sento candidata ma in missione’, dice la Pisone del Movimento Voi. E’ insegnante e nella vita si occupa di disabili. La candidatura è stata presentata a Palazzo dei Normanni, sede della presidenza della Regione, dal fondatore del Movimento Voi-Volontari per l’ItaliaGerardo Salsano. ’Sono pronta a sacrificarmi ma non possiamo lasciare la Sicilia in mano ai soliti noti. ‘Sono stata contattata da tutti i movimenti - ha detto ancora l’insegnante di matematica e Presidente di un’associazione per disabili - ma andiamo avanti per la nostra strada. Io non mi assoggetto al potere. Siamo aperti a tutti quelli che amano la Sicilia’.

Aggiornamento

‘Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il prossimo 28 ottobre. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando. Io arriverò dal ‘continente’, a nuoto da Reggio Calabria a Messina. Mi sto allenando ogni giorno a Nervi. Il mio viaggio, sempre in camper, sempre senza scorta, inizierà 10 giorni prima delle elezioni. Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me (l’itinerario dettagliato sarà pubblicato sul blog), e, vi assicuro che non mi sentirò un po’ stanchino’. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo parlando della sua personale ‘spedizione’ in Sicilia in occasione del voto.

Grillo ricorda che ‘la Sicilia è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase ‘qui si fa l’italia o si muore’ rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana’.

‘Il portavoce del movimento 5 stelle in Sicilia è Giancarlo Cancellieri eletto dagli attivisti sul territorio. Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’, conclude Grillo.

#Sicilia , #Elezioni Sicilia, Elezioni regionali

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