Mitt Romney e la campagna elettorale a suon di gaffe

Questa volta ha dichiarato il suo reddito e quanto, in percentuale, ha corrisposto di tasse. Mitt Romney ha pagato nel 2011 tasse sul reddito del 14,1%. Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti ha pubblicato nel pomeriggio di venerdì la sua ultima dichiarazione dei redditi, dalla quale emerge un pagamento di 1.935.708 dollari di tasse a fronte di un reddito di 13.696.950 dollari, la maggior parte dei quali arrivati tramite investimenti.

Lo scorso anno Romney ha ricevuto 190.350 dollari in diritti d’autore e altri 260.390 dollari di compensi come consigliere d’amministrazione. Nel 2011 Romney, che ha case in Massachusetts, New Hampshire e California, ha pagato inoltre 214.728 dollari di tasse sulle proprietà immobiliari, 450.740 dollari in introiti aziendali e 146 dollari di tasse sulle proprietà personali.

Il candidato repubblicano, affatto sorpreso dalla gaffe sulla parte povera degli Stati Uniti svelata dal sito Mother Jones, ha rivelato anche le aliquote pagate negli ultimi venti anni, durante i quali ha sborsato in media il 20,20% di tasse e avrebbe donato in beneficenza il 13,45% del suo reddito. Romney non ha reso note le dichiarazioni dei redditi dei rispettivi anni ma, secondo quanto rivelato dal suo commercialista Brad Malt, la percentuale minore pagata da Romney sarebbe del 13,66%. Questo conferma quanto il candidato aveva dichiarato a metà agosto, quando aveva precisato di non aver mai pagato meno del 13%.

Romney ha inoltre dimostrato di aver pagato un’aliquota maggiore di quella che avrebbe dovuto secondo le leggi federali. Secondo la dichiarazione dei redditi preparata da Pricewaterhouse Coopers, l’ex governatore del Massachusetts ha rinunciato a richiedere parte della deduzione fiscale sulle donazioni di beneficenza da 4 milioni di dollari effettuate insieme alla moglie.

Il candidato repubblicano avrebbe chiesto deduzioni per 2,25 milioni di dollari, pagando 1,75 milioni di dollari di tasse in più. La decisione è stata presa per tenere l’aliquota pagata da Romney al di sopra del 13%. Lo ha confermato Malt, specificando che i Romney avrebbero limitato la deduzione delle donazioni di beneficenza per conformarsi alla dichiarazione fatta ad agosto dall’ex governatore, che aveva affermato di aver sempre pagato più del 13% di tasse negli ultimi dieci anni.

‘Se avessi pagato più di quanto dovevo’, aveva dichiarato tuttavia Romney in un’intervista dello scorso luglio, ‘non credo che sarei qualificato per fare il presidente’. L’ex governatore ha pagato anche tasse statali sul reddito per 1,3 milioni di dollari.

Nel frattempo lo staff della campagna elettorale di Romney ha reso pubblico un certificato medico che attesta la buona salute del candidato e di Paul Ryan, candidato alla vicepresidenza. Secondo la lettera, Romney e Ryan non avrebbero nulla che potrebbe compromettere la loro capacità di assumere i rispettivi incarichi.

Basterà per placare le critiche di chi lo accusa di voler occultare la verità? I suoi detrattori da tempo sostengono come i redditi di Romney il candidato della Grand Old Party, il partito repubblicano,  non rispecchino la realtà. E poi, paga poco di tasse – si afferma – perché la stragrande maggioranza delle sue entrate provengono da capital gain. Se il suo reddito fosse il frutto di un normale stipendio, allora sarebbe tassato con un’aliquota pari a più del doppio, il 35%. E’ una delle battaglie che il presidente Barack Obama sta tentando di portare avanti: rivedere un sistema fiscale che penalizza la middle class, i lavoratori, e favorisce i piu’ ricchi.

Intanto l’attuale inquilino della Casa Bianca continua ad andare a gonfie vele nei principali sondaggi. L’ultimo commissionato da Wall Street Journal e Abc News lo dà in testa in tre swing state: in Iowa Obama è in vantaggio addirittura di otto punti, in Colorado e Wisconsin di cinque punti. Presidente in testa anche negli Stati chiave più importanti, perché assegnano più grandi elettori: la Florida e l’Ohio.

http://www.gop.com
http://www.mittromney.com
http://cookednews.wordpress.com/2012/09/19/usa-obama-bacchetta-romney-il-presidente-rappresenta-lintera-nazione/

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USA: Obama bacchetta Romney ‘Il presidente rappresenta l’intera nazione’

Barack Obama (Photo credit: jamesomalley)

Dopo le ingiustificate affermazioni di Mitt Romney, il candidato repubblicano alle presidenziali del 6 novembre, a proposito di certo ‘parassitismo sociale’ arriva la replica a tarda serata, ma con un vasto pubblico televisivo dell’attuale presidente degli States, nonché  candidato per i democratici. Barack Obama sceglie lo show di David Letterman per replicare all’infelice uscita del rivale repubblicano Mitt Romney sugli americani che non votano per lui.

Io non so a cosa si riferisse esattamente – ha detto Obama – ma posso dire questo: quando nel 2008 ho vinto le elezioni, il 47% degli americani aveva votato per John McCain e non per me. La notte delle elezioni io ho detto:  ’Anche se non avete votato per me io ascolto la vostra voce, e lavorerò duro per essere il vostro presidente’. E una delle cose che ho imparato da presidente è che tu rappresenti l’intera nazione. Io credo – ha concluso Obama – che se vuoi fare il presidente, devi lavorare per tutti, non solo per alcuni’.

Dal canto suo, però, Mitt Romney non sembra intenzionato a cambiare linea, nonostante molti analisti ritengano che la gaffe possa costargli addirittura la campagna. ‘Obama crede nella redistribuzione della ricchezza – ha detto – noi crediamo nella libertà individuale e nel libero mercato’.

http://cookednews.wordpress.com/2012/09/18/romney-contro-gaffe-del-candidato-repubblicano-alla-presidenziali-il-47-degli-americani-vota-obama-perche-dipende-dal-governo/

Romney contro: gaffe del candidato repubblicano alla presidenziali ‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo’

‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo, non paga le tasse e si sente una vittima. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro’.  Gaffe del candidato repubblicano alle Presidenziali del 6 novembre durante un ricevimento privato organizzato da alcuni sostenitori, riferendosi agli elettori quasi fossero parassiti. Poi chiarisce: ‘ E’ necessario scegliere se crediamo in una società statalista o fondata su libero mercato’.

Riconosce di aver parlato ‘in modo non elegante’, ma difende la sostanza delle sue affermazioni. Così Mitt Romney, travolto dall’ennesima bufera per le sue dichiarazioni a dir poco avventate, ha difeso la frase, pronunciata durante un discorso in un evento che sarebbe dovuto essere a porte chiuse, in cui afferma che ‘c’è un 47% di americani che votano Barack Obama che dipendono totalmente dal governo per sopravvivere0.

Come a dire elettori parassiti che ‘pensano di essere vittime, di avere il diritto all’assistenza sanitaria, alla casa e al cibo’ senza impegnarsi. ‘Sono persone che non pagano le tasse sulle entrate. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro, non li convincerò mai ad assumersi le loro responsabilità personali e prendersi cura di loro stessi’, ha detto in un video ‘rubato’ e postato sul sito progressista di giornalismo investigativo Mother Jones.

‘Sono sicuro che avrei potuto parlare in modo più chiaro ed efficace di quanto ho fatto’ ha dichiarato il repubblicano in una conferenza stampa convocata non appena tutti i media americani hanno cominciato a rilanciare la frase rubata durante una raccolta di fondi da 50mila dollari al coperto.

Ma Romney ha in pratica difeso il messaggio di fondo di quel discorso: ‘la mia campagna è centrata sulla necessità che le persone prendano maggiore responsabilità – ha detto – perché è in gioco la direzione che prende il paese, noi crediamo in una società incentrata sul governo che concede sempre più benefit? O noi crediamo invece in una società fondata sul libero mercato in cui le persone possono inseguire il proprio sogno?’

A meno di cinquanta giorni dallElection Day, i liberali hanno rapidamente condannato le osservazioni poco politiche e molto personali del candidato Mitt Romney, considerandolo come insensibile, e la campagna di Obama lo ha accusato di aver ‘sdegnosamente cancellato metà della nazione.’

http://www.usa.gov/
http://www.motherjones.com/

A Charlotte la Convention democratica per l’investitura di Obama a candidato ufficiale alle presidenziali del 6 nov.

Questa sera a Charlotte la Convention democratica che investirà il presidente Obama della candidatura ufficiale per le prossime elezioni. In programma per oggi l´intervento della first lady Michelle Obama.

In attesa dei momenti più politici dei prossimi due giorni, oggi l’intervento di primo piano è stato quello della First Lady, Michelle Obama, e del suo compito di mettere in ombra la performance della moglie del candidato repubblicano Mitt Romneydella settimana scorsa a Tampa.

Michelle Obama, official White House portrait.

Michelle Obama, official White House portrait. (Photo credit: Wikipedia)

Molta attesa anche per i discorsi di Antonio Villaraigosa, sindaco di Los Angeles e del sindaco di San Antonio (Texas), Julian Castro, 37 anni (il voto della comunità latina è molto corteggiato, soprattutto negli stati-chiave come la North Carolina).

Mercoledì 5 settembre, oggi, sarà la volta di Bill Clinton. Ex presidente, 66 anni, sempre molto popolare fra gli americani, è stato molto presente nella campagna grazie ad alcuni spot pubblicitari televisivi a sostegno di Obama. Sarà preceduto da Elizabeth Warren, 63 anni, candidata al Senato nel Massachusetts, professore ad Harvard e stimata economista.

Giovedì 6 settembre la Convention si sposterà allo stadio Bank of America per il discorso del presidente Obama che sarà preceduto dal vicepresidente Joe Biden. Lo stadio conta 73.000 posti e gli organizzatori puntano a riempirli tutti.


http://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/obama-for-america-101-giorni-al-voto/

Twindex a chi preferisce Obama a Romney: su Twitter il nuovo sistema di elaborazione dati sull’Election Day

Twitter, in collaborazione con una società di elaborazione dati di nome Topsy, ha lanciato ieri il suo index politico – detto anche Twindex – che analizzando circa 400 millioni di tweet che ogni giorno vengono cinguettati da 140 millioni di utenti attivi dovrebbe, nelle intenzioni, produrre una rilevazione quotidiana delle preferenze della gente nei confronti di Obama e Romney, i candidati alle prossime presidenziali del 6nov. negli Stati Uniti. Se funzionasse, questo esperimento potrebbe rivoluzionare le campagne elettorali di tutto il mondo, offrendo un’alternativa al tradizionale sondaggio basato su interviste.

Messo a punto con la collaborazione di una agenzia demoscopica di area democratica e di una di area repubblicana (il Mellman Group e il North Star Opinion Research), Twindex funziona così: Topsy intercetta ogni singolo tweet e discerne quelli che parlano di Obama da quelli che parlano di Romney; dopodichè, basandosi sul loro contenuto, assegna a ciascuno un punteggio da uno a cento – uno il peggiore negativo e cento il massimo positivo – etichettandoli quindi in modo da distinguere se esprimono nei confronti del candidato di cui parlano un sentimento positivo o negativo, e quanto positivo o negativo.

Aggregando questi dati, si ottiene ogni giorno un valore complessivo che viene pubblicato quotidianamente alle otto di sera sul sito election.twitter.com (e twittato sull’apposito nuovo account @gov): il valore esprime il tasso di popolarità dei due candidati giorno per giorno, rilevato più o meno in tempo reale.

Ieri, nel giorno dell’inaugurazione, l’indice dava Obama in testa su Romney 44 a 26.

Una rilevazione di questa portata non sarebbe stata possibile nella campagna elettorale del 2008, non solo per ragioni tecniche ma anche perché, semplicemente, il campione non si sarebbe nemmeno avvicinato alla rappresentatività che ha oggi Twitter: sul social network dei 140 caratteri, pargolo di appena un  paio d’anni, il giorno delle elezioni presidenziali del 2008 vennero scritti 1,8 milioni di tweet nell’intera giornata.

Oggi quel volume di tweet circola in appena sei minuti e in una giornata qualunque vengono emessi mediamente circa 400 milioni di messaggi.

#twindex#election2012

http://election.twitter.com/
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Obama for America: 101 giorni al voto

President Barack Obama addresses the House Dem...

President Barack Obama addresses the House Democratic Caucus Issues Conference in Williamsburg, Virginia. (Photo credit: Wikipedia)

Piena campagna elettorale per le prossime presidenziali del 6 novembre negli Stati Uniti. Il presidente Barack Obama invita chiunque fosse desideroso di contribuire, a visitare il sito Obama Biden (Presidente e Vicepresidente). Il 4 agosto sarà il suo compleanno, ‘forse l’ultimo da Presidente, non sta a lui decidere’, dice Obama in un messaggio pubblicato ieri dal titolo ‘My Birthday’ e indirizzato ai volunteers e ai supporters. L’invito è aperto a chiunque volesse partecipare. Obama scrive:

‘My upcoming birthday next week could be the last one I celebrate as President of the United States, but that’s not up to me—it’s up to you.

This July deadline is our most urgent yet, coming after two consecutive months of being significantly outraised by Romney and the Republicans.

And if you pitch in whatever you can before midnight tonight, you and a guest will be automatically entered to join me at my birthday get-together next month.

Thanks. Hope I’ll see you soon.’

Barack

L’Election Day è più vicino di quanto pensi. ‘Sostenere il Presidente e costruire questa campagna è più importante che mai, dona oggi – dice la nota sul sito. Quando lo fai, entro il 31 luglio, sarai inserito automaticamente fra gli invitati al 51esimo compleanno di Barack per festeggiare con lui nella sua casa di Chicago‘. E buon compleanno.


http://www.barackobama.com
http://www.barackobama.com/calendar
http://cookednews.wordpress.com/2012/06/16/obama-e-il-dream-act-il-presidente-americano-concede-i-permessi-di-lavoro-ai-figli-degli-immigrati/
http://cookednews.wordpress.com/2012/06/28/obamacare-ok-della-corte-suprema-alla-riforma-sanitaria-voluta-dal-presidente-barack/
http://www.youtube.com/barackobama?source=primary-nav

Denver: dal giudice James Holmes, il pazzo che ha sparato sulla folla alla prima di Batman

 James Holmes, autore della strage del cinema di Aurora, poco distante da Denver, rischia la pena di morte dopo uno dei più sanguinosi omicidi di massa nella storia degli Stati Uniti. Il 24enne, che ha ucciso 12 persone e ne ha ferite altre 58 sparando sulla folla alla prima del film ‘The Dark Knight Rises‘, ultimo capitolo della saga di Batman, è apparso oggi davanti al tribunale di Centennial, in Colorado, dove ci si attende che i procuratori chiedano per lui il massimo della pena, anche se gli esperti fanno notare che nello stato non sono state più eseguite condanne a morte dal 1976. L’udienza è durata solo pochi minuti e nei prossimi giorni verranno resi noti i capi di imputazione nei suoi confronti. Holmes è comparso in aula con i capelli arancioni e la tuta da carcerato.

Secondo la polizia non ci sono dubbi che sia Holmes l’autore della strage, che ha riportato al centro del dibattito le permissive leggi sul possesso delle armi negli Usa, visto che il giovane aveva regolarmente acquistato le armi e si era rifornito di munizioni comprandole su Internet.

In solo otto settimane aveva acquistato 3.000 pallottole per il fucile semiautomatico AR-15, altre 3.000 per le sue due Glock calibro 22 e 300 per il fucile a pompa. Ieri il presidente Barack Obama ha visitato Aurora, che si trova solo a una trentina di chilometri dal liceo di Columbine, teatro di una strage simile nel 1999 quando due studenti uccisero 13 persone prima di suicidarsi. Obama e il suo prossimo avversario per la corsa alla Casa Bianca, Mitt Romney, sono stati sollecitati dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, a prendere degli impegni per limitare la circolazione di armi nel paese.

http://cookednews.wordpress.com/2012/07/20/dark-knight-rises-e-record-di-incassi-la-sparatoria-di-denver-non-delude-il-botteghino/

 

Obamacare: ok della Corte Suprema alla riforma sanitaria voluta dal presidente Barack

English: President Barack Obama, Vice Presiden...

English: President Barack Obama, Vice President Joe Biden, and senior staff, react in the Roosevelt Room of the White House, as the House passes the health care reform bill. (Photo credit: Wikipedia)

La riforma sanitaria voluta da Barack Obama è costituzionale. A deciderlo è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti, riunitasi alle 10 (le 16 in Italia) per esprimere il proprio giudizio sull’Obamacare. La riforma è uno dei punti fondamentali del mandato del presidente afro-americano.

Con cinque voti a favore e quattro contrari, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato costituzionale la riforma sanitaria varata dai democratici e da Obama nel 2010. Il giudice capo Roberts, conservatore, ha votato insieme ai liberali, Ruth Bader Ginsburg, Stephen Breyer, Elena Kagan e Sonia Sotomayor (le due giudici nominate da Obama). Il testo integrale della sentenza.

Fondamentale il cosiddetto individual mandate, cioè la norma che obbliga ogni cittadino americano ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Si tratta dell’emendamento più contestato dai repubblicani che continuano a  considerare incostituzionale che il governo americano o il Congresso possano obbligare gli americani a comprare qualcosa. La Corte Suprema ha confermato invece il contenuto della legge, modificandone soltanto una parte: chi non compra alcuna assicurazione sanitaria non dovrà più pagare una sanzione, come sosteneva inizialmente il testo della riforma, ma una tassa.

E il Congresso ha la libertà di imporre le tasse che vuole – ha detto la Corte Suprema – bocciando invece una norma che dava al governo federale il potere di tagliare i fondi per il programma Medicaid agli Stati contrari ad espanderlo, secondo quanto prevede la riforma Obama.

English: President Barack Obama's signature on...

English: President Barack Obama’s signature on the health insurance reform bill at the White House, March 23, 2010. The President signed the bill with 22 different pens. (Photo credit: Wikipedia)

La riforma sanitaria, approvata nel marzo del 2010, è una delle leggi più vaste mai approvate dagli Stati Uniti e modifica la legislazione precedente sotto moltissimi aspetti. Quello americano è un sistema sanitario basato sulle assicurazioni: stipulate direttamente dai cittadini o dai loro datori di lavoro: fatta eccezione per gli anziani per i quali è previsto il Medicare e le persone a basso reddito, protette dal programma Medicaid.

La riforma sanitaria di Obama non stravolge nulla di tutto ciò e sembra avvicinarsi al sistema europeo o a quello italiano, sostanzialmente estendendo la copertura. Come? Le società assicurative dovranno concedere le loro polizze anche a quei cittadini che prima venivano sistematicamente rifiutati, ovvero quelli che necessitano di cure o affetti da patologie croniche. Il nuovo sistema sanitario mira a garantire sgravi fiscali e sussidi a un numero di cittadini americani molto più vasto rispetto al passato, per permettere di acquistare una polizza anche alle persone con un reddito medio-basso. Per legge, ogni cittadino americano dovrà contrarre un’assicurazione sanitaria entro il 2014, anno in cui, salvo imprevisti, il Patient Protection and Affordable Care Act entrerà definitivamente in vigore. Il cosiddetto individual mandate, che la Corte ha sostanzialmente confermato.

Da tempo considerata incostituzionale dai repubblicani conservatori, la riforma sanitaria è un ulteriore vittoria per il presidente americano Barack Obama. Un ulteriore consenso politico in vista delle prossime presidenziali di novembre. Lo stesso Mitt Romney, il candidato repubblicano, attuale governatore del Massachusetts, ha fatto approvare una riforma che sembra ricalcare quella di Obama, compreso l’individual mandate. Dopo la sentenza di oggi, ai repubblicani rimane comunque e sempre la possibilità di contestare al presidente afro un aumento delle tasse. L’Obamacare rappresenta la più importante revisione del sistema sanitario nazionale dagli anni Sessanta ad oggi.

http://www.supremecourt.gov/
http://www.reuters.com/article/2012/04/02/us-obama-healthcare-idUSBRE8310WP20120402
http://cookednews.wordpress.com/2012/06/16/obama-e-il-dream-act-il-presidente-americano-concede-i-permessi-di-lavoro-ai-figli-degli-immigrati/ 

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