È morto Ermanno Masini, la terza vittima di Kabobo

kabobo2È morto alle 7,30 di martedì Ermanno Masini, 64 anni, il pensionato originario di Lama Mocogno, provincia di Modena, preso a picconate sabato dalla furia di un immigrato ghanese irregolare 31enne per le strade di Milano. Masini era ricoverato al Policlinico di Milano in stato di coma a causa delle lesioni riportate nell’aggressione avvenuta all’alba nella periferia nord del capoluogo lombardo. L’uomo, ricoverato nel reparto di neurorianimazione, era stato operato due giorni fa. Inizialmente sembrava che le sue condizioni fossero in via di miglioramento; poi è sopraggiunta un’infezione e il quadro è nuovamente peggiorato: le ferite alla testa erano troppo gravi e l’uomo non ce l’ha fatta. In ospedale Masini, che era vedovo, era assistito dal figlio.

 Kabobo era sceso per strada sabato mattina con un piccone, nel quartiere Niguarda, seminando il terrore per un’ora, tra le 5.40 e le 6.35, rincorrendo i passanti e colpendo cinque persone. Il ferimento di Masini era avvenuto poco dopo le 6,20 quando Kabobo aveva già aggredito due persone e tentato di aggredirne un’altra. L’aggressione di Masini è stata la prima delle tre più violente che hanno portato alla morte immediata di Alessandro Carolè, 40 anni, disoccupato, aggredito davanti a un bar-gelateria. Ieri non ce l’ha fatta neanche Daniele Carella, 21 anni, colpito alle spalle mentre scaricava giornali assieme a suo papà. I genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi ‘in favore della vita che continua’. Gli atri due feriti sono Francesco Niro, un operaio di 50 anni ferito alla testa, che è stato dimesso dall’ospedale domenica, e Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio. L’aggressore è stato arrestato. Il gip ha convalidato il fermo. Mada Kabobo ha detto di ‘sentire voci cattive’.

Il signor Masini, originario della provincia di Modena, da pensionato provvedeva, come un volontario amministratore di condominio, alla quotidianità del suo palazzo, al civico 11 di via Monte Grivola. Perché credeva fosse uno spreco buttar via il tempo al bar o a bighellonare nel quartiere. Sicché il signor Masini, puntuale, ordinato, diligente, ritirava la corrispondenza, affiggeva annunci vari, curava che i rifiuti fossero messi al posto giusto, infine controllava eventuali sospetti e pericoli. Ma di Kabobo non s’era accorto.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha indetto lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime.

Su Twitter: Kabobo

(fonte Corsera)

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Milano: armato di piccone colpisce cinque persone e ne uccide una

TRE PASSANTI AGGREDITI A PICCONATE A MILANO, UNO E' MORTOÈ sceso in strada con un piccone e ha cominciato a brandirlo rincorrendo i passanti. Cinque persone sono state colpite. Un uomo di 40 anni è morto per le ferite riportate. È successo a Milano, nel quartiere Niguarda, tra le 5.45 e le 6.35 di sabato mattina. I feriti sono stati soccorsi e ricoverati tra il Niguarda e l’istituto clinico Città studi, dove una delle vittime è spirata nonostante le cure immediate. Ad alcune delle vittime l’aggressore avrebbe preso portafogli e telefoni cellulari.

Quando è stato fermato dai carabinieri Mada Kabobo, 31 anni, aveva ancora in mano il piccone insanguinato: l’aggressore è un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all’espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano. I precedenti penali a suo carico sono per rapina, furto, resistenza. Appena portato in caserma era molto agitato e si rifiutava di farsi prendere le impronte. Ai carabinieri che lo interrogavano ha detto solo di avere fame prima di chiudersi di nuovo nel silenzio.

Le aggressioni iniziano alle 5.45 in via Monte Grivola. Viene colpito al braccio A.C., un giovane di 24 anni dipendente in un supermercato, appena sceso da un autobus. Il ragazzo è stato ferito leggermente ed è stato dimesso. Dopo un quarto d’ora, in via Passerini, viene ferito alla testa F.N., un operaio di 50 anni. L’uomo è ricoverato all’ospedale Niguarda in condizioni piuttosto gravi.

 L’aggressore si sposta quindi in via Adriatico dove affronta un pensionato di 64 anni che era a spasso con il cane. Lo colpisce in mezzo a un vialetto di un parco giochi per bambini con violenza alla testa. Sul posto sono ancora ben visibili molte macchie di sangue.

Una nuova aggressione poco lontano, in piazza Belloveso, vicino all’ingresso di un bar gelateria che a quell’ora aveva appena aperto. L’immigrato si è scagliato tra i tavolini e ha colpito un uomo di 40 anni, abitante nel quartiere e che era sceso al bar perché non riusciva a dormire. I proprietari del locale, presi dal panico, hanno abbassato la saracinesca e si sono asserragliati all’interno. Quando hanno riaperto hanno trovato il corpo a terra del loro cliente colpito più volte alla testa.

 Nel frattempo l’uomo giunge in via Monte Rotondo dove ha colpito con estrema violenza alla testa un ragazzo di 21 anni che stava rientrando a casa dopo aver accompagnato il padre. Erano impiegati entrambi nella consegna dei giornali. Altri passanti hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l’hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. Il giovane è in fin di vita.

(fonte Corsera)

Bloccata a Milano busta sospetta indirizzata a Berlusconi: dentro, forse, polvere e proiettili

silvio-berlusconi-4_670820cUna lettera contenente oggetti simili a proiettili e destinata a Silvio Berlusconi è stata intercettata a Milano, al centro smistamento poste in via Cristina Belgioioso.

La lettera è stata bloccata questo pomeriggio dagli addetti allo smistamento, che dopo il passaggio ai raggi x hanno avvertito la polizia come da protocollo. Solo dopo l’apertura sarà possibile accertare se gli oggetti all’interno sono realmente proiettili e se è presente qualche rivendicazione o motivazione del gesto.

Oltre ai possibili proiettili ci sarebbe anche della polvere all’interno della busta bloccata a Milano al centro smistamento posta. A dirlo è la Questura, che per questo ha inviato in via Cristina Belgioioso il nucleo Nbcr (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) dei vigili del fuoco.

Sulla missiva è riportato il nome del Cavalier Silvio Berlusconi e l’indirizzo della villa di Arcore: non è indicato alcun mittente.

‘Pdl fascista’ e i berlusconiani si dissociano: Vendola incendia il 25 aprile

vendola-interna-nuovaPdl fascista‘ e i berlusconiani si dissociano dalla cerimonia del 25 aprile celebrata a Bari. Ad incendiarla, da Milano, il governatore Nichi Vendola con una dichiarazione al vetriolo con la quale ha accostato i berlusconiani ai fascisti. ‘Se avessimo dovuto ispirarci all’esperienza del Cln erano altri gli alleati da cercare, nel Comitato di liberazione nazionale c’erano tutte le forze tranne una: i fascisti’.

Parole ritenute inopportune dal Pdl barese che, pochi minuti dopo, ha deciso di reagire alle ‘dichiarazioni indegne e oltraggiose del presidente Vendola, che ha definito il Pdl come un nuovo fascismo‘. Per questo il vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri (Pdl), ‘ha deciso di non prendere parte alla cerimonia commemorativa del 25 aprile al Sacrario di Bari, per non sfilare al fianco del delegato del presidente Vendola’.

‘In una giornata tanto importante e significativa per il nostro Paese – ha scritto in una nota Altieri – in cui si celebrano i valori dell’unità nazionale, della libertà e della democrazia, non si può accettare, né tollerare da un alto rappresentante delle istituzioni come il presidente della Regione, Nichi Vendola, un attacco tanto indegno quanto becero ad uno dei maggiori partiti politici italiani. Per questo – conclude – non avrei mai potuto depositare una corona d’alloro al fianco del delegato del presidente Vendola, che ancora una volta non ha perso occasione per fare una brutta figura e rovinare questa importante festa’.

Su Twitter: #25aprileBuon 25

Pietro Maso è tornato libero

pietro-maso_650x447Pietro Maso è tornato libero. Dopo aver scontato 22 anni di pena per l’omicidio dei genitori avvenuto il 17 aprile del 1991 in provincia di Verona, pochi minuti fa è uscito dal carcere di Opera a bordo di un suv bianco guidato da un uomo. Sono venuti a prenderlo le due sorelle e un uomo. Pietro Maso, l’ex ragazzo, oggi quarantunenne, che il 17 aprile 1991 massacrò i genitori Rosa e Antonio nella loro villetta di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona, con la complicità di due amici, era stato condannato definitivamente a 30 anni di reclusione. Ma per via di tre anni di indulto e 1800 giorni di liberazione anticipata, ne ha scontati 22.

Nel 2008 ha ottenuto la semilibertà e si è sposato con Stefania. Il 28 ottobre 2006 invece ebbe il primo permesso premio. Con la sua definitiva scarcerazione e il ritorno alla libertà Pietro Maso non lavorerà più negli uffici del Provveditorato regionale delle Carceri, dove faceva le pulizie, in quanto il contratto è decaduto automaticamente.  Alle dieci di questa mattina, il quarantunenne ha lasciato l’istituto di pena alle porte di Milano. Per evitare i flash dei fotografi, le riprese tv e i giornalisti è salito direttamente a bordo del Suv con cui lo sono venuti a prendere le due sorella Laura e Nadia, che lo avevano perdonato alcuni anni fa. Pietro Maso ha raccontato la sua storia, dall’omicidio alla redenzione, in un libro intitolato ‘Il male ero io’ che uscirà domani.

Appena uscito dal carcere, Pietro Maso ha abbracciato una delle sorelle e poi è salito sul Suv bianco per andarsene cercando di sfuggire ai flash dei fotografi e alle riprese delle tv senza dire una parola, nemmeno da dietro i finestrini dell’auto, dai quali però si intravvedeva il volto con un leggero sorriso. Ha lasciato così il carcere di Opera l’ex ragazzo del veronese che oggi dopo aver scontato una pena di 22 anni per l’omicidio dei genitori è tornato in libertà. Maso, in abiti sportivi, è uscito dall’istituto di pena alle porte di Milano poco dopo le dieci di stamani. Per evitare cronisti, fotografi e operatori tv ha adottato lo stratagemma di farsi venire a prendere dalle due sorelle in auto, auto che è in sostanza fuggita, anche grazie a un uomo che ha loro urlato di andarsene il prima possibile, quando i rappresentanti della stampa hanno tentato di avvicinarsi per ‘rubare’ un’immagine. Da quanto si è saputo, prima di lasciare definitivamente la casa di reclusione, Maso ha salutato gli operatori ringraziandoli.

Sta trascorrendo la prima giornata di libertà in casa della moglie, Pietro Maso, da oggi uomo libero. Maso è stato visto arrivare in viale Regina Giovanna, dove abita la moglie, dopo essere uscito stamani dal carcere di Opera e non ha più lasciato l’appartamento.

‘Mi spiace, non faccio commenti, non rilascio interviste, dovete lasciarci in pace’. Così al telefono – contattata dall’ANSA – ha risposto dalla sua casa di San Bonifacio (Verona) Nadia Maso, una delle due sorelle di Pietro, tornato in libertà oggi dopo 22 anni di carcere per il delitto dei genitori. La donna non ha voluto nemmeno confermare se oggi era presente con la sorella Laura ad attendere il fratello fuori dal carcere di Opera.

(fonte Ansa)

Ruby davanti il Palazzo di Giustizia di Milano: ‘Non sono una prostituta, mi dispiace avere mentito’

Ruby passaportoKarima El Maroug, ‘Ruby rubacuori‘, dà vita a un fuori programma davanti al tribunale di Milano per raccontare la sua verità sul processo contro Silvio Berlusconi. Davanti a una folla di cronisti legge un documento per difendere la propria reputazione e affermare che i pm milanesi volevano che accusasse ingiustamente l’ex premier imputato di concussione e prostituzione minorile. “La colpa della mia sofferenza – dice – è anche di quei magistrati che mi hanno attribuito la qualifica di prostituta nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Berlusconi”.

Ruby si è presentata sulla scalinata davanti all’ingresso del tribunale di Milano e ha letto un testo ai giornalisti, senza però rispondere a domande. La giovane marocchina ha esordito dicendo di essersi sentita ‘strumentalizzata da parte della stampa e dalla magistratura’ e di aver deciso ‘dopo due anni di rompere il silenzio’, lo ha fatto con questa protesta ‘per mia figlia Sofia – ha aggiunto – e per la mia famiglia’. La marocchina ha raccontato inoltre che ‘c’è ancora tanta gente che mi guarda dall’alto in basso e trovo sconcertante che nessuno abbia voluto ascoltare la mia verità, l’unica verità possibile’.

Ruby fa riferimento più volte al compagno Luca Risso e alla figlia Sofia: ‘Voglio che sia fiera di sua madre’ e racconta di essere stata vittima a Pasqua di un episodio di intolleranza. ‘Una donna sconosciuta guardando mia figlia si è permessa di dire con disprezzo: ‘speriamo non diventi come sua madre’. Da parte dei magistrati invece denuncia “una vera e propria tortura psicologica’ e parla di ‘atteggiamento apparentemente amichevole che è mutato quando è stato chiaro che non avrei accusato Silvio’, ed è stato ‘più facile dire sì e raccontare storie inverosimili’, come quelle di ‘aver incontrato persone che conoscevo solo grazie ai rotocalchi, come Cristiano Ronaldo o Brad Pitt, e dentro di me mi domandavo come fosse possibile che non si accorgessero che erano frottole’.

‘Mi spiace aver raccontato queste bugie anche a Berlusconi’ e, ha concluso, ‘a 17 anni non sapevo nemmeno chi fossero i pubblici ministeri, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confronti’.

La Procura di Milano non ha voluto commentare l’iniziativa della ragazza. Analogo atteggiamento anche da parte degli avvocati di Berlusconi.

Scontro in diretta tra Angelino Alfano e Lucia Annunziata, la giornalista: ‘Siete impresentabili’

annunziata alfanoCliccatissimo sul web il video dello scontro in diretta tra Angelino Alfano e Lucia Annunziata durante la trasmissione di ieri su Raitre ‘In mezz’ora’. Alfano rivendica ai moderati la prossima nomina del Presidente della Repubblica chiedendosi retoricamente perché ‘il centrodestra non possa avere il Capo dello stato’. ‘Perché siete impresentabili’, ha replicato seccamente la giornalista. ‘Come si permette di definirci impresentabili? – è stata la reazione stizzita di Alfano – lei dice una cosa pesante ma soprattutto ingiusta. Non ha rispetto per milioni di cittadini italiani che hanno votato il centrodestra‘.

La giornalista ha citato la manifestazione del Pdl di fronte al palazzo di Giustizia di Milano, ma Alfano ha replicato: ‘Lasciateci manifestare. Abbiamo fatto un’azione pubblica intonando l’inno d’Italia. Quelli che lavorano la’ dentro pronunciano sentenze in nome del popolo italiano’. Alla fine la giornalista si è scusata per il ‘giudizio molto franco’, ma ha ribadito di confermare ‘la mia opinione in merito’ ma ‘ognuno deve prendersi le proprie responsabilità’, ha insitito la Annunziata. ‘E io confermo che avete disprezzo per il popolo italiano – ha risposto Alfano – insultando chi li rappresenta avete insultato milioni di italiani’.

Furibondi i parlamentari del centrodestra. ‘Siamo indignati per gli insulti di Lucia Annunziata che con le sue parole ha offeso milioni di elettori del Pdl’. Lo dichiara il senatore Pdl Maurizio Gasparri. ‘Bene ha fatto il nostro segretario Alfano a difendere con determinazione le posizioni del Pdl in difesa della giustizia e della democrazia – aggiunge – quanto alla Annunziata, si è resa protagonista di una pessima pagina di giornalismo. Non solo l’Ordine professionale, ma anche i vertici del Servizio pubblico dovrebbero intervenire per stigmatizzarne l’atteggiamento’. ‘Alfano ha difeso con orgoglio la dignità dei parlamentari che fino a prova contraria sono liberi di manifestare cosi come tutti gli altri cittadini, a maggior ragione se si tratta di diritti di libertàe per contrastare una indegna manovra liberticida contro Berlusconi‘. E’ quanto si legge in una nota di Fabrizio Cicchitto. Il parlamentare Pdl aggiunge che ‘ci dispiace davvero che Lucia Annunziata, oltre ad essere una ottima giornalista, non dimentichi mai di essere anche una militante politica’.

‘Mi dispiace molto per l’episodio della trasmissione ‘In 1/2 ora‘. Fatte salve tutte le opinioni, nei programmi Rai nessuno deve sentirsi insultato o ospite sgradito. Anche a nome della Presidente Tarantola esprimo rammarico per quanto accaduto’. Lo dichiara il direttore generale Rai, Luigi Gubitosi. ‘Sono cose che non dovrebbero accadere – afferma inoltre il dg – a nessun conduttore e stupisce che sia successo ad una giornalista esperta come Lucia Annunziata’. L’episodio dovrebbe essere oggetto nel tardo pomeriggio di un confronto in conference call tra Gubitosi, la giornalista e il direttore di Rai3, Andrea Vianello.

Ruby: si a legittimo impedimento per Silvio Berlusconi, processo rinviato al 25 marzo

Ilda BoccassiniI giudici del tribunale di Milano hanno accolto il legittimo impedimento avanzato da Silvio Berlusconi, imputato al processo sul caso Ruby e hanno invece respinto quello avanzato dai difensori, la cui assenza è stata ritenuta ingiustificata. Il processo è stato aggiornato al prossimo 25 marzo,cancellate udienze 20-21 marzo.

La richiesta di rinviare il processo sul caso Ruby da parte di Silvio Berlusconi e della sua difesa e quindi bloccare ancora una volta la requisitoria ‘in un altro Paese sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui’. L’aveva detto Ilda Boccassini chiedendo di respingere le istanze di legittimo impedimento.

In apertura dell’udienza, il sostituto processuale di Longo e Ghedini, l’avvocato Alessandra Merenda, si è richiamata all’istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa dell’ex premier nella cancelleria del Tribunale già sabato scorso nella quale si fa riferimento al fatto che Longo, Ghedini e lo stesso Berlusconi sono impegnati a Roma nelle riunioni parlamentari per l’elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato.

Per Berlusconi, secondo Boccassini, questo ‘potrebbe essere un legittimo impedimento ma non è assoluto’, mentre per quanto riguarda l’assenza degli avvocati Longo e Ghedini e dei loro sostituti processuali, gli avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci che hanno seguito molte udienze del processo, ‘pur essendoci un calendario fissato da mesi, si consente solo in questo processo, con imputato Silvio Berlusconi, che si possa dire che Perroni e Dinacci sono altrimenti impegnati’, senza circostanziare meglio la loro assenza. I giudici si sono riuniti in Camera di Consiglio per decidere se accogliere i legittimi impedimenti oppure, come chiesto dalla Boccassini, di consentire alla Procura di concludere la requisitoria con la richiesta di pena per Silvio Berlusconi già saltata per tre volte a causa dell’uveite e delle complicazioni di Berlusconi.

Berlusconi: ‘magistratura irresponsabile’, Pd ‘ sì in caso di richiesta di arresto’

silvio-berlusconi-bettino-craxi‘I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile’. Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista a Panorama.

I poteri dello Stato e ‘in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro’. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino.

Silvio Berlusconi al momento si trova ancora ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. I suoi medici stanno valutando le sue condizioni per capire se dimetterlo o meno.

Il presidente della Repubblica ‘ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che la rappresentano’. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti riferendosi ai contenuti dell’incontro di ieri con il Capo dello Stato. E ancora: ‘Il Csm riafferma il proprio ruolo di garante dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura’.  Sono ‘gravi’ le ‘vicende accadute’, ma ‘per senso di responsabilità, accogliendo l’invito del suo presidente, il Csm evita qualunque commento’. Lo ha sottolineato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, in apertura del Plenum, in merito alla vicenda della manifestazione del Pdl al Tribunale di Milano. Il testo che ha letto Vietti è stato oggetto di un confronto tra tutti i gruppi presenti al Csm prima dell’apertura del plenum. Il vicepresidente del Csm ha esordito richiamando alcune dichiarazioni di ieri del capo dello Stato, il quale – ha ricordato – ‘ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto l’altro ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano’.

Vietti ha poi richiamato l’incontro di ieri tra il capo dello Stato e il comitato di presidenza del Csm e ‘l’ampio scambio di vedute’ che c’è stato. Infine, ha ricordato il passaggio in cui il capo dello Stato ‘ha indicato nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica, da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta’. Dopo l’intervento di Vietti non c’è stato alcun dibattito al Csm. D’altra parte i laici del Pdl avevano già fatto sapere che, in caso contrario, sarebbero usciti dall’aula Bachelet.

‘Se gli atti fossero fondati, voteremmo per il sì’. Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un’eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. ‘Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti’, conclude.

‘Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola ‘visita fiscale‘. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere’. Così parla Silvio Berlusconi a Panorama. ‘Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula – continua Berlusconi nell’intervista – prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: ‘Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’.

‘I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura – continua – , che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile’. ‘Corre voce – sostiene ancora Berlusconi – che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2‘. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra’.

E a proposito di Napoli e della richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori (analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, la corruzione il reato ipotizzato).

Anche le ultime accuse arrivate da Napoli sono secondo l’ex premier una macchinazione. ‘De Gregorio - sostiene – aveva preannunciato questo suo comportamento con più visite a nostri parlamentari. Aveva detto di essere in grave difficoltà, di avere assoluto bisogno di 10 milioni di euro, in parte per pagare dei debiti ed evitare la bancarotta e in parte per recarsi in un altro paese e ricostruirsi una nuova vita e per evitare il carcere alla moglie’.

‘Alle risposte necessariamente negative dei nostri rappresentanti – aggiunge – se ne era andato sbattendo la porta e minacciando di raccontare ai pm, che insistevano in questa direzione, quelle menzogne che poi in effetti ha raccontato davvero per scampare alla prigione. Mi chiedo perché, pur sapendo già la risposta, i pm anziché chiedere il giudizio immediato non abbiano fatto le opportune investigazioni che avrebbero dimostrato fin da subito l’assurdità delle dichiarazioni di De Gregorio’.

Napolitano: ‘rammaricato, l’indipendenza della magistratura non può essere messa in discussione’

napolitano (1)Dopo la ‘marcia’ degli eletti del Pdl e la successiva ‘occupazione’ simbolica del tribunale di Milano, mentre era in corso il processo Ruby, il segretario Angelino Alfano, in compagnia dei capigruppo uscenti di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, è salito oggi al Colle da Giorgio Napolitano. Al centro dell’incontro la vicenda giudiziaria che riguarda il Cavaliere e l’ipotesi ‘Aventino‘, ossia di chiamare fuori il partito dall’attività istituzionale.

‘Sono rammaricato per la manifestazione senza precedenti del Pdl all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano- spiega il Capo dello Stato in una nota diffusa dal Quirinale alla fine dell’incontro – ma non posso interferire con il potere giudiziario’. ‘L’indipendenza della magistratura non può essere messa in discussione‘, continua Napolitano, che fa appello a un ‘comune e generale senso di responsabilità’ e auspica un ‘immediato cambiamento di clima’.

L’azione dimostrativa dei parlamentari pidiellini è presa di mira anche da Beppe Grillo, che in un lungo post sul suo blog critica Berlusconi e i suoi mentre esprime la propria solidarietà per i magistrati di Milano. Vito Crimi, capogruppo ‘designato’ al Senato, ha ribadito anche oggi che il Movimento cinque stelle dirà sì in Parlamento all’arresto del Cavaliere e alla sua ineleggibilità.

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti per il 2009 (Photo credit: Wikipedia)

‘Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle istituzioni repubblicane che il Pdl ha sempre rispettato’. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, durante la riunione dei parlamentari del partito svoltasi ieri mattina a Milano. Alfano ha detto che il partito sta anche riflettendo sull’opportunità che questa eventuale scelta venga riferita nell’incontro di oggi anche al presidente della Repubblica.

La proposta di un ‘Aventino‘ di centrodestra (il riferimento è al 1924, quando dopo il delitto Matteotti i parlamentari antifascisti decisero di astenersi dai lavori parlamentari, riunendosi sul colle romano) è stata accolta con un applauso, anche se alcuni ‘big’ come l’ex ministro Maurizio Sacconi si sono dissociati. ‘Sono contrario ad abbandonare il Parlamento – ha scritto su Twitter – perché lì si difende la democrazia’.

I parlamentari Pdl, circa 150 secondo fonti del partito, hanno poi raggiunto in corteo il Palazzo di giustizia, sono entrati e si sono fermati simbolicamente davanti all’aula dove si svolge il processo Ruby. Parlando ai giornalisti, Alfano ha affermato: ‘Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, è il Presidente della Repubblica e del Csm. A Napolitano affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica’.

‘Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano’. Lo si legge in una nota diffusa dal Quirinale al termine dell’incontro avuto da Giorgio Napolitano con la delegazione del Pdl guidata da Angelino Alfano.

‘Il Capo dello Stato, nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione la libertà di espressione di ogni dissenso‚ l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare’ è scritto ancora nella nota.

Napolitano ha anche invitato il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ad un incontro che si terrà alle 18 nel suo studio al Quirinale.

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