Palermo: morto il bambino di 7 anni ferito dal padre poliziotto, suicida

Palermo spara al figlio di sette anni e si toglie la vitaÈ morto il bambino di 7 anni ferito venerdì nella casa di Misilmeri, con un colpo di pistola, dal padre poliziotto che poi si è suicidato. Il piccolo era stato operato dai medici dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civico di Palermo e nella notte tra venerdì e sabato era stata dichiarata la morte cerebrale. Il bambino, con gravi ferite alla testa, venerdì era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ma i medici avevano già precisato che ‘Se il bambino dovesse sopravvivere avrebbe conseguenze neurologiche molto pesanti’. La madre deciderà sabato pomeriggio sull’eventuale donazione di organi.

Il poliziotto si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni nel paese in provincia di Palermo. Era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione antirapine. La tragedia è avvenuta all’alba di venerdì. Secondo le prime ricostruzioni dei colleghi (che indagano sulla vicenda), Irrera intorno alle 6.30 sarebbe entrato nella stanza in cui dormiva il piccolo e impugnata la pistola d’ordinanza ha fatto fuoco. Poi con la stessa arma si è tolto la vita, sparandosi ad una tempia. La moglie è stata la prima ad accorrere svegliata dai colpi di pistola. La donna si è precipitata nella camera del bambino trovando il marito morto e il piccolo ferito nel letto. Secondo questa prima ricostruzione il poliziotto avrebbe fatto fuoco sul figlio che dormiva e poi si è ucciso. L’altra figlia della coppia non era in casa perché ospite di una parente. La coppia e i due figli sarebbero dovuti andare a Milano per partecipare a una comunione.

INDAGINI - Secondo i primi accertamenti tempo fa l’uomo aveva avuto problemi gravi problemi economici. Giocava in borsa e aveva perso circa 60 mila euro. Tanto che dieci anni fa era stato costretto a vendere il suo appartamento e a trasferirsi dai genitori. Anche se ostentava serenità, pare che non ne fosse ancora venuto fuori. La causa del gesto però, per gli amici e i familiari, è incomprensibile.

Molti parenti e colleghi di lavoro stentano a credere che l’agente possa aver deliberatamente sparato al figlio e avanzano anche l’ipotesi che possa essersi trattato di un tragico incidente. ‘Era una persona così equilibrata – continuano a ripetere – Non può averlo fatto. Il colpo sarà partito per sbaglio. Magari stava pulendo la pistola’. Chi aveva rapporti confidenziali assicura che anche i vecchi problemi economici erano stati superati.

‘È ancora prematuro fare delle considerazioni su quanto accaduto’, è il commento del Questore di Palermo, Nicola Zito. ‘Stiamo chiarendo la dinamica di quanto accaduto – aggiunge -. Si stanno conducendo gli accertamenti ed i nostri agenti sono sul posto della tragedia. Come primo provvedimento, in segno di lutto, ho annullato la conferenza stampa convocata per oggi in occasione del 161° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato‘. ‘Siamo vicini alla famiglia – conclude Zito. È un momento di lutto per la Polizia di Stato’.

(fonte Corsera)

About these ads

È morto Ermanno Masini, la terza vittima di Kabobo

kabobo2È morto alle 7,30 di martedì Ermanno Masini, 64 anni, il pensionato originario di Lama Mocogno, provincia di Modena, preso a picconate sabato dalla furia di un immigrato ghanese irregolare 31enne per le strade di Milano. Masini era ricoverato al Policlinico di Milano in stato di coma a causa delle lesioni riportate nell’aggressione avvenuta all’alba nella periferia nord del capoluogo lombardo. L’uomo, ricoverato nel reparto di neurorianimazione, era stato operato due giorni fa. Inizialmente sembrava che le sue condizioni fossero in via di miglioramento; poi è sopraggiunta un’infezione e il quadro è nuovamente peggiorato: le ferite alla testa erano troppo gravi e l’uomo non ce l’ha fatta. In ospedale Masini, che era vedovo, era assistito dal figlio.

 Kabobo era sceso per strada sabato mattina con un piccone, nel quartiere Niguarda, seminando il terrore per un’ora, tra le 5.40 e le 6.35, rincorrendo i passanti e colpendo cinque persone. Il ferimento di Masini era avvenuto poco dopo le 6,20 quando Kabobo aveva già aggredito due persone e tentato di aggredirne un’altra. L’aggressione di Masini è stata la prima delle tre più violente che hanno portato alla morte immediata di Alessandro Carolè, 40 anni, disoccupato, aggredito davanti a un bar-gelateria. Ieri non ce l’ha fatta neanche Daniele Carella, 21 anni, colpito alle spalle mentre scaricava giornali assieme a suo papà. I genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi ‘in favore della vita che continua’. Gli atri due feriti sono Francesco Niro, un operaio di 50 anni ferito alla testa, che è stato dimesso dall’ospedale domenica, e Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio. L’aggressore è stato arrestato. Il gip ha convalidato il fermo. Mada Kabobo ha detto di ‘sentire voci cattive’.

Il signor Masini, originario della provincia di Modena, da pensionato provvedeva, come un volontario amministratore di condominio, alla quotidianità del suo palazzo, al civico 11 di via Monte Grivola. Perché credeva fosse uno spreco buttar via il tempo al bar o a bighellonare nel quartiere. Sicché il signor Masini, puntuale, ordinato, diligente, ritirava la corrispondenza, affiggeva annunci vari, curava che i rifiuti fossero messi al posto giusto, infine controllava eventuali sospetti e pericoli. Ma di Kabobo non s’era accorto.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha indetto lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime.

Su Twitter: Kabobo

(fonte Corsera)

Picconate in strada a Milano: muore il ragazzo di 21 anni, è la seconda vittima

Adam Kabobo cerchio_combo1Nonostante due interventi chirurgici durante i quali i medici hanno cercato di ridurre i danni, gravissimi, dell’aggressione subita a colpi di piccone alla testa, Daniele Carella, 20 anni, per il quale è stata dichiarata la morte cerebrale dai medici del Niguarda. Carella non è l’unico ad essere caduto sotto i colpi del piccone di Mada Kabobo, ghanese 31enne, senza fissa dimora. Le altre due vittime sono: Alessandro Carolè, 40 anni, morto sul colpo e Ermanno Masini, 64 anni, gravissimo al Policlinico.

Per due giorni la madre, il padre, il fratello e gli amici hanno sperato invano che le gravissime ferite inferte con un piccone da Mada Kabobo potessero essere in qualche modo curate.  Al momento in cui il Ghanese lo ha colpito, Daniele si trovava proprio assieme al padre Savino. Erano assieme in via Monterotondo e stavano consegnando giornali nelle portinerie dei palazzi.

Quella del giovane è stata l’ultima delle folli aggressioni messe in atto da Kabobo. Quando Daniele è stato colpito a picconate erano le 6.30, e un passante aveva da due minuti avvisato i carabinieri, che sono arrivati dopo pochi minuti, quando però il giovane era già stato colpito. Il sindaco Giuliano Pisapia aveva fatto visita a Carella e ai suoi famigliari, dopo aver incontrato la gente del quartiere sotto shock.

Intanto è stato convalidato dal gip del Tribunale di Milano Andrea Ghinetti l’arresto del 31enne ghanese Mada Kabobo, l’uomo che sabato mattina ha ucciso due persone e ne ha ferite altre tre a picconate nel quartiere di Niguarda. L’immigrato ha risposto alle domande degli inquirenti per circa un’ora e mezza assistito dal suo legale Matteo Parravicini.

Kabobo è stato interrogato nel carcere di San Vittore dove è rinchiuso da sabato mattina. Dopo il lungo silenzio davanti ai carabinieri il giorno dell’arresto, Kabobo ha invece chiarito alcuni punti ancora incerti nella dinamica di quanto accaduto davanti agli inquirenti. Durante l’interrogatorio era calmo e lucido.

Mada Kabobo, originario del Ghana, era a Milano almeno dal 20 aprile 2013 quando viene controllato in viale Monza dai carabinieri. Sbarcato in Italia Kabobo aveva presentato richiesta di asilo politico nel 2001, status che gli era stato negato in prima battuta. Ma l’immigrato aveva presentato ricorso, sul quale i giudici non si sono ancora pronunciati e per questo, a causa del procedimento pendente, pur essendo irregolare non poteva essere espulso. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i suoi ultimi giorni a Milano. Sembra che Kabobo abbia trascorso la notte prima del delitto, avvenuto all’alba di sabato scorso, dormendo nei ruderi di villa Trotti, un edificio abbandonato proprio al centro del quartiere Niguarda dove si sono verificate le sei aggressioni a colpi di spranga e piccone.

Il 31enne ha recuperato prima una spranga dai dissuasori di parcheggio di un vicino supermercato con la quale ha colpito le prime vittime. Andrea Carfora, 24 anni, dipendente di un supermercato, che stava tornando a casa dopo il lavoro intorno alle 5 di sabato mattina (per lui solo una contusione). Dieci minuti dopo in via Passerini ha colpito alla testa Francesco Niro, operaio di 50 anni, proprio di fronte a una scuola elementare. Poi, nel cantiere della villa abbandonata, Kabobo ha trovato un piccone e l’ha usato per minacciare un imbianchino di 56 anni in via Monte Grivola. L’uomo è riuscito a fuggire incolume. Alle 6.15 il ghanese ha aggredito nei giardini di via Adriatico il 64enne Ermanno Masini. Lo ha massacrato a picconate e l’uomo è ricoverato al Policlinico in condizioni disperate. Poi alle 6,25 è sceso verso piazza Belloveso dove ai tavolini del bar Delrosso ha colpito e ucciso il 40enne Alessandro Carolé. Solo in quel momento è stato dato l’allarme ai carabinieri. Infine, cinque minuti dopo, l’ultima aggressione in via Monterotondo dove Kabobo si è accanito su Daniele Carella, 21 anni, che stava consegnando i giornali insieme al padre. Il giovane dopo due giorni di lotta per sopravvivere nel reparto di Neurorianimazione del Niguarda è stato dichiarato clinicamente morto lunedì mattina intorno alle 10.40. L’immigrato è stato bloccato e arrestato da due pattuglie dei carabinieri alle 6.37 in via Racconigi, a circa 200 metri dall’luogo dell’ultima aggressione.

Milano: armato di piccone colpisce cinque persone e ne uccide una

TRE PASSANTI AGGREDITI A PICCONATE A MILANO, UNO E' MORTOÈ sceso in strada con un piccone e ha cominciato a brandirlo rincorrendo i passanti. Cinque persone sono state colpite. Un uomo di 40 anni è morto per le ferite riportate. È successo a Milano, nel quartiere Niguarda, tra le 5.45 e le 6.35 di sabato mattina. I feriti sono stati soccorsi e ricoverati tra il Niguarda e l’istituto clinico Città studi, dove una delle vittime è spirata nonostante le cure immediate. Ad alcune delle vittime l’aggressore avrebbe preso portafogli e telefoni cellulari.

Quando è stato fermato dai carabinieri Mada Kabobo, 31 anni, aveva ancora in mano il piccone insanguinato: l’aggressore è un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all’espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano. I precedenti penali a suo carico sono per rapina, furto, resistenza. Appena portato in caserma era molto agitato e si rifiutava di farsi prendere le impronte. Ai carabinieri che lo interrogavano ha detto solo di avere fame prima di chiudersi di nuovo nel silenzio.

Le aggressioni iniziano alle 5.45 in via Monte Grivola. Viene colpito al braccio A.C., un giovane di 24 anni dipendente in un supermercato, appena sceso da un autobus. Il ragazzo è stato ferito leggermente ed è stato dimesso. Dopo un quarto d’ora, in via Passerini, viene ferito alla testa F.N., un operaio di 50 anni. L’uomo è ricoverato all’ospedale Niguarda in condizioni piuttosto gravi.

 L’aggressore si sposta quindi in via Adriatico dove affronta un pensionato di 64 anni che era a spasso con il cane. Lo colpisce in mezzo a un vialetto di un parco giochi per bambini con violenza alla testa. Sul posto sono ancora ben visibili molte macchie di sangue.

Una nuova aggressione poco lontano, in piazza Belloveso, vicino all’ingresso di un bar gelateria che a quell’ora aveva appena aperto. L’immigrato si è scagliato tra i tavolini e ha colpito un uomo di 40 anni, abitante nel quartiere e che era sceso al bar perché non riusciva a dormire. I proprietari del locale, presi dal panico, hanno abbassato la saracinesca e si sono asserragliati all’interno. Quando hanno riaperto hanno trovato il corpo a terra del loro cliente colpito più volte alla testa.

 Nel frattempo l’uomo giunge in via Monte Rotondo dove ha colpito con estrema violenza alla testa un ragazzo di 21 anni che stava rientrando a casa dopo aver accompagnato il padre. Erano impiegati entrambi nella consegna dei giornali. Altri passanti hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l’hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. Il giovane è in fin di vita.

(fonte Corsera)

Processo Mediaset: Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale. Assolto Confalonieri

Italy's former prime minister Silvio Berlusconi attends a session at the Senate in RomeLa Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. Se la sentenza verrà confermata anche in Cassazione, Berlusconi dovrà scontare quattro anni di reclusione (tre dei quali condonati dall’indulto) e decadrà dalla carica di senatore a causa dell‘interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. L’ex premier è stato interdetto per tre anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione ed è stato condannato al pagamento di 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all’Agenzia delle Entrate.

La corte ha confermato anche tutte le altre condanne e le assoluzioni. Oltre a Berlusconi, sono stati condannati gli ex manager di Mediaset Daniele Lorenzano (tre anni e otto mesi), Gabriella Galetto (un anno e due mesi), il produttore Frank Agrama (tre anni). Assolti Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, Marco Colombo e Giorgio Dal Negro.

‘È una sentenza scontata – ha commentato l’avvocato Niccolò Ghedini -. Non hanno tenuto conto della Corte Costituzionale, della Cassazione né di niente’. Termina cosi un processo che nelle sue diverse udienze è stato un campo di battaglia tra richieste di legittimi impedimenti accolti e negati, richieste di sospensione respinte (l’ultima proprio ieri), ricusazioni anch’esse rigettate. La difesa di Berlusconi le ha tentate tutte ma alla fine ha dovuto arrendersi e incassare un verdetto pesante che segna, forse, uno spartiacque nella lunga storia processuale del leader del Pdl.

Ma non è finita qui, perché lunedì si riprende con il processo Ruby, nel quale Berlusconi è accusato di concussione e di prostituzione minorile. Salvo legittimi impedimenti o altri colpi di scena, lunedì dovrebbe concludersi la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Poi nelle prossime udienze toccherà alla difesa, con le arringhe di Niccolò Ghedini e Piero Longo. E infine il verdetto.

Expo 2015: Letta firma il decreto per la manifestazione

expo-2015-letta-sala-maroni-pisapia-ansa-258‘Il successo di Expo 2015 rappresenta una priorità del Governo. E’ una scelta che il Paese sostiene’. Lo ha detto il premier Enrico Letta, firmando a Milano il decreto per la manifestazione.

 ’La fortuna – ha aggiunto Letta - è che c’è una scadenza. Per noi italiani è sempre meglio quando c’è una scadenza rispetto a quando non c’è’.

‘Sul tema dei controlli nessuno possa pensare di fare il furbo’ e l’impegno del governo ‘contro le attività illecite e illegali sarà totale’, ha detto il premier.

‘Il rapporto con la Cina sarà una delle chiavi del successo dell’Expo di Milano’, ha sottolineato Enrico Letta.

‘I sogni ci vogliono. Se pensiamo di essere qui a fare delle cose senza follia visionaria … I sogni servono anche alla politica arida dei numeri’, ha detto il Presidente del Consiglio Enrico Letta, rispondendo a quanti sulla stampa internazionale definiscono oggi ‘un libro dei sogni’ i suoi progetti di riforme economiche. ‘Si può fare crescita senza indebitarsi’, ha spiegato Letta, ‘fare debiti non vuol dire fare crescita. Certo, non ho mai detto che sia facile’.

Prodi? Ovviamente sì. Coinvolgerò tutti gli ex presidenti del Consiglio e tutti coloro che hanno avuto un ruolo in questi anni’: così il premier Enrico Letta, durante la conferenza stampa per l’Expo, replica a chi gli chiede se Prodi sarà coinvolto nei prossimi mesi.

Giuseppe Sala commissario unico
L’amministratore delegato di Expo Spa, Giuseppe Sala, è stato nominato commissario unico di Expo 2015 dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. E’ quanto ha annunciato lo stesso premier al termine di un incontro avvenuto a Milano con tre ministri e i rappresentanti delle istituzioni lombarde che gestiscono l’esposizione universale.

Bloccata a Milano busta sospetta indirizzata a Berlusconi: dentro, forse, polvere e proiettili

silvio-berlusconi-4_670820cUna lettera contenente oggetti simili a proiettili e destinata a Silvio Berlusconi è stata intercettata a Milano, al centro smistamento poste in via Cristina Belgioioso.

La lettera è stata bloccata questo pomeriggio dagli addetti allo smistamento, che dopo il passaggio ai raggi x hanno avvertito la polizia come da protocollo. Solo dopo l’apertura sarà possibile accertare se gli oggetti all’interno sono realmente proiettili e se è presente qualche rivendicazione o motivazione del gesto.

Oltre ai possibili proiettili ci sarebbe anche della polvere all’interno della busta bloccata a Milano al centro smistamento posta. A dirlo è la Questura, che per questo ha inviato in via Cristina Belgioioso il nucleo Nbcr (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) dei vigili del fuoco.

Sulla missiva è riportato il nome del Cavalier Silvio Berlusconi e l’indirizzo della villa di Arcore: non è indicato alcun mittente.

Festa di Liberazione: la presidente della Camera, Laura Boldrini in corteo a Milano

Boldrini Milano festa di Liberazione

Avanza una richiesta forte: ‘L’abolizione del segreto di Stato per tutte le stragi di mafie e terrorismo. In un Paese civile verità e giustizia non si possono barattare’. E replica a Beppe Grillo, che in mattinata aveva definito ‘morta’ la festa di Liberazione. ‘Gli scettici vangano qui, a Milano: la festa è viva ed è la festa di tutti gli italiani liberi’. Con questi due passaggi la presidente della Camera Laura Boldrini segna con un tratto politico forte le celebrazioni del 25 aprile tenutesi a Milano.

Il corteo parte poco dopo le 14. Laura Boldrini sfila per qualche metro dietro lo striscione dell’Anpi e canta ‘Bella ciao‘ con gli ex partigiani. ‘L’Italia non può perdere la speranza, ce la deve fare’, dice la presidente parlando con i giornalisti e continuando a salutare la folla che invoca il suo nome e l’applaude incessantemente. E a chi le domanda se sia in imbarazzo per la decisione di Sel di andare all’opposizione, risponde orgogliosa: ‘Io rappresento tutta la Camera‘.

Sfilano nel corteo anche il leader di Sel Nichi Vendola e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, anche loro applauditi e incoraggiati. ‘Finché dei nostalgici continueranno a festeggiare il compleanno di Hitler – dice Vendola – e finché in Europa ci sarà gente che investe sull’intolleranza, noi dobbiamo continuare a celebrare il 25 aprile‘. Poi Vendola ribadisce il suo giudizio sferzante sul governo di larghe intese: ‘E’ come se i fascisti avessero fatto parte del Cnl‘.

Si arriva finalmente in una piazza Duomo non gremita, anche perché la coda del corteo, quella con gli esponenti dei centri sociali, giunge quando tutto è finito. Boldrini, Vendola e Pisapia salgono sul palco, dove a sorpresa c’è anche la capogruppo del M5S in Regione Lombardia, Silvana Carcano. ‘Voi continuate a dare retta a quello che dice Grillo e non a quello che facciamo noi’, risponde a chi le fa notare quanto strida la sua presenza con le dichiarazioni del leader del movimento. Ma alla fine i pentastellati scenderanno dal palco in polemica con Boldrini: ‘Non è stata super partes, la festa è di tutti i cittadini italiani’.

La presidente della Camera comincia infatti il suo discorso proprio rispondendo implicitamente a Grillo: ‘Stamattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui, gli scettici. La festa è viva’. E un’altra risposta implicita, questa volta alla grillina Roberta Lombardi e a un suo vecchio post, arriva sulla natura del fascismo: ci sono ‘esponenti politici – dice Boldrini – che distinguono tra il fascismo buono, modernizzatore e col senso dello Stato, e un fascismo cattivo, quello della guerra e delle leggi razziali.

Sono idee sbagliate e bisogna dirlo con forza. Non è mai esistito un fascismo buono, è stato un regime illegittimo, nato con lo squadrismo e l’assassinio politico e continuato con la manipolazione dell’informazione‘. Ma grazie al sacrificio di ‘tanti giovani’, ricorda la presidente, ci siamo liberati anche dai ‘valori’ sbagliati del fascismo, ‘dalla celebrazione della divinità, dal maschilismo e dalla riduzione della donna a madre e sposa’.

Però, esorta Laura Boldrini, ‘non bisogna abbassare la guardia’, di fronte ai ‘gruppi neofascisti che pullulano sui siti internet’ e di fronte ai ‘populismi autoritari‘ che emergono in Europa. Uno degli ultimi pensieri è per i parenti delle vittime delle stragi di mafia e di terrorismo, per le quali chiede l’abolizione del segreto di Stato: ‘Abbracciamo il loro dolore – conclude – come se fosse il nostro’.

E’ morto Angelo Rovati, ex consigliere economico di Prodi

Rovati_ProdiAngelo Rovati, ex consigliere economico di Romano Prodi durante il suo governo, è morto stasera a Milano a 67 anni. Era malato da tempo. L’annuncio viene da Gianfranco Rotondi, suo amico.

Nato a Monza, è stato un giocatore di pallacanestro negli anni 60 e 70, prima con l’Oransoda Cantù poi con la Fortitudo Bologna, quindi con la Reyer Venezia, per poi diventare dirigente sportivo e presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A per due anni. Era sposato in seconde nozze con la stilista Chiara Boni. È stato presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A dal 1996 al 1998. Alla fine della sua carriera sportiva, Rovati si è occupato, in veste di imprenditore, di montaggi industriali e catering, ma ha mantenuto alcuni ruoli dirigenziali nel mondo del basket, come presidente della Virtus Roma tra il 1992 e il 1994. Nel 1996 inizia la sua collaborazione pubblica con Romano Prodi, sostenendolo durante la campagna elettorale. Nel 2006 diventa consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri, incarico che lascia dopo le polemiche legate al suo presunto progetto di riassetto di Telecom Italia, consegnato in modo privato a Marco Tronchetti Provera.

Dopo aver partecipato alla ricostituzione della rinata Dc che faceva capo a Giuseppe Pizza, ne uscì quando il partito confluì nel Pdl per poi diventare, nel 2007, uno dei 45 membri del comitato nazionale di promozione del Partito Democratico.

‘In un giorno caotico – vorrei salutare Angelo Rovati noto come l’amico di Prodi a me carissimo in quanto immenso, onesto, coerente democratico cristiano’, scrive Rotondi in una nota. ‘La sua scomparsa mi addolora profondamente e non è luogo comune dire che  mi mancherà e tanto’.

Abuso d’ufficio e falso: condannato a 3 anni l’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata

cammarata skipperL’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata è stato condannato a 3 anni di reclusione dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, in relazione alle accuse di abuso d’ufficio e falso per avere utilizzato un dipendente della società comunale Gesip come proprio skipper personale. Il pm Laura Vaccaro aveva chiesto 4 anni. Tre anni (sei mesi in meno rispetto alla richiesta) anche per Franco Alioto, il giardiniere della Gesip che non sarebbe andato a lavorare nella sua sede ordinaria, nel Parco della Favorita, ma sarebbe stato frequentemente al porticciolo dell’Acquasanta, nella barca dei figli di Cammarata. Stabilito un risarcimento di 50.000 euro a favore del Comune.

La corte ha inflitto anche una multa di 1.200 euro. Cammarata e Alioto sono stati interdetti per cinque anni dai pubblici uffici. Riconosciuto il risarcimento anche alla Gesip, la società di servizi del Comune presso cui prestava servizio il lavoratore: 20mila come provvisionale, con danno ancora da quantificare in sede civile. Per il Comune definitivamente liquidati 50 mila euro. Per la stessa vicenda, il 24 maggio 2011, era stato condannato, col rito abbreviato, a due anni, l’ex direttore della società mista Giacomo Palazzolo.

Blog at WordPress.com.
Theme: Esquire by Matthew Buchanan.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.