Liste clone e deposito dei contrassegni, iniziano le polemiche

liste_simboli_partiti_viminale1-300x187E’ iniziato ieri mattina il deposito dei contrassegni per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimo e si registrano le prime polemiche.

I contrassegni, con l’indicazione delle eventuali coalizioni, vanno depositati entro domenica pomeriggio corredati dei relativi programmi elettorali.

Le prime polemiche riguardano il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e la lista Con Monti per l’Italia.

Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo non è riuscito a essere il primo a presentare il proprio contrassegno. Battuto sul tempo da un ragazzo di trent’anni – uno del partito dei pirati stando a quanto raccontano i grillini – che ne ha portato uno identico negli uffici del Viminale. Il comico genovese va su tutte le furie, se la prende con ‘una burocrazia vergognosa che non può cancellare la democrazia’ e promette ‘azioni legali’ se domenica il Viminale non darà ragione al suo movimento.

Quello delle liste ‘civetta’ non è solo un problema di M5s. Tra i contrassegni presentati, c’è una lista clonata di Antonio Ingroia. Il terzo contrassegno elettorale presentato è costituito dalla lista civetta ‘Rivoluzione civile’ nella quale non compare il nome del magistrato candidato. Lista clonata anche per quella del premier uscente Mario Monti presentata da un omonimo del premier.

‘Mi chiamo Monti dalla nascita. Sono un Monti vero e la mia non è una lista civetta’, ha spiegato ai giornalisti Samuele Monti. ‘Non mi sono mai candidato alle politiche, è la prima volta. E a proposito della lista ‘Non l’ho presentata io ma un delegato’, risponde. Alla domanda quanto può valere in termini di voti la sua lista, Samuele Monti risponde: ‘Non lo so, vedremo’. Teme a questo punto un ricorso? ‘Ricorso per cosa? Mi chiamo Monti’.

Dopo una nottata di attesa, alle 8 in punto del mattino, i primi a tagliare il traguardo del ministero dell’Interno sono stati gli esponenti del Maie, il Movimento associativo italiani all’estero. Ma la sorpresa arriva al secondo posto, quando viene depositato il simbolo di un Movimento 5 stelle ma che però non è quello fondato da Beppe Grillo, pur avendo una veste grafica molto somigliante. Il simbolo vero del movimento del comico genovese viene depositato solo dopo, al sesto posto. ‘Come è possibile? chi c’è dietro?’, scrive Grillo sul suo blog, mettendo a confronto i due simboli presentati. Stessa sorte al simbolo della ‘Rivoluzione civile’ di Antonio Ingroia, praticamente identico a quello dell’ex procuratore di Palermo ma senza il suo nome al centro. Al settimo posto arriva anche la lista Monti, ma, a sorpresa, non si tratta della compagine del premier bensì della lista ‘Per l’Europa Monti presidente’, guidata da Samuele Monti, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo. La lista del capo del governo arriva al nono posto, ‘Scelta civica con Monti per l’Italia’.

Come accade per ogni tornata elettorale la giungla di simboli è variopinta e fantasiosa: tre liste dei movimenti Pirati, la lista Pane Pace Lavoro, Fermiamo le banche e le tasse, Movimento europeo rinascita sarda, Sacro Romano Impero, la lista Internettiana. E ancora quella del ‘Movimento poeti d’azione’, il Movimento italiano per i disabili e i meno abbienti e perfino il simbolo della lista ‘Io non voto’. Alcune piccole liste si liste si presenteranno in coalizione: ‘Partito dei Cittadini’, ‘Lega Centro’, ‘Forza Roma‘, ‘Forza Lazio’, ‘Viva l’Italia’, ‘No Gerit Equitalia’, ‘Mondo Anziani’, ‘No alla chiusura degli ospedali’, e ‘Dimezziamo lo stipendio ai politici’ sono liste piccole, che nel 2013 hanno scelto di presentarsi in coalizione, dichiarando loro capo Ottavio Pasqualucci. Essendo coalizzati, se il Viminale ammetterà questi simboli sulle schede, i loro voti si sommeranno.

Nell’agone politico torna anche Cicciolina: Ilona Staller, 62 anni, ha presentato la lista ‘DNA Democrazia Natura Amore’, con il suo volto nel simbolo. Il programma prevede, tra l’altro, la riapertura delle ‘case chiuse’. E mentre in molti casi si lavora ancora alla stesura definitiva delle liste, spunta la candidatura alla Camera nelle fila dei Riformisti Italiani di Stefania Craxi e dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. La lista dovrebbe presentarsi collegata a quella del Pdl.

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E’ morto Riccardo Schicchi, il re del porno italiano. Aveva scoperto Cicciolina e Moana

Schicchi -Henger

E’ morto stasera Riccardo Schicchi all’ospedale Fatebenefratelli di Roma. Il fotografo, regista, e talent scout italiano attivo nel mondo della pornografia e dello spettacolo, era nato nel 1952, ed era malato da tempo.

Era considerato il ‘papà’ di Moana e Cicciolina, l’inizio della carriera di Riccardo Schicchi – morto oggi a Roma a causa di una grave forma di diabete – risale alla fine degli anni Settanta. Nato il 12 marzo 1952, Schicchi iniziò come fotografo, facendo anche reportage di guerra, ma l’incontro con Ilona Staller diede una svolta e si affermò col tempo come il più accreditato regista, imprenditore, produttore e talent scout italiano attivo nel mondo della pornografia.

Italiano: Simbolo del nuovo Partito dell'Amore...

Italiano: Simbolo del nuovo Partito dell’Amore del 1992, con il volto di Moana Pozzi. (Photo credit: Wikipedia)

Attratto dal mondo della sessualità, assieme alla disinibita modella ungherese dopo alcune esperienze radiofoniche (il primo film risale al 1979) fondò Diva Futura, agenzia per modelle e modelli dedicata al mondo dell’erotismo. Entrò anche in politica, nel Partito Radicale di Marco Pannella, lo stesso nelle cui fila, alle politiche del 1987, Ilona Staller fu eletta parlamentare. Poi nel 1990 fondò il Partito dell’Amore, un esperimento quasi parodia dei partiti politici tradizionali, ma non arrivò al quorum per la Camera. Risale al 1986, invece, la sua scoperta più ‘venerata’: Moana Pozzi, diretta in numerosi film. Sposato a lungo con Eva Henger, che nonostante la separazione gli è stata vicina fino all’ultimo, aveva due figli.

A causa della sua attività, ha avuto a carico anche dei procedimenti giudiziari: nel 2006 venne condannato in primo grado a 6 anni con l’accusa di associazione per delinquere, violazione della legge sull’immigrazione e sfruttamento della prostituzione. Fu coinvolto anche nello scandalo Vallettopoli: arrestato, venne poi scarcerato.

‘E’ stato come un padre per me. A Riccardo devo tutto. E’ un grave lutto per l’Italia e per il mondo della pornografia’, ha commentato Rocco Siffredi.

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