Letta toglie la delega alla Biancofiore. Non si occuperà di Pari Opportunità. Nel governo scoppia il caso Lorenzin

berlusconi-biancofiore-cane-puggy_225X349Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d’ora in poi si occuperà di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di Pari opportunità e sport.

La decisione è giunta dopo la lettura stamani di alcune interviste del neo sottosegretario. Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco. L’intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste ‘regole di ingaggio’ annunciate ieri dal premier. La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come ‘l’ultima chance’ per la sottosegretaria Biancofiore.

La (ex) sottosegretaria per le Pari opportunità oggi in varie interviste si era difesa dalle accuse delle associazioni gay. ‘Non sono omofoba. Mi piacerebbe – ha osservato Michaela Biancofiore – per una volta che anche i gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte’. ‘Nei miei confronti – ha detto tra l’altro Biancofiore parlando ad alcuni giornali – è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate’. ‘I gay sono discriminati? Se è per questo – ha risposto – sono più discriminate le donne. Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perché non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?’. ‘Al prossimo Gay Pride se mi invitano ci andrò, ma non mi metterò a ballare seminuda sui carri’. Per quanto riguarda le unioni omosessuali ha poi spiegato: ‘Alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo’, aggiungendo sulle unioni civili ‘non ho preclusioni’.

Positiva la reazione delle associazioni gay. Per Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: ‘Fa bene Enrico Letta a non assegnare la delega alle Pari Opportunità alla Biancofiore. L’esponente del Pdl non è certo la persona giusta per affrontare questioni che hanno bisogno di un confronto sereno. Attaccare le associazioni gay come ha fatto oggi la Biancofiore è segno di presunzione. Se c’è chi deve fare autocritica sul mancato avanzamento dei diritti civili in Italia questa è la politica, non certo i movimenti’. ‘Almeno la decenza è salva’ scrive su twitter il leader di Sel Nichi Vendola. ‘Come in passato -aggiunge- l’esponente Pdl Biancofiore anche oggi ha dato prova sulla stampa dei suoi pregiudizi e del suo disprezzo sul tema dei diritti delle persone’. Sempre su twitter Anna Paola Concia, omosessuale dichiarata ed ex deputata del Pd: ‘#Sottosegretari quella ignorante di #Biancofiore dice ‘non conosco il genere di appartenenza della Concia’. Le do una notizia: è come il suo.’

Intanto nel governo scoppia la grana Lorenzin. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda lancia accuse al neoministro della Sanità, colpevole di aver organizzato una riunione con il Pdl sulla sanità del Lazio: ‘Vorrei ricordare al ministro che lei sta al governo sostenuta da una maggioranza ben definita e non dal solo centrodestra. Ci sono regole dentro una coalizione di governo che vanno rispettate’, attacca Zanda. ‘Prima di incontrare i rappresentanti del suo partito, ignorando quelli delle altre forze politiche della maggioranza, avrebbe dovuto incontrare le istituzioni regionali che governano la sanità nel Lazio. Per questo trovo molto sgradevole la notizia dell’incontro del ministro Lorenzin con i parlamentari laziali del Pdl’. Il portavoce della Lorenzin ha smentito però la notizia dell’incontro: ‘Il ministro non ha tenuto alcun vertice con i parlamentari del Pdl e nessun vertice avente per oggetto la sanità nel Lazio’. Il caso però sembra tutt’altro che chiuso.

Su Twitter: Letta, #BiancofiorePari Opportunità

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Sicilia, M5S in rottura con Crocetta: ‘La rivoluzione è finita prima di cominciare’

Rosario Crocetta for president‘Anche in Sicilia ormai il modello è quello dell’inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare’. E’ l’analisi dei 15 deputati 5stelle dell’Assemblea regionale siciliana.

I 5stelle parlano di ‘rottura’ dopo avere elaborato ‘una serie di episodi’ avvenuti nelle ultime settimane. L’ultimo, in ordine di tempo, è accaduto ieri in Assemblea, dove la commissione Finanze, dice all’ANSA il deputato Salvatore Siragusa, ‘ha cestinato tutti i nostri emendamenti al bilancio, tra cui quelli sul reddito di dignità e il microcredito alle piccole e medie imprese’. ‘Non li hanno neppure guardati, nessun dibattito, presi e buttati’, aggiunge il parlamentare.

‘Da parte del governo c’è una chiusura totale nei nostri confronti – avverte il deputato – Avrebbe potuto cercare un compromesso, ma niente. Nessun rapporto e nessun dialogo. Stanno abbandonando il ‘modello Sicilia‘, se mai è esistito, in nome dell’inciucio col Pdl, in linea con quanto sta avvenendo a Roma‘. Il cambio di rotta del governo, sostiene Siragusa, ‘emerge da tanti altri indizi: dal voto sulla preferenza di genere ai sorrisi tra Crocetta e Berlusconi a Montecitorio, fino al linguaggio dispregiativo usato dal presidente della Regione nei nostri confronti in occasione del voto per il Capo dello Stato’.

Che la luna di miele sia finita si evince anche dal blog di Beppe Grillo che pubblica sulla homepage un articolo di ‘LinkSicilia’ che fa una analisi dei rapporti tra il Movimento e Crocetta. ‘E’ come se quel resoconto l’avessimo scritto noi – incalza Siragusa – Ci siamo confrontati all’interno del gruppo e ci siamo resi conto che il governo e la maggioranza hanno preso un’altra strada‘.

‘Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del Movimento 5 Stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me è sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive’. Così il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ribatte ai deputati regionali dell’M5S.

Direzione Pd: Bersani dimissionario ‘il partito non è nido del cuculo’

bersani_dimissioni_bis‘Confermo qui le mie dimissioni che saranno portate anche all’Assemblea nazionale’. Lo ha detto in Direzione del Pd il segretario Pier Luigi Bersani.

‘Ho annunciato le mie dimissioni dopo la bocciatura delle candidature di Marini e Prodi da parte dei franchi tiratori, molti dei nostri grandi elettori sono venuti meno a decisioni formali e collettive in un momento cruciale. Siamo stati su orlo di crisi gravissima e senza precedenti’.

“Si può dire che le elezioni le abbiamo vinte o no ma alla prima prova non abbiamo retto e se non rimuoviamo il problema rischiamo di non reggere nelle prossime settimane e mesi. Insieme a difetti di anarchismo e di feudalizzazione si e’ palesato un problema grave di perdita di autonomia. Non si pensi che quanto successo sia episodio, c’e’ qualcosa di strutturale’. E’ l’analisi di Pier Luigi Bersani in direzione, sulla crisi del Pd durante l’elezione del presidente della Repubblica.

‘Ci vuole una ragionata disponibilità ricercare tutti insieme una soluzione di governo mettendo a disposizione le nostre forze e risorse’. Così Pier Luigi Bersani indica, confermando le sue dimissioni, l’atteggiamento del Pd rispetto alla creazione del governo.

Un partito è tale se è retto ‘da un principio d’ordine‘ altrimenti diventa ‘un nido del cuculo‘. Lo ha detto Pier Luigi Bersani alla Direzione del Pd. Il principio d’ordine, ha spiegato Bersani, è ‘il principio di sovranità da dare alla comunità del partito’. Senza di questo il partito ‘è un autobus, un ascensore, un nido del cuculo’. ‘La metafora – ha aggiunto – ce l’ha data Gherardo Colombo. Entro in uno spazio per mettere in luce la mia soggettività’.

‘Io ci credo, ho fiducia nel Pd e dopo 4 anni qualche idea me la sono fatta, aspetto di poterne discutere liberamente, fraternamente in un confronto che non tocchi tanto la linea politica ma una profonda riforma del partito. Le mie dimissioni, sono convinto, sono utili al partito per guardare in faccia il problema senza occultarlo illusoriamente’. Così Pier Luigi Bersani, alla direzione del Pd, confermando le sue dimissioni.

‘Come si fa a dire che noi andiamo verso un presidenzialismo alla francese quando i nostri dirigenti non conoscono più la differenza tra dimensione politica, istituzionale e di governo? Dove pensate che andiamo cosi’? Verso il presidenzialismo alla francese? Vogliamo scherzare, no andiamo verso il Sud America‘. E’ lo sfogo di Pier Luigi Bersani contro lo ‘scivolamento’ del Pd ‘non verso un soggetto politico ma verso uno spazio politico’.

Il Pd ha approvato, con 7 voti contrari e 14 astenuti (tra cui Rosy Bindi) il documento con cui il Partito Democratico da’ ‘pieno’ sostegno al tentativo del presidente Giorgio Napolitano di dare vita a governo.

Serracchiani: ‘il partito mi spieghi il no a Prodi e Rodotà‘. Poi la interrompono e la Bindi: ‘Fatela parlare, ha vinto, ha preso 50mila voti in più della coalizione’. Franceschini: il segretario uscente paga colpe non sue, mancata generosità.

Grillo: ‘Le elezioni? Uno strumento usato per disinnescare il M5S’

beppe-grillo-imagereality‘Per disinnescare il M5S le Commissioni saranno istituite ottimisticamente a luglio PRIMA della chiusura per ferie. Poi, extrema ratio, per sicurezza, si potrebbero sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni senza aver avviato alcuna riforma.’ Così Beppe Grillo sul suo blog.

Mentre a Roma si discute di poltrone l’Italia brucia. Il balletto dei partiti per non decidere nulla e mantenere posizioni di privilegio e impunità decennali continua, imperterrito, senza vergogna’ – continua il comico genovese. ‘Per evitare leggi sgradite a questi cialtroni si invoca’ un Governo ‘prima delle Commissioni parlamentari. Un falso’. ‘Il Paese ha bisogno di leggi e di riforme, ma il Parlamento è paralizzato‘, scrive Beppe Grillo in un intervento pubblicato sul suo blog, dal titolo: ‘Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur‘.

Il Parlamento, sostiene il leader del Movimento 5 Stelle,è paralizzato ‘da anni, da quando i parlamentari sono diventati emanazione dei segretari di partito, impiegati e funzionari nel migliore dei casi, e il governo legifera a colpi di decreti legge su cui pone la fiducia accordata senza problemi dai lacchè di partito che premono pulsanti a comando’. ‘In questa legislatura è arrivata una variabile non prevista – sottolinea – il M5S, che vuole riportare il Parlamento, e quindi il popolo italiano, alla sua centralità. Il M5S va quindi disinnescato‘.

Perché per i partiti, afferma Grillo, il Parlamento ‘deve rimanere un simulacro, un non luogo’. Ed è per questa ragione che ‘non vengono attivate le Commissioni parlamentari‘. ‘Le leggi urgenti per il rilancio dell’economia, la nuova legge elettorale, le misure di sostegno ai disoccupati rimangono nei cassetti. L’orologio deve rimanere fermo. E’ un continuo rimando, un opprimente spostare in avanti le decisioni – prosegue – Per evitare qualsiasi legge sgradita a questi cialtroni si invoca la necessità di avere un Governo PRIMA delle Commissioni. Un falso. L’Italia è una Repubblica parlamentare senza Parlamento’. ‘L’economia non aspetta – conclude Grillo – e per allora potremmo essere falliti con la distruzione irreversibile delle piccole e medie imprese che oggi tengono ancora, miracolosamente, in piedi l’Italia e allora non ce ne sarà più per nessuno’.

Secondo i partiti ‘il M5S va disinnescato’. Perché ‘immaginatevi l’orrore di Maschera di Cera (Berlusconi, ndr) già pronto per il museo di Madame Tussaud se venissero presentate’, come il M5S vuole fare, ‘una dopo l’altra leggi sulla ineleggibilità, sul conflitto di interessi, sulla corruzione. Si scioglierebbe insieme ai suoi alleati pdmenoellini’. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

La Sicilia abolisce le province, sospese le elezioni di fine maggio

Rosario-Crocetta-Presidente-della-Regione-Sicilia-Ha-vinto-le-elezioni-del-28-ottobre-2012-586x318Abolite le Province regionali in Sicilia. L’Ars (Assemblea regionale sicilianaha approvato un maxi-emendamento della maggioranza che sospende le elezioni previste a fine maggio; manca solo il voto finale al ddl. Gli enti saranno commissariati ed entro l’anno dovranno essere sostituiti, con una nuova legge, da liberi consorzi di comuni.

‘L’abolizione delle Province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia’. Così il governatore Rosario Crocetta commenta a caldo l’approvazione in Assemblea del maxi-emendamento che cancella il voto per le Province e che saranno sostituite, con una nuova legge, con liberi consorzi tra comuni ed elezione di secondo livello.

La riforma delle Province ha avuto il via libera dal parlamento siciliano. Oggi pomeriggio (mercoledì 20 marzo) l’Aula si riunirà alle 16 per il voto finale. E così non solo esce indenne la maggioranza del governo Crocetta, ma i rapporti tra il governatore e i grillini appaiono sempre più saldi.

La legge prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una norma che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello, ovvero non attraverso le elezioni amministrative, ma attraverso il voto dei rappresentanti dei Comuni che compongono il Consorzio. Nel frattempo, le attuali nove Province verranno commissariate. Quindi, niente più elezioni provinciali a maggio.

Gongolano i grillini: ‘A buon diritto possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un’altra direzione’. Per Crocetta, invece, è ‘la prima tappa di una rivoluzione importante e sulla quale la maggioranza si è ritrovata compatta più che mai con un sostegno concreto sulle riforme’. ‘I 5stelle non sono come gli indignados spagnoli, hanno scelto di partecipare, sono stati eletti e ora hanno il preciso dovere di confrontarsi con le istituzioni. Devono dare la possibilità di fare un governo”. Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta a Coffee Break, su La7. Anche l’Udc manifesta soddisfazione per l’abolizione delle Province ‘perché la loro soppressione è da sempre un tema del nostro programma’.

Altra musica suona dal’opposizione. I deputati del Gruppo Lista Musumeci all’Ars: ‘Crocetta ottiene due risultati: consegnare ai fidati commissari proconsoli il compito di gestire per un anno le Province e preparare per il prossimo anno la gestione dei liberi consorzi agli apparati dei partiti’. Rincara la dose Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa all’Ars: ‘Siamo palesemente di fronte ad una legge-manifesto, partorita in una trasmissione tv senza verificare le necessità del territorio’.

‘Questo passaggio storico e’ il frutto del lavoro del Movimento cinque stelle’, rivendica il capogruppo grillino Giancarlo Cancelleri. ‘Una svolta per la Sicilia e per il Paese‘, insiste il segretario del Pd Giuseppe Lupo.

Intanto per giovedì è stata convocata la commissione Affari istituzionali per esaminare il testo sul voto nei Comuni che prevede la doppia preferenza di genere e la doppia scheda per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Le amministrative sono fissate per fine maggio.

Cipro boccia il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo: ‘no a prelievo forzoso’

cyprus-eurogroup-protestIl parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo, che prevede a garanzia anche un prelievo forzoso sui depositi bancari. Contro il piano che prevede un prelievo forzoso straordinario sui depositi bancari per un totale di 5,8 miliardi euro hanno votato 36 deputati, mentre ad astenersi sono stati in 19. Gli astenuti sono i rappresentanti del partito Disy del presidente Nicos Anastasiades, pur favorevole al piano. I contrari sono tutti gli altri (compresi gli otto del partito Diko, alleato di governo).

Il governo e il Parlamento cipriota devono prendersi la responsabilità dei problemi di insolvenza che hanno reso necessario il salvataggio. Lo ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, parlando alla radio. ‘La responsabilità non è né del governo tedesco né di altri stati europei, è una decisione di Cipro‘, ha detto Schaeuble. ‘Il modello di business di Cipro ha indotto il paese a non essere più solvente ed è chiarissimo che questo non può essere pagato esclusivamente dai contribuenti europei. Come Cipro debba fare spetta a Cipro deciderlo, non all’Eurozona‘,ha aggiunto.

Salvare i piccoli risparmiatori. Il governo cipriota ha trovato un compromesso sulla questione del controverso prelievo forzoso imposto sui depositi bancari. Secondo una nuova bozza di proposta saranno esentati i depositi bancari fino a 20.000 euro, mentre per le somme tra 20.000 e 100.000 euro sarà applicata una tassa del 6,75% e per quelle superiori a 100.000 euro del 9,9%.

La modifica delle modalità di prelievo forzoso a cui sta lavorando il governo cipriota non consentirebbe di raccogliere i 5,8 miliardi di euro richiesti dall’Eurogruppo e quindi mette a rischio il piano di salvataggio di Cipro. E’ quanto sostiene il governatore della
banca centrale cipriota, Panicos Demetriades. ‘Se raggiungessimo 5,5 miliardi sarà considerata una violazione dell’accordo e forse non sarà accettata’, ha detto Demetriades.

Banche chiuse. Mentre le banche restano chiuse per evitare una corsa ai depositi (la riapertura si avrà solo giovedì mattina) in mattinata si sono tenute altre manifestazioni fuori dal Parlamento, e l’attenzione resta sul dibattito politico. Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – ‘garante’ dell’accordo con i partner internazionali – potrebbe non riuscire a raccogliere la maggioranza dei voti sul pacchetto di interventi, visto che la coalizione che lo sostiene può contare solo su 28 dei 56 seggi dell’assemblea di Nicosia, e l’opposizione socialista e comunista ha gia’ annunciato un voto contrario.

La bocciatura avrà conseguenza imprevedibili sulla stabilità finanziaria dell’isola, con pesanti ricadute sull’Eurozona e sulla moneta unica, come hanno dimostrato le tensioni di ieri sui mercati internazionali. Anastasiades aveva ammonito i deputati che un voto contrario sull’accordo porterebbe al crollo del settore finanziario dell’isola con un rischio concreto di bancarotta.

M5S: ‘Nessuna fiducia a governo tecnico’

ITALY-POLITICS-VOTE-GRILLOIl Movimento 5 Stelle smentisce di aver voluto aprire ieri all’ipotesi di un governo tecnico come riportato oggi da molti organi di informazione.

Prima Vito Crimi, che ieri aveva pronunciato le parole incriminate, poi lo stesso Beppe Grillo appaiono oggi su Internet per escludere questa ipotesi.

‘Preciso che non ho mai parlato di appoggio a un governo tecnico’, ha scritto stamani Crimi sul suo profilo di Facebook.

‘Il M5s non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto’, gli ha fatto eco poco dopo Grillo dal suo blog.

Alle elezioni il Partito democratico ha riportato la maggioranza della Camera ma non quella del Senato. Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha escluso qualunque alleanza tra il Pd e il centrodestra di Silvio Berlusconi lasciando aperta come unica strada quella di un accordo con M5s.

A Grillo, il leader del centrosinistra ha rivolto, domenica, un ultimatum chiedendo di appoggiare un governo da lui guidato e dal programma limitato o di tornare alle urne.

Finora Grillo ha sempre detto che non intende votare la fiducia né a Bersani né ad altri.

Per questo ieri hanno suscitato molto interesse le parole con cui Crimi bocciava ‘la fiducia a un governo dei partiti’ e si impegnava a valutare ‘qualunque proposta alternativa’.

Oggi il senatore grillino ribadisce che per il suo movimento ‘l’unica soluzione è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming’.

A otto giorni dalla chiusura dei seggi, dunque, non si vede come l’Italia possa evitare nuove elezioni nel giro di pochi mesi benché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia relegato questa opzione in fondo alla lista.

‘Andare a votare di nuovo non mi interessa’, ha detto venerdì scorso in Germania il capo dello Stato, il cui mandato scade il 15 maggio. ‘Dubito che anche il nuovo presidente possa pensare solamente allo scioglimento’.

Le parole di Napolitano sono sembrate una pietra tombale sopra il tentativo di Bersani di presentarsi davanti al Parlamento senza avere una maggioranza certa e di cercarla volta per volta su ogni provvedimento.

‘Il presidente non ha pregiudiziali sulla formula ma per la nomina ci vuole una maggioranza certa’, ha raccontato stamane a Reuters una fonte politica.

Dunque, Bersani, senza il via libera di Grillo, non andrebbe oltre un incarico esplorativo al termine del quale il pallino tornerebbe nelle mani di Napolitano per poi passare, eventualmente, a una figura e a un programma che riuscisse a mettere tutti o quasi d’accordo.

Per quanto circolino già diversi nomi, tra cui quello del ministro uscente dell’Interno Annamaria Cancellieri e del ministro uscente per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, l’ipotesi di un governo del presidente deve ancora affrontare vari ostacoli.

Il Pdl vuole un governo di larghe intese Pd-Pdl. E, soprattutto, il Partito democratico che domani riunisce la direzione, deve decidere se arroccarsi sulla posizione del suo segretario per cercare di obbligare i grillini a collaborare pena il ritorno alle urne.

‘Verso Roma per incontri istituzionali’, avverte intanto su Twitter Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che ha perso le primarie contro Bersani e viene indicato come possibile nuova guida del Pd.

(fonte Reuters)

Grillo a settimanale tedesco Focus: ‘Si al governissimo, ma solo con nuova legge elettorale’

beppegrillo (1)Cambio della legge elettorale, cancellazione dei rimborsi elettorali e al massimo due mandati per parlamentare: queste le condizioni che il leader del M5S Beppe Grillo ha dettato – in un’intervista al settimanale tedesco Focus – per dare il sostegno al governo.

‘Se il Pd di Bersani e il Pdl di Berlusconi proponessero: immediata modifica della legge elettorale, cancellazione dei rimborsi elettorali e tetto massimo di due mandati per ogni parlamentare, ovviamente un governo simile lo sosterremmo subito’, ha spiegato Grillo, aggiungendo tuttavia: ‘Ma non lo faranno mai. Bluffano solo per guadagnare tempo’.

Grillo ha ribadito la necessità di rinegoziare il debito pubblico dell’Italia. ‘Siamo schiacciati, non dall’euro, ma dal nostro indebitamento. Quando gli interessi arrivano a 100 miliardi di euro all’anno, siamo morti. Non c’è alternativa’, ha spiegato il leader del M5S.

Il comico ha paragonato le obbligazioni emesse dagli Stati con le azioni di un’azienda: ‘Quando compro un’azione di una società, e questa fallisce, che sfortuna. Ho preso un rischio, ho perso’, ha spiegato. Secondo Grillo, la situazione è così precaria in Italia che ‘in sei mesi, non potremo più pagare le pensioni e gli stipendi pubblici‘.

Il leader 64enne ha sottolineato che se la situazione finanziaria dell’Italia non cambierà, il paese potrebbe lasciare l’euro.

La replica di Grillo sul proprio blog

‘Mi sembrano tutti impazziti qui in Italia: La mia intervista per ‘Focus’ non è ancora uscita e già viene citato Beppe Grillo con cose che non ha detto. Questa tecnica mi ricorda un po’ quel gioco da bambini, in tedesco si chiama ‘Stille Post’, giocare a passaparola. Sul sito di Focus è stato pubblicato un riassunto della mia intervista, e questo riassunto viene non tradotto, ma distorto, in una conclusione che ho appena letto sul sito della Repubblica: ‘Grillo: ‘Si al governissimo’ e poi: Grillo: ‘Ok a governo Pd-Pdl, per legge elettorale e tagli’. Ma è una falsità! Sul sito di Focus non è scritto questo. E’ scritto: ‘Grillo non vuole fare una coalizione ne con Pier Luigi Bersani, ne con Silvio Berlusconi: ‘Se PD e PDL dicessero: ‘Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, massimo due legislature e vanno fuori tutti quelli che hanno più di due legislature’, così noi appoggiamo qualsiasi governo’ diceva Grillo a Focus, e aggiungeva: ‘Ma non lo faranno mai. Loro bluffano per guadagnare tempo.’

‘Insomma. Follia pura – conclude il comico, portavoce del M5S. Normalmente, alla fine del gioco di passaparola, si ride. Ma non mi viene da ridere di fronte ad un uso così scorretto della mia intervista’.

http://www.focus.de/politik/ausland/italien-grillo-prophezeit-italien-den-totalen-kollaps_aid_931112.html

Ponte sullo Stretto, ancora due anni per decidere

Pagamenti alle imprese e ponte sullo Stretto di Messina. Questi i due temi sui quali il consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti. Con un decreto legislativo, il governo Monti ha recepito, a partire dal gennaio 2013 la direttiva della Ue sui pagamenti alle imprese. E poi ha deciso di ‘prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità’.

Pagamenti alle imprese. La direttiva emessa a Bruxelles secondo cui la pubblica amministrazione ha al massimo 60 giorni di tempo per pagare i suoi debiti con le imprese è stata fatta propria dal consiglio dei Ministri e la sua attuazione è stata anticipata dal marzo 2013 al gennaio dello stesso anno. E quanto è scritto in una nota di Palazzo Chigi, ‘in considerazione dell’importanza della normativa nonché dell’opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese’.

Ponte sullo stretto. Il governo ha deciso il rinvio a proposito del progetto per ottenere i requisiti necessari per ‘godere del co-finanziamento comunitario. Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scatterà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%’.

‘Questa nuova procedura – prosegue la nota – dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale’.

La decisione è motivata ‘dalla necessità di contenimento della spesa pubblica ed è in linea con la proposta della Commissione europea di non includere il progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei’. (fonte la Repubblica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sullo_Stretto_di_Messina
http://www.governo.it/

Napolitano dall’Aja: ‘ad aprile tener conto dell’esperienza Monti, but please relax’

Tener conto dell’esperienza di Monti anche dopo il voto di aprile. E’ l’invito che Giorgio Napolitano ha rivolto dall’Aja ai cittadini italiani, ribadendo che il nostro Paese ’non chiederà aiuti all’Europa e che, finora, ha dato un contributo importante agli aiuti e non ha avuto neanche un euro. Intanto il premier dall’Austria, durante una conferenza stampa con il cancelliere federale Werner Faymann, alle ripetute domande sul suo futuro, ha tagliato corto: ‘Ringrazio per l’attenzione, a volte anche personale nei miei confronti, per l’orizzonte 2013, but please relax’.

Giorgio Napolitano ha tenuto a precisare che la preoccupazione su una possibile richiesta di aiuto italiana è ‘infondata, soprattutto perché le banche italiane sono solide, sane, hanno dimostrato di reggere alla crisi più di altri Paesi e non solo del sud dell’Europa’. ‘Questo vuol dire – ha sottolineato – che c’è stata una severa vigilanza della Banca d’Italia e che non c’è stata bolla speculativa’.

A proposito dei costi della solidarietà in Europa, Napolitano ha quindi puntualizzato che ‘anche l’Italia dà un contributo importante per gli aiuti’ aggiungendo che ‘il mercato del debito va stabilizzato affinché rifletta effettivamente la realtà economica dei paesi’. Napolitano si è augurato che gli italiani diano prova della necessità di un governo stabile quando si voterà ad aprile e che tengano conto dell’esperienza del governo Monti. Il presidente della Repubblica ha confermato la sua ‘fiducia verso i cittadini per arrivare a un governo stabile non diviso e fragile. Di questa consapevolezza – ha detto – diano prova gli italiani quando si voterà ad aprile, il resto dipenderà dai partiti. Ma in Italia è inevitabile e salutare tenere conto dell’esperienza del governo Monti’.

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