Giornata mondiale della Terra: Google festeggia con un mini-ecosistema

Doodle di Google nella ''Giornata della Terra''La Giornata mondiale della Terra, la quarantatresima che si celebra oggi 22 aprile, viene festeggiata da Google con un mini-ecosistema animato nello spazio dedicato al doodle.

La scenografia pensata da Google per l’Earth day riproduce un habitat naturale: un paesaggio che raffigura, con colori pastello e immagini da vecchi cartoni, fiumi, alberi, fiori, montagne, colline e animali con i pesci che saltano fuori dal laghetto formato dall’acqua proveniente da cascata, e di lato anche le formiche laboriose.

Inoltre, l’animazione da vita a un piccolo ecosistema in tutte le fasi del ciclo della giornata; prima il sole quando fiori e alberi rinvigoriscono, poi il calar della luce man a mano lungo il pomeriggio, fino alla luna con il cielo stellato. La Giornata mondiale della Terra e‘ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1970.

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A Eulero il doodle Google di oggi

doodle EuleroGoogle celebra il matematico dell’Illuminismo, e fisico svizzero Eulero con un doodle animato nel 306esimo anniversario della nascita, avvenuta il 17 aprile 1707 a Basilea.

All’anagrafe Leonhard Euler, il nome di Eulero è legato a formule, teoremi ed equazioni ma anche oggetti matematici attraverso l’aggettivo ‘euleriano‘. Tra questi il ciclo euleriano, la funzione euleriana, la catena euleriana.

Eulero aveva perso l’occhio destro appena trentenne, si dice per il troppo lavoro o per aver fissato troppo a lungo il Sole alla ricerca di un nuovo modo per misurare lo scorrere del tempo. A questa perdita Eulero, anche in virtù della sua grande fede, aveva reagito bene, dichiarando ‘Ora avrò minore occasione di distrazione’; consentiva anche agli altri di scherzarci su, come faceva Federico Il Grande di Prussia, alla cui corte Eulero aveva vissuto per 25 anni dal 1741 al 1766, chiamandolo il ‘Ciclope della Matematica’. Per trent’anni l’occhio sinistro aveva retto da solo, ma poi si era spento del tutto, così che la presenza dei due assistenti si era fatta indispensabile.

I contributi di Eulero sono innumerevoli e inestimabili: dall’introduzione di alcune notazioni e simboli fondamentali – come il pi greco ( π), la e per il numero di Nepero (costante fondamentale per lo studio dei logaritmi in analisi, da allora numero di Eulero) o la i per le unità immaginarie, le notazioni di seno coseno in trigonometria e quella f(x) per le funzioni – alla formula di Eulero dei numeri complessi, dalla risoluzione del problema dei sette ponti di Königsberg (che diede il via allo studio dei grafi), alla formula per calcolare molti dei numeri primiper i quali il matematico aveva una passione particolare. E questi non sono che pochi esempi della sua opera.

Sue infatti sono anche alcune tra le più importanti equazioni della geometria e la soluzione di molti problemi di Pierre Fermat, anche se non  dell’ Ultimo di cui diede solo una soluzione parziale. Ma soprattutto è sua quella che viene oggi considerata la formula più bella della matematica, ovvero l’Identità di Eulero: e iπ  +1 = 0. A definirla così fu Richard Feynman perché lega tra loro, attraverso gli operatori fondamentali della matematica (uguaglianza, addizione, moltiplicazione ed esponenziazione), alcune tra le costanti, i numeri e i simboli più importanti.

Secondo lo stesso Eulero molte di queste scoperte e intuizioni matematiche sono merito dei figli: la maggiore parte di esse, amava ripetere, gli sono venute alla mente infatti mentre cullava uno dei suoi tredici pargoli, e non mentre si consumava gli occhi sui fogli di calcolo. Del resto, come disse il matematico e fisico francese François Arago: ‘Eulero calcolava senza sforzo apparente, così come gli uomini respirano o le aquile si sostengono nel vento’.

Luigi Zanda nuovo capogruppo del Pd al Senato. Roberto Speranza favorito alla Camera

Luigi ZandaLuigi Zanda è stato eletto, con un solo astenuto, capogruppo al Senato dal gruppo parlamentare del Pd. L’elezione è avvenuta per alzata di mano.

Una decisione arrivata dopo il rifiuto dei capigruppo uscenti Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, a proseguire. I diretti interessati, stamattina, avevano declinato via Twitter dicendo che servono novità e cambiamento.

‘Quando si imbocca una linea bisogna seguirla con coerenza. Non esistono proroghe. I gruppi Pd devono scegliere due nuovi capigruppo’ ha detto Franceschini. ‘Ho sempre pensato che l’ipotesi della proroga dei presidenti dei gruppi parlamentari del Pd fosse sbagliata – ha scritto Finocchiaro su Twitter -. Serve continuare il cambiamento’.

Pierluigi Bersani dal canto suo ha detto che sui nomi dei capigruppo di Camera e Senato ‘decidono i gruppi: è la ruota della democrazia, quel che gira, gira’.

Adesso si attende l’elezione del nuovo presidente dei deputati democratici, prevista invece per le 15,30. Favorito sarebbe Roberto Speranza.

Già noti, invece, i nuovi vertici dei gruppi PdlRenato Schifani al Senato e Renato Brunetta alla Camera – e del M5S, che ha indicato con ampio anticipo Vito Crimi al Senato e Roberta Lombardi alla Camera. Ancora incerta la guida dei montiani di Scelta civica alla Camera, con il gruppo chiamato oggi a scegliere tra i due candidati più accreditati, Lorenzo Dellai e Andrea Romano, mentre al Senato la scelta è già stata fatta: l’ex parlamentare europeo del Pdl Mario Mauro.

Infine la Lega, che potrà costituire un proprio gruppo parlamentare alla Camera grazie all’arrivo di Rudi Marguerettaz, della lista Valle’e d’Aoste, e di Angelo Attaguile, del Mpa, che portano da 18 a quota 20 i deputati lumbard a Montecitorio. Il numero minimo per poter costituire un gruppo autonomo alla Camera è infatti di 20 eletti. Il capogruppo del Carroccio alla Camera dovrebbe essere Giancarlo Giorgetti.

In un breve discorso tenuto dopo la sua elezione, Luigi Zanda ha parlato di ‘valorizzare il lavoro delle commissioni parlamentari e lavorare anche di più in aula’. Il neo presidente dei senatori del Pd ha dapprima ringraziato il segretario Pier Luigi Bersani ‘per il lavoro che sta svolgendo’, e poi il presidente e i vicepresidenti uscenti Anna Finocchiaro, Nicola Latorre e Felice Casson: ‘Abbiamo lavorato con vero spirito di gruppo’.

‘Negli ultimi anni – ha poi detto Zanda – il Parlamento ha lavorato male. Ha passato troppo tempo a convertire decreti legge. E’ tempo di riscoprire e valorizzare il lavoro nelle commissioni parlamentari‘.’C'è molto da fare – ha poi sottolineato – e dovremo allungare i tempi del lavoro del Parlamento. Se continueremo a far lavorare l’Assemblea solo 48 ore a settimana avremo fallito prima di cominciare’.

Infine per indicare lo spirito con cui approcciarsi in Senato, Zanda ha citato una frase di Aldo Moro: ‘Se nell’atto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita’.

Doodle animato per il 61esimo anniversario di Douglas Adams

doodle‘Niente panico’. La scritta compare su un piccolo computer posato su quella che potrebbe essere la consolle di un’astronave con tanto di tazza da tè (irresistibilmente british) e asciugamano poggiati sopra, indispensabile quest’ultimo quando si viaggia nello spazio.

Google celebra oggi con un Doodle animato il 61esimo anniversario dalla nascita di Douglas Adams, il papà della ‘Guida galattica per autostoppisti’. Autore cult e scrittore umoristico britannico, Adams nacque a l’11 marzo 1952 a Cambridge e morì per un attacco cardiaco nel 2001 a Santa Barbara.

Prima di essere un libro, o meglio una serie di libri definita dal suo stesso autore una ‘trilogia di libri in cinque parti, la  Guida è stata infatti una commedia radiofonica, trasmessa dalla  Bbc Radio 4 per la prima volta nel marzo del 1978.

All’epoca Douglas lavorava già da un po’ come editor alla Bbc, e si era occupato anche della sceneggiatura di alcuni episodi dell’indimenticabile serie televisiva  Doctor WhoC’era chi alla Bbc credeva fortemente alle doti di scrittura di Adams. Doti alle quali credeva già da tempo anche Frank Halford, il suo professore di inglese delle elementari, dal quale ad appena 10 anni aveva ottenuto un 10 al compito di inglese (la prima e l’unica volta, a quanto pare, che Halford abbia mai assegnato quel voto a un compito in classe). Nell’impero della comunicazione britannica, a credere in lui era  Simon Brett. E insieme i due pensarono che una commedia  sci-fi sarebbe stata perfetta.

L’idea,  racconta il sito-guida della Bbc, venne allo scrittore mentre era sdraiato in un campo vicino Innsbruck completamente ubriaco e si perdeva in elucubrazioni sulla galassia e sul destino dell’Universo. Originariamente la serie, di sette episodi, doveva chiamarsi  Le fini della Terra, e ogni puntata doveva terminare con la distruzione del pianeta in un modo diverso. C’era anche già un abbozzo di autostoppista chiamato Aleric B, ribattezzato definitivamente  Arthur Dent nel taxi diretto alla riunione di presentazione dell’idea alla Bbc.

Dell‘idea iniziale è rimasto il protagonista autostoppista e la distruzione della Terra: Arthur Dent è l’unico sopravvissuto all’esplosione alla quale è scampato  chiedendo un passaggio a una delle astronavi aliene responsabili del misfatto, e insieme ai suoi nuovi compagni di viaggio inizia a girare per il cosmo seguendo le indicazioni di una fantomatica  Guida galattica per autostoppisti.

La serie radiofonica raccontava il suo viaggio nello Spazio, e ottenne subito uno straordinario successo che convinse la produzione a realizzare registrazioni audio da rivendere agli appassionati e Douglas a raccogliere il materiale in un libro, anzi in tre libri.

Il primo ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in trenta lingue in tutto il mondo. Vi hanno fatto seguito però non altri due libri, ma altri cinque. Quattro scritti da Adams e uno da  Eoin  Colfer, dopo la morte dell’autore per un infarto improvviso l’11 maggio 2001, lo stesso giorno in cui, per puro caso, il Minor Planet Centre ha annunciato di aver battezzato un asteroide  Arthurdent.

Prima di morire,  Douglas Adams aveva completato anche la stesura di una sceneggiatura cinematografica della sua Guida Galattica, e un film basato su essa, già diventato un cult, venne realizzato nel 2005. Oggi la versione online di una  guida non convenzionale, all’universo e a tutto è in fase di compilazione sul sito  h2g2.com, redatta da una community fondata dallo stesso Adams nel 1999. Dal 2001 il sito, che già conta migliaia di voci su qualsiasi tipo di argomento, è in gestione alla Bbc e chiunque, se vuole, può contribuire alla sua redazione.

Google doodle per ‘Mama Africa’

miriam_makebas_81st_birthday-1417005-hpGoogle dedica il doodle di oggi a Miriam Makeba, ‘Mama Africa’, cantante sudafricana e attivista per i diritti umani e civili, nell’anniversario della sua nascita, avvenuta il 4 marzo 1932 a Johannesburg. Makeba è ricordata, oltre che per i successi musicali, tra cui ‘Pata Pata‘, anche per la sua lotta contro l’apartheid.

Negli anni Sessanta fu esiliata dal governo del Sudafrica che annullò il suo passaporto, per paura che la cantante potesse diventare un simbolo della popolazione oppressa. Proprio in quegli anni, infatti, Makeba aveva partecipato al documentario anti apartheid ‘Come back, Africa‘. Farà ritorno nella sua terra solo trent’anni dopo, nel 1990, consigliata da Nelson Mandela.

Cover of "Evening With Belafonte: Makeba&...

Cover of Evening With Belafonte: Makeba

Makeba ebbe grande successo negli Usa dove si trasferì su consiglio di Harry Belafonte. Nel 1966 vinse un Grammy per il disco ‘An Evening with Belafonte/Makeba‘ nelle cui canzoni torna la sua denuncia contro l’apartheid. Morì in Italia, tra il 9 e il 10 novembre 2008, per un attacco cardiaco a Castel Volturno.

Google omaggia Copernico con un doodle sulla teoria eliocentrica

google-doodle-CopernicoIl doodle di oggi è dedicato a Niccolò Copernico e alla teoria eliocentrica del famoso astronomo polacco. A 540 anni dalla nascita il colosso di Mountain View ha dedicato il doodle animato alla teoria secondo la quale i pianeti del sistema solare ruotano attorno al sole.

Nato nella Prussia Reale da padre mercante e madre nobile, Mikolaj Kopernik (questo il nome nel paese d’origine) studiò anche all’Università di Bologna, spostandosi negli anni successivi a Roma, Padova e Ferrara. Dopo lunghi anni di studi Copernico pubblicò la teoria rivoluzionaria dell’eliocentrismo nel 1543, un’opera che gli valse l’inimicizia della Chiesa dimostrando teorie portate avanti ma senza le prove necessarie fin dall’antica Grecia.

Google omaggia George Ferris con una ruota panoramica a tema San Valentino

george-ferris_616Omaggio di Google a George Ferris, l’inventore della ruota panoramica, nell’anniversario della sua nascita con un doodle ad hoc e interattivo creato per San Valentino. Interattivo e colorato, il doodle celebra la festa dell’amore sulla home page del motore di ricerca in tutto il mondo.

Cliccando sul cuore rosso al centro del disegno compare un fumetto che racconta la storia d’amore tra due animali appartenenti a specie diverse, come una rana e un uccellino, un elefante e una scimmia, un cavallo e una tigre, un ippopotamo e un piccione, un polipo e un orso bruno.

Intorno al fumetto girano due ruote panoramiche e, in alto, vi è posizionata la lente di ricerca. Cliccandoci, Google rimanda a una pagina con informazioni su George Ferris, nell’anniversario della sua nascita (14 febbraio 1859). L’ingegnere statunitense creò la prima ruota panoramica al mondo a Chicago nel 1893.

Doodle Google a Mary Leakey, la prima donna a scoprire i resti di un ominide

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mary_leakeys_100th_birthday-1026006-hp (Photo credit: Yvonne Kao)

Doodle Google di oggi alla prima archeologa e paleantropologa al mondo a scoprire un ominide. Mary Leakey moglie di Louis Leakey, è famosa per diversi importanti ritrovamenti archeologici in Africa, ma  lo ‘scarabocchio’ di Big G commemora i 100 anni della nascita di Mary Leakey, per aver rinvenuto il primo cranio di ominide nel continente nero. L’home page del popolare motore di ricerca dedica stamane un ritratto alla paleoantropologa inglese, nata il 6 febbraio 1913 e deceduta a Nairobi il 9 dicembre del 1996, mentre era immersa nelle sue ricerche in un’area desertica con tanto di strumenti di lavoro e due cani dalmata al suo seguito.

Figlia di Erskine Nicol, un famoso pittore paesaggista, la giovane Mary Leakey trascorre molta della sua adolescenza in Europa, specialmente nella Dordogna e a Les Eyzies, una regione ricca di siti preistorici ed archeologici, ai quali si interessa subito. Incontra Louis Leakey, il suo compagno, all’Università di Cambridge nel 1933. Fra i due nasce subito una relazione che li condurrà alle nozze 3 anni più tardi. L’anno successivo Mary partecipa alla missione di scavi del marito in Kenia, e così sarà per gli anni successivi. Una delle sue più importanti scoperte archeologiche fu il ritrovamento del primo teschio fossile di “Proconsul”, un primate estinto del Miocene.

Ma è nel 1959 che Mary, al fianco del marito, fa la sua prima grande scoperta: un cranio ben conservato di ‘Australopithecus boisei‘, che chiamano ‘Zinyanthropus boisei’, o più semplicemente ‘Ziny’. Si tratta del primo reperto ben conservato e anche il più antico resto di ominide conosciuto all’epoca. Il sistema di datazione potassio-argo, applicato alle ceneri vulcaniche, gli assegna infatti un’età di un milione e ottocentomila anni. ‘Ziny’ (chiamato anche ‘schiaccianoci’’ per l’eccezionale potenza delle sue mascelle), rende di colpo la famiglia Leakey famosa in tutto il mondo.

In dieci anni, in Italia, è scoparso un intero grande ateneo

UNIVER~1 (1)Un allarme forte e chiaro: in dieci anni in Italia è scomparso, quanto a numero di iscritti all’università, un intero grande ateneo. In dieci anni gli immatricolati infatti sono scesi da 338.482 (anno accademico 2003/2004) a 280.144 (anno 2011/2012), con un calo di 58.000 studenti, pari al 17% in meno. Come se in un decennio fosse scomparso un intero ateneo di grandi dimensioni come la Statale di Milano.  Ai diciannovenni, il cui numero è rimasto stabile negli ultimi 5 anni, la laurea interessa sempre meno: le iscrizioni sono calate del 4% in tre anni, passando dal 51% nel 2007-2008 al 47% nel 2010-2011. E il calo delle immatricolazioni riguarda tutto il territorio nazionale e la gran parte degli atenei. E’ quanto sottolinea il Cun, centro universitario nazionale, che sottolinea come ai diciannovenni, il cui numero è rimasto stabile negli ultimi 5 anni, la laurea interessi sempre meno: le iscrizioni sono calate del 4% in tre anni, passando dal 51% nel 2007-2008 al 47% nel 2010-2011.

L’Italia, sottolinea il Cun, si allontana dall’Europa anche nel numero dei laureati, largamente al di sotto della media Ocse: siamo al 34° posto su 36 Paesi (anno 2012). Solo il 19% dei 30-34enni possiede una laurea, contro una media europea del 30% (rilevazione al 2009). Il 33,6 % degli iscritti ai corsi di laurea, infine, è fuori corso mentre il 17,3% non fa esami. Il numero dei laureati nel nostro Paese è destinato a calare ancora perché, negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio è stato ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l’84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%. Il 25% dei ragazzi quindi è rimasto fuori. La spesa per il diritto allo studio ha subito un andamento contrario a ogni dichiarazione di principio.

Diminuita drasticamente anche l’offerta formativa degli atenei: in sei anni sono stati eliminati 1.195 corsi di laurea. Quest’anno (2012/2013) sono scomparsi 84 corsi di laurea triennali e 28 corsi specialistici/magistrali (biennali). Se tale riduzione è in parte stata prima dovuta ad azioni di razionalizzazione adottate dagli atenei e indicate dal Cun, adesso è invece dovuta in larghissima misura alla pesante riduzione numerica del personale docente.

Va male anche sul fronte dei docenti. E’ infatti in corso una vera e propria emorragia di professori: in soli sei anni (2006/2012) il numero dei docenti si è ridotto del 22%. Nei prossimi 3 anni si prevede un ulteriore calo dei docenti di ruolo. Contro una media OCSE di 15,5 studenti per docente, in Italia la media è di 18,7 (includendo sia i docenti strutturati che quelli a contratto).

Ancora, le spese superano i fondi: dal 2001 al 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (FFO), calcolato in termini reali aggiustati sull’inflazione, è rimasto quasi stabile dal 2001 sino al 2009, per poi scendere del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia prossimo al 20%. Su queste basi e in assenza di un qualsiasi piano pluriennale di finanziamento moltissime università, a rischio di dissesto, non possono programmare la didattica né le capacità di ricerca.

A forte rischio obsolescenza perfino le attrezzature dei laboratori per la gravissima decurtazione dei fondi: anche i finanziamenti PRIN, cioè i fondi destinati alla ricerca libera di base per le università ed il Cnr, subiscono tagli costanti. Siamo infatti passati da una media di 50 milioni stanziati all’anno ai 13 milioni per il 2012. Infatti dai 100 milioni di euro assegnati nel 2008 e nel 2009 a progetti biennali (media per anno di progetto pari a 50 Meuro) a 170 milioni di euro cumulativi per il biennio 2010-2011 (ovvero 85 Meuro per anno), ma per progetti triennali (media per anno di progetto pari a 28 Meuro), per giungere a meno di 40 milioni di euro nel 2012, sempre per progetti triennali.

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