Facebook, Ipo e una donna artefice del suo successo in Borsa: Sheryl Sandberg

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial...

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial Times Club Dinner, San Francisco. (Per Flickr description: “Photo Credit: Drew Altizer”.) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Sheryl Sandberg ed è il braccio destro di Mark Zuckerberg. Ovvero la persona che ha permesso la quotazione in borsa di Facebook. O comunque di averlo portato fino a questo punto. Dopo la laurea ad Harvard, ha lavorato al Dipartimento del Tesoro e a Google. Arrivata in Facebook nel 2008, oggi è la numero due, con l’incarico di COO Chief operating officer, e principale artefice della quotazione.

Una figura talmente importante che i documenti pubblici di Facebook dicono che se se ne andasse la società sarebbe danneggiata. Una donna con le idee chiare: nel 2011 al Barnard College sfidava le giovani a raggiungere i maggiori incarichi aziendali, come lei. ‘Siete la promessa di un mondo dove c’è uguaglianza, dove gli uomini si occupano di metà delle nostre case e le donne di metà delle nostre istituzioni: sarebbe un mondo migliore’.

Sheryl Sandberg ha cambiato Facebook e sta cambiando la Silicon Valley: parola di Clara Shih, sua amica e CEO di Hearsay Social. ‘Se si pensa a compagnie come Oracle o Apple, hanno sempre un leader, di solito un uomo con una visione unica. Lei ha cambiato questo tipo di leadership’.

Chi la conosce bene vede progetti importanti: nel suo futuro, dicono, c’è Washington. Lei, interpellata sulle ambizioni politiche, fa la modesta. ‘Aspiro a fare qualcosa che conti e ora non penso che potrei fare qualcosa di più di Facebook”. Da Palo Alto alla Casa Bianca? Proviamo a vedere intanto cosa succede nei prossimi giorni con Facebook, l’Ipo, le azioni da 38 dollari e l’entrata in Borsa in quota Nasdaq da 104 miliardi di dollari. A quanto pare un record su Internet, per un’offerta pubblica mai così ricca prima d’ora.

A Wall Street il social network venderà 421,2 milioni di titoli ordinari (180 milioni offerti da Facebook e 241,2 milioni dagli azionisti), raccogliendo così un totale di 18,4 miliardi di dollari dall’Ipo di oggi, ben oltre gli 1,67 miliardi di dollari incassati da Google nel 2004.

L’offerta sarà, secondo Business Insider, la seconda maggiore tra le quotazioni avvenute in America, tra il gigante delle carte di credito Visa (al primo posto con 19,6 miliardi) e General Motors, con 18,1 miliardi. A livello mondiale, però, il primato per l’Ipo più ricca resterà all’Agricultural Bank of China, che ha incassato 22,1 miliardi di dollari nel 2010.

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Clean up the dirtiest thing on the Internet: la nuova campagna di Greenpeace per ripulire la Rete

Il Lowdown sul carbone e la Nuvola

Apple, Amazon e Microsoft sono stati invitati a chiarire la situazione in materia di energia e  alimentazione IT. Attivisti di Greenpeace hanno portato all’attenzione siti chiave, con striscioni, banner e balloon, sollecitandoli a intervenire sulle energie rinnovabili e una maggiore efficienza per i data center. L’obiettivo è raggiungere le 200 mila firme e chiedere ai Ceo, i chief executive office, di Apple Amazon e Microsoft di pulire la propria nuvola. Greenpeace si è data 48 ore di tempo. La speranza è: ispirare l’innovazione IT, senza l’inquinamento ambientale!

‘Ottenere che il carbone esca fuori da Internet – dice Greenpeace –  è un grosso problema. Ma ecco perché ce la possiamo fare. E’ innovativo:  Microsoft, Amazon e Apple sono le più avanzate aziende del mondo e non vogliono che i loro clienti associno il proprio marchio a una fonte di energia del diciannovesimo secolo che sta avvelenando l’aria e distruggendo il nostro clima. È pratico: la tecnologia che utilizza fonti di energia pulita e illimitata come il sole e il vento sono disponibili oggi su larga scala’.

In questo momento Greenpeace sta già lavorando con Facebook alla creazione dell’apposito interruttore e ‘saremo lieti – dicono – di lavorare con altre grandi aziende hi-tech. E’ giusto: queste non sono aziende malvagie. I loro dirigenti sono preoccupati del mondo che i loro figli erediteranno, proprio come facciamo noi’.

In diretta gli aggiornamenti
http://www.greenpeace.org/international/en/campaigns/climate-change/cleanourcloud/

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