Doodle animato per il 61esimo anniversario di Douglas Adams

doodle‘Niente panico’. La scritta compare su un piccolo computer posato su quella che potrebbe essere la consolle di un’astronave con tanto di tazza da tè (irresistibilmente british) e asciugamano poggiati sopra, indispensabile quest’ultimo quando si viaggia nello spazio.

Google celebra oggi con un Doodle animato il 61esimo anniversario dalla nascita di Douglas Adams, il papà della ‘Guida galattica per autostoppisti’. Autore cult e scrittore umoristico britannico, Adams nacque a l’11 marzo 1952 a Cambridge e morì per un attacco cardiaco nel 2001 a Santa Barbara.

Prima di essere un libro, o meglio una serie di libri definita dal suo stesso autore una ‘trilogia di libri in cinque parti, la  Guida è stata infatti una commedia radiofonica, trasmessa dalla  Bbc Radio 4 per la prima volta nel marzo del 1978.

All’epoca Douglas lavorava già da un po’ come editor alla Bbc, e si era occupato anche della sceneggiatura di alcuni episodi dell’indimenticabile serie televisiva  Doctor WhoC’era chi alla Bbc credeva fortemente alle doti di scrittura di Adams. Doti alle quali credeva già da tempo anche Frank Halford, il suo professore di inglese delle elementari, dal quale ad appena 10 anni aveva ottenuto un 10 al compito di inglese (la prima e l’unica volta, a quanto pare, che Halford abbia mai assegnato quel voto a un compito in classe). Nell’impero della comunicazione britannica, a credere in lui era  Simon Brett. E insieme i due pensarono che una commedia  sci-fi sarebbe stata perfetta.

L’idea,  racconta il sito-guida della Bbc, venne allo scrittore mentre era sdraiato in un campo vicino Innsbruck completamente ubriaco e si perdeva in elucubrazioni sulla galassia e sul destino dell’Universo. Originariamente la serie, di sette episodi, doveva chiamarsi  Le fini della Terra, e ogni puntata doveva terminare con la distruzione del pianeta in un modo diverso. C’era anche già un abbozzo di autostoppista chiamato Aleric B, ribattezzato definitivamente  Arthur Dent nel taxi diretto alla riunione di presentazione dell’idea alla Bbc.

Dell‘idea iniziale è rimasto il protagonista autostoppista e la distruzione della Terra: Arthur Dent è l’unico sopravvissuto all’esplosione alla quale è scampato  chiedendo un passaggio a una delle astronavi aliene responsabili del misfatto, e insieme ai suoi nuovi compagni di viaggio inizia a girare per il cosmo seguendo le indicazioni di una fantomatica  Guida galattica per autostoppisti.

La serie radiofonica raccontava il suo viaggio nello Spazio, e ottenne subito uno straordinario successo che convinse la produzione a realizzare registrazioni audio da rivendere agli appassionati e Douglas a raccogliere il materiale in un libro, anzi in tre libri.

Il primo ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in trenta lingue in tutto il mondo. Vi hanno fatto seguito però non altri due libri, ma altri cinque. Quattro scritti da Adams e uno da  Eoin  Colfer, dopo la morte dell’autore per un infarto improvviso l’11 maggio 2001, lo stesso giorno in cui, per puro caso, il Minor Planet Centre ha annunciato di aver battezzato un asteroide  Arthurdent.

Prima di morire,  Douglas Adams aveva completato anche la stesura di una sceneggiatura cinematografica della sua Guida Galattica, e un film basato su essa, già diventato un cult, venne realizzato nel 2005. Oggi la versione online di una  guida non convenzionale, all’universo e a tutto è in fase di compilazione sul sito  h2g2.com, redatta da una community fondata dallo stesso Adams nel 1999. Dal 2001 il sito, che già conta migliaia di voci su qualsiasi tipo di argomento, è in gestione alla Bbc e chiunque, se vuole, può contribuire alla sua redazione.

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Clima: foresta Amazzonica mostra primi segnali di degrado

Amazzonia(c) WWF-Canon_ Michel ROGGOmediaL’Agenzia spaziale americana ha affermato che la foresta pluviale Amazzonica sta mostrando i primi chiari segnali di degrado ambientale dovuti ai cambiamenti climatici. Secondo la Nasa un’area grande due volte la California ha patito fortemente a causa di una siccità iniziata otto anni fa.

Un nuovo studio mostra che la gravissima carenza d’acqua che si verificò nel 2005 ha causato danni molto maggiori di quelli stimati preventivamente e che il suo impatto dura più a lungo di quanto supposto, aggravato ulteriormente da un’altra siccità nel 2010.

In pratica l’intervallo di tempo tra i due episodi di siccità – come rilevano i dati raccolti dai satelliti – è stato troppo breve per consentire alla flora di riprendersi, danneggiando 70 milioni di ettari di foresta.

‘Tutto ciò potrebbe alterare la struttura e le funzioni degli ecosistemi pluviali della foresta amazzonica’, ha avvertito Sassan Saatchi del Laboratorio Jet Populsion della Nasa.

Internet: arriva ‘Graph Search’ il motore di ricerca su Facebook

intro-graph-searchLa sfida è lanciata. Facebook ha presentato ‘Graph Search’, un motore di ricerca interno al social network ma che punta a insidiare anche Google. Questa la novità presentata al quartier generale di Menlo Park, in California, dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg.

Un motore di ricerca più preciso, ma su ‘contenuti che sono stati condivisi con noi’, rendendo il ‘Graph Search’ presentato da Zuckerberg più capace del ‘web search‘ di rispondere alle nostre richieste. Foto, persone, interessi, luoghi: queste le quattro grandi aree del motore di ricerca. Si potrà, per esempio, sapere chi ha la nostra stessa passione per i videogiochi in una città, o cercare chi è single tra ‘gli amici degli amici’.

La nuova feature sarà innanzitutto a disposizione di un numero limitato di utenti in lingua inglese. Facebook vuole infatti ascoltare il parere dei suoi iscritti prima di accantonare la versione beta e dunque aprire il servizio a tutti. Con Graph Search il social network californiano sembra vicinissimo al suo grande sogno: trasformarsi in un vero e proprio motore di ricerca, come un equivalente di Google nella ricerca di persone, interessi e gusti.

La prima versione beta della nuova feature in blu prevede in sostanza quattro aree di ricerca: persone, fotografie, luoghi, interessi. Gli utenti anglosassoni potranno cercare persone che vivono nella stessa città, così come fotografie risalenti ad un determinato periodo della vita.

 Tutte le attività social – dai semplici like ai post – sono finite all’interno del motore di ricerca.

In un breve filmato caricato su YouTube, i responsabili di Facebook hanno offerto qualche suggerimento per evitare che determinate informazioni finiscano restituite dalla feature Graph Search. Agli utenti non basterà nascondere una determinata foto dalla Timeline, perché quest’ultima resterà comunque nel flusso degli aggiornamenti e dunque nel search. Bisognerà invece rimuovere il tag per evitare che gli altri trovino tutto tramite query.

Nelle parole del CEO Mark Zuckerberg, il primo obiettivo della nuova feature è migliorare le esperienze di navigazione degli utenti, in attesa di opportunità di business che verranno in un secondo momento.

‘Abbiamo considerato Facebook con una grande banca dati social e come in ogni banda dati dovrebbe essere possibile effettuare ricerche’, ha spiegato Mark Zuckerberg.

Con ‘Graph Search’ si potrà ad esempio digitare nella stringa di ricerca, ‘a quanti piacciono Guerre Stellari e Harry Potter?’, e scoprire coloro che condividono la comune passione all’interno dell’universo Facebook. La novità è che la ricerca si estende a tutto il social network e non solo agli ‘amici’ con cui si sa già cosa si ha in comune.

Sulla carta il sistema ricorda in qualche modo l’esperimento di ‘Ping’, il social network esclusivamente musicale legato a iTunes, lanciato da Steve Jobs il primo settembre del 2010 a cui venne staccata la spina lo scorso 30 settembre, per lo scarso numero di iscritti. L’enorme vantaggio della creatura di Zuckerberg è che parte da un database di oltre 1 miliardo di iscritti.

Difficile prevedere, però, quanti se ne aggiungeranno o quale flusso di ricavi ‘Graph Search’ potrà generare.

Contro Apple e Samsung arriva ‘X Phone’, il nuovo smartphone di casa Google

1221-google-motorola-x-phone_full_600Google è al lavoro con gli ingegneri di Motorola per realizzare uno smartphone in grado di sfidare i modelli dei due colossi del settore, Samsung e Apple. Il prototipo su cui si sta lavorando è soprannominato ‘X Phone’ dai responsabili interni al gruppo famoso per il suo motore di ricerca.

Dopo essere stata acquisita per 12,5 miliardi da Google nel luglio 2011, Motorola aveva lavorato finora alla realizzazione di smartphone che utilizzano il sistema operativo Android.

Secondo il Wall Street Journal però, Motorola starebbe iniziando a ideare dei dispositivi in grado di competere con gli iPhone e gli iPad della società di Cupertino (California) e con i corrispondenti prodotti Galaxy del colosso sud-coreano.

Google non commenta le indiscrezioni ma l’amministratore delegato di Motorola, Dennis Woodside, afferma: ‘stiamo investendo in una tecnologia che farà qualcosa di diverso rispetto all’approccio attuale’. In un’intervista al Wall Street Journal, Woodside ammette che Motorola ha avuto momenti difficili ma che ora ha l’appoggio e le risorse di Google per fare grandi cose: solo un miliardo di persone su sette al mondo usa uno smartphone, quindi ci sono ‘incredibili opportunità’. Il mercato degli smartphone è previsto in forte crescita anche il prossimo anno e l’ingresso di Google potrebbe rappresentare una vera rivoluzione.

iPad Mini: ecco il nuovo arrivato di casa Apple

La notizia sta nel prezzo: a 329 dollari per la versione di base con Wi-Fi da 16GB fino a un massimo di 659 dollari. Apple ha alzato il sipario sul nuovo tablet grande quanto una mano. L’iPad Mini è stato presentato oggi al California Theatre di San Josè e secondo il capo del marketing Phil Schiller ‘è bellissimo. Che cosa potete fare con un nuovo Ipad Mini – ha detto l’adviser – che non potete fare con l’ultima generazione di Ipad? Tenerlo in una mano. Ha un design completamente nuovo, è sottile è bellissimo da qualsiasi angolazione, non c’è niente di più bello’.

Il nuovo tablet conferma le indiscrezioni che circolavano nei giorni scorsi: è più piccolo di un terzo, più leggero e meno caro. Presentato con toni entusiastici il cucciolo di AppleL’iPad mini ha le stesse funzioni del ‘fratello più grande’, ma è sottile come una matita e leggero come un bloc-notes.

Novità anche per la batteria che avrà una durata di 10 ore. Lo schermo è sfruttato al massimo: l’immagine è espansa in larghezza per non perdere neppure un millimetro di spazio. Anche se il prezzo di partenza dell’ultimo nato non è proprio mini, lo si può pre-ordinare dal 26 ottobre al costo di 329 euro.

http://store.apple.com/it

 

Lavoratore cucinato a morte in uno stabilimento di conservazione del tonno in California

Santa Fe Springs, California (AP) – Le autorità dicono che un lavoratore dipendente di 62 anni è stato cotto a morte in un impianto di frutti di mare del sud della California per la lavorazione del tonno, il Bumble Bee Food. Jose Melena è stato trovato poco prima delle 07:00 di giovedì presso lo stabilimento di Santa Fe Springs.

Il Whittier Daily News riporta che Erika Monterroza, portavoce della divisione Californiana di sicurezza e salute sul lavoro dice che ancora non è chiaro come l’uomo sia finito all’interno di un dispositivo di cottura chiamato ‘macchina a vapore’.

L’agenzia di Stato ha avviato un’indagine.

Il portavoce della Bumble Bee Foods Pat Menke ha espresso le condoglianze alla famiglia di Melena in una dichiarazione scritta. Menke dice che le operazioni presso l’impianto di inscatolamento saranno sospese fino a lunedì.

Mitt Romney e la campagna elettorale a suon di gaffe

Questa volta ha dichiarato il suo reddito e quanto, in percentuale, ha corrisposto di tasse. Mitt Romney ha pagato nel 2011 tasse sul reddito del 14,1%. Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti ha pubblicato nel pomeriggio di venerdì la sua ultima dichiarazione dei redditi, dalla quale emerge un pagamento di 1.935.708 dollari di tasse a fronte di un reddito di 13.696.950 dollari, la maggior parte dei quali arrivati tramite investimenti.

Lo scorso anno Romney ha ricevuto 190.350 dollari in diritti d’autore e altri 260.390 dollari di compensi come consigliere d’amministrazione. Nel 2011 Romney, che ha case in Massachusetts, New Hampshire e California, ha pagato inoltre 214.728 dollari di tasse sulle proprietà immobiliari, 450.740 dollari in introiti aziendali e 146 dollari di tasse sulle proprietà personali.

Il candidato repubblicano, affatto sorpreso dalla gaffe sulla parte povera degli Stati Uniti svelata dal sito Mother Jones, ha rivelato anche le aliquote pagate negli ultimi venti anni, durante i quali ha sborsato in media il 20,20% di tasse e avrebbe donato in beneficenza il 13,45% del suo reddito. Romney non ha reso note le dichiarazioni dei redditi dei rispettivi anni ma, secondo quanto rivelato dal suo commercialista Brad Malt, la percentuale minore pagata da Romney sarebbe del 13,66%. Questo conferma quanto il candidato aveva dichiarato a metà agosto, quando aveva precisato di non aver mai pagato meno del 13%.

Romney ha inoltre dimostrato di aver pagato un’aliquota maggiore di quella che avrebbe dovuto secondo le leggi federali. Secondo la dichiarazione dei redditi preparata da Pricewaterhouse Coopers, l’ex governatore del Massachusetts ha rinunciato a richiedere parte della deduzione fiscale sulle donazioni di beneficenza da 4 milioni di dollari effettuate insieme alla moglie.

Il candidato repubblicano avrebbe chiesto deduzioni per 2,25 milioni di dollari, pagando 1,75 milioni di dollari di tasse in più. La decisione è stata presa per tenere l’aliquota pagata da Romney al di sopra del 13%. Lo ha confermato Malt, specificando che i Romney avrebbero limitato la deduzione delle donazioni di beneficenza per conformarsi alla dichiarazione fatta ad agosto dall’ex governatore, che aveva affermato di aver sempre pagato più del 13% di tasse negli ultimi dieci anni.

‘Se avessi pagato più di quanto dovevo’, aveva dichiarato tuttavia Romney in un’intervista dello scorso luglio, ‘non credo che sarei qualificato per fare il presidente’. L’ex governatore ha pagato anche tasse statali sul reddito per 1,3 milioni di dollari.

Nel frattempo lo staff della campagna elettorale di Romney ha reso pubblico un certificato medico che attesta la buona salute del candidato e di Paul Ryan, candidato alla vicepresidenza. Secondo la lettera, Romney e Ryan non avrebbero nulla che potrebbe compromettere la loro capacità di assumere i rispettivi incarichi.

Basterà per placare le critiche di chi lo accusa di voler occultare la verità? I suoi detrattori da tempo sostengono come i redditi di Romney il candidato della Grand Old Party, il partito repubblicano,  non rispecchino la realtà. E poi, paga poco di tasse – si afferma – perché la stragrande maggioranza delle sue entrate provengono da capital gain. Se il suo reddito fosse il frutto di un normale stipendio, allora sarebbe tassato con un’aliquota pari a più del doppio, il 35%. E’ una delle battaglie che il presidente Barack Obama sta tentando di portare avanti: rivedere un sistema fiscale che penalizza la middle class, i lavoratori, e favorisce i piu’ ricchi.

Intanto l’attuale inquilino della Casa Bianca continua ad andare a gonfie vele nei principali sondaggi. L’ultimo commissionato da Wall Street Journal e Abc News lo dà in testa in tre swing state: in Iowa Obama è in vantaggio addirittura di otto punti, in Colorado e Wisconsin di cinque punti. Presidente in testa anche negli Stati chiave più importanti, perché assegnano più grandi elettori: la Florida e l’Ohio.

http://www.gop.com
http://www.mittromney.com
http://cookednews.wordpress.com/2012/09/19/usa-obama-bacchetta-romney-il-presidente-rappresenta-lintera-nazione/

Strada stretta, lo Shuttle non passa abbattuti 400 alberi

Passa lo Shuttle, abbattiamo gli alberi. E’ il pericolo contro il quale sembra dover incorrere la California per il suo addio allo shuttle Endeavour: il centro spaziale californiano taglierà circa 400 alberi per spostarlo dall’aeroporto di Los Angeles al museo nell’Exposition Park.

Di fatto eliminerà piante che intralciano il traffico prima del passaggio dello Shuttle fra il 19 e il 20 settembre, promettendo di seminarne il doppio con cura e criteri di scelta. Dopo aver destato proteste e malcontenti, dando l’annuncio di voler sradicare le centinaia di piante che avrebbero ostacolato il percorso dello shuttle attraverso le strade di Los Angeles e della cittadina di Inglewood, il centro spaziale della California recupera consensi promettendo di investire fino a 3 milioni di dollari per piantarne due volte tanto, lasciando scegliere ai singoli quartieri quali specie.

Secondo il Los Angeles Times, che riporta la notizia, la rimozione delle piante sarebbe stata comunque auspicabile. Si tratta di alberi che disturbano il passaggio pedonale, che per la maggior parte non superano i 5 metri, e che non rientrano nelle specie significative per la flora cittadina. Il museo di Exposition Park ha inoltre assicurato che, entro massimo 5 anni, i nuovi alberi raggiungeranno l’altezza di quelli recisi, e che per i primi anni saranno curati affinchè crescano bene.

Dopo circa 20 anni di onorato servizio, 25 lanci e 299 giorni in orbita lo Space Shuttle Endeavour, sta per compiere il suo ultimo viaggio. Destinazione Los Angeles, in California, dove l’attende la meta finale della sua carriera: il California Science Center. Ma quest’atterraggio sembra il più difficile di tutti, perché a causa della larghezza sarà necessario abbattere centinaia alberi e alzare le linee telefoniche per permetterne il transito lungo il percorso di 12 miglia che va dall’aeroporto al museo. Una scelta che sta suscitando molte polemiche tra i cittadini dei comuni interessati, ma che per James Butts, sindaco di Inglewood, è una buona opportunità.

‘Abbiamo la grande occasione – spiega – non solo di rimpiazzare con alberi nuovi i vecchi alberi, le cui radici invasive stavano rovinando la strada, ma anche di piantare due alberi per ogni vecchio albero abbattuto che è una cosa buona per il nostro piano di riforestazione e comunque avremo un buon ritorno pubblicitario per il fatto che l’Endeavour attraverserà la nostra cittadina’.

Il museo ha pagato i lavori per rendere possibile il passaggio dello Shuttle, che non può viaggiare in autostrada perché la sua altezza gli impedisce di passare sotto i ponti. I cittadini, però, restano perplessi anche perché – dicono – ‘il cambiamento del panorama con l’abbattimento degli alberi, farà abbassare il valore delle case’. La decisione, tuttavia, è presa e, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora, la navetta passerà di qua per andare verso la nuova casa.

 Lo Space Shuttle Endeavour compirà i suoi ultimi viaggi fra il 19 e il 20 settembre, quando un velivolo da trasporto porterà l’orbiter a Los Angeles, dove sarà messo in mostra permanente presso il California Science Center. Endeavour – dice la NASA – sarà traghettato alla base Dryden Air Force nel deserto del Mojave il 19 settembre, atterrando a mezzogiorno. Il trasporto della navetta sarà effettuato al Los Angeles International Airport il 20 settembre. L’orario di arrivo deve essere ancora annunciato. Lo shuttle sarà caricato su un  camion e portato in strada, attraversando il centro prima di arrivare al museo di scienze. La NASA dice che il pubblico non sarà consentito sulla base aerea per vedere l’Endeavour traghettare, ma dovrebbe essere possibile vedere entrambi gli aerei dalla zona Boron.

http://www.nasa.gov/mission_pages/shuttle/shuttlemissions/sts127/main/index.html
http://science.ksc.nasa.gov/shuttle/resources/orbiters/endeavour.html

Tony Scott: muore suicida il regista di ‘Top Gun’

 Il celebre regista e produttore cinematografico Tony Scott, fratello di Ridley, si è suicidato lanciandosi dal Vincent Thomas Bridge di San Pedro, in California. Una lettera che annunciava la sua intenzione di farla finita è stata ritrovata nel suo ufficio. Tra i film più noti del regista britannico, che aveva 68 anni, ci sono ‘Top Gun‘, che lanciò un giovanissimo Tom Cruise, ‘Allarme Rosso’, ‘Deja Vù’, ‘Spy Game‘ e ‘Giorni di tuono’.

Nato a Stockton-on-Tees, nell’Inghilterra nord-occidentale, il 21 giugno del 1944, uno dei primi registi a fare il salto dalla direzione degli spot pubblicitari al cinema, Tony Scott iniziò la sua carriera con ‘Miriam si sveglia a mezzanotte’, avventura vampiresca interpretata da Catherine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie: la pellicola fu un flop, ma nel 1986 trovò il successo con uno dei classici della cinematografia anni Ottanta, quel Top Gun che incoronò Tom Cruise a star internazionale e idolo delle teenager di allora.

In un’intervista recente Scott raccontò di aver sentito parlare del copione che raccontava la storia dei prestigiosi piloti dell’aeronautica nel 1984, durante un viaggio in canoa sulle acque del fiume Colorado insieme ai produttori Don Simpson e Jerry Bruckheimer, con cui avrebbe collaborato a lungo in futuro. ‘Mi diedero la regia di Top Gun nonostante il flop di The Hunger e la mia assoluta ignoranza in fatto di piloti aerei e scuole di aeronautica’.

In realtà Bruckheimer aveva un altro regista in mente e Scott stava pensando alla realizzazione di ‘Man on Fire‘, il fuoco della vendetta, film che poi diresse vent’anni dopo. Improvvisamente però il produttore decise di chiedere a Scott di dirigere Top Gun e questi, senza pensarci due volte, accettò. Grazie al successo del film la collaborazione con Bruckheimer continuò anche con il sequel di ‘Un poliziotto a Beverly Hills’, protagonista Eddie Murphy, e il film divenne il suo più grosso successo commerciale, con incassi da capogiri.

Poi arrivarono ‘Giorni di tuono’, che lo vedeva ancora una volta dirigere Tom Cruise, e ‘Una vita al massimo’, del 1993, su una sceneggiatura di Quentin Tarantino con Christian Slater, Patricia Arquette, Brad Pitt e Christopher Walken. Osannato dalla critica, fu invece un flop al botteghino. Nel 1995 inizia una lunga collaborazione con Denzel Washington. Il primo film che girano insieme è ‘Allarme rosso’, poi arriva ‘Man on Fire’, ‘Déjà Vu’ – corsa contro il tempo, nel 2006 e ‘Unstoppable – fuori controllo’, nel 2010. Gli anni 2000 sono anche quelli di ‘Spy game’, con Robert Redford e Brad Pitt e ‘Nemico Pubblico’ con Will Smith, Gene Hackman e Jon Voight.

Importante anche la sua carriera di produttore, per il cinema e per la tv. Insieme al fratello Ridley è stato produttore esecutivo dei telefilm Numb3rs e The Good Wife, dell’adattamento cinematografico di A-Team e dei bestseller di Ken Follett ‘I pilastri della terra’ e ‘Mondo senza fine’. I suoi film, le cui spettacolari scene d’azione ne erano la firma, hanno avuto più successo al botteghino che non fra gli addetti ai lavori.

Tony Scott non è stato mai candidato agli Oscar. Il regista lascia la terza moglie, Donna Wilson Scott, e i due figli gemelli Frank e Max.

Su Twitter Tony ScottTop GunRidley

Apple vs Samsung: show di Lucy Koh in aula, l’avvocato ribatte al giudice ‘Non fumo crack, lo giuro’

1 Infinite Loop, Cupertino, California. Home o...

1 Infinite Loop, Cupertino, California. Home of Apple Inc. and one of Silicon Valley’s best known streets. (Photo credit: Wikipedia)

Un processo che qualcuno ha anche definito comico per i numeri e le cose dette. Come l’ultima ‘sparata’ del giudice federale chiamato a sovrintendere la controversia di Apple contro Samsung. L’azienda coreana produttrice di telefonini accusa la concorrente di averne copiato uno alla Sony. ‘Ma vi siete fatti di crack?’. La risposta di Lucy Koh, il giudice chiamato alla corte di San Jose in California, per mettere la parola fine al dibattimento sulla proprietà hi tech dell’ultimo ritrovato made in Cupertino.

Dopo aver ascoltato per ore i dipendenti di Apple e quelli Samsung, la Koh ha poi riascoltato quelli di casa Mac, che a poche ore dallo scadere del tempo concesso, hanno presentato 75 pagine di obiezioni. A quel punto la sfuriata. Spazientita, la giudice si è rivolta al difensore: ‘Andiamo, 75 pagine. Lei vuole che io faccia un’ordinanza di 75 pagine. A meno che lei stia fumando crack, sa che questi testimoni non saranno mai ascoltati’.

 ’In primo luogo, vostro onore, non sto fumando crack. Posso giurarlo’ ha risposto William Lee, avvocato dell’Appl, facendo un passo avanti verso il giudice. La battaglia legale dai risvolti comici si sta disputando tra le due grandi aziende del tech, che si accusano di plagio.

La sentenza è attesa tra una settimana e giovedì scorso, Koh ha tentato ancora una volta la mediazione. ‘È tempo di pace, ho chiesto agli avvocati di cercare un nuovo accordo prima della sentenza, perché vedo dei rischi per entrambe le parti in causa’.

Durante il processo californiano, che dura ormai da tre settimane, entrambe le aziende hanno cercato di provare la propria paternità sulle tecnologie di smartphone e tablet. L’ultima testimonianza è stata quella di Roger Fidler, esperto di informatica dell’università del Missouri, secondo cui i progettisti della Apple si sono basati in realtà sui disegni dello stesso Fidler, che dagli anni ’80 studiava la realizzazione di un tablet e che li ha mostrati loro a metà degli anni ’90.

Questo, secondo gli avvocati della casa coreana, dimostrerebbe che Apple non può avanzare rivendicazioni su progetti che essa stessa avrebbe rubato. Prossimamente, Samsung proverà a colpire i rivali della Apple lanciando, probabilmente giovedì prossimo, negli Usa e in Gran Bretagna la nuova versione del suo tablet Galaxy Note.

http://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/apple-contro-samsung-e-il-prototipo-sony-mai-esistito/

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