Google doodle per ‘Mama Africa’

miriam_makebas_81st_birthday-1417005-hpGoogle dedica il doodle di oggi a Miriam Makeba, ‘Mama Africa’, cantante sudafricana e attivista per i diritti umani e civili, nell’anniversario della sua nascita, avvenuta il 4 marzo 1932 a Johannesburg. Makeba è ricordata, oltre che per i successi musicali, tra cui ‘Pata Pata‘, anche per la sua lotta contro l’apartheid.

Negli anni Sessanta fu esiliata dal governo del Sudafrica che annullò il suo passaporto, per paura che la cantante potesse diventare un simbolo della popolazione oppressa. Proprio in quegli anni, infatti, Makeba aveva partecipato al documentario anti apartheid ‘Come back, Africa‘. Farà ritorno nella sua terra solo trent’anni dopo, nel 1990, consigliata da Nelson Mandela.

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Cover of Evening With Belafonte: Makeba

Makeba ebbe grande successo negli Usa dove si trasferì su consiglio di Harry Belafonte. Nel 1966 vinse un Grammy per il disco ‘An Evening with Belafonte/Makeba‘ nelle cui canzoni torna la sua denuncia contro l’apartheid. Morì in Italia, tra il 9 e il 10 novembre 2008, per un attacco cardiaco a Castel Volturno.

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Doodle Google a Mary Leakey, la prima donna a scoprire i resti di un ominide

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mary_leakeys_100th_birthday-1026006-hp (Photo credit: Yvonne Kao)

Doodle Google di oggi alla prima archeologa e paleantropologa al mondo a scoprire un ominide. Mary Leakey moglie di Louis Leakey, è famosa per diversi importanti ritrovamenti archeologici in Africa, ma  lo ‘scarabocchio’ di Big G commemora i 100 anni della nascita di Mary Leakey, per aver rinvenuto il primo cranio di ominide nel continente nero. L’home page del popolare motore di ricerca dedica stamane un ritratto alla paleoantropologa inglese, nata il 6 febbraio 1913 e deceduta a Nairobi il 9 dicembre del 1996, mentre era immersa nelle sue ricerche in un’area desertica con tanto di strumenti di lavoro e due cani dalmata al suo seguito.

Figlia di Erskine Nicol, un famoso pittore paesaggista, la giovane Mary Leakey trascorre molta della sua adolescenza in Europa, specialmente nella Dordogna e a Les Eyzies, una regione ricca di siti preistorici ed archeologici, ai quali si interessa subito. Incontra Louis Leakey, il suo compagno, all’Università di Cambridge nel 1933. Fra i due nasce subito una relazione che li condurrà alle nozze 3 anni più tardi. L’anno successivo Mary partecipa alla missione di scavi del marito in Kenia, e così sarà per gli anni successivi. Una delle sue più importanti scoperte archeologiche fu il ritrovamento del primo teschio fossile di “Proconsul”, un primate estinto del Miocene.

Ma è nel 1959 che Mary, al fianco del marito, fa la sua prima grande scoperta: un cranio ben conservato di ‘Australopithecus boisei‘, che chiamano ‘Zinyanthropus boisei’, o più semplicemente ‘Ziny’. Si tratta del primo reperto ben conservato e anche il più antico resto di ominide conosciuto all’epoca. Il sistema di datazione potassio-argo, applicato alle ceneri vulcaniche, gli assegna infatti un’età di un milione e ottocentomila anni. ‘Ziny’ (chiamato anche ‘schiaccianoci’’ per l’eccezionale potenza delle sue mascelle), rende di colpo la famiglia Leakey famosa in tutto il mondo.

Nozze gay: approvato in Francia l’articolo della legge sul matrimonio per tutti

matrimoni-gayL’Assemblea Nazionale francese ha approvato l’articolo della legge sul matrimonio per tutti che riguarda le nozze gay.

In particolare, i deputati francesi hanno adottato sabato l’articolo chiave del progetto di legge sul matrimonio e l’adozione da parte delle coppie omosessuali, che elimina l’esigenza di una differenza tra i sessi come condizione fondamentale per il diritto al matrimonio.

L‘articolo 1 del progetto di legge, su cui si dibatterà ancora per diversi giorni, è stato votato con 249 voci a favore e 97 contrari.

La legge sul matrimonio per tutti è stata una delle principali promesse della campagna elettorale del presidente Francois Hollande, che in queste ore è in missione in Mali.

Brindisi: al via il processo per la strage alla scuola Morvillo Falcone

melissabassiGiovanni Vantaggiato, imputato per la strage della scuola Morvillo Falcone di Brindisi è entrato nella gabbia laterale, nell’aula della Corte di Assise, dove oggi si apre la prima udienza del processo, visibilmente dimagrito e malfermo, sorretto dagli agenti della penitenziaria che lo scortavano. Gli stessi agenti lo hanno fatto sedere. Quando il presidente della Corte di Assise, Domenico Cucchiara, si è rivolto a lui per chiedere il consenso alle riprese fotografiche e televisive, non ha risposto.

Sguardo assente, gli occhiali tra le mani, Vantaggiato è rimasto in silenzio, nonostante le domande ripetute del magistrato che chiedeva ‘Ha compreso quello che le ho detto?’ L’imputato non ha rivolto alcun cenno in risposta e il magistrato ha quindi concluso: ‘Ripetutamente interpellato, non dà risposta, non esprime alcuna manifestazione’.

I genitori di Melissa non hanno mai rivolto uno sguardo verso la gabbia dove è seduto Vantaggiato. Sono rimasti in silenzio, con il capo chino. Mentre tutte le altre parti hanno dato assenso, Giovanni Vantaggiato ha continuato a non rispondere al magistrato che chiedeva il consenso alle riprese fotografiche e televisive in aula. Così il presidente della Corte Domenico Cucchiara si è rivolto al difensore, l’avvocato Franco Orlando, che ha risposto: ‘L’imputato non consente alle riprese’. La corte si è quindi riunita in camera di consiglio per decidere sulla questione.

A otto mesi dalla strage, oggi a Brindisi si apre il processo sull’attentato alla scuola Morvillo Falcone del 19 maggio scorso, quando un ordigno artigianale esplose uccidendo la 16enne Melissa Bassi, altre 9 persone rimasero ferite, di cui tre studentesse in modo grave. Vantaggiato è imputato, sia per la strage all’istituto del 19 maggio scorso, sia per l’attentato all’imprenditore di Torre Santa Susanna Cosimo Parato, avvenuto nel 2008.

‘Public Money’, arrestato l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali

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C’è anche l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali tra i destinatari di quattro provvedimenti di custodia cautelare ai domiciliari emessi dalla Procura cittadina per peculato e corruzione.

Nel corso delle indagini, tenute dalla Guardia di Finanza, è stato appurato che gli indagati ‘hanno tenuto costantemente, nel corso di più anni, una condotta fraudolenta finalizzata ad accumulare ingenti ricchezze da destinare a usi strettamente privati’, si legge in una nota della Gdf. Sequestrati beni per 3,5 milioni di euro.

I soldi accumulati illegalmente sarebbero serviti, secondo gli inquirenti, a finanziare la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Parma del 2007, a ‘fidelizzare’ la popolazione parmense, e non a un particolare ‘movimento’ politico anche al fine di una eventuale candidatura alle successive elezioni politiche nazionali. I soldi sarebbero anche stati utilizzati per il controllo della stampa locale e inoltre sarebbero state favorite le assunzioni di parenti e amici in aziende pubbliche.

Le altre ordinanze riguardano l’ex presidente del Cda e consigliere delegato di STT Holding Spa e ALFA Spa Andrea Costa; il vicepresidente di Iren Mercato Spa, ex coordinatore provinciale PdL a Parma, Luigi Giuseppe Villani; e l’editore, consigliere e presidente del Cda della societa’ Iren Emilia Spa, Angelo Buzzi. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, si chiama ‘Public money‘ e ha visto il sequestro di beni per 3,5 milioni di euro: beni mobili e immobili riconducibili agli arrestati.

  Nel complesso, gli indagati sarebbero 17. Di Vignali, già costretto a dimettersi nel 2011 a causa degli scandali e degli arresti che avevano travolta la sua giunta, si era recentemente fatto anche il nome come possibile candidato alle elezioni politiche per il Pdl.

Tre italiani rapiti in Nigeria: nel mirino dei pirati l’equipaggio dell’Augusta Offshore

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Tre italiani membri dell’equipaggio di una nave commerciale sono stati rapiti ieri al largo della Nigeria, all’altezza dello stato del Beyelsa.

La Farnesina ha confermato il prelevamento dei connazionali da parte di un gruppo di ignoti e il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, sta seguendo da vicino la situazione. Tra i sequestrati c’è una quarta persona di cui però non è nota la nazionalità.

Oggi l’International Maritime Bureau (Imb) ha dato la notizia che ‘dei pirati armati hanno attaccato e assaltato una nave da rifornimento, sequestrando quattro membri dell’equipaggio’. La nave è riuscita tuttavia a raggiungere un porto e a mettersi in sicurezza.

La nave, ha confermato un portavoce della Augusta, compagnia Offshore SpA con sede a Napoli è la Asso 21, un rimorchiatore per piattaforme. La compagnia, ha precisato il portavoce, ha ricevuto la notizia dell’attacco in mattinata e sta cercando di appurare quanti fossero gli uomini di equipaggio a bordo. Un’altra fonte aggiunge che uno dei rapiti dovrebbe essere al 90% campano.

Il rimorchiatore, che fa capo alla compagnia Augusta Offshore SpA, ha una flotta specializzata nel servizio di assistenza a piattaforme petrolifere, dislocata principalmente in Nord Africa, Mediterraneo, Mar Rosso, Africa Occidentale, Brasile e Mare del Nord e opera per aziende come la Mellitah Oil & Gas, Eni North Africa e Mabruk Oil in Libya, Ieoc e Petrobel in Egitto, Eni e Saipem in Italia, Petrobras in Brasile, Total e Exxon Mobil in Nigeria.

Non è la prima volta che i pirati attaccano i rimorchiatori dell’Augusta Offshore. Il 20 marzo del 2011 l’imbarcazione ‘Asso 22′ della compagnia napoletana con a bordo 11 membri dell’equipaggio, dei quali otto italiani, era stata sequestrata nel porto di Tripoli.

Il sequestro di oggi è solo l’ultimo di una serie. Il 17 dicembre uomini armati hanno rapito cinque marinai indiani a circa 64 chilometri al largo del Delta del Niger. I sequestratori, si è poi scoperto, erano gli stessi che avevano preso in ostaggio quattro sudcoreani e un nigeriano, dipendenti di Hyundai Heavy Industries Co., nello Stato di Bayelsa. Questi ultimi rapiti furono rilasciati, mentre gli indiani sarebbero tuttora nelle mani dei sequestratori.

Con il sequestro di tre marinai italiani da parte di pirati al largo della Nigeria, salgono a cinque i connazionali nelle mani dei rapitori nel mondo. Oltre all’equipaggio della Mv Asso Ventuno, gli altri due italiani sono l’ingegnere Mario Belluomo (63 anni, catanese), rapito in Siria lo scorso 17 dicembre tra Homs e Tartus assieme a due colleghi russi, e il cooperante Giovanni Lo Porto (38, palermitano), finito lo scorso 19 gennaio nelle mani di un gruppo talebano pakistano.

Nuova tragedia del mare nel canale di Sicilia: in dieci morti, 70 salvati

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Arrival of immigrants in the sea of Lampedusa, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

C’è stato un nuovo naufragio nel Canale di Sicilia. Un gommone con a bordo circa un’ottantina di migranti è colato a picco di fronte alle coste libiche, a 140 miglia a Sud di Lampedusa, dove ad accogliere i superstiti c’era anche Rosario Crocetta, il nuovo presidente della Regione.

I cadaveri di sette extracomunitari sono stati recuperati intorno alle 13 di oggi dalle motovedette della Capitaneria di porto, impegnate nelle operazioni di soccorso di un gommone naufragato la notte scorsa a 35 miglia a Nord delle coste libiche. Le sette vittime, imbarcate sul pattugliatore d’altura ‘Cigala Fulgosi’, si aggiungono alle altre tre recuperate ieri.

Le motovedette, partite da Lampedusa, e coadiuvate nelle operazioni di soccorso dal pattugliatore d’altura ‘Foscari‘, ieri hanno salvato 70 naufraghi, 66 somali e 4 eritrei, tra i quali anche una donna incinta.

L’allarme è stato lanciato, come accaduto altre volte in passato, con una telefonata effettuata ieri mattina da un telefono satellitare, che avvisava la Capitaneria di porto di Palermo, di un gommone in difficoltà di fronte alla Libia.

Dopo essere stato localizzato da un aereo maltese, il gommone è stato raggiunto dalle motovedette italiane solo in serata. Ad accogliere i profughi arrivati a Lampedusa il neo presidente in carica della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.

‘E stato un confronto con il dolore di un intero popolo, quello somalo, costretto a fuggire da una dittatura terribile e dalla miseria’ dice Crocetta. ‘Le immagini provocheranno gli stessi stereotipi di sempre nei confronti di Lampedusa – aggiunge – occorre rassicurare tutti che Lampedusa è un’isola perfettamente vivibile, che sa gestire queste emergenze. Ci sono stati immediati ed efficaci soccorsi da parte della protezione civile, forze armate, carabinieri e polizia, con un livello di accoglienza notevole’.

E continua: ‘C’è il dramma dell’Africa a cui l’Europa deve dare una risposta e c’è il dramma di Lampedusa che per tutta l’Europa subisce le problematiche collegate all’immigrazione clandestina. Bisogna sollecitare il governo affinché si possa avviare un dialogo con i Paesi coinvolti, per assicurare una gestione civile e umanitaria dei flussi migratori ma, al contempo dobbiamo pensare a un progetto per il rilancio dell’economia di Lampedusa’.

Film anti Islam: gli States evacuano le ambasciate di Sudan e Tunisia

 Gli Stati Uniti hanno ordinato allo staff diplomatico non essenziale di lasciare il Sudan e la Tunisia, incendiate dalle proteste contro il film blasfemo della figura di Maometto. In Tunisia sono stati quattro i morti nelle proteste e 49 i feriti. In Sudan sono stati contati due morti nell’attacco alle ambasciate occidentali. Il dipartimento di Stato americano aveva ordinato ieri sera il rientro in patria di tutte le famiglie e del personale diplomatico non essenziale delle ambasciate di Tunisi e Khartoum attaccate venerdi’ dalla folla inferocita’ per il film considerato blasfemo dai musulmani.

 Gli Stati Uniti agli americani ‘andate via da Tunisi ed evitate il Sudan’. Il dipartimento di Stato americano ha esortato tutti gli americani ad abbandonare Tunisi, dove l’ambasciata e’ stata attaccata, e a non recarsi in Sudan, evitando in particolare il Darfur, la regione del Nilo Blu e del Kordofan meridionale. Il timore e di nuove rappresaglie dopo la diffusione del film considerato blasfemo dai musulmani (‘L’innocenza dei musulmani’), girato negli Usa. Ieri le autorita’ di Khartoum avevano respinto la richiesta di Washington di inviare truppe speciali per proteggere l’ambasciata.

Obama: Americans laid down lives ‘in service to us all’, gli americani che sono a servizio di tutti noi non vanno dimenticati – ha detto Obama nel discorso di addio al console americano ucciso durante un attentato all’ambasciata il 12 settembre scorso e la cui salma è stata rimpatriata. I funerali per i quattro statunitensi uccisi negli scontri suscitati dal film ‘Innocence of Muslim’ si sono svolti al Joint Base Andrews, nel Maryland.

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London2012: prima medaglia azzurra, Luca Tesconi argento nella pistola 10 metri

Tiro a Segno – Luca Tesconi regala all’Italia la prima medaglia ai Giochi. L’azzurro ha vinto l’argento nel tiro a segno, specialità pistola 10 metri, con 685.8. Oro per il coreano Jin Longoh (688.2) e bronzo per il serbo Andrija Zlatic. Quella conquistata oggi a Londra è l’ottava medaglia nella storia dell’Italia olimpica del tiro a segno, la terza d’argento. L’ultima a salire sul podio, nella gara delle carabina 3 posizioni di Atene 2004, era stata l’attuale ct della squadra azzurra (anche degli uomini) Valentina Turisini.

La scherma, Vezzali e Di Francisca: entrambe le azzurre sono in semifinale del fioretto femminile. Elisa di Francisca si è guadagnata l’accesso ai quarti battendo la tedesca Carolin Golubytskyi 15-9 grazie ad una grande rimonta. Valentina Vezzali si qualifica ai quarti di finale del torneo di fioretto ha battuto 15-6 la cinese Jinyan Chen.

Judo, salta il bronzo per Verde. Al termine di un match tiratissimo, Elio Verde che aveva illuso, si è dovuto arrendere al brasiliano  Felipe Kitadai che nell’extra time ha avuto la meglio sull’azzurro soffiandogli il bronzo.

Best event da seguire oggi in LiveTweet la finale di fioretto femminile alle 20.40 e la finale di nuoto 4×100 m stile libero staffetta femminile alle 21.43, per la quale le italiane non sono riuscite a qualificarsi. In semifinale la Vezzali affronterà la Errigo mentre la Di Fancisca se la vedrà con la coreana Nam, argento a Pechino. Due medaglie sicure per l’Italia della scherma alle Olimpiadi di Londra, con le tre azzurre nella semifinale del fioretto donne. Il terzo gradino del podio sarà deciso da una finale per il bronzo.

L’Italia dell’arco è in semifinale nel torneo maschile a squadre. Nei quarti, gli azzurri hanno sconfitto la Cina per 220-216 e ora attendono la vincente della sfida tra Messico e Francia.

Marin. Comincia bene l’avventura di Luca Marin alle Olimpiadi di Londra. L’azzurro del nuoto si è qualificato per la finale dei 400 misti che ha aperto il programma dell’Acquatic Center, chiudendo le batterie al sesto posto con 4’13″02: meglio del campione americano Michael Phelps che ha strappato l’ultimo posto per la finale. Niente da fare per l’altro azzurro Federico Turrini. Terzo tempo per l’americano rivale di Phelps, Ryan Lochte.

E niente da fare anche per la staffetta femminile 4×100 stile libero: la squadra italiana segna il proprio record ma non basta per accedere alla finale. L’Italia fallisce la qualificazione alla finale della 4×100 femminile stile libero alle Olimpiadi di Londra. Il quartetto azzurro formato da Alice Mizzau, Federica Pellegrini, Laura Letrari e Erika Ferraioli ha chiuso in 3’39″74, nuovo record italiano, al settimo posto nella seconda batteria. «Sapevamo che sarebbe stato difficile, abbiamo fatto il massimo, va bene così», ha commentato Federica a fine gara.

Phelps dentro per un soffio. La stella del nuoto statunitense si è salvata per sette centesimi ottenendo l’ottavo e ultimo tempo utile per qualificarsi.

400 stile. Samuel Pizzetti fallisce l’accesso alla finale dei 400 stile libero maschili. In batteria, l’azzurro non riesce a scendere sotto il tempo di 3’50″93. A sorpresa, fuori anche il tedesco Paul Biedermann (3’48″50), detentore del record mondiale, e il coreano Taehwan Park: il campione del mondo in carica è stato squalificato.

Tennis. Deve lottare per tre set Falvia Pennetta per superare il primo turno al torneo olimpico femminile di tennis. Nel singolare l’azzurra ha battuto per 6-2, 4-6, 6-2 la rumena Sorana Cirstea. L’incontro disputato sul campo numero 11 di Wimbledon è durato un ora e 38 minuti.

Ciclismo. Il kazako Alexander Vinokourov ha vinto la prova su strada di ciclismo, aggiudicandosi l’oro. Medaglia d’argento al colombiano Rigoberto Uran Uran. Terzo, staccato di qualche secondo, il norvegese Alexander Kristoff. Vinokourov, bandiera della kazaka Astana, ha vinto l’oro alla veneranda età di 38 anni, battendo in uno sprint a due Uran Uran, al termine di una prova lunga 249 km. A Sidney, ai Giochi del 2000, aveva vinto l’argento.

Primo degli italiani il milanese Luca Paolini, che si è piazzato al nono posto, dopo essere stato a lungo in fuga con un nutrito gruppo di corridori. Il favorito della corsa, il britannico Mark Cavendish, si è piazzato al 29esimo posto, alle spalle di un altro big, Tom Boonen. Elia Viviani si è dovuto accontentare del 38esimo posto. La corsa è stata caratterizzata da una lunga fuga che ha visto protagonista anche Vincenzo Nibali e da una caduta in curva, negli ultimi chilometri, dello svizzero Fabian Cancellara, che ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari.

#PodiPodi #Londra2012 #Vezzali #aspettando1oro #Londra2012

(in foto le 8 medaglie vinte nel 2008)

http://www.londra2012.coni.it/

http://cookednews.wordpress.com/2012/07/28/gli-italiani-alle-olimpiadi-di-londra-2012-gli-azzurri-in-gara-sabato-28-luglio/

http://cookednews.wordpress.com/2012/07/28/olimpiade-2012-mission-impossible-opening-ceremony-firmata-david-boyle-con-daniel-craig-e-queen-elisabeth-ii/

Rossella Urru è libera. Dopo nove mesi di sequestro, la cooperante rientra in Italia

Rossella Urru è libera. A confermarlo il ministro degli Esteri Giulio Terzi. Dopo nove mesi di prigionia in Algeria, la cooperante italiana torna in Sardegna.

Prigioniera dallo scorso ottobre per il ministro ‘Si tratta di una bellissima notizia’. ‘Rossella – dice – sta per entrare in contatto con l’unità di Crisi: speriamo di parlarle quanto prima. I familiari di Rossella Urru sono qui con me e gli ho portato i saluti del Capo dello Stato’ Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica ‘ha seguito personalmente, insieme al presidente del Consiglio, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l’opinione pubblica italiana’, ha detto il ministro degli Esteri.

La conferma ufficiale della Farnesina scansa ogni dubbio dopo le lunghe ore di attesa. Nel primo pomeriggio un portavoce di Ansar Dine, gruppo islamico presente in Mali, dà la notizia della liberazione nel nord del Paese di un ostaggio italiano e due spagnoli prigionieri del gruppo islamico Mujwa legato ad al Qaida. La stessa fonte non fa tuttavia il nome della cooperante italiana, né dei due ostaggi spagnoli liberati.

‘Ci è stato riferito che tre ostaggi sono stati liberati nella regione di Gao’, dice alla Reuters il portavoce Sanda Ould Boumama.

Interpellata sulle voci di liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, la Farnesina fa inizialmente sapere che sta verificando la notizia attraverso tutti i canali disponibili. Il ministro degli esteri Giulio Terzi segue la questione personalmente, attraverso anche l’unità di Crisi.

La notizia della possibile liberazione della Urru viene diffusa già in mattinata dal giornale ‘Il Foglio‘. Secondo le fonti del quotidiano,  Urru è stata liberata dai miliziani del Mujao (il Movimento per l’unità e il jihad in Africa occidentale) nei pressi di Timbuctù e ora si trova nelle mani dei mediatori.

A casa di Rossella Urru nel pomeriggio non risponde nessuno. I genitori sono partiti per Roma. Lo zio di Rossella, rapita il 23 ottobre scorso, Mario Sulis, sostiene: ‘Stavolta sembra proprio la volta buona’. Già ai primi di marzo si è parlato della liberazione della cooperante, notizia subito smentita. A Samugheo, paese di origine di Rossella Urru, la vera unità di crisi. Tutti davanti a tv e internet aspettano di conoscere la verità.

Rossella Urru è stata rapita il 23 ottobre in un campo Saharawi a Tinduf, nel sud dell’Algeria, in un’azione rivendicata dal gruppo dissidente dell’Aqmi. Originaria della provincia di Oristano la cooperante, 30 anni, è rappresentante dell’ong Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp) e lavora da due anni nel campo profughi saharawi di Rabuni, nel sud ovest dell’Algeria. Insieme a lei sono stati sequestrati Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’associazione Amici del popolo saharawi e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat.

Al momento del rapimento, Rossella Urru era l’unica italiana che lavora nel campo profughi saharawi ed è stata la seconda connazionale nelle mani dell’Aqmi. Il 2 febbraio scorso era stata sequestrata Maria Sandra Mariani, 53 anni, turista fiorentina già rilascita nei mesi scorsi. Il campo dove è avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il Cisp si occupa di questo tipo di interventi dal 1984.

La battaglia dell’indipendenza del popolo saharawi o del Sahara occidentale dura ormai da più di 35 anni anni. Ex possedimento spagnolo abbandonato in tutta fretta alla morte di Francisco Franco, il Sahara occidentale fu annesso dal Marocco nel 1975. Da allora, i miliziani del Fronte Polisario (Fronte popolare per la liberazione del Seguya el Hamra e del Rio de Oro) rivendicano l’indipendenza del territorio, in cui hanno unilateralmente proclamato una Repubblica autonoma, e  forti del sostegno della vicina Algeria, si battono per ottenere il ritiro dei militari marocchini.

Tra Rabat e Algeri i rapporti diplomatici sono congelati proprio a causa della lotta  per l’indipendenza del popolo saharawi.

Su Twitter l’hashtag è La Farnesina#urrurossella urruurru le altre voci correlate.

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