Maratona di Londra: 30 secondi di silenzio in ricordo di Boston

tsegaye-kebede_2542248bL’etiope Tsegaye Kebede ha vinto oggi la maratona di Londra con un tempo di 2:06:03.

A sei giorni dagli attentati alla corsa di Boston, ha preso al via tra imponenti misure di sicurezza la 33ma edizione della maratona di Londra. Prima della partenza sono stati osservati 30 secondi di silenzio in ricordo dei tre morti nell’attacco terroristico di lunedì.

‘Correre la maratona e’ uno sport globale’, hanno ricordato gli altoparlanti prima del fischio per il silenzio, ‘unisce corridori e sostenitori in ogni continente in cerca di una comune sfida e in uno spirito di amicizia e solidarietà. Questa settimana la famiglia mondiale della maratona e’ stata sconvolta e rattristata dai fatti di Boston. Uniamoci nel ricordo di amici e colleghi per cui un giorno di festa si e’ trasformato in un giorno di tristezza’.

Dopo Boston, le misure di sicurezza per l’evento di Londra sono state rafforzate, anche se non e’ stato innalzato ‘il livello di minaccia’. Scotland Yard ha riferito che il dispiegamento di poliziotti e’ aumentato del 40% rispetto all’anno scorso, ma senza fornire cifre precise.

Scotland Yard è intanto in contatto con Fbi e polizia di Londra, mentre non ci sono elementi che facciano temere collegamenti con gli attentati di Boston, ha spiegato Pendry sull’Observer. Alla maratona londinese hanno partecipato 37mila persone.

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Bombe alla maratona di Boston: più di 140 i feriti, 3 i morti fra cui un bambino di 8 anni

Explosions At 117th Boston MarathonLe esplosioni all’arrivo della maratona di Boston sono state causate da bombe. Così fanno sapere gli organizzatori della competizione sul profilo Facebook dedicato. Una delle vittime è un bimbo di 8 anni. Un’altra esplosione alla Kennedy Library non ha provocato vittime: secondo la polizia, non era collegata alle altre due, frutto di un attacco ‘pianificato e ben coordinato’, anche se il presidente Barack Obama, rivolgendosi alla nazione, non ha parlato esplicitamente di terrorismo.

L’orrore delle bombe alla maratona di Boston è proseguito negli ospedali dove i medici hanno dovuto operare diverse amputazioni, soprattutto agli arti inferiori. Alle 23 ora locale il bilancio dei feriti era salito a quota 144, di cui 17 in condizioni critiche. In molti casi sono stati estratti cuscinetti a sfera dai corpi dei feriti. Tre persone hanno perso la vita, compreso un bimbo di 8 anni che aspettava il padre vicino al traguardo. Fra i feriti una decina sono bambini.

In un messaggio tv alla nazione, il presidente Barack Obama ha detto che ‘la nazione ricorderà Boston nelle preghiere questa sera. Funzionari federali stanno mobilitando le risorse per gli aiuti. Ho avvertito i leader di entrambe le parti, ma sono d’accordo che in giornate come questa, non ci sono partiti politici.

Polizia, vigili del fuoco, le squadre di primo intervento, e la Guardia Nazionale hanno risposto eroicamente. Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto in modo rapido e professionale a questa tragedia. Non sappiamo ancora chi ha fatto questo o perché, noi conosciamo tutti i fatti. Andremo a fondo: troveremo chi ha fatto questo e scopriremo perché. Eventuali individui o gruppi responsabili sentiranno tutto il peso della giustizia’.

Le esplosioni sono avvenute lungo l’ultimo miglio, dedicato nell’edizione di quest’anno alle vittime della recente strage della scuola di Newtown, nel Connecticut.

‘Ho sentito un rumore enorme, la festa si e’ trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara’, racconta Paolo Rossi, 48enne pistoiese, che ha visto il traguardo della maratona di Boston e poi la morte in faccia: fortunatamente ha mancato entrambi. ‘Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango’.

La polizia di Boston ha bloccato le comunicazioni dei telefoni cellulari in città per prevenire il rischio che un telefonino possa provocare esplosioni a distanza.

Nella zona delle due esplosioni sono state trovate altre due bombe inesplose, che sono state fatte brillare.

Secondo le fonti si sarebbe trattato di ‘ordigni di dimensioni ridotte’ e secondo il Boston Globe ‘almeno altre due bombe’ sono state individuate. In precedenza era stata data notizia di un terzo ordigno fatto brillare con un’esplosione controllata dagli artificieri.

La polizia di New York ha incrementato le misure di sicurezza in alberghi e altri luoghi ritenuti sensibili, in seguito alle esplosioni avvenute alla maratona di Boston. Paul Browne, portavoce del dipartimento di polizia di New York (NYPD), ha spiegato che le squadre di risposta agli eventi critici resteranno dispiegate in tutta la città finché non si saprà di più sulle esplosioni.

La polizia britannica ha annunciato una revisione dei piani di sicurezza per la maratona di Londra, che si correrà domenica, a causa delle esplosioni avvenute a Boston al termine della maratona che ogni anno si corre nella città del Massachusetts. Lo rende noto un portavoce della polizia metropolitana di Londra, spiegando che le autorità stanno lavorando con gli organizzatori della gara per analizzare i piani per la sicurezza dell’evento di domenica. Il direttore esecutivo della corsa, Nick Bitel, ha espresso il proprio sgomento e la propria tristezza per la situazione a Boston, affermando che ‘è un giorno molto triste per l’atletica e per i nostri amici che corrono la maratona’.

Le esplosioni sono avvenute alle 14,50 locali (le 20,50 in Italia) e a distanza di venti secondi l’una dall’altra, al traguardo della maratona di Boston.

Tra il pubblico scene di terrore e di panico, corpi a terra. La prima esplosione è avvenuta circa tre ore dopo che il vincitore della maratona ha tagliato il traguardo, e poco dopo c’è stata la seconda esplosione.

Una reporter di una tv locale del New England vicina al luogo dell’esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. ‘Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto’, ha detto Jackie Bruno della Necn.

Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, ha attivato immediatamente tutti i necessari contatti allo scopo di verificare l’eventuale presenza di italiani e di prestare loro eventualmente assistenza.

La Maratona di Boston è la più antica tra le maratone annuali che si svolgono al mondo. La gara parte da Hopkinton, nel Massachusetts, e si conclude a Boston, presso Copley Square, il terzo lunedì del mese di aprile, in occasione del Patriot’s Day, festa riconosciuta nel Maine e nel Massachusetts che celebra l’inizio della Guerra di indipendenza americana. Alla gara partecipano ogni anno circa 20 mila atleti. La maratona è aperta a chiunque abbia compiuto 18 anni, ma è necessario che i partecipanti abbiano raggiunto nei 18 mesi precedenti la manifestazione un tempo conseguito in una maratona ufficiale inferiore a un massimo prestabilito. Che varia in funzione del sesso e dell’età del partecipante e va da un minimo di 3h 10′ per gli uomini e 3h 40′ per le donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni a un massimo di 5h 00′ per gli uomini e 5h 30′ per le donne di età superiore agli 80 anni.

La gara, che quest’anno celebrava la sua 117esima edizione, era stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa tra gli uomini (2h10’22″) e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne (2h26’25″). L’ultimo miglio della maratona di Boston era dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, l’episodio che ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.

Roma, presidiati obiettivi sensibili Usa. Decine di obiettivi sensibili statunitensi a Roma blindati e presidiati dagli uomini delle forze dell’ordine. E’ l’intensificazione dei controlli disposta da un’ordinanza del Questore di Roma, dopo l’attentato nella maratona di Boston. I controlli riguardano aeroporti, università statunitensi oltre agli uffici delle ambasciate americane, il consolato e la residenza dell’ambasciatore. Decine gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nella Capitale in supporto a quelli già presenti.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime ‘solidarietà e vicinanza al popolo statunitense e alle famiglie delle vittime e ai feriti del vile attentato di Boston‘. ‘Un episodio – sottolinea – che lascia sgomenti e ci spinge a rinnovare la più ferma condanna nei confronti di una violenza insensata capace di trasformare in orrore una giornata festosa per la città di Boston. Siamo certi che gli Stati Uniti sapranno reagire riaffermando civiltà e senso di giustizia’.

‘E’ devastante vedere quelle immagini, fa impressione: cosi’ si colpisce gente che condivide una passione’. Franca Fiacconi, vincitrice della maratona di New York nel 1998, commenta a Sky sport24 l’attentato a Boston. ‘Non ho parole – dice la 44enne maratoneta romana -. L’11 settembre è stato diverso, adesso si è colpita in pieno la gioia di vivere’. Per la Fiacconi, che svela di aver ricevuto in mattinata una mail dalla Maratona di New York in cui si rende noto che gli organizzatori stanno già lavorando per assicurare all’evento ancor più sicurezza, è giusto che domenica si corra sulle strade di Londra: ‘Dobbiamo dare un segnale di compattezza. Londra deve fare la sua maratona, pensando magari meno all’agonismo e più alla solidarietà’.

‘A quanto ci risulta al momento, non ci sono italiani coinvolti’, nelle esplosioni di Boston. Lo ha detto il capo dell’unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando a Radio Anch’Io. ‘Già da ieri sera il Consolato italiano ha inviato team sul posto e nei principali ospedali e ha stabilito un contatto con le forze dell’ordine’, ha spiegato Taffuri, precisando che l’evento della maratona era così altamente frequentato che in questa fase è molto complesso avere dati e numeri precisi.

L’attentato alla maratona di Boston sembra più l’opera di terroristi interni che di Al Qaeda: ad affermarlo è Richard Barrett, ex coordinatore dell’Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaeda e sui talebani, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell’ordigno. Barrett, che ha lavorato con i servizi segreti britannici e ora è al Qatar International Academy for Security Studies, ha ricordato che ‘è successo durante il Giorno dei Patrioti, che è anche l’ultimo giorno per gli americani per pagare le tasse. E Boston è una città abbastanza simbolica. Questi sono piccoli indicatori’. Proprio da Boston partì nel 1773 la protesta delle colonie americane contro le tasse imposte dall’impero britannico, che portò due anni più tardi allo scoppio della rivoluzione americana. In onore di quel movimento, nel 2006 è nato il ‘Boston Tea Party’, l’ala oltranzista delle destra repubblicana.

L’analista di sicurezza nazionale della Cnn, Peter Bergen, è convinto che alcune informazioni diventeranno più chiare una volta che la polizia avrà reso noto che tipo di esplosivo è stato usato, dal momento che Al Qaeda spesso impiega ordigni a base di perossido di idrogeno. L’utilizzo di un altro tipo di esplosivo potrebbe quindi essere un segnale di un coinvolgimento di estremisti di destra. Anche Bergen ha osservato che l’esplosione gli ha ricordato le bombe di Oklahoma City, opera del terrorista americano Timothy McVeigh che proprio il 19 aprile 1995 fece 168 morti e oltre 680 feriti. ‘Gruppi di destra hanno provato ad attaccare, per esempio, la parata in memoria di Martin Luther King nell’Oregon nel 2010. Quindi, se è un ordigno di qualche tipo, non dovremmo saltare alle conclusioni su da dove proviene’.

‘Non possiamo abbassare la guardia nell’azione volta ad assicurare la pace e la sicurezza per la comunità internazionale, come previsto dalla Carta delle Nazioni unite, nonché la sicurezza per i nostri cittadini’. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il presidente della Repubblica ha espresso a Obama ‘i sensi della più profonda solidarietà e sdegno’ per l’attacco terroristico di Boston. ‘Hanno colpito dove le nostre società sono più vulnerabili, perché impegnate nella quotidiana costruzione di una serena convivenza civile. Tuttavia nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto’.

Per l’Italia, che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente’. E’ uno altro passaggio della lettera che Napolitano ha inviato al presidente degli Stati Uniti. ‘Nessun Paese può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale’, rileva Napolitano. ‘Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo’.

‘Mentre si avvicina nei prossimi giorni la scadenza del mio mandato, sono fiducioso che l’Italia manterrà il proprio coerente impegno nella lotta contro il terrorismo e per assicurare la pace, la stabilità e la sicurezza’ conclude Napolitano la lettera rivolta al presidente Obama.

Anche  il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato stamani gli attacchi di Boston. ‘Il presidente esprime il suo dolore per le vittime civili provocate dall’esplosione di due bombe – si legge in una nota dell’ufficio di Karzai -. Avendo sofferto per anni a causa di attacchi terroristici e avendo pianto vittime civili, il nostro popolo comprende bene il dolore e la sofferenza provocati da simili incidenti’.

Pechino ‘condanna fortemente’ l’attentato di Boston e ‘si oppone fermamente a ogni attacco contro la gente comune’. Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri cinese. ‘Inviamo le nostre profonde condoglianze alle vittime a ai loro familiari’, ha affermato il portavoce del ministero, Hua Chunying. Nell’attacco alla maratona è rimasta ferita una studentessa cinese, ha detto Hua, aggiungendo che il consolato di New York si è attivato per prestarle assistenza.

L’Iran ha condannato ‘con forza’ il doppio attentato che ha funestato la maratona di Boston uccidendo almeno tre persone. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast.

Il principe Harry prenderà parte alla maratona di Londra domenica prossima, come previsto, nonostante quanto accaduto ieri a Boston. Lo ha confermato un portavoce di St. James Palace. ‘Per quanto ne sappiamo, non c’è motivo che suggerisca cambiamenti di programma’, ha detto un portavoce del Palazzo Reale, confermando la presenza di Harry e specificando che le questioni di sicurezza sono di competenza della Polizia.

L’atto criminale’ di Boston è ‘una sorta di riproduzione di quanto avvenuto in passato, le cui ripercussioni sui musulmani e sull’Islam non si verificheranno di nuovo’. Lo scrive su Facebook il numero due del partito dei Fratelli musulmani egiziani Essam el Eryan. ‘Anche se condividiamo il dolore degli americani, bisogna leggere bene fra le righe: chi potrebbe non essere soddisfatto delle riforme democratiche malgrado le difficoltà della transizione? Chi ha scatenato l’islamofobia attraverso i media? Chi finanzia il terrorismo?’

Procedura di ‘decontaminazione‘ su un aereo Air France in partenza da Parigi per New York, dopo il ritrovamento a bordo di un bagaglio sospetto. Secondo quanto si è appreso, i passeggeri del volo Air France 012 in partenza alle 10:35 dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle e diretto a New York JFK, sono stati fatti scendere dopo che è stata decisa l’applicazione della procedura di sicurezza. Il piano è scattato per il ritrovamento di una valigia, probabilmente lasciata a bordo da un passeggero di un volo precedente. Dopo una perlustrazione integrale dell’apparecchio, il volo è partito con due ore di ritardo. Air France ha precisato che la decisione è stata presa d’intesa con ‘le autorità responsabili per garantire la sicurezza dei passeggeri’. Subito dopo le esplosioni di Boston, è stata rafforzata in tutta la Francia la sicurezza e la vigilanza nei luoghi più sensibili. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha ricordato le minacce ricevute dalla Francia dopo l’intervento armato in Mali.

 La Turin Half Marathon, 21 chilometri tra Torino e Collegno,domenica prossima si correrà col pensiero alle vittime di Boston. Ad annunciarlo è stato Luigi Chiabrera, che ha presentato la gara di domenica con le immagini di Boston che scorrevano sullo sfondo. ‘Se lo scopo degli attentati era di farci restare a casa, noi non accettiamo questo ricatto’. Tanto più che tra le maratone di Torino e Boston c’è un antico gemellaggio, perché sono nate entrambe nel 1897. Il caso, inoltre, ha voluto che domenica le magliette consegnate ai partecipanti alla mezza maratona saranno nere. ‘L’avevamo deciso settimane fa – ha ammesso Chiabrera – ma è stata una casualità significativa, sarà un segno di lutto per gli amici di Boston’.

Secondo esperti citati dal Boston Globe, gli ordigni erano rudimentali e questo porterebbe a escludere una matrice esterna, l’opera cioè di un governo straniero o di una organizzazione globale come Al Qaeda. Ma le bombe potrebbero esser state azionate da estremisti islamici residenti negli Stati Uniti e influenzati da imam in Medioriente, estremisti interni di sinistra o di destra o folli maniaci senza una agenda ideologica. Gli estremisti islamici ‘sarebbero i primi sospetti, ma ci sono molte altre possibilità’, ha detto Micahel Jenkins, uno specialista di terrorismo alla Rand Corporation. Radicali islamici negli Usa sono stati responsabili di decine di atti di violenza arrivati o meno in porto, tra cui l’autobomba di Times Square tre anni fa e la sparatoria a Fort Hood nel 2009 in 13 persone sono rimaste uccise.

La polizia sta ancora lavorando per mettere in sicurezza l’area dell’attentato alla maratona di Boston e l’operazione richiederà ancora ‘almeno due giorni’. Lo ha affermato il capo della polizia Ed Davis in conferenza stampa. La scena del crimine, ha spiegato Davis, ‘è molto complessa e stiamo agendo sotto il controllo dell’Fbi e dell’antiterrorismo. C’è una zona che è controllata solamente dall’Fbi. L’area transennata è stata ridotta da 15 a 12 isolati e cercheremo di riaprire il maggior numero di strade possibile e far tornare a casa le persone evacuate’.

‘No comment’ Fbi su sospettato fermato. ‘La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo’. E’ quanto ha detto nella conferenza stampa a cui hanno partecipato tutte le autorità del Massachussets, Rick Deslauries, l’agente speciale dell’Fbi incaricato delle indagini.

‘Normali cittadini diventati eroi’: le autorità locali, a partire dal sindaco di Boston Thomas Menino, rendono omaggio a tutte le persone che nei terribili momenti seguiti alle due esplosioni vicino al traguardo della maratona di Boston ‘hanno salvato numerose’ vite, prestando i primi soccorsi ai feriti e aiutando il personale medico: corridori, persone che sulle tribune assistevano alla maratona, fotografi. Il sindaco ha quindi lanciato un appello alla popolazione perché collabori con le autorità fornendo tutte le informazioni e le immagini possibili: ‘Dobbiamo lavorare insieme. Boston è una città forte e lo dimostrerà anche in questi momenti di terribile difficoltà’.

Il bilancio: tre morti e 176 feriti. Il bilancio definitivo dell’attentato di Boston è di tre morti e 176 feriti. I feriti gravi sono 17. Lo ha detto il capo della polizia Ed Davis.

Quella sull’attacco alla maratona di Boston è una ‘indagine globale’. Lo ha detto Fbi: ‘Andremo fino alla fine della terra per trovare i colpevoli’.

Le radiografie di uno dei feriti nelle esplosioni di ieri alla maratona di Boston hanno evidenziato nelle lesioni la probabile presenza di pallini per armi ad aria compressa. È quanto afferma il dottor Stephen Epstein del dipartimento di medicina d’urgenza al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il quale spiega in una mail che le radiografie fatte a una gamba ferita, da lui esaminate, mostrano ‘quelli che appaiono essere piccoli oggetti rotondi sparsi nell’arto, simili a colpi per armi ad aria compressa’. L’esatta natura degli oggetti, ha però precisato, deve essere ancora accertata.

‘Nessuno è al momento è stato arrestato’. Lo ha detto il capo della polizia di Boston, Ed Davis, rispondendo alle domande dei giornalisti. L’agente dell’Fbi, Rick Deslauries, non aveva voluto rispondere alle domande riguardo ad eventuali sospetti e persone fermate.

Il capo del Pentagono Chuck Hagel ha definito l’attentato di Bostonun crudele atto di terrore‘. Hagel è stato il primo dell’amministrazione a usare ‘on the records’ la parola terrore per la strage di Boston.

La polizia federale, attraverso l’agente Rick DesLauriers, ha dichiarato di non essere stata a conoscenza di informazioni su un eventuale minaccia prima della maratona di Boston.

 Il console spagnolo a Boston, Pablo Sanchez-Teran, è stato destituito per aver chiuso il consolato due ore dopo l’attentato alla maratona. Lo riferisce il sito di El Mundo, citando fonti del ministero degli Esteri. ‘Era l’ora di chiusura’, ha detto il console quando è stato intervistato dalla rete televisiva Marca Tv. La sua risposta, assieme al fatto che Sanchez- Teran non ha fornito nessun numero telefonico per le emergenze, ha sollevato un’ondata di polemiche su Twitter. Ai commenti ironici, con la battuta ‘lavora meno del console di Boston’ diventata ormai un tormentone, si sono aggiunte le lamentele dei tanti spagnoli che si trovavano a Boston e hanno trovato il consolato chiuso. E oggi il ministro degli Esteri, Jose Manuel Gracia Margallo, ha deciso di destituire il console ‘per mancato compimento dei suoi obblighi’. Nessuno spagnolo è rimasto ferito nell’attentato, ma molti si trovavano ieri a Boston. Ben 91 spagnoli hanno partecipato alla maratona, diversi dei quali accompagnati da parenti e amici. A loro si aggiungono 3.980 spagnoli che risiedono nella città americana, fra cui studenti e docenti universitari.

Molti maratoneti sono in fila negli ospedali per donare il sangue.

 Un jet passeggeri della Us Airways è stato evacuato e circondato dalla polizia all’aeroporto Logan di Boston. L’aereo si trova all’inizio della pista e tutti i bagagli sono stati scaricati e posizionati sulla destra del velivolo. I veicoli di emergenza dello scalo si trovano a circa 50 metri di distanza dal jet. Lo hanno riferito le tv locali. Il volo dell’Us Airways 1716 è stato fermato sulla pista di decollo dell’aeroporto Logan di Boston per questioni di sicurezza.

Dopo l’attacco durante la maratona di Boston ‘ci sarà senza dubbio, e per un certo periodo di tempo, un clima di sospetto attorno a questo tipo di eventi. In particolare mi viene in mente la Maratona di Londra’, lo ha detto Joel Laine il responsabile della Maratona di Parigi, Joel Laine, secondo quanto riferiscono i media britannici. ‘Penso all’ansia che susciterà tra coloro che vi prenderanno parte e le loro famiglie’.

Un pacco sospetto è stato trovato questa mattina all’aeroporto LaGuardia di New York. La polizia, come riporta Bloomberg, per precauzione ha fatto evacuare il terminal centrale dello scalo. Gli aerei sono stati allontanati dagli edifici dell’aeroporto.

E’ cessato l’allarme per un pacco sospetto all’aeroporto La Guardia di New York e quello allo scalo Logan di Boston dove un aereo, già in fase di decollo, era stato evacuato. Lo riferiscono i media americani.

‘Un pensiero commosso ai feriti e alle vittime’ dell’attentato di Boston e l’invito a osservare un minuto di silenzio per onorarle. E’ quanto ha espresso il presidente del Senato, Pietro Grasso ad avvio di seduta dell’assemblea. Grasso ha concluso condannando ‘con fermezza questo mostruoso crimine’.

Barack Obama ha ordinato di esporre le bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca e sui principali edifici federali per onorare le vittime dell’attentato alla maratona di Boston. ‘E’ un segno di rispetto per le vittime di questo insensato atto di violenza’, ha affermato il presidente, riferisce il sito Politico.com.

Il presidente americano apparso in tv per il suo messaggio. ‘Non sappiamo chi sono i colpevoli. Sappiamo come abbiamo reagito. Sappiamo che ci sono stati ordigni esplosivi. Ma non il motivo. I primi soccorritori hanno fatto il possibile, ma abbiamo assistito a scene di solidarietà. Tutti hanno cercato di aiutare. Se volete sapere com’è l’America, come reagiamo al male, l’esempio è quello di ieri. Aiuto, solidarietà, non paura. Tutti dobbiamo continuare ad aiutare. Chiunque veda qualcosa o abbia sospetti aiuti’. l presidente Usa chiede agli americani di avere fiducia nel lavoro degli investigatori, dell’Fbi ma di evitare speculazioni sulla matrice dell’attentato.

‘Oggi, come ogni giorno, Israele è fianco a fianco con il popolo americano’ ha detto il premier Beniamyn Netanyahu che ha commentato l’accaduto durante il ricevimento per il corpo diplomatico per il 65/o anniversario della nascita di Israele (‘Yom Hazmaut’) nella residenza del presidente Peres a Gerusalemme. ‘Un giorno di festa che diventa un giorno di terrore. Invio le mie condoglianze al presidente Barack Obama, al popolo americano e ai familiari dei defunti”. Anche Shimon Peres ha espresso il suo cordoglio.

 Gli ordigni usati a Boston erano costituiti da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Lo riportano i media Usa citando fonti di polizia. Le pentole erano in buste di nylon nera o zaini e sono state trovate anche tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer.

 Non è chiaro se fossero state depositate in un cassonetto: una era stata forse collocata su un marciapiede, ha detto una fonte alla Cbs. Senza indurre a conclusioni sulla matrice dell’attentato, la pentola a pressione-bomba è un ordigno che gli esperti di terrorismo ritengono parte dell’addestramento nei campi del Baluchistan tra Pakistan e Afghanistan.

Per la Cnn solo una delle due bombe esplose era in una pentola a pressione nascosta in uno zaino. A riferirlo, si legge sul sito della Cnn, è stato un ufficiale delle forze di sicurezza che partecipa alle indagini sull’attentato che ha fatto 3 morti e 176 feriti.

Quando c’è stata l’esplosione, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, nel raggio di qualche decina di metri, c’erano almeno dieci o dodici italiani, assieme ad altre decine di atleti, davanti al pubblico, ma per fortuna nessuno di loro è rimasto ferito. A raccontarlo è Fabrizio Dembech, accompagnatore del gruppo di 67 atleti italiani giunti a Boston con l’organizzazione Terramia, che a sua volta era lì ad aspettarli all’arrivo.

#Boston#Bostonmarathon

Kobe Bryant operato: perfettamente riuscito l’intervento al tendine d’Achille. Stop dai sei ai nove mesi

kobe--473x264E’ perfettamente riuscito l’intervento chirurgico per riparare la lesione al tendine d’Achille della gamba sinistra di Kobe Bryant. Sono i Los Angeles Lakers a comunicarne la perfetta riuscita con un comunicato sul proprio sito ufficiale: l’operazione è stata eseguita dai medici Neal ElAttrache e Stephen Lombardo del Kerlan Jobe Orthopaedic Group. Per quello che concerne il recupero, si parla di uno stop che va dai sei ai nove mesi.

Durante i primi 30-40 giorni, la guardia avrà la gamba immobilizzata. Bryant, 34 anni, si è infortunato nel finale della gara vinta dai suoi Lakers contro i Golden State Warriors.

Prima di entrare in sala operatoria Kobe ha postato una foto sul proprio profilo Instagram con scritto: ‘In vista dell’operazione. Sembro Mrs Doubtfire. Tra poco l’anestesia’. I gialloviola sperano di averlo per la prima partita della stagione 2013-2014, a novembre.

L’operazione per la riparazione del tendine è stata coronata da successo ma Bryant non sarà disponibile ‘da un minimo di sei fino a nove mesi’, hanno comunicato i Lakers. Secondo il preparatore atletico del club, Gary Vitti, l’obiettivo è che Bryant sia disponibile per l’inizio della stagione 2013/14, tra fine ottobre e inizio novembre. Kobe ‘ha accettato la sfida’, ha detto Vitti.

Dolorante dopo l’infortunio, la 34enne stella del basket ha comunque escluso che quanto accaduto possa indurlo a porre fine a una lunga e sfolgorante carriera che lo ha consacrato cinque volte campione Nba (2000, 2001, 2002, 2009, 2010) e due volte olimpionico (Pechino 2008 e Londra 2012). ‘Ci sono un sacco di giocatori che hanno avuto questo stesso infortunio, dunque posso farcela”, si è ripromesso. Tra gli atleti che si sono rotti il tendine d’Achille e sono poi tornati alle competizioni c’è David Beckham.

L’ex capitano della Nazionale inglese si infortunò durante una partita di serie A quando era in prestito al Milan, ed è poi sceso nuovamente in campo con i Los Angeles Galaxy e, ultimamente, con il Paris Saint-Germain. Kobe Bryant è crollato a terra, per il cedimento del tendine, a tre minuti dalla fine del match contro i Golden State Warriors (vinto 118-116), in seguito ad un banale movimento di aggiramento di un avversario che aveva ripetuto ‘un milione di volte’. ‘Una sensazione terribile’, ha commentato il fuoriclasse, definendo l’infortunio il momento peggiore della sua carriera.

Gallinari infortunato, oggi la risonanza magnetica

gallinari-538x348Danilo Gallinari su una sedia a rotelle viene accompagnato nello spogliatoio dei Denver Nuggets: il dolore è lancinante, per il ginocchio sinistro dell’azzurro il rischio è della rottura del crociato anteriore. Oggi la risonanza chiarirà l’entità del danno, ma probabilmente la stagione del Gallo è finita anzitempo.

L’azzurro, che da tempo gioca nella Nba, ha vissuto una serata drammatica durante la gara che i suoi Nuggets hanno vinto in casa per 95-94 contro i Dallas Mavericks (36-39).

A circa 4 minuti e mezzo dalla fine del primo tempo, Gallinari si è infortunato da solo nel corso di un’azione offensiva.

Il numero 8 fino a quel momento aveva segnato 9 punti. Il ‘Gallo’ stava andando in offensiva contro il canestro avversario; provando ad evitare la difesa di Dirk Nowitzki ha compiuto un movimento innaturale con il ginocchio sinistro.

L’articolazione si è piegata verso l’interno e Gallinari è crollato a terra dolorante, prima di essere soccorso dallo staff medico dei Nuggets e condotto fuori a braccia da due compagni.

Da qualche settimana sono iniziati i playoff, e ora Denver ha paura di perdere uno dei suoi giocatori più importanti proprio nel momento vitale della stagione. Gallinari assicurava una media di 16,3 punti a partita, configurandosi come il secondo marcatore di una squadra che, al completo, potrebbe puntare al top nella post season.

Primo giorno di libertà per l’atleta Pistorius

pistorius_oscar640_640‘Grazie a tutti coloro che hanno pregato per entrambe le famiglie, Oscar’. Questo messaggio, postato su Twitter attraverso l’account del fratello Carl, è la prima uscita pubblica di Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp, uscito di prigione dopo aver pagato una cauzione da un milione di rand, circa 85mila euro. Finora Pistorius non aveva mai parlato in pubblico e anche la sua testimonianza sull’accaduto era stata consegnata in un affidavit ai giudici.

Dopo quella terribile notte di San Valentino, in cui esplose quattro colpi di pistola contro la fidanzata chiusa in bagno, credendo – è la sua versione – che si trattasse di un ladro, Oscar ha trascorso otto giorni in cella e affrontato quattro udienze cariche di tensione. Udienze durante le quali la sua difesa, sfruttando l’imperizia negli accertamenti dell’accusa, è riuscita a smontare le certezze su un omicidio premeditato e a far accettare l’idea che l’imputato non possa fuggire perché si tratta di Pistorius, l’uomo che tutto il mondo ha imparato a conoscere perché in grado di volare sulle piste di atletica nonostante le protesi alle gambe.

Secondo quanto disposto dal giudice, Pistorius non può lasciare il Paese, ha dovuto consegnare il passaporto, dovrà presentarsi due volte a settimana nel commissariato di Brooklyn, a Pretoria, non dovrà assumere alcol né alcun tipo di sostanza proibita. Inoltre, Pistorius non potrà tornare nella villa di Silver Lake, teatro della tragedia, nel lussuosissimo quartiere residenziale di Pretoria.

Ecco perché il giovane ha trascorso la sua prima notte fuori del carcere a casa dello zio Arnold, che per primo affrontò la stampa il giorno dopo la tragedia e che ancora una volta si frappone tra Oscar e i media. ‘Voglio che Oscar si riprenda e trascorra un giorno normale. Cercheremo di non aver nessun contatto con i media, di prendere un giorno di riposo – spiega alla sudafricana Radio 702 -. La famiglia vuole soltanto trascorrere un po’ di tempo insieme’.

Oscar Pistorius tornerà in aula a partire dal 4 giugno, per affrontare il processo in cui, per bene che gli vada, potrà ottenere una condanna per omicidio preterintenzionale. Lo stesso suo team legale ha ammesso che non riuscirà a salvare ‘Blade Runner‘ dalla prigione perché non potrà invocare la legittima difesa. Ma adesso – scrivono i media sudafricani – Oscar vorrebbe incontrare la famiglia della ‘sua’ Reeva. Secondo indiscrezioni della stampa sudafricana, gli Steenkamp hanno ricevuto un biglietto e un mazzo di fiori da parte di Pistorius. ‘Ma che significa?’, si sarebbe chiesta la mamma della modella, June.

Il padre, Barry Steenkamp: ‘Non importa quanti soldi ha o quanto siano bravi i suoi avvocati – dichiara alla stampa sudafricana -, dovrà fare i conti con la sua coscienza se permetterà alla squadra legale di mentire per lui. Se sta dicendo la verità, forse un giorno potrò perdonarlo. Ma se invece non è andata come dice lui, deve soffrire e soffrirà… Solo lui sa…’.

‘Dovrò abituarmi a vivere senza di lei’, aggiunge la madre June, ‘e ora che tutto le è stato portato via in un modo così violento, vogliamo solo sapere la verità’. Particolarmente duro, il giorno dopo, il commento dello zio di Reeva, Mike Steenkamp, sulla reazione del clan Pistorius all’annuncio in aula della rimessa in libertà su cauzione di Oscar: ‘Tutti volevano saltare dalla gioia. Penso che l’abbiano fatto nel contesto sbagliato, completamente’.

Un altro incontro importante attende Pistorius. Secondo una fonte vicina alla sua famiglia, nel fine settimana Oscar potrebbe rivedere il suo allenatore, Ampie Louw, che nei giorni scorsi aveva evidenziato quanto fosse importante per l’atleta riprendere il training, per poter mantenere corpo e mente sgomberi dai pensieri e dunque affrontare al meglio non solo il tempo che lo separa dal processo, ma la sua nuova vita, inevitabilmente diversa dalla favola che lo ha fatto conoscere al mondo.

(fonte laRepubblica)

Si alla libertà su cauzione per Oscar Pistorius

oscar-pistorius-secondaudienza-04Il giudice Desmond Nair ha disposto la libertà su cauzione per Oscar Pistorius.

La polizia che ha indagato sull’omicidio di Reeva Steenkamp da parte di Pistorius ha ‘commesso errori’ ha detto Nair.

Tra gli errori degli inquirenti messi in evidenza dal giudice, il fatto che la polizia non ha esaminato il cellulare di Reeva e che il detective Hilton Botha, rimosso dal suo incarico ieri, potrebbe aver inquinato la scena del delitto.

Non è stato dimostrato che Oscar Pistorius sia a rischio fuga ha aggiunto il giudice Desmond Nair.

‘Yes’, è il grido di gioia della famiglia di Osca Pistorius dopo che il giudice Desmond Nair ha concesso la libertà su cauzione all’atleta accusato di omicidio della fidanzata.

Nel corso di questo ultimo giorno di udienze preliminari presso il tribunale, il procuratore aveva detto all’atleta, che è di nuovo scoppiato in lacrime, di prepararsi a una lunga pena detentiva: ‘Deve capire che una condanna a un lungo periodo di carcere è praticamente certa’.

Pistorius, 26 anni, è arrivato in tribunale alle 6:30 del mattino, le 5:30 in Italia, coprendosi il capo con la giacca. I magistrati sudafricani intanto hanno ammesso di non avere più la certezza che sia testosterone la sostanza rinvenuta nell’abitazione di Pistorius. Un’incredibile marcia indietro dopo la testimonianza nell’aula di tribunale qualche ora prima.

‘Non possiamo dire che cosa sia’, ha detto il portavoce della procura nazionale, Medupe Simasiku. ‘Non possiamo confermare o smentire niente fino a quando riceveremo il rapporto della scientifica’.

Pistorius in tribunale: l’accusa è di omicidio predeterminato

pistoriusIl campione sudafricano Oscar Pistorius, accusato di avere ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp con quattro colpi di pistola, la notte di San Valentino, è in tribunale a Pretoria. Durante l’udienza, interrotta due volte, Pistorius è scoppiato a piangere «in maniera incontrollata», riferiscono i media presenti. Il presidente del tribunale, Desmond Nair, ha confermato la tesi dell’accusa: l’omicidio della sua fidanzata Reeva Steenkamp era premeditato e che per questo saranno previste le più severe condizioni previste dalla legge sudafricana in merito alla richiesta di cauzione fino all’inizio del processo. Pistorius rischia l’ergastolo. «Non esiste alcuna spiegazione possibile a conferma della sua tesi sul ladro», ha sostenuto il procuratore sudafricano Gerrie Nel. Secondo i giornalisti che seguono il processo, il giudice può decidere in un secondo tempo di modificare i termini dell’accusa, se emergeranno nel frattempo nuove prove a favore dell’ex campione.

 Secondo l’accusa, Pistorius avrebbe sparato quattro colpi, attraverso la porta del bagno, dove la donna si era rifugiata: tre avrebbero raggiunto la vittima. Poi il campione sudafricano avrebbe sfondato la porta e portato al piano inferiore la compagna. Dopo avere ucciso la fidanzata, Pistorius ha detto alla sorella che pensava che la vittima fosse un ladro. Lo ha riferito il pubblico ministero, aggiungendo: «Perchè un ladro si chiuderebbe in bagno?». Garrie ha inoltre spiegato che il campione ha indossato le sue protesi e ha camminato per sette metri prima di sparare: «Oscar Pistorius ha indossato gli arti artificiali e ha attraversato la camera da letto prima di esplodere quattro colpi di pistola contro la porta chiusa a chiave del bagno, uccidendo la sua fidanzata a sangue freddo». «Se mi armo, cammino e uccido una persona, tutto ciò è premeditato – ha aggiunto -. La porta era chiusa, non ci sono dubbi. Cammino sette metri e uccido. Il motivo è: “voglio uccidere”. È così», ha detto ancora Nel.

Secondo il suo legale, Barry Roux, Pistorius non aveva pianificato l’uccisione della fidanzata, anche se prima potrebbero aver litigato. Il fatto di avere sparato contro una porta in vetro dietro la quale si trovava la donna, presa per un ladro, non dimostra nulla, secondo la difesa, che lo ha spiegato in tribunale. Roux ha fatto riferimento «a casi di altre vicende o di mariti che hanno sparato alle loro mogli per sbaglio, pensando a un intruso». «Non vi è alcun elemento che indichi la benchè minima premeditazione», ha detto il legale. E poi, riferendosi a Reeva Steenkamp, ha aggiunto: «Tutto quello che sappiamo è che si è chiusa nel bagno. È stata uccisa nel bagno… lui ha pensato che fosse un intruso».

Gli avvocati di Oscar Pistorius, Barry Roux eKenny Oldwadge, sono due nomi noti in tutti i tribunali sudafricani: Oldwadge ha fatto scarcerare l’uomo che, perdendo il controllo del suo veicolo aveva investito nel 2010 la pronipote tredicenne di Nelson Mandela. Era accusato di omicidio volontario. A completare la squadra Reggie Perumal, il medico legale che ha seguito il massacro nella miniera di Marikana, nel quale la polizia ha ucciso 34 minatori in sciopero, e il guru britannico della comunicazione Stuart Higgins, già direttore del tabloid Sun. Quanto all’accusa, il procuratore Gerri Nel è famoso per aver mandato in galera il potente capo della polizia sudafricana Jacki Selebi.oscar-pistorius-reeva-steenkamp_1

Fuori dal tribunale dove si svolge il processo a Oscar Pretorius, si sono radunate decine di donne, per manifestare contro la violenze domestica, nel Paese con il tasso più alto al mondo di donne uccise dai partner. Sui cartelli campeggia la scritta «Pistorius marcisca in galera». Le dimostranti chiedono che all’atleta olimpico non sia concessa la libertà dietro pagamento di cauzione. La modella 29enne era a sua volta una attiva sostenitrice delle campagne contro le violenze di genere. Di recente aveva scritto su Twitter di voler partecipare alla protesta del «Black friday», vestendosi di nero per ricordare la 17enne vittima di uno stupro di gruppo, mutilata e uccisa due settimane fa.

Mentre a Pretoria è in corso l’udienza, a Port Elizabeth, sua città natale, si svolgono i funerali di Reeva Steenkamp. La salma, in una bara coperta da una corona di fiori bianchi, verrà cremata. Alla cerimonia, oltre al padre, alla madre, ai parenti e ai tanti amici, è presente anche il rugbista 24enne Francois Hougaard, che in passato aveva avuto una relazione con Reeva e manteneva buoni rapporti con lei. Secondo il sito del quotidiano sudafricano Die Burger, un sms inviato da Hougaard a Reeva la sera della sparatoria avrebbe scatenato la gelosia di Pistorius.

Intanto, si è appreso che dopo la Nike, anche il marchio Oakley ha sospeso la sponsorizzazione di Oscar Pistorius.

(Fonte: Corriere della Sera)

Pistorius: una mazza insanguinata a casa dell’atleta

pistorius1402La polizia sudafricana ha ritrovato una mazza da cricket insanguinata a casa di Oscar Pistorius, lo sprinter accusato di omicidio premeditato della fidanzata, nella sua casa di Pretoria. Secondo fonti della polizia scientifica al quotidiano City Press, il cranio della fidanzata dell’atleta olimpico e paralimpico, Reeva Steenkamp, aveva subito forti lesioni e «c’era moltissimo sangue sulla mazza». La polizia sta cercando di capire se la mazza sia stata usata per colpire la modella oppure l’abbia usata la ragazza per difendersi.

Secondo il quotidiano, il primo colpo d’arma da fuoco sarebbe stato sparato in camera da letto, dopodichè la Steenkamp, colpita all’anca, si sarebbe rifugiata in bagno; la giovane è stata poi raggiunta da altri 3 proiettili da 9mm, di cui due alla testa. Il quotidiano ricostruisce anche gli istanti immediatamente successivi al dramma: il padre di Pistorius avrebbe ricevuto una telefonata dal figlio intorno alle 03 e 20 di notte, in cui lui gli chiedeva di raggiungerlo a casa; e quando la famiglia è arrivata, avrebbe trovato il giovane che scendeva le scale con il corpo della fidanzata tra le braccia.

(fonte: Agi)

L’olimpionico Pistorius spara alla fidanzata e la uccide

pistorius_londra_2012L’atleta paralimpico Oscar Pistorius ha sparato alla fidanzata, colpendola a una gamba e alla testa e uccidendola. Lo riferiscono fonti di stampa sudafricane, secondo le quali Pistorius avrebbe scambiato la donna per un ladro. La fidanzata si chiamava Reeva Steenkamp, 30 anni, modella sudafricana molto nota, considerata tra le cento donne più sexy del pianeta. I due stavano insieme dal novembre scorso. La polizia ha accusato l’atleta di omicidio, escludendo l’ipotesi che il campione l’avrebbe scambiata per un ladro, come aveva sostenuto Pistorius.

L’incidente è accaduto nella sua residenza, nella zona di Silver Lakes, intorno alle 4 di mattina. Pistorius è in stato di fermo e comparirà davanti a un magistrato di Pretoria nelle prossime ore. Agli agenti avrebbe detto di aver udito dei rumori sospetti in casa e di aver sparato alla ragazza credendo che fosse un ladro.

La portavoce della polizia che ha parlato con i giornalisti, Denise Beukes, ha anche aggiunto che gli agenti erano già stati chiamati nella residenza per «segnalazioni» di natura «domestica», un termine che sembra indicare un violento litigio tra Pistorius e la fidanzata. Al fatto avrebbero assistito «altri testimoni», che vengono sentiti in queste ore.

 Oscar Pistorius, che è uscito dalla sua casa indossando una tuta grigia con il capo coperto dal cappuccio e il viso chinato verso terra, dopo l’interrogatorio è stato condotto in ospedale, per essere sottoposto ad esami per stabilire il livello di alcol nel sangue e verificare la presenza di segni di lotta. L’atleta comparirà davanti al magistrato di Pretoria «non prima di domani». L’udienza preliminare, attesa per oggi, è stata rinviata, per consentire alla polizia di raccogliere altre informazioni. Il campione paralimpico è accusato di omicidio volontario per l’assassinio della fidanzata. La polizia dovrebbe – a quanto è stato anticipato – opporsi alla richiesta, che verosimilmente sarà presentata dai suoi avvocati, di poter uscire sotto cauzione.

Nella sua versione, Pistorius aveva detto di aver scambiato la ragazza per un intruso, un ladro o un rapinatore, che tentava di introdursi in casa. Secondo questa ricostruzione, Reeva si sarebbe introdotta in casa di nascosto, alle 4 di mattina, per fare a Pistorius una sorpresa di San Valentino. Un’idea romantica dalla quale sarebbe scaturito un esito mortale.

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L’atleta, che corre indossando protesi in fibra di carbonio, è stato il primo disabile a correre alle Olimpiadi insieme ai normodotati ed ha raggiunto le semifinali dei 400 metri a Londra 2012. Ai giochi paralimpici ha vinto 6 ori, un argento e un bronzo tra Atene 2004 e Londra 2012. Il settimanale Time lo ha inserito fra le 100 persone più influenti del pianeta.

In tutto il mondo l’ostinazione e la forza di Pistorius avevano suscitato affetto e simpatia. Ora con questa vicenda, che ancora ha molti punti da chiarire, il rischio è che l’immagine di Pistorius, che era divenuto un simbolo positivo, possa restare per sempre offuscata.

Zeman esonerato. Il tecnico boemo non allenerà più la Roma

Zdenek Zeman

Zdenek Zeman (Photo credit: Wikipedia)

Zdenek Zeman è stato esonerato. Fatale, per il tecnico boemo, la sconfitta rimediata contro il Cagliari e la contestazione, durissima, del pubblico romanista.Il club giallorosso, dopo una lunga serie di riunioni cominciate già venerdì sera, è arrivata all’esonero di Zeman, sotto contratto fino al 30 giugno del prossimo anno.

L’annuncio ufficiale dell’esonero è arrivato attraverso un comunicato: ‘AS Roma SpA comunica di aver sollevato il Signor Zdenek Zeman dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. La società ringrazia il Signor Zeman e i suoi collaboratori per la professionalità e la dedizione con cui hanno svolto il loro lavoro. La squadra è stata temporaneamente affidata al Signor Aurelio Andreazzoli’.

 Andreazzoli, 59 anni, è un membro dello staff tecnico della Roma sin dai tempi di Spalletti, di cui era considerato il tattico. L’anno scorso il suo nome era stato fatto come eventuale traghettatore in caso di esonero di Luis Enrique, quest’anno era stato confermato al fianco di Zeman. La sua comunque sarà una soluzione temporanea.

Tra i nomi accostati in queste ultime ore alla panchina della Roma spicca quello dell’ex c.t. della Francia, Laurent Blanc, per un nuovo progetto a medio termine. L’alternativa “stagionale” porterebbe all’ex allenatore del Siena, Marco Giampaolo, mentre sarebbero scemate le possibilità di una soluzione interna (De Rossi padre, Tovalieri) o volti noti (Panucci o Giannini)

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