M5S: prima volta di Grillo a Montecitorio, confermata l’espulsione di Venturino

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(L’espulso Antonio Venturino)

‘Fanculo ai soldi‘. ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’. E ancora: ‘Metteremo on line nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. Entrato a Montecitorio per la prima volta (‘da abusivo’, ci tiene a dire), Beppe Grillo non fa sconti ai suoi parlamentari nell’assemblea indetta in un nuovo tentativo di riportarli all’ordine. L’incontro è stato convocato dopo il ‘referendum’ sulla diaria in cui il 48 % dei parlamentari grillini ha detto che bisogna restituire ‘secondo coscienza’.

 Nel primo pomeriggio di giovedì, a bordo di un’utilitaria bianca il leader del M5S fa dunque, per la prima volta, il suo ingresso a Montecitorio (dall’ingresso di via della Missione 8) per l’assemblea con i parlamentari M5S. ‘Io in Parlamento? Entro da un ingresso secondario. Sarò sempre un abusivo’, dice. Prima di incontrare i suoi, Grillo scambia qualche battuta con i giornalisti. ‘Ma quale apriscatole? – spiega ai reporter – Il Parlamento l’abbiamo aperto ma c’è tutto un groviglio che non si capisce niente’. Il leader dei 5 Stelle è di buon umore e a una domanda sulla diaria glissa. ‘Ehh, la diaria… la diaria…’.

Poi l’incontro con i suoi parlamentari trasmesso in diretta Twitter dell’account ufficiale dei deputati grillini. Il discorso di Grillo spazia dai rimborsi ai parlamentari alla sfumata alleanza con il Pd, dal programma per i prossimi mesi alla nuova ‘pax mediatica’ con i giornalisti. I toni sembrano duri soprattutto sulla questione degli stipendi dei parlamentari. ‘Se avete firmato qualcosa, dovete rispettarlo’, dice riferendosi all’impegno sottoscritto da tutti gli eletti del M5S in base al regolamento pubblicato sul sito. Poi aggiunge: ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’, ‘metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. ‘Fanculo i soldi!’, dice ancora il leader del M5S. Ma non si ferma qui. ‘Il deputato siciliano Venturino (espulso dal M5S) che si tiene i soldi è un pezzo di merda’, dice Grillo secondo quanto riporta su Facebook Daniele Martinelli, responsabile comunicazione M5S.

 I parlamentari, alcuni con pc o I-pad avanti, lo ascoltano assorti. Grillo inizia a parlare di quello che accadrà, secondo lui, nei prossimi mesi. ‘Il governo non regge. L’opinione pubblica sta cambiando. Cercano di dimostrare che siamo come gli altri’, dice Grillo. E sul Pd: ‘Il Pd non cercava alleanza, cercava voti per fare il governo senza il M5S‘. Poi spiega: ‘Lavoriamo sui 20 punti del programma. Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare’. Molti i passaggi in cui Grillo sottolinea le differenze tra i 5 Stelle e gli altri partiti. ‘Noi non siamo un’automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto‘, dice Grillo. ‘Noi cambieremo le cose ma bisogna avere pazienza. Non abbiamo bacchette magiche’. E infine: ‘Sono venuto a darvi un abbraccio, a dirvi che stiamo andando alla grande’. ‘Non siamo attaccati alle poltrone. Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa’. ‘Abbiamo fatto la più grande rivoluzione di questo Paese, d’Europa e forse del mondo’.

Nel discorso del leader del M5S non manca un passaggio sui giornalisti, dopo l’espulsione del senatore Mastrangeli che aveva partecipato a un talk show. Quella di Grillo sembra una ‘svolta’. ‘Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti’, dice il leader M5s ai suoi. E poi Grillo sdogana anche la partecipazione alle trasmissioni tv. ‘Purché non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee – dice infatti – Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con con rispetto e verità’.

Intanto dal web Beppe Grillo se la prende non solo con l’ex premier, ma anche con Quirinale e Pd. ‘Berlusconi è il garante dell’osceno connubio tra illegalità e democrazia. Un parassita che se estratto dallo stomaco della nazione, come Alien, la farebbe morire’. Dice Beppe Grillo nel corrosivo post pubblicato sul suo blog il giorno dopo che i giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano hanno confermato per il Cavaliere la condanna 4 anni di reclusione (tre dei quali condonati per l’indulto) per frode fiscale nell’ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset. ‘In un qualsiasi Paese democratico un personaggio come Berlusconi sarebbe in carcere o allontanato da ogni carica pubblica – scrive il leader dei 5 Stelle – da noi è l’ago della bilancia del Governo, punto di riferimento di Napolitano nel suo doppio settennato, protetto dall’opposizione del pdmenoelle formata a sua immagine e somiglianza, tutelato dai servi che ha nominato in Parlamento, difeso dalle menzogne delle televisioni e dei giornali’. E per sottolineare il suo pensiero, come in altre occasioni, Grillo affianca al commento un’immagine: la foto di Berlusconi con cappello e sigaro e la scritta ‘Al Tappone’. Un chiaro richiamo ad Al Capone che fu incastrato dall’Fbi per evasione fiscale.

 Sul blog Grillo quindi ribadisce che il MoVimento 5 Stelle chiederà in Parlamento ‘l’ineleggibilità‘ del Cavaliere perché la condanna in Appello prevede anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (che comunque scatta solo in caso di condanna definitiva in Cassazione). ‘Vedremo chi voterà l’ineleggibilità’, scrive Grillo che spiega che il M5S punta all’ineleggibilità di Berlusconi anche per l’applicazione della legge del 1957 per cui i titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti. ‘Mi mangio un cappello – prosegue Grillo – se sarà votata dal pdmenoelle. Boccia il marito pdmenoellino di sua moglie pdellina, entrambi accasati in Parlamento, ha dichiarato che l’ineleggibilità di Berlusconi ‘non è una priorità per il paese ma un modo per continuare a fare propaganda’. Nel frattempo – incalza ancora il comico genovese – corre voce che Berlusconi potrebbe essere eletto senatore a vita. La soluzione di ogni suo problema. Un cerino in un pagliaio’.

http://www.beppegrillo.it/2013/05/venturino_e_fuori_dal_m5s.html

(fonte Corsera)

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Letta toglie la delega alla Biancofiore. Non si occuperà di Pari Opportunità. Nel governo scoppia il caso Lorenzin

berlusconi-biancofiore-cane-puggy_225X349Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d’ora in poi si occuperà di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di Pari opportunità e sport.

La decisione è giunta dopo la lettura stamani di alcune interviste del neo sottosegretario. Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco. L’intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste ‘regole di ingaggio’ annunciate ieri dal premier. La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come ‘l’ultima chance’ per la sottosegretaria Biancofiore.

La (ex) sottosegretaria per le Pari opportunità oggi in varie interviste si era difesa dalle accuse delle associazioni gay. ‘Non sono omofoba. Mi piacerebbe – ha osservato Michaela Biancofiore – per una volta che anche i gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte’. ‘Nei miei confronti – ha detto tra l’altro Biancofiore parlando ad alcuni giornali – è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate’. ‘I gay sono discriminati? Se è per questo – ha risposto – sono più discriminate le donne. Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perché non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?’. ‘Al prossimo Gay Pride se mi invitano ci andrò, ma non mi metterò a ballare seminuda sui carri’. Per quanto riguarda le unioni omosessuali ha poi spiegato: ‘Alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo’, aggiungendo sulle unioni civili ‘non ho preclusioni’.

Positiva la reazione delle associazioni gay. Per Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: ‘Fa bene Enrico Letta a non assegnare la delega alle Pari Opportunità alla Biancofiore. L’esponente del Pdl non è certo la persona giusta per affrontare questioni che hanno bisogno di un confronto sereno. Attaccare le associazioni gay come ha fatto oggi la Biancofiore è segno di presunzione. Se c’è chi deve fare autocritica sul mancato avanzamento dei diritti civili in Italia questa è la politica, non certo i movimenti’. ‘Almeno la decenza è salva’ scrive su twitter il leader di Sel Nichi Vendola. ‘Come in passato -aggiunge- l’esponente Pdl Biancofiore anche oggi ha dato prova sulla stampa dei suoi pregiudizi e del suo disprezzo sul tema dei diritti delle persone’. Sempre su twitter Anna Paola Concia, omosessuale dichiarata ed ex deputata del Pd: ‘#Sottosegretari quella ignorante di #Biancofiore dice ‘non conosco il genere di appartenenza della Concia’. Le do una notizia: è come il suo.’

Intanto nel governo scoppia la grana Lorenzin. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda lancia accuse al neoministro della Sanità, colpevole di aver organizzato una riunione con il Pdl sulla sanità del Lazio: ‘Vorrei ricordare al ministro che lei sta al governo sostenuta da una maggioranza ben definita e non dal solo centrodestra. Ci sono regole dentro una coalizione di governo che vanno rispettate’, attacca Zanda. ‘Prima di incontrare i rappresentanti del suo partito, ignorando quelli delle altre forze politiche della maggioranza, avrebbe dovuto incontrare le istituzioni regionali che governano la sanità nel Lazio. Per questo trovo molto sgradevole la notizia dell’incontro del ministro Lorenzin con i parlamentari laziali del Pdl’. Il portavoce della Lorenzin ha smentito però la notizia dell’incontro: ‘Il ministro non ha tenuto alcun vertice con i parlamentari del Pdl e nessun vertice avente per oggetto la sanità nel Lazio’. Il caso però sembra tutt’altro che chiuso.

Su Twitter: Letta, #BiancofiorePari Opportunità

Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,'inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

Fiducia al governo bagarre in aula, Colletti: ‘sembra il governo della trattativa Stato-mafia’

andrea-colletti-230739_tnI Cinque Stelle iniziano il loro lavoro di opposizione, entrando a gamba tesa nella discussione sulla fiducia al governo Letta. E iscrivono dieci deputati nel calendario degli interventi.

INCIUCIO E DEMOCRISTIANITA’ -Inizia Andrea Colletti che usa parole durissime per esprimere la posizione del Movimento Cinque Stelle sull’esecutivo di Enrico Letta. ‘Presidente Letta, visto il ministro dell’Interno scelto o che gli è stato imposto sembra il governo della trattativa Stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura’. Poi, le accuse di inciucio. Continua Colletti: ‘Questo è il governo del salvacondotto a Berlusconi’. E ancora: ‘questo governo odora di democristianità, odora di intrecci di comitati di affari quali Comunione e liberazione e la Compagnia delle opere’. E non mancano gli attacchi personali, rivolti dai banchi del M5S direttamente al premier: ‘Lei è il nipote di Gianni Letta che è stato amnistiato per finanziamento illecito ai partiti ed è indagato da varie procure’.

Poi la metafora, decisamente colorita: ‘È inutile mettere facce nuove quando sulla parete c’è la muffa. La soluzione è rimuoverla non passarci sopra una mano di vernice. Questo siete voi: una mano di vernice su un muro rovinato dalla muffa‘. Tutte espressioni e prese di posizioni che non sono piaciute ai deputati del Pd, da cui banchi si sono levati mormorii di dissenso, anche contro Luigi Di Maio del M5S che per la prima volta presiede la seduta. ‘Quello che lei ha concesso dire all’esponente del suo partito è gravissimo – ha detto la deputata del Pdl Saltamartini rivolgendosi a Di Maio -, sarebbe importante chiedere scusa da chi ha offeso le istituzioni’. Per Saltamartini infatti ‘c’è stata una mancata imparzialità che spetta al ruolo che lui ricopre, non è possibile tollerare che in questa aula vengano dette alcune parole’. È intervenuto anche il deputato del Pd, Rosato che ha parlato di ‘intervento inaccettabile nei contenuti, lo invito alla serietà’. Poi ritorna la calma e proseguono gli interventi degli altri deputati iscritti a parlare.

Testo integrale dell’intervento del deputato Andrea Colletti il 29 aprile 2013

Chi è Cécile Kyenge, prima ministro di colore a occuparsi di Integrazione

KyengeCécile Kyenge Kashetu è un medico oculista italiano, nata nella Repubblica democratica del Congo nel 1964. Eletta alla Camera nelle elezioni di febbraio, è stata nominata da Enrico Letta ministro per l’Integrazione dopo essere stata responsabile delle politiche dell’immigrazione del Partito democratico in Emilia Romagna.

Da sempre è in prima linea per i diritti dei migranti e per quello di cittadinanza: leggi la sua intervista al blog ‘La città Nuova’ del 26 marzo. Tra le sue battaglie da attivista, la libera circolazione, una nuova legge sulla cittadinanza e l’abrogazione della Bossi-Fini. Dal settembre 2010 è portavoce nazionale della rete Primo Marzo per cui si occupa di promuovere i diritti dei migranti e i diritti umani.

‘IL SEGNO DEL CAMBIAMENTO’ - Kyenge, primo ministro di colore in un governo italiano, ha accolto questa nomina, da parte di Enrico Letta, come ‘una decisione che segna il passo decisivo per cambiare concretamente l’Italia e il modo di vedere un’integrazione che è già presente nel Paese‘. Dopo aver espresso la sua soddisfazione e il suo ringraziamento il ministro per l’Integrazione ha spiegato: ‘Il mio percorso è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del Partito Democratico: io sono la portavoce di una politica fatta all’interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della società civile che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza’. La stessa Livia Turco si è detta ‘profondamente emozionata’.

Su Twitter Cécile Kyenge

Festa di Liberazione: la presidente della Camera, Laura Boldrini in corteo a Milano

Boldrini Milano festa di Liberazione

Avanza una richiesta forte: ‘L’abolizione del segreto di Stato per tutte le stragi di mafie e terrorismo. In un Paese civile verità e giustizia non si possono barattare’. E replica a Beppe Grillo, che in mattinata aveva definito ‘morta’ la festa di Liberazione. ‘Gli scettici vangano qui, a Milano: la festa è viva ed è la festa di tutti gli italiani liberi’. Con questi due passaggi la presidente della Camera Laura Boldrini segna con un tratto politico forte le celebrazioni del 25 aprile tenutesi a Milano.

Il corteo parte poco dopo le 14. Laura Boldrini sfila per qualche metro dietro lo striscione dell’Anpi e canta ‘Bella ciao‘ con gli ex partigiani. ‘L’Italia non può perdere la speranza, ce la deve fare’, dice la presidente parlando con i giornalisti e continuando a salutare la folla che invoca il suo nome e l’applaude incessantemente. E a chi le domanda se sia in imbarazzo per la decisione di Sel di andare all’opposizione, risponde orgogliosa: ‘Io rappresento tutta la Camera‘.

Sfilano nel corteo anche il leader di Sel Nichi Vendola e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, anche loro applauditi e incoraggiati. ‘Finché dei nostalgici continueranno a festeggiare il compleanno di Hitler – dice Vendola – e finché in Europa ci sarà gente che investe sull’intolleranza, noi dobbiamo continuare a celebrare il 25 aprile‘. Poi Vendola ribadisce il suo giudizio sferzante sul governo di larghe intese: ‘E’ come se i fascisti avessero fatto parte del Cnl‘.

Si arriva finalmente in una piazza Duomo non gremita, anche perché la coda del corteo, quella con gli esponenti dei centri sociali, giunge quando tutto è finito. Boldrini, Vendola e Pisapia salgono sul palco, dove a sorpresa c’è anche la capogruppo del M5S in Regione Lombardia, Silvana Carcano. ‘Voi continuate a dare retta a quello che dice Grillo e non a quello che facciamo noi’, risponde a chi le fa notare quanto strida la sua presenza con le dichiarazioni del leader del movimento. Ma alla fine i pentastellati scenderanno dal palco in polemica con Boldrini: ‘Non è stata super partes, la festa è di tutti i cittadini italiani’.

La presidente della Camera comincia infatti il suo discorso proprio rispondendo implicitamente a Grillo: ‘Stamattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui, gli scettici. La festa è viva’. E un’altra risposta implicita, questa volta alla grillina Roberta Lombardi e a un suo vecchio post, arriva sulla natura del fascismo: ci sono ‘esponenti politici – dice Boldrini – che distinguono tra il fascismo buono, modernizzatore e col senso dello Stato, e un fascismo cattivo, quello della guerra e delle leggi razziali.

Sono idee sbagliate e bisogna dirlo con forza. Non è mai esistito un fascismo buono, è stato un regime illegittimo, nato con lo squadrismo e l’assassinio politico e continuato con la manipolazione dell’informazione‘. Ma grazie al sacrificio di ‘tanti giovani’, ricorda la presidente, ci siamo liberati anche dai ‘valori’ sbagliati del fascismo, ‘dalla celebrazione della divinità, dal maschilismo e dalla riduzione della donna a madre e sposa’.

Però, esorta Laura Boldrini, ‘non bisogna abbassare la guardia’, di fronte ai ‘gruppi neofascisti che pullulano sui siti internet’ e di fronte ai ‘populismi autoritari‘ che emergono in Europa. Uno degli ultimi pensieri è per i parenti delle vittime delle stragi di mafia e di terrorismo, per le quali chiede l’abolizione del segreto di Stato: ‘Abbracciamo il loro dolore – conclude – come se fosse il nostro’.

Amina Tyler, la Femen tunisina, è scomparsa

amina-Tyler-1Amina Tyler, 19 anni la tunisina divenuta famosa per aver postato su Internet una fotografia del suo corpo nudo ispirandosi alle attiviste ucraine Femen, è scomparsa da venerdì e di lei non si sa più nulla. A lanciare l’allarme è stata la madre della giovane, preoccupata per la figlia che da sei anni è sotto ‘trattamento psichiatrico’. La donna ha riferito di aver parlato con il medico che ce l’ha in cura, annunciando l’intenzione di presentare denuncia al ministero degli Interni e respingendo con forza la tesi di alcuni gruppi per i diritti delle donne secondo cui la ragazza sarebbe stata sequestrata dalla sua stessa famiglia. ‘Alcuni gruppi stanno sfruttando la storia di mia figlia a sue spese’, ha aggiunto, sottolineando che ‘non c’è mai stato nessun rapimento. Stiamo solo tentando di proteggere nostra figlia impedendole di uscire da sola, per la sua sicurezza’.

Diversa la versione che la stessa Amina ha dato a una delle leader delle Femen ucraine, Inna Shevchenko, contattata via Skype dopo essere riuscita a fuggire. Parlando da un luogo segreto, Amina ha raccontato di essere stata picchiata da suo zio e da suo cugino e di essere stata portata in un villaggio remoto dove le sono stati somministrati potenti sedativi. ‘Mi hanno forzato a leggere il Corano’ e ‘tutti i giorni mi insegnavano la morale’ e ‘mi portavano dall’imam’, ha raccontato Amina, confessando di essere stata anche sottoposta all’umiliante test della verginità, un’esperienza ‘orribile’ ‘contro la mia volontà’. Il mese scorso, le foto di Amina che rivendica la proprietà del suo corpo esponendolo hanno fatto il giro del mondo e provocato le ire degli islamisti tunisini. Rischia fino a sei mesi di carcere per oltraggio alla morale. Poco dopo, la giovane in un’intervista aveva espresso il desiderio di lasciare il Paese maghrebino per timore per la sua vita.

Amina ha anche detto che le dichiarazioni rese a Canal+ – in cui criticava le Femen perché le attiviste hanno bruciato una bandiera salafita e per aver rivelato la sua intenzione di lasciare la Tunisia – erano state ‘forzate’.
E annuncia una nuova sfida: ‘Non voglio lasciare la Tunisia prima di aver fatto una protesta in topless’, dice a Femen. ‘Voglio continuare la lotta che abbiamo iniziato in Tunisia e poi andarmene’.

In un’intervista su Repubblica ieri, la giovane attivista diceva di essersi allontanata dai suoi e di star bene ora, ma di non esserlo stata nelle scorse settimane. ‘La mia famiglia mi ha portata via da Tunisi dopo la pubblicazione delle mie foto a seno nudo: mi hanno dato delle medicine e costretto a leggere il Corano. Ora sono riuscita a scappare e non ho intenzione di fermarmi. Mi batterò ancora per le mie idee’.

Amina Tyler, questo il nome con cui si è presentata la ragazza, ha fatto scandalo in Tunisia pubblicando a metà marzo delle sue foto a seno nudo con la scritta ‘il mio corpo mi appartiene, non rappresenta l’onore di nessuno’ o ancora ‘fuck your morals’, sulla falsariga di Femen.

http://femen.org/

Scontro aperto tra il sindaco di Firenze Renzi e la senatrice Anna Finocchiaro: ‘Attacco miserabile’

Finocchiaro_CongrDs_SCre_0277_twOramai siamo allo scontro aperto tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e una parte dei principali esponenti del suo partito, il Pd. ‘Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore, e con tutto l’impegno di cui ero capace, e non metterei mai in difficoltà né il mio Paese, né il mio partito. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti’ sottolinea la senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, commentando le dichiarazioni domenicali del sindaco di Firenze.

‘E trovo inaccettabile e ignobile che venga da un esponente del mio stesso partito – prosegue – sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato’.

Renzi aveva bocciato la potenziale candidatura di Finocchiaro al Quirinale, ricordando le foto della sua spesa all’Ikea con la scorta e, per questo motivo, poco adatta, a suo dire, per un messaggio anticasta.

Aprendo la settimana dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il sindaco di Firenze Matteo Renzi cerca di dare il suo passo al dibattito politico e boccia un altro possibile candidato del Pd al Colle: Franco Marini.

In una lettera a Repubblica, Renzi argomenta contro la scelta di Marini, ex presidente del Senato, proveniente dalla costola del Pd che ha radici nella Democrazia cristiana, dicendo che ‘è gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione’.

Renzi ripropone uno degli argomenti che più gli hanno dato popolarità negli ultimi mesi, la ‘rottamazione‘ dei vecchi parlamentari del centrosinistra assimilati alla ‘casta’, dopo avere polemizzato duramente nel fine settimana con il segretario del suo partito Pier Luigi Bersani per la sua strategia che non avrebbe consentito di dare all’Italia un governo ad oltre 50 giorni dalle elezioni politiche.

‘Due mesi fa Marini si è candidato al Senato dopo avere chiesto (e ahimè ottenuto) l’ennesima deroga allo statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell’unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d’Abruzzo’.

Intanto si conoscerà domani il nome del candidato al Quirinale del Movimento 5 stelle. Lo comunica Beppe Grillo nel suo blog confermando che non sarà nella rosa dei votabili. Alla votazione online possono partecipare gli iscritti al MoVimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 che abbiano inviato i loro documenti digitalizzati. ‘Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome’, dice Grillo. I candidati tra cui i grillini sceglieranno sono i seguenti nove: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Jole Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Luigi Strada, Gustavo Zagrebelsky.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha intanto convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, giovedì 18 aprile alle ore 10 per l’elezione del presidente della Repubblica. L’avviso di convocazione verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 aprile 2013.

(fonte Corsera)

A Bologna cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi

Federico AldrovandiIl ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sarà presente il 22 aprile a Bologna alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso nel 2005 a Ferrara durante un controllo effettuato da 4 agenti di Polizia, condannati in via definitiva per la morte del giovane, allora 18enne. La cerimonia si terrà alle 16, durante il consiglio comunale convocato in seduta solenne per l’occasione. A conferire la cittadinanza a mamma Aldrovandi, come deciso a maggioranza dall’assemblea di Palazzo D’Accursio, sarà il sindaco Virginio Merola.

M5S, Lombardi capogruppo alla Camera: ‘In tv solo per imbrogli’

Lombardi M5SRoberta Lombardi è il capogruppo del M5S alla Camera. Già designata in una precedente assemblea, oggi il gruppo riunito l’ha investita formalmente e ha salutato la nomina con un applauso.

Nel corso dell’assemblea dei deputati del M5S, Lombardi ha poi reso noto che ‘il senatore Zanda ha chiesto per domani un incontro con i nostri capigruppo’.

Questa mattina c’è stata anche una conferenza del M5S a Montecitorio con Lombardi accompagnata dai tre candidati ai ruoli di questore, vicepresidente e segretario, ovvero Laura Castelli, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro. Dopo la comunicazione delle scelte fatte dal gruppo, i tre giovani candidati si sono presentati alla stampa.

Per i cronisti in sala nulla di nuovo. Si attendeva il momento delle domande. Ma finita la presentazione, tutti insieme si sono alzati e hanno lasciato la sala, inseguiti dai giornalisti ‘silenziati’ che hanno lamentato la loro inutile presenza.

Sempre in mattinata, il capogruppo dei 5S alla Camera, con un post sul blog di Grillo, aveva scritto: ‘E’ arrivato il momento di dare dimensione alle preoccupazioni di Lamberto Dini e Beppe Pisanu. E’ giunta l’ora di ‘rendicontare le caramelle’ e, dunque, di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 stelle’.

Lombardi faceva riferimento a una presunta conversazione tra Dini e Pisanu, riportata il 14 marzo da ‘la Repubblica’, nella quale i due esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari grillini all’Antimafia o al Copasir. ‘Ora che siamo stati eletti al Parlamento vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato’. E ancora: ‘Vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto’.

Inoltre, ha scritto Lombardi, ‘il web è, e rimarrà, il nostro strumento privilegiato di contatto e di relazione con gli elettori per tutta la durata del nostro mandato. Confermiamo il nostro rifiuto a partecipare ai talk show televisivi‘.

‘In tivù – spiega l’esponente grillina – ci andremo solo se avremo la possibilità di parlare di idee e programmi o se avremo bisogno di spiegare ai cittadini gli imbrogli perpetrati ai loro danni’.

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