Colpo grosso al Festival del Cinema di Cannes: rubati gioielli e orologi per oltre un milione di dollari

palma de oroColpo grosso al Festival del Cinema di Cannes. Gioielli e orologi della maison svizzera Chopard, per un valore totale di oltre un milione di dollari, sono stati rubati nella notte dalla stanza d’albergo di un dipendente della gioielleria. I gioielli erano destinati alle star che sfilano sul tappeto rosso della Croisette e poi partecipano agli eventi collegati alla presentazione dei film.

Il maxi-furto è avvenuto in un Novotel in pieno centro della città in Costa Azzurra. I ladri sono riusciti a intrufolarsi nella stanza d’albergo, ad aprire la cassaforte e si sono dileguati con la preziosa refurtiva.

La Palma d’Oro, l’ambito premio che sarà consegnato il 26 maggio al vincitore del Festival di Cannes, è però ‘al sicuro’: lo hanno garantito gli organizzatori del Festival dopo la notizia del furto, prodotti dalla stessa azienda svizzera Chopard che fornisce il trofeo. Grazie a un partenariato con il Festival di Cannes, la maison elvetica fornisce ogni anno la Palma d’Oro che va al miglior film in concorso nella competizione ufficiale, 118 grammi d’oro giallo per un valore di 20mila euro.

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Assata Shakur, la prima donna fra i 25 terroristi più ricercati d’America

assata-shakurSi chiama Joanne Chesimard, ha 65 anni, ed è la prima donna a entrare nella black list dei 25 terroristi più ricercati dal Fbi.
Per tutti, però, è Assata Shakur, un passato nelle Black panther e nella Black liberation army, madrina di Tupac Shakur, uno dei rapper più famosi di sempre.

È accusata dell’omicidio a sangue freddo di un agente di polizia avvenuto il 2 maggio 1973, quando Assata si batteva con le armi per i diritti degli afroamericani.

Quel giorno la donna si trovava in auto con due compagni, Zayd Shakur e Sundiata Acoli, quando una pattuglia della polizia li fermò per un fanale posteriore rotto. A quel punto sarebbe iniziata la sparatoria che ha portato alla morte di Werner Foerster e al ferimento del collega James Harper.

Nel 1977 arrivò la condanna all’ergastolo, nel 1979 l’evasione di prigione con l’aiuto del fratello Mutulu Shakur (padre adottivo di Tupac) e dell’attivista italiana Silvia Baraldini (estradata e tornata in Italia solo nel 1999), finiti in carcere per quell’azione armata.

Cinque anni dopo Assata venne avvistata a Cuba, dove secondo l’Fbi avrebbe chiesto asilo politico. Nell’isola caraibica ha scritto un libro, ‘Assata: an autobiography’, e la sua storia è stata cantata da rapper che le hanno mostrato la propria solidarietà, come Mos Def e Common.

Lei si è sempre professata innocente, sostenendo di non aver mai sparato i quattro colpi, due dei quali da dietro, che hanno ucciso Werner Foerster dopo essere partiti dalla pistola dello stesso agente.

Il Bureau ne è sicuro: a Cuba Assata continua a essere attiva a fa propaganda anti americana.
Per lei ci sono due taglie da 1 milione di dollari l’una, offerte dall’Fbi e dallo Stato del New Jersey, e un posto tra i 25 America’s most wanted.

Musica: morto Chris Kelly, il rapper di ‘Jump’

Kriss KrossChris Kelly, rapper del duo rap Kris Kross, che negli anni Novanta, ancora ragazzino, ottenne un enorme successo con il singolo ‘Jump‘, è morto a 34 anni in un ospedale di Atlanta. Era stato rinvenuto in apparente overdose nella sua abitazione.

Kelly, noto come Mac Daddy, e il suo socio Chris Smith, ‘Daddy Mad’, furono scoperti e lanciati sul mercato della musica nel 1992 dal produttore Jermaine Dupri, nome di culto dell’universo hip hop grazie all’etichetta fondata da lui, la So So Def.

L’album d’esordio dei Kris Kross, ‘Totally Krossed Out‘, fu pubblicato nel 1993 e fece subito boom: otto milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti. Ma fu il singolo ‘Jump’ a rendere immediatamente famoso la giovanissima coppia di rapper: il brano conquistò la vetta della Billboard Hot 100 e ci rimase per quasi due mesi consecutivi.

Da lì in avanti, i Kris Kross furono sempre più popolari. Michael Jackson li volle come supporter band per il proprio tour europeo, e li fece apparire nel video di ‘Jam’. I Kris Kross comparvero successivamente anche nei video di Run DMC, e presero parte ad un episodio della serie televisiva ‘Tutti al college’. Poi entrarono anche nel cast di ‘Poliziotto per caso’, un film uscito nel 1993. Non solo: la SEGA si ispirò a loro per il videogioco Kris Kross: Make My Video.

Il secondo album della coppia, ‘Da Bomb‘, ottenne il disco di platino, ma non ebbe l’impatto mediatico del primo lavoro. Stessa sorte toccò al terzo disco ‘Young, Rich and Dangerous‘, del 1996, e ai successivi. L’onda del successo era defluita, con la conseguenza inevitabile della rottura della coppia, dopo cinque album.

Ciascuno andò per la sua strada, salvo un’occasionale reunion per celebrare lo scopritore Dupri. Smith si mise in proprio come interprete, mentre Chris Kelly si reinventò imprenditore della musica fondando una propria etichetta discografica, la C. co Records.

Letta, tour in Europa: Merkel ‘Italia sulla buona strada’

enrico_letta_e_angela_merkel-450-250-362577‘Ogni Paese deve fare i propri compiti’ per uscire dalla crisi e ‘l’Italia ha già compiuto un pezzo di strada’. Lo ha detto nel pomeriggio di martedì 30 la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conferenza stampa con il premier Enrico Letta, che appena ottenuta la fiducia ha cominciato il tour europeo per incontrare i vertici dei paesi europei. Al vertice italo tedesco si è parlato soprattutto di crescita e politiche del rigore. ‘Do a Enrico Letta il mio più caldo benvenuto. Ci conosciamo già personalmente – ha detto Merkel -, e ci sono molti motivi per rallegrarci di questa collaborazione che inizia. In Europa abbiamo molte sfide da affrontare’.

‘Manterremo gli impegni presi’ in Europa, ha detto Letta, ma ‘il tema delle forme e dei modi con cui troveremo le risorse’ per adottare le misure annunciate in Parlamento ‘è un fatto di casa nostra, non ho da spiegarlo a nessuno’. Così Enrico Letta, a Berlino, risponde a chi gli chiede se spiegherà ad Angela Merkel dove troverà le riforme ad esempio per congelare Imu e aumento Iva ‘Per noi l’Europa deve impegnarsi sulle politiche per la crescita. Non solo per il risanamento e il rigore. Altrimenti se è vista solo come rigore cresceranno nelle nostre pubbliche opinioni movimenti politici contro l’Europa. Invece la Ue deve riuscire a essere la garanzia che ai nostri figli non lasciamo debiti e gli daremo lavoro’. Il premier italiano quindi ha sottolineato di non volere ‘un’Europa che consenta di fare debiti a chi li vuole fare ‘ma ora la determinazione con la quale l’Europa ha costruito le regole deve essere pari a quella per portare avanti politiche per la crescita’.

Letta e Merkel si ritroveranno ancora a cena nella ‘quale le chiederò come si guida una grande coalizione e poi vi racconteremo quali consigli mi ha dato’. Letta mercoledì 1 sarà a Parigi all’Eliseo per l’incontro con il presidente Hollande, in serata arriverà a Bruxelles dove avrà un colloquio con il presidente Ue Herman Van Rompuy. Infine, giovedì mattina presto, colazione con il presidente della Commissione europea Josè Barroso (un incontro stampa è previsto dopo le 8.30).

Più in dettaglio, il governo italiano non vuole modificare il ‘fiscal compact‘, vuole mantenere gli impegni di bilancio assunti a livello europeo (per il 2013 significa tenere il deficit/pil inchiodato al 2,9% e tenerlo sotto il 3% anche nel 2014). Nelle parole scandite dal premier Enrico Letta a Berlino, dopo l’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, non c’era però solo rassicurazione. C’era anche un messaggio politico preciso: Letta ha chiesto che la parte mancante dell’azione politica europea sia riempita. Rapidamente. Devono essere discusse ‘ulteriori politiche per la crescita’ e il solo luogo per farlo è la Ue. La sterzata sulla crescita deve esserci sul serio, deve produrre degli atti concreti, che devono ripercuotersi nei diversi paesi, soprattutto quelli che hanno dimostrato di non prendere alla leggera l’esigenza del risanamento del bilancio. Come l’Italia.

(fonte Corsera)

Nozze gay e adozione delle coppie dello stesso sesso: sì definitivo della Francia

FRANCIA: NOZZE GAY, DA OGGI LA MARATONA IN PARLAMENTOLe nozze gay e il via libera all’adozione delle coppie dello stesso sesso è da oggi legge in Francia. L’Assemblea Nazionale ha approvato in via definitiva il provvedimento che è passato con 331 voti a favore e 225 contrari.

In un’atmosfera di forte tensione, dopo 136 ore e 46 minuti di dibattito, il presidente dell’Assemblea nazionale, il socialista Claude Bartolone, ha annunciato che il progetto di legge ‘che apre al matrimonio per le coppie dello stesso sesso’ è adottato con 331 voti  favorevoli e 225 contrari.

Fischi e applausi hanno accolto l’annuncio, mentre poco prima dalla tribuna del pubblico erano stati espulsi alcuni oppositori. La destra ha già annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale prima della promulgazione della legge da parte del presidente Francois Hollande.

Dopo il sì definitivo della Francia, quattordicesimo Paese ad aver reso possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ora tocca all’Italia: è il commento delle associazioni degli omosessuali.

‘Il sì francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio – dice il presidente di Arcigay, Flavio Romani – è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza. Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay  e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati.

La classe politica italiana, ha il dovere civile e morale, ammesso che un barlume di morale ce l’abbia, di dare delle risposte a tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti, e la cui libertà è stata ferocemente repressa’.

Franco Grillini, presidente di Gaynet, sottolinea che la Francia ‘e’ il secondo grande paese a maggioranza cattolica a votare una legge che modifica in modo radicale e definitivo il concetto stesso di famiglia, che ormai va declinata al plurale e definita come ‘coniugi‘ indipendentemente dal sesso anagrafico dei partner.

Si tratta quindi nei fatti della seconda rivoluzione francese, destinata a influenzare il continente come ai tempi di Napoleone anche perché in questo modo arriva a compimento quella rivoluzione liberale e libertaria che consegna ad ogni individuo le chiavi del suo destino senza la mediazione né della religione né dello Stato.

La nostra soddisfazione è grandissima perché Francia vuol dire Italia, sia per vicinanza etico politica sia perché i vari clericali da strapazzo della politica italiana non avranno più argomenti visto anche il consenso popolare a queste leggi ormai maggioritario’.

Per il portavoce del Gay center, Fabrizio Marrazzo, ‘il sì della Francia alle nozze gay è un voto storico. In tutta Europa vincono i diritti civili e la democrazia. L’Italia deve prenderne atto e agire subito. Il prossimo governo ha il dovere di mettere in agenda una legge che non è più rinviabile, e il Parlamento può iniziare a discutere le proposte di legge già depositate da parlamentari di vari gruppi. Serve una pacifica e democratica rivoluzione francese dei diritti’.

Jeff Bauman, l’eroe di Boston

Carlos with Jeff Bauman Jr 72.previewSeduto sulla sedia a rotelle, il volto insanguinato, le gambe maciullate dall’esplosione. La foto di quel ragazzo americano, terrificante, è diventata il simbolo dell’attacco terroristico alla maratona di Boston.

Quel giovane non è solo il ragazzo che ha mostrato al mondo l’atrocità del folle gesto di due fratelli ceceni in uno dei primi scatti inviati ai giornali di tutto il mondo. Jeff Bauman, 27 anni, su un letto della terapia intensiva ha avuto la forza di chiedere un foglio e una penna e appuntare una frase che per l’Fbi è stata fondamentale per rintracciare i terroristi: “ragazzo con il cappellino, l’ho visto, alla mia destra”. Le forze dell’ordine hanno cercato tra le foto il sospetto: Tamerlano Tsarnaev.

La foto virale, simbolo della strage di Boston.
Il volto del Bauman, il suo corpo straziato nell’immagine dell’Associated press hanno fatto il giro del web. Mancavano 15 minuti alle 3, Bauman stava aspettando che la ragazza completasse il percorso: ha visto un ragazzo con occhiali da sole e cappellino il cappellino bianco lasciare uno zaino a terra, quello stesso zaino contenente la bomba artigianale che da lì a poco si sarebbe trasformata in una deflagrazione devastante.

Gli amici di Bauman hanno lanciato sul web una colletta per aiutare il giovane a sostenere le spese mediche: attraverso il sito GoFoundMe sono stati raccolti oltre 360mila dollari, più di diecimila persone hanno donato. Bauman lavorava da tre anni presso la Costco e i colleghi hanno inviato una e-mail che in poco tempo è diventata virale, molto di più di quella foto raccapricciante. I colleghi raccontano che quel ragazzo, quello con le gambe maciullate, che viene soccorso da un uomo con il cappello da cowboy è Jeff, è il loro collega quell’uomo ritratto in una delle prime foto diffuse.

Anche il web viene in auto con la pagina Facebook Supportjeffandfamily dove si racconta l’affetto di amici, ma anche persone estranee che vanno a trovare il giovane. Tra loro ci sono anche l’attore Bradley Cooper e il giocatore di football del New England Patriot Julian Edelman che su Twitter ha scritto: ‘Visited #survivor #stud #hero Jeffrey Bauman Jr. today. He was looking great and is a true inspiration. #strong’.

Tramite la sua pagina Facebook, il padre ha fatto sapere: ‘Grazie a tutti per i pensieri e per le preghiere: sfortunatamente mio figlio si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato’.

Il cowboy eroe. A soccorrere subito Jeff è stato l’uomo che nella foto indossa un cappello da cowboy. Anche lui è diventato un eroe. Si chiama Carlos Arredondo, ha 52 anni, è di origine costaricana, ed è un pacifista molto noto negli Stati Uniti. Era alla maratona come volontario della Croce Rossa. «Ho saltato il nastro dopo le prime esplosioni, e ho visto un lago di sangue, persone che avevano perso gli arti», ha raccontato alla Abc. Arredondo ha aiutato Jeff, ha cercato di fermare la grave emorragia per l’arteria femorale. ‘Gli dicevo “Resta con me, resta con me”. Arrendondo ha perso due figli: il primo in Iraq, il secondo si è suicidato, sconvolto per la morte del fratello. Il cowboy eroe tentò di uccidersi dandosi fuoco. Riuscì a salvarsi e da quel giorno gira l’America con il suo camper per protestare contro le guerre.

Le altre vittime. I giornali americani esaltano la raccolta fondi fatta per Bauman spiegano che i feriti sono 176 e che per le loro cure serviranno circa 9 milioni di dollari. Molte vittime resteranno in terapia intensiva per settimane e, scrive la Nbc News, le cure possono costare anche centinaia di migliaia di dollari. Le protesi per 14 deli feriti che hanno ricevuto amputazioni possono costare fino a fino a 50.000 dollari.

(fonte il Mattino)

Boston: si chiude la caccia all’uomo, in manette il secondo attentatore

dzhokar-tsarnaev-attentato Boston MarathonCon la cattura del secondo, sospetto attentatore della maratona di Boston, si chiude una caccia all’uomo che ha sconvolto la vita di Watertown e dei dintorni di Boston.

Ricoverato in gravi condizioni, Dhokhar Tsarnaev era nascosto in una barca, in un giardino privato. Un vicino ha notato tracce di sangue e ha allertato immediatamente le forze dell’ordine.

Il giovane ceceno, 19 anni, è stato ferito durante la sparatoria in cui è morto Tamerlan, 26 anni, suo fratello maggiore, il sospettato numero uno, quello con il cappellino nero ripreso dalle telecamere di sicurezza prima delle esplosioni a Boston.

Lo stesso che l’Fbi interrogò nel 2011, su segnalazione di un governo straniero, senza riscontrare però segnali di attività terroristica. Una notizia giudicata altamente inquietante dai repubblicani immediatamente insorti.

Molte le questioni ancora aperte, ha detto il presidente Barack Obama che ha promesso risposte e intanto mette in guardia contro il rischio di stigmatizzare un’intera comunità: ‘In questa epoca di comunicazione istantanea, di tweets e di blog, forte è la tentazione di reagire a ogni informazione, saltando subito alle conclusioni. Ecco perché è necessario attenersi ai fatti, è per questo che abbiamo i tribunali, è per questo che bisogna fare attenzione a non dare giudizi affrettati sulle motivazioni di questi individui e non certo di interi gruppi di persone’.

E mentre l’Fbi assicura che farà piena luce sulla vicenda, i residenti, chiusi in casa a lungo per questioni di sicurezza, si sono riversati per le strade a festeggiare e ringraziare le forze dell’ordine che hanno messo fine al loro incubo.

Nell’attentato alla Boston Marathon ci sono stati 3 morti, fra cui un bambino di 8 atti e 176 feriti di cui 13 gravi.

Boston, è caccia all’uomo: ucciso il ‘sospettato numero uno’, sono due fratelli ceceni

Attentatore-di-Boston-Dzhokhar-TsarnaevGigantesca caccia all’uomo a Boston dopo l’identificazione dei due attentatori della maratona di lunedì, due giovani fratelli che stando alle prime notizie sarebbero ceceni. Si tratta di Tamerlan e Dzhokhar A. Tsarnaev Il primo, il 26enne Tamerlan, il cosiddetto ‘sospettato numero uno’, è stato ucciso in una sparatoria giovedì sera al Mit, uno dei più prestigiosi atenei americani.

L’altro, il ‘sospettato numero 2′, Dzhokhar, ‘il fratello più giovane 19enne, che la polizia ritiene ‘armato e pericoloso’, è da ore in fuga. E’ uno studente della Cambridge Ringe and latin school e sul Facebook russo, Vkontakte, si dichiara musulmano e di aver studiato nella repubblica islamica del Daghestan.

Boston è blindata: ai residenti è stato intimato di rimanere chiusi nelle case e non aprire per nessuna ragione, se non ad agenti che si facciano chiaramente identificare. E’ stato chiuso lo spazio aereo a bassa quota, interrotto il trasporto pubblico e il servizio di taxi; Watertown – il sobborgo nella parte nord-occidentale dove da ore ci sono blindati della polizia, agenti federali, gli uomini delle forze speciali , gli ‘Swat’- è sotto assedio. La polizia sta rastrellando la zona casa per casa, strada per strada, ed è anche già arrivata a isolare la strada, in un altro sobborgo, Cambridige, dove c’e’ l’appartamento presumibilmente occupato dai due fratelli.

E’ stata una notte convulsa, con gli avvenimenti che si sono susseguiti, a volte difficili da decifrare. L’allerta è cominciato intorno alle 22:30, nel campus a Cambridge del Massachussets Institute of Technology, circa cinque ore dopo la diffusione delle prime foto dei due sospettati. Una guardia di sicurezza, chiamata -sembra- per tafferugli, è rimasta uccisa in uno scontro a fuoco: l’uomo è stato ferito ed è deceduto poco dopo in ospedale. I due ragazzi sono fuggiti a bordo di una vettura rubata, una Mercedes sportiva nera. Un paio d’ore più tardi polizia e agenti federali hanno intercettato e inseguito l’auto rubata a una decina di chilometri di distanza, a Watertown.

Poliziotti e agenti federali, ma anche gli uomini dello Swat, sono scesi in forze nel sobborgo alla periferia della città: i due giovani, armati di pistole ed esplosivi, hanno ingaggiato un violento scontro con gli agenti. Gli abitanti della zona hanno riferito anche di forti detonazioni. Secondo la polizia, il maggiore dei due fratelli è morto successivamente, in ospedale, per le ferite da arma da fuoco e forse per la detonazione di una bomba. L’altro è ancora in fuga.

Boston: ‘Identificato un sospetto’, la notizia su Cnn

Boylston street the day after bomb attack during Boston MarathonGiallo sull’arresto di un sospetto nell’inchiesta sull’attentato alla maratona di Boston. Tra informazioni contrastanti dei media americani alcune fonti governative smentiscono che l’uomo identificato dalle telecamere dei grandi magazzini Lord and Taylor sia già nelle mani della polizia.

Anche la Cnn, la prima a parlare di un fermo, fa marcia indietro: ora parla di informazioni contrastanti. Dopo che fonti degli inquirenti hanno riferito di un arresto, due fonti dell’amministrazione e un funzionario federale hanno detto invece che nessuna persona sia stata arrestata.

Anche la polizia di Boston smentisce che sia stato compiuto un arresto nell’ambito delle indagini sull’attentato alla maratona. ‘A dispetto delle notizie in senso contrario, non c’è stato un arresto’, ha detto il Boston Police Department su Twitter.

La Cnn aveva annunciato che nell’ambito dell’attentato alla maratona era stato eseguito un arresto.

L’arresto, hanno detto le fonti della Cnn, è stato eseguito sulla base di due differenti video analizzati dagli investigatori. Alle 17.00 (le 23.00 in Italia), aggiunge la Cnn, è attesa una conferenza stampa di polizia e Fbi.

La persona sospetta legata alle bombe esplose a Boston sarebbe stata identificata grazie alle immagini di alcune telecamere a circuito chiuso e a quelle di una tv di Boston. Lo riferisce la Cnn.

Secondo quanto riferisce l’emittente Usa, fonti investigative parlano di “svolta impressa alle indagini” da alcuni video delle telecamere di un grande magazzino e dalle immagini riprese da un tv di Boston durante la maratona.

Le immagini del sospetto sarebbero state riprese in una filiale del grande magazzino Lord and Taylor a Boylston Street. Lo riporta la Cnn.

Gli inquirenti hanno a disposizione l’immagine di un sospetto mentre porta e probabilmente lascia per terra una borsa nera, nei pressi del luogo della seconda esplosione, quella piu’ distante dalla linea del traguardo della maratona. Lo rende noto il Boston Globe.

La Cnn precisa che il sospetto individuato grazie alle immagini dei video a circuito chiuso ‘sarebbe un uomo dalla pelle scura’. ‘Era vestito di nero e scappava dalla scena’, scrivono i media statunitensi.

Lettera alla ricina inviata ad Obama

Attentato-Boston-15-aprile-2013-028-590x350Un pacco sarebbe stato inviato all’ufficio del senatore dell’Alabama Richard Shelby, un democratico che ha sostenuto parecchie misure sul controllo delle armi. Sono intervenute le squadre anti-bomba per bonificare gli edifici.

La polizia ha fermato e interrogato un uomo in uno degli edifici del Senato. Era in possesso di buste sigillate in uno zaino e agiva in modo sospetto. Lo riporta la Cnn

Lettera alla ricina inviata ad Obama
Anche la lettera sospetta inviata a Barack Obama, conterrebbe tracce di ricina come le altre due missive inviate a due senatori. Lo affermano fonti investigative al Wall Street Journal a conoscenza dei risultati dei test compiuti. La ricina è una sostanza naturale molto velenosa e potenzialmente letale per l’uomo se ingerita o inalata. La lettera contenente sostanze sospette recapitata al presidente americano, Barack Obama, è stata ricevuta ieri, 16 aprile, il giorno dopo l’attentato di Boston, al centro di smistamento e controllo della posta presidenziale, in Maryland. La lettera – secondo quanto riportano fonti investigative - è ‘simile’ a quella inviata ieri al senatore Wicker, contenente tracce di ricina, sostanza altamente velenosa e letale per l’uomo, ed è stata intercettata dal personale dello Us Postal Service che si occupa di controllare tutta la corrispondenza inviata alla Casa Bianca e al Congresso.

E un’altra lettera, risultata positiva alla ricina è stata recapitata al Senato americano, rende noto la ABC.

Boston: inquirenti temono ‘lupo solitario’
A due giorni dall’attentato sul traguardo della maratona di Boston prosegue la caccia ai responsabili della strage, costata la vita ad almeno tre persone, tra cui un bimbo di 8 anni, e il ferimento di altre 176. A tredici di loro è stato necessario amputare gli arti inferiori, dilaniati dalle esplosioni. Gli ospedali hanno dimesso più o meno la metà dei feriti. Ma ci sono timori per le sorti di tre bambini, soprattutto per quelle di un piccolo di 5 anni. In stato critico anche un bambino di 10 anni e una bambina di 9, che hanno ferite multiple alle gambe.

Fonti riservate molto addentro alle indagini, citate dal network televisivo ‘Cnn’, hanno riferito come gli inquirenti abbiano più di un sospetto sull’ipotesi che ad agire non sia stato né un commando né comunque un gruppo clandestino organizzato, bensì un semplice ‘lupo solitario‘: un terrorista isolato e auto-sufficiente, senza legami e senza complici. ‘E’ l’eventualità che ci preoccupa maggiormente’, hanno ammesso le fonti anonime. ‘Nessuna traccia, nessun elemento, nessuna informazione’.

La possibilità che si tratti di un attentatore il quale avrebbe agito da solo sembra avallata anche dal fatto che per l’innesco sarebbe stata impiegata una ‘miscela esplosiva improvvisata a combustione lenta’: per esempio clorato di potassio misto a zucchero oppure la cosiddetta ‘flash-powder‘, un tipo di polvere pirica in genere utilizzato per confezionare petardi o fuochi di artificio. Si tratta in entrambi i casi di sostanze comunissime, facilmente reperibili, efficaci e il cui acquisto non desta sospetti.

Corrispondono inoltre alle semplici istruzioni contenute in un articolo apparso nel 2010 su ‘Inspire’, sito on-line in lingua inglese curato da al-Qaeda nella Penisola Arabica. Le relative indicazioni, che i militanti islamisti erano contestualmente sollecitati a seguire, a quanto sembra hanno finito con l’essere fatte proprie anche da frange dell’estrema destra americana, come i ‘suprematisti’ bianchi.

Per il resto, le indagini hanno permesso di raccogliere un gran numero di frammenti metallici, in particolare chiodi privati della testa o cuscinetti a sfera, e i resti di quelle che si ritiene fossero le pentole a pressione riempite di esplosivo mescolato alla mitraglia, ma anche diversi brandelli di tessuto nero in nylon, forse appartenuti a un borsone o a uno zaino nel quale erano state nascoste le bombe, e pezzi di cavo elettrico collegati a parti di piccoli contenitori, batterie o circuiti stampati: probabilmente l’innesco.

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