Bernardo Bertolucci presidente della giuria della prossima Mostra del Cinema di Venezia

65th Cannes Film Festival - Io e Te Press ConferenceSarà Bernardo Bertolucci il presidente della giuria della prossima Mostra del Cinema di Venezia, l’edizione numero 70 che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre. Lo ha deciso oggi il Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera.

Bertolucci aveva già presieduto la giuria della mostra veneziana nel 1983, quando il Leone d’oro andò a ‘Prenom Carmen‘ di Jean-Luc Godard. Parlando della scelta fatta dal cda, il direttore Barbera ha sottolineato come per la lunga esperienza, l’inesausta curiosità e il fatto di ‘vivere un presente cinematografico in cui il regista agisce con le proprie opere’, Bertolucci sia ‘il presidente ideale per il ruolo importante e delicato che ha generosamente accettato di ricoprire’.

Ho accettato con allegria di presiedere la giuria della 70/a Mostra di Venezia‘, dice Bernardo Bertolucci, scelto oggi dal cda della Biennale. ‘In una manciata di giorni mi si regala la possibilità di vedere quanto di più interessante sta accadendo nelle cinematografie di tutto il mondo’.

‘Il mio amico cinefilo Alberto Barbera – continua Bertolucci – riesce a infilarsi nelle nicchie cinematografiche più misteriose dei più misteriosi paesi del mondo’. L’artista ricorda quindi il suo ‘precedente’ al Lido, quando fu presidente della giuria che assegnò il Leone d’oro a ‘Prenom Carmen’ di Jean-Luc Godard: ‘E’ la mia seconda volta. Nel 1983 la Mostra celebrava la sua 40/a edizione. La mia giuria, composta quasi tutta (tutta) di registi non poteva che premiare Jean-Luc Godard, a cui tutti noi dovevamo tanto e che non aveva mai avuto un premio importante nella sua vita. Allora ai film chiedevo sorpresa e piacere. Non sono molto cambiato’.

 (fonte Ansa)

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Ottavio Missoni è morto. Aveva compiuto 92 anni lo scorso 11 febbraio

Ottavio and Rosita Missoni

Ottavio and Rosita Missoni (Photo credit: Wikipedia)

Lo stilista Ottavio Missoni è morto nella sua casa di Sumirago (Varese), dove si trova anche la sede della casa di moda da lui fondata. Lo stilista nei giorni scorsi era stato ricoverato per uno scompenso cardiaco e insufficienza respiratoria e poi dimesso il primo maggio scorso. L’imprenditore, padre di Vittorio, scomparso il 4 gennaio a Los Roques, in Venezuela, mentre stava viaggiando su un aereo da turismo con la compagna e una coppia di amici, aveva compiuto 92 anni lo scorso 11 febbraio.

I funerali si terranno lunedì alle 14.30 nella basilica di Gallarate. Domenica, dalle 10 alle 18, verrà allestita la camera ardente nel cortile dell’azienda adiacente alla villa di famiglia.

Il decesso è avvenuto intorno alle 2 probabilmente a causa dei problemi cardiaci che erano stati alla base del suo ricovero all’ospedale di Varese la scorsa settimana. Accanto aveva la moglie Rosita e tutta la famiglia. Era stato subito dimesso perché aveva voluto tornare a casa ma le sue condizioni restavano complicate. In questi ultimi giorni, secondo quanto trapela da ambienti della famiglia, appariva molto abbattuto per le sue condizioni ma non c’erano avvisaglie di un’imminente fine. Tanto che ieri aveva voluto vedere in televisione un incontro sportivo. Le sue condizioni sono peggiorate durante la notte. Chi frequenta la famiglia Missoni, dice che dopo la tragedia che ha colpito il figlio Vittorio, non si era mai ripreso. Una tragedia che ha cambiato la vita di tutti i Missoni, anche se, con la forza dell’amore mai rassegnato, le ricerche sono continuate con tenacia e così anche l’attività dell’azienda. Mentre la seconda figlia, Angela, portava avanti, con il sorriso sul viso e il dolore nel cuore, il grande marchio fondato dai genitori, suo fratello Luca si era impegnato in prima persona nelle ricerche.
Tre figli e nove nipoti – tre per ogni figlio – per una grande famiglia che ha vissuto mesi difficili e il grande cuore di Tai temprato da una vita nello sport, non ha retto al peso di una età fiaccata dal dolore.

FAMIGLIA SIMBOLO - In casa Missoni, al momento del decesso, si trovavano i figli, Angela e Luca, oltre alla mamma Rosita, che ad Ottavio è rimasta legata per 50 anni, condividendo una vita di lavoro e di affetti. La sede di Sumirago dell’azienda, dove lavorano 250 persone, è regolarmente aperta. Il sindaco, che si recherà nelle prossime ore a fare visita alla famiglia, per portare le condoglianze a nome dell’amministrazione comunale, parla di ‘una famiglia simbolo della moda che è un onore avere nella nostra comunità’.

OLIMPIONICO - Nato nel 1921 a Ragusa, ora Dubrovnik, Ottavio Missoni era cresciuto a Zara. Si considerava triestino d’adozione ma si sentiva dalmata e diceva: ‘Noi della costa non siamo né danubiani né balcanici, e se qualcuno oggi la chiama Croazia del Sud io insisto a dire che è Dalmazia’. Nel 1935, a 14 anni, Missoni aveva cominciato a praticare seriamente l’atletica, nei 400 piani e nei 400 ostacoli. Nel 1939 era diventato campione mondiale studentesco a Vienna e dopo la guerra, che gli aveva portato via i migliori anni per lo sport, aveva partecipato alle Olimpiadi di Londra nel 1948 (classificandosi al sesto posto nella finale dei 400 ostacoli e correndo la staffetta 4×400) ed era poi arrivato quarto agli europei del 1950. Nella sua carriera ha vestito 23 volte la maglia azzurra e conquistato 8 titoli italiani.

IL SUCCESSO - A Londra Ottavio aveva conosciuto Rosita Jelmini, figlia di imprenditori tessili lombardi e con lei, diventata sua moglie, iniziò a sviluppare la sua attività, già iniziata da solo con una piccola produzione di indumenti sportivi, il nucleo di quell’impresa che avrebbe portato la coppia sulle vette della moda. Agli esordi, la coppia aprì un laboratorio a Gallarate. Il salto avvenne nel 1958. Alla fine degli anni ’50 arrivano i primi ordini: prima dalla sarta Biki, che veste le signore della Milano dei commendatori, e poi quando la Rinascente commissionò ai Missoni 500 abiti a righe. Dall’esigenza creativa si sviluppò la ricerca tecnica. Nel ’66, la prima sfilata in collaborazione con lo stilista Emanuel Kahn e l’anno successivo il debutto a Palazzo Pitti, allora sede delle passerelle italiane, con un’anticipazione del nude look. Nel 1969 ‘Tai’ e Rosita costruirono lo stabilimento e la casa di Sumirago, dove ancora adesso la famiglia vive e lavora, casa e bottega. All’inizio degli anni 70 arrivò il successo mondiale: arazzi coloratissimi, patchwork, righe e fiammati arcobaleno e il famoso ‘put together‘, espressione con cui Ottavio spiegò agli americani che si trattava di ‘mettere insieme fantasie di punti e colori che mai nessuno avrebbe osato accostare, in un caleidoscopio di motivi e di tinte.

Nel 1972 il New York Times decreta che i Missoni ’fanno la migliore maglieria del mondo’.

Il taglio tipicamente artigianale, che fa centro soprattutto in Giappone, dove per vent’anni il marchio viene distribuito dal colosso Seibu. Ottavio e Rosita Missoni, in una videointervista rilasciata a Moda24 nel settembre 2011, sostengono infatti come sia stata per loro una naturale evoluzione della specializzazione di famiglia: ‘Il primo golfino fiammato che io e Tai abbiamo realizzato nel 1969 – ha detto Rosita – era ispirato a un tessuto da materasso degli archivi della mia famiglia’.

Progressivamente si inseriscono in azienda i figli: Vittorio, appunto, che si è sempre occupato della direzione commerciale e marketing, con il focus sullo sviluppo dei mercati esteri; Angela, la più grande dei tre (classe 1958), direttore creativo delle collezioni donna e uomo, e Luca (1956), responsabile tecnico e progetti speciali.
‘Noi – ha detto Missoni nella videointervista – siamo usciti sul mercato con qualcosa di diverso che all’epoca non c’era: eravamo fuori dalle regole e il successo è stato un passaparola. Dopo 59 anni siamo ancora qui’.

MAESTRO DEL COLORE - Maestro di stile, Ottavio Missoni ha fatto dell’uso del colore il suo cavallo di battaglia. Il motivo geometrico, distintivo della maglieria Missoni, lo ha reso celebre in tutto il mondo, diventando uno dei ‘signori’ dell’alta moda. La sua sensibilità agli accostamenti cromatici ha incontrato una sapiente tecnica sartoriale, che ha dato origine alla particolarità del suo stile: la fantasia a zig-zag. La più rappresentativa della casa.

Letta toglie la delega alla Biancofiore. Non si occuperà di Pari Opportunità. Nel governo scoppia il caso Lorenzin

berlusconi-biancofiore-cane-puggy_225X349Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d’ora in poi si occuperà di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di Pari opportunità e sport.

La decisione è giunta dopo la lettura stamani di alcune interviste del neo sottosegretario. Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco. L’intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste ‘regole di ingaggio’ annunciate ieri dal premier. La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come ‘l’ultima chance’ per la sottosegretaria Biancofiore.

La (ex) sottosegretaria per le Pari opportunità oggi in varie interviste si era difesa dalle accuse delle associazioni gay. ‘Non sono omofoba. Mi piacerebbe – ha osservato Michaela Biancofiore – per una volta che anche i gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte’. ‘Nei miei confronti – ha detto tra l’altro Biancofiore parlando ad alcuni giornali – è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate’. ‘I gay sono discriminati? Se è per questo – ha risposto – sono più discriminate le donne. Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perché non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?’. ‘Al prossimo Gay Pride se mi invitano ci andrò, ma non mi metterò a ballare seminuda sui carri’. Per quanto riguarda le unioni omosessuali ha poi spiegato: ‘Alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo’, aggiungendo sulle unioni civili ‘non ho preclusioni’.

Positiva la reazione delle associazioni gay. Per Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: ‘Fa bene Enrico Letta a non assegnare la delega alle Pari Opportunità alla Biancofiore. L’esponente del Pdl non è certo la persona giusta per affrontare questioni che hanno bisogno di un confronto sereno. Attaccare le associazioni gay come ha fatto oggi la Biancofiore è segno di presunzione. Se c’è chi deve fare autocritica sul mancato avanzamento dei diritti civili in Italia questa è la politica, non certo i movimenti’. ‘Almeno la decenza è salva’ scrive su twitter il leader di Sel Nichi Vendola. ‘Come in passato -aggiunge- l’esponente Pdl Biancofiore anche oggi ha dato prova sulla stampa dei suoi pregiudizi e del suo disprezzo sul tema dei diritti delle persone’. Sempre su twitter Anna Paola Concia, omosessuale dichiarata ed ex deputata del Pd: ‘#Sottosegretari quella ignorante di #Biancofiore dice ‘non conosco il genere di appartenenza della Concia’. Le do una notizia: è come il suo.’

Intanto nel governo scoppia la grana Lorenzin. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda lancia accuse al neoministro della Sanità, colpevole di aver organizzato una riunione con il Pdl sulla sanità del Lazio: ‘Vorrei ricordare al ministro che lei sta al governo sostenuta da una maggioranza ben definita e non dal solo centrodestra. Ci sono regole dentro una coalizione di governo che vanno rispettate’, attacca Zanda. ‘Prima di incontrare i rappresentanti del suo partito, ignorando quelli delle altre forze politiche della maggioranza, avrebbe dovuto incontrare le istituzioni regionali che governano la sanità nel Lazio. Per questo trovo molto sgradevole la notizia dell’incontro del ministro Lorenzin con i parlamentari laziali del Pdl’. Il portavoce della Lorenzin ha smentito però la notizia dell’incontro: ‘Il ministro non ha tenuto alcun vertice con i parlamentari del Pdl e nessun vertice avente per oggetto la sanità nel Lazio’. Il caso però sembra tutt’altro che chiuso.

Su Twitter: Letta, #BiancofiorePari Opportunità

Musica: morto Chris Kelly, il rapper di ‘Jump’

Kriss KrossChris Kelly, rapper del duo rap Kris Kross, che negli anni Novanta, ancora ragazzino, ottenne un enorme successo con il singolo ‘Jump‘, è morto a 34 anni in un ospedale di Atlanta. Era stato rinvenuto in apparente overdose nella sua abitazione.

Kelly, noto come Mac Daddy, e il suo socio Chris Smith, ‘Daddy Mad’, furono scoperti e lanciati sul mercato della musica nel 1992 dal produttore Jermaine Dupri, nome di culto dell’universo hip hop grazie all’etichetta fondata da lui, la So So Def.

L’album d’esordio dei Kris Kross, ‘Totally Krossed Out‘, fu pubblicato nel 1993 e fece subito boom: otto milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti. Ma fu il singolo ‘Jump’ a rendere immediatamente famoso la giovanissima coppia di rapper: il brano conquistò la vetta della Billboard Hot 100 e ci rimase per quasi due mesi consecutivi.

Da lì in avanti, i Kris Kross furono sempre più popolari. Michael Jackson li volle come supporter band per il proprio tour europeo, e li fece apparire nel video di ‘Jam’. I Kris Kross comparvero successivamente anche nei video di Run DMC, e presero parte ad un episodio della serie televisiva ‘Tutti al college’. Poi entrarono anche nel cast di ‘Poliziotto per caso’, un film uscito nel 1993. Non solo: la SEGA si ispirò a loro per il videogioco Kris Kross: Make My Video.

Il secondo album della coppia, ‘Da Bomb‘, ottenne il disco di platino, ma non ebbe l’impatto mediatico del primo lavoro. Stessa sorte toccò al terzo disco ‘Young, Rich and Dangerous‘, del 1996, e ai successivi. L’onda del successo era defluita, con la conseguenza inevitabile della rottura della coppia, dopo cinque album.

Ciascuno andò per la sua strada, salvo un’occasionale reunion per celebrare lo scopritore Dupri. Smith si mise in proprio come interprete, mentre Chris Kelly si reinventò imprenditore della musica fondando una propria etichetta discografica, la C. co Records.

Amy Winehouse torna a vivere in un documentario di Asif Kapadia

Amy Winehouse at Bowery Ballroom 18

Amy Winehouse at Bowery Ballroom 18 (Photo credit: Wikipedia)

 Amy Winehouse torna a vivere in un documentario, ancora in fase di progettazione, che sarà diretto da Asif Kapadia, già regista del documentario vincitore al Sundance Film Festival del 2010 sulla carriera di Ayrton Senna. Il film sull’artista inglese, morta nel luglio 2011 per abuso di alcol a soli 27 anni, sarà prodotto dalla Universal Music e dalla Playmaker Films, studio fondato dallo stesso Kapadia con James Gay-Rees, e sarà pre-venduto dalla Focus Features al Festival di Cannes.

‘Questo film sarà incredibilmente moderno ed emozionante – hanno spiegato Gay-Rees e Kapadia – ha il potere di catturare lo spirito del tempo e gettar luce sul mondo in cui viviamo, come solo alcune pellicole sanno fare. Amy è stata un talento della sua generazione e ha catturato l’attenzione di tutti; scriveva e cantava col cuore e tutti ne restavano incantati. Amy, però, è crollata sotto il peso della soffocante attenzione dei media, e a causa delle sue relazioni difficili, del successo mondiale e del modo di vivere instabile. Come società, tutti noi abbiamo celebrato i suoi enormi successi, ma poi siamo stati velocissimi nel giudicare le sue debolezze quando ci faceva comodo’.

‘Asif e James hanno la straordinaria capacità di raccontare una storia commovente e stimolante, come già nel lavoro su Senna‘, ha detto il co-presidente della Focus International Alison Thompson. Una carriera durata troppo poco quella di Amy, con solo due album all’attivo, Frank del 2003 e Back to Black del 2006 (più di 12 milioni di copie vendute), e una grande hit ‘Rehab’, nella quale l’eco dei suoi ‘no, no, no’ alla disintossicazione riecheggia tristemente ancora oggi.

Giornata mondiale della Terra: Google festeggia con un mini-ecosistema

Doodle di Google nella ''Giornata della Terra''La Giornata mondiale della Terra, la quarantatresima che si celebra oggi 22 aprile, viene festeggiata da Google con un mini-ecosistema animato nello spazio dedicato al doodle.

La scenografia pensata da Google per l’Earth day riproduce un habitat naturale: un paesaggio che raffigura, con colori pastello e immagini da vecchi cartoni, fiumi, alberi, fiori, montagne, colline e animali con i pesci che saltano fuori dal laghetto formato dall’acqua proveniente da cascata, e di lato anche le formiche laboriose.

Inoltre, l’animazione da vita a un piccolo ecosistema in tutte le fasi del ciclo della giornata; prima il sole quando fiori e alberi rinvigoriscono, poi il calar della luce man a mano lungo il pomeriggio, fino alla luna con il cielo stellato. La Giornata mondiale della Terra e‘ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1970.

Su Twitter #earthday#Terra

Maratona di Londra: 30 secondi di silenzio in ricordo di Boston

tsegaye-kebede_2542248bL’etiope Tsegaye Kebede ha vinto oggi la maratona di Londra con un tempo di 2:06:03.

A sei giorni dagli attentati alla corsa di Boston, ha preso al via tra imponenti misure di sicurezza la 33ma edizione della maratona di Londra. Prima della partenza sono stati osservati 30 secondi di silenzio in ricordo dei tre morti nell’attacco terroristico di lunedì.

‘Correre la maratona e’ uno sport globale’, hanno ricordato gli altoparlanti prima del fischio per il silenzio, ‘unisce corridori e sostenitori in ogni continente in cerca di una comune sfida e in uno spirito di amicizia e solidarietà. Questa settimana la famiglia mondiale della maratona e’ stata sconvolta e rattristata dai fatti di Boston. Uniamoci nel ricordo di amici e colleghi per cui un giorno di festa si e’ trasformato in un giorno di tristezza’.

Dopo Boston, le misure di sicurezza per l’evento di Londra sono state rafforzate, anche se non e’ stato innalzato ‘il livello di minaccia’. Scotland Yard ha riferito che il dispiegamento di poliziotti e’ aumentato del 40% rispetto all’anno scorso, ma senza fornire cifre precise.

Scotland Yard è intanto in contatto con Fbi e polizia di Londra, mentre non ci sono elementi che facciano temere collegamenti con gli attentati di Boston, ha spiegato Pendry sull’Observer. Alla maratona londinese hanno partecipato 37mila persone.

Fabri Fibra scende dal palco del Primo Maggio, Cgil, Cisl e Uil lasciano il rapper a casa

Fabri-FibraFabri Fibra scende dal palco del Primo Maggio. E non lo fa di sua spontanea volontà: la sua cacciata è stata voluta dai sindacati confederali, organizzatori del tradizionale Concertone.

Le canzoni del rapper numero uno in Italia sarebbero piene di messaggi omofobi, sessisti e misogini. Queste le accuse mosse, pochi giorni fa, dall’associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza) presieduta da Titti Carrano che in una lettera aperta ai sindacati aveva chiesto l’espulsione di Fabri Fibra dal Concertone. Due, in particolare, i rap contestati: ‘Su le mani‘ (del 2006) che arriva a citare Pacciani e ‘Venerdì 17‘ (del 2004) in cui descrive lo stupro e l’assassinio di una bambina.

Così Cgil, Cisl e Uil hanno lasciato Fibra a casa. Una decisione che a molti potrebbe apparire come una censura preventiva, finora mai utilizzata per il Concertone. Sorpreso dalla scelta, lo storico organizzatore dell’evento Marco Godano rilascia un breve commento: ‘Non è nei nostri poteri rifiutare le indicazioni che ci arrivano dai sindacati’.

Fabri Fibra fa sapere che le sue considerazioni le metterà in rete – via Facebook e Twitter – entro domani. Ma una prima risposta alle accuse di D.i.re l’aveva già affidata a una lettera, pubblicata online dall’ Huffington Post : ‘Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio’. Aveva anche sottolineato che: ‘Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione.

Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo’. Ha anche chiamato in causa il regista pulp per eccellenza: ‘Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…’. E ha espresso la sua condanna al femminicidio e alla violenza domestica che ‘ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere’.

Le sue spiegazioni però non sono bastate e alle centinaia di migliaia di giovani che affolleranno piazza San Giovanni è stata tolta l’occasione di ascoltare Fibra che con il suo linguaggio esplicito e politicamente scorrettissimo – sulla scia dei ‘maestri’ del rap americano – ha sempre attirato critiche. Però per lui sono sempre stati fortissimi anche i consensi: il suo nuovo album, ‘Guerra e pace‘, ha debuttato al primo posto in classifica e ha conquistato un disco d’oro. Il Concertone, in diretta su Rai3, sarà presentato da Geppi Cucciari. Il cast, ancora da definire, comprende Elio e le Storie tese, Nicola Piovani e un’orchestra di strumentisti rock. Ma con l’espulsione di Fibra ora è a corto di star. (fonte Corsera)

Ed ecco la risposta del rapper dal suo profilo Facebook. ‘Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: nemmeno quest’anno sarò su quel palco. Mi sembrava strano. In effetti, l’invito entusiasta da parte di Marco Godano mi aveva sorpreso, era una bella novità. Invece poi non sono gli organizzatori che decidono chi suona in piazza. Nei miei testi forse non tutti ci leggono l’impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest’estate e quest’autunno.’

A Eulero il doodle Google di oggi

doodle EuleroGoogle celebra il matematico dell’Illuminismo, e fisico svizzero Eulero con un doodle animato nel 306esimo anniversario della nascita, avvenuta il 17 aprile 1707 a Basilea.

All’anagrafe Leonhard Euler, il nome di Eulero è legato a formule, teoremi ed equazioni ma anche oggetti matematici attraverso l’aggettivo ‘euleriano‘. Tra questi il ciclo euleriano, la funzione euleriana, la catena euleriana.

Eulero aveva perso l’occhio destro appena trentenne, si dice per il troppo lavoro o per aver fissato troppo a lungo il Sole alla ricerca di un nuovo modo per misurare lo scorrere del tempo. A questa perdita Eulero, anche in virtù della sua grande fede, aveva reagito bene, dichiarando ‘Ora avrò minore occasione di distrazione’; consentiva anche agli altri di scherzarci su, come faceva Federico Il Grande di Prussia, alla cui corte Eulero aveva vissuto per 25 anni dal 1741 al 1766, chiamandolo il ‘Ciclope della Matematica’. Per trent’anni l’occhio sinistro aveva retto da solo, ma poi si era spento del tutto, così che la presenza dei due assistenti si era fatta indispensabile.

I contributi di Eulero sono innumerevoli e inestimabili: dall’introduzione di alcune notazioni e simboli fondamentali – come il pi greco ( π), la e per il numero di Nepero (costante fondamentale per lo studio dei logaritmi in analisi, da allora numero di Eulero) o la i per le unità immaginarie, le notazioni di seno coseno in trigonometria e quella f(x) per le funzioni – alla formula di Eulero dei numeri complessi, dalla risoluzione del problema dei sette ponti di Königsberg (che diede il via allo studio dei grafi), alla formula per calcolare molti dei numeri primiper i quali il matematico aveva una passione particolare. E questi non sono che pochi esempi della sua opera.

Sue infatti sono anche alcune tra le più importanti equazioni della geometria e la soluzione di molti problemi di Pierre Fermat, anche se non  dell’ Ultimo di cui diede solo una soluzione parziale. Ma soprattutto è sua quella che viene oggi considerata la formula più bella della matematica, ovvero l’Identità di Eulero: e iπ  +1 = 0. A definirla così fu Richard Feynman perché lega tra loro, attraverso gli operatori fondamentali della matematica (uguaglianza, addizione, moltiplicazione ed esponenziazione), alcune tra le costanti, i numeri e i simboli più importanti.

Secondo lo stesso Eulero molte di queste scoperte e intuizioni matematiche sono merito dei figli: la maggiore parte di esse, amava ripetere, gli sono venute alla mente infatti mentre cullava uno dei suoi tredici pargoli, e non mentre si consumava gli occhi sui fogli di calcolo. Del resto, come disse il matematico e fisico francese François Arago: ‘Eulero calcolava senza sforzo apparente, così come gli uomini respirano o le aquile si sostengono nel vento’.

Kobe Bryant operato: perfettamente riuscito l’intervento al tendine d’Achille. Stop dai sei ai nove mesi

kobe--473x264E’ perfettamente riuscito l’intervento chirurgico per riparare la lesione al tendine d’Achille della gamba sinistra di Kobe Bryant. Sono i Los Angeles Lakers a comunicarne la perfetta riuscita con un comunicato sul proprio sito ufficiale: l’operazione è stata eseguita dai medici Neal ElAttrache e Stephen Lombardo del Kerlan Jobe Orthopaedic Group. Per quello che concerne il recupero, si parla di uno stop che va dai sei ai nove mesi.

Durante i primi 30-40 giorni, la guardia avrà la gamba immobilizzata. Bryant, 34 anni, si è infortunato nel finale della gara vinta dai suoi Lakers contro i Golden State Warriors.

Prima di entrare in sala operatoria Kobe ha postato una foto sul proprio profilo Instagram con scritto: ‘In vista dell’operazione. Sembro Mrs Doubtfire. Tra poco l’anestesia’. I gialloviola sperano di averlo per la prima partita della stagione 2013-2014, a novembre.

L’operazione per la riparazione del tendine è stata coronata da successo ma Bryant non sarà disponibile ‘da un minimo di sei fino a nove mesi’, hanno comunicato i Lakers. Secondo il preparatore atletico del club, Gary Vitti, l’obiettivo è che Bryant sia disponibile per l’inizio della stagione 2013/14, tra fine ottobre e inizio novembre. Kobe ‘ha accettato la sfida’, ha detto Vitti.

Dolorante dopo l’infortunio, la 34enne stella del basket ha comunque escluso che quanto accaduto possa indurlo a porre fine a una lunga e sfolgorante carriera che lo ha consacrato cinque volte campione Nba (2000, 2001, 2002, 2009, 2010) e due volte olimpionico (Pechino 2008 e Londra 2012). ‘Ci sono un sacco di giocatori che hanno avuto questo stesso infortunio, dunque posso farcela”, si è ripromesso. Tra gli atleti che si sono rotti il tendine d’Achille e sono poi tornati alle competizioni c’è David Beckham.

L’ex capitano della Nazionale inglese si infortunò durante una partita di serie A quando era in prestito al Milan, ed è poi sceso nuovamente in campo con i Los Angeles Galaxy e, ultimamente, con il Paris Saint-Germain. Kobe Bryant è crollato a terra, per il cedimento del tendine, a tre minuti dalla fine del match contro i Golden State Warriors (vinto 118-116), in seguito ad un banale movimento di aggiramento di un avversario che aveva ripetuto ‘un milione di volte’. ‘Una sensazione terribile’, ha commentato il fuoriclasse, definendo l’infortunio il momento peggiore della sua carriera.

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