M5S: prima volta di Grillo a Montecitorio, confermata l’espulsione di Venturino

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(L’espulso Antonio Venturino)

‘Fanculo ai soldi‘. ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’. E ancora: ‘Metteremo on line nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. Entrato a Montecitorio per la prima volta (‘da abusivo’, ci tiene a dire), Beppe Grillo non fa sconti ai suoi parlamentari nell’assemblea indetta in un nuovo tentativo di riportarli all’ordine. L’incontro è stato convocato dopo il ‘referendum’ sulla diaria in cui il 48 % dei parlamentari grillini ha detto che bisogna restituire ‘secondo coscienza’.

 Nel primo pomeriggio di giovedì, a bordo di un’utilitaria bianca il leader del M5S fa dunque, per la prima volta, il suo ingresso a Montecitorio (dall’ingresso di via della Missione 8) per l’assemblea con i parlamentari M5S. ‘Io in Parlamento? Entro da un ingresso secondario. Sarò sempre un abusivo’, dice. Prima di incontrare i suoi, Grillo scambia qualche battuta con i giornalisti. ‘Ma quale apriscatole? – spiega ai reporter – Il Parlamento l’abbiamo aperto ma c’è tutto un groviglio che non si capisce niente’. Il leader dei 5 Stelle è di buon umore e a una domanda sulla diaria glissa. ‘Ehh, la diaria… la diaria…’.

Poi l’incontro con i suoi parlamentari trasmesso in diretta Twitter dell’account ufficiale dei deputati grillini. Il discorso di Grillo spazia dai rimborsi ai parlamentari alla sfumata alleanza con il Pd, dal programma per i prossimi mesi alla nuova ‘pax mediatica’ con i giornalisti. I toni sembrano duri soprattutto sulla questione degli stipendi dei parlamentari. ‘Se avete firmato qualcosa, dovete rispettarlo’, dice riferendosi all’impegno sottoscritto da tutti gli eletti del M5S in base al regolamento pubblicato sul sito. Poi aggiunge: ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’, ‘metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. ‘Fanculo i soldi!’, dice ancora il leader del M5S. Ma non si ferma qui. ‘Il deputato siciliano Venturino (espulso dal M5S) che si tiene i soldi è un pezzo di merda’, dice Grillo secondo quanto riporta su Facebook Daniele Martinelli, responsabile comunicazione M5S.

 I parlamentari, alcuni con pc o I-pad avanti, lo ascoltano assorti. Grillo inizia a parlare di quello che accadrà, secondo lui, nei prossimi mesi. ‘Il governo non regge. L’opinione pubblica sta cambiando. Cercano di dimostrare che siamo come gli altri’, dice Grillo. E sul Pd: ‘Il Pd non cercava alleanza, cercava voti per fare il governo senza il M5S‘. Poi spiega: ‘Lavoriamo sui 20 punti del programma. Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare’. Molti i passaggi in cui Grillo sottolinea le differenze tra i 5 Stelle e gli altri partiti. ‘Noi non siamo un’automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto‘, dice Grillo. ‘Noi cambieremo le cose ma bisogna avere pazienza. Non abbiamo bacchette magiche’. E infine: ‘Sono venuto a darvi un abbraccio, a dirvi che stiamo andando alla grande’. ‘Non siamo attaccati alle poltrone. Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa’. ‘Abbiamo fatto la più grande rivoluzione di questo Paese, d’Europa e forse del mondo’.

Nel discorso del leader del M5S non manca un passaggio sui giornalisti, dopo l’espulsione del senatore Mastrangeli che aveva partecipato a un talk show. Quella di Grillo sembra una ‘svolta’. ‘Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti’, dice il leader M5s ai suoi. E poi Grillo sdogana anche la partecipazione alle trasmissioni tv. ‘Purché non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee – dice infatti – Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con con rispetto e verità’.

Intanto dal web Beppe Grillo se la prende non solo con l’ex premier, ma anche con Quirinale e Pd. ‘Berlusconi è il garante dell’osceno connubio tra illegalità e democrazia. Un parassita che se estratto dallo stomaco della nazione, come Alien, la farebbe morire’. Dice Beppe Grillo nel corrosivo post pubblicato sul suo blog il giorno dopo che i giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano hanno confermato per il Cavaliere la condanna 4 anni di reclusione (tre dei quali condonati per l’indulto) per frode fiscale nell’ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset. ‘In un qualsiasi Paese democratico un personaggio come Berlusconi sarebbe in carcere o allontanato da ogni carica pubblica – scrive il leader dei 5 Stelle – da noi è l’ago della bilancia del Governo, punto di riferimento di Napolitano nel suo doppio settennato, protetto dall’opposizione del pdmenoelle formata a sua immagine e somiglianza, tutelato dai servi che ha nominato in Parlamento, difeso dalle menzogne delle televisioni e dei giornali’. E per sottolineare il suo pensiero, come in altre occasioni, Grillo affianca al commento un’immagine: la foto di Berlusconi con cappello e sigaro e la scritta ‘Al Tappone’. Un chiaro richiamo ad Al Capone che fu incastrato dall’Fbi per evasione fiscale.

 Sul blog Grillo quindi ribadisce che il MoVimento 5 Stelle chiederà in Parlamento ‘l’ineleggibilità‘ del Cavaliere perché la condanna in Appello prevede anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (che comunque scatta solo in caso di condanna definitiva in Cassazione). ‘Vedremo chi voterà l’ineleggibilità’, scrive Grillo che spiega che il M5S punta all’ineleggibilità di Berlusconi anche per l’applicazione della legge del 1957 per cui i titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti. ‘Mi mangio un cappello – prosegue Grillo – se sarà votata dal pdmenoelle. Boccia il marito pdmenoellino di sua moglie pdellina, entrambi accasati in Parlamento, ha dichiarato che l’ineleggibilità di Berlusconi ‘non è una priorità per il paese ma un modo per continuare a fare propaganda’. Nel frattempo – incalza ancora il comico genovese – corre voce che Berlusconi potrebbe essere eletto senatore a vita. La soluzione di ogni suo problema. Un cerino in un pagliaio’.

http://www.beppegrillo.it/2013/05/venturino_e_fuori_dal_m5s.html

(fonte Corsera)

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Assata Shakur, la prima donna fra i 25 terroristi più ricercati d’America

assata-shakurSi chiama Joanne Chesimard, ha 65 anni, ed è la prima donna a entrare nella black list dei 25 terroristi più ricercati dal Fbi.
Per tutti, però, è Assata Shakur, un passato nelle Black panther e nella Black liberation army, madrina di Tupac Shakur, uno dei rapper più famosi di sempre.

È accusata dell’omicidio a sangue freddo di un agente di polizia avvenuto il 2 maggio 1973, quando Assata si batteva con le armi per i diritti degli afroamericani.

Quel giorno la donna si trovava in auto con due compagni, Zayd Shakur e Sundiata Acoli, quando una pattuglia della polizia li fermò per un fanale posteriore rotto. A quel punto sarebbe iniziata la sparatoria che ha portato alla morte di Werner Foerster e al ferimento del collega James Harper.

Nel 1977 arrivò la condanna all’ergastolo, nel 1979 l’evasione di prigione con l’aiuto del fratello Mutulu Shakur (padre adottivo di Tupac) e dell’attivista italiana Silvia Baraldini (estradata e tornata in Italia solo nel 1999), finiti in carcere per quell’azione armata.

Cinque anni dopo Assata venne avvistata a Cuba, dove secondo l’Fbi avrebbe chiesto asilo politico. Nell’isola caraibica ha scritto un libro, ‘Assata: an autobiography’, e la sua storia è stata cantata da rapper che le hanno mostrato la propria solidarietà, come Mos Def e Common.

Lei si è sempre professata innocente, sostenendo di non aver mai sparato i quattro colpi, due dei quali da dietro, che hanno ucciso Werner Foerster dopo essere partiti dalla pistola dello stesso agente.

Il Bureau ne è sicuro: a Cuba Assata continua a essere attiva a fa propaganda anti americana.
Per lei ci sono due taglie da 1 milione di dollari l’una, offerte dall’Fbi e dallo Stato del New Jersey, e un posto tra i 25 America’s most wanted.

Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,'inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

Chi è Cécile Kyenge, prima ministro di colore a occuparsi di Integrazione

KyengeCécile Kyenge Kashetu è un medico oculista italiano, nata nella Repubblica democratica del Congo nel 1964. Eletta alla Camera nelle elezioni di febbraio, è stata nominata da Enrico Letta ministro per l’Integrazione dopo essere stata responsabile delle politiche dell’immigrazione del Partito democratico in Emilia Romagna.

Da sempre è in prima linea per i diritti dei migranti e per quello di cittadinanza: leggi la sua intervista al blog ‘La città Nuova’ del 26 marzo. Tra le sue battaglie da attivista, la libera circolazione, una nuova legge sulla cittadinanza e l’abrogazione della Bossi-Fini. Dal settembre 2010 è portavoce nazionale della rete Primo Marzo per cui si occupa di promuovere i diritti dei migranti e i diritti umani.

‘IL SEGNO DEL CAMBIAMENTO’ - Kyenge, primo ministro di colore in un governo italiano, ha accolto questa nomina, da parte di Enrico Letta, come ‘una decisione che segna il passo decisivo per cambiare concretamente l’Italia e il modo di vedere un’integrazione che è già presente nel Paese‘. Dopo aver espresso la sua soddisfazione e il suo ringraziamento il ministro per l’Integrazione ha spiegato: ‘Il mio percorso è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del Partito Democratico: io sono la portavoce di una politica fatta all’interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della società civile che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza’. La stessa Livia Turco si è detta ‘profondamente emozionata’.

Su Twitter Cécile Kyenge

Grillo e la notte della Repubblica: ‘Otto milioni di italiani considerati intrusi, cani in chiesa’

Exploit di Grillo, il vero vincitore è il Movimento 5 stelle‘Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione’. E’ quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog.

‘L’offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l’elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l’inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese.

E ora, dopo l’osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell’insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai. Andranno all’opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare’, sottolinea il leader del M5S.

‘Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. ‘Noi siamo noi e voi non siete un c…’. Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?’, prosegue Grillo.

‘Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali avrebbero gridato all’attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino ‘ – conclude il comico genovese.

Fabri Fibra scende dal palco del Primo Maggio, Cgil, Cisl e Uil lasciano il rapper a casa

Fabri-FibraFabri Fibra scende dal palco del Primo Maggio. E non lo fa di sua spontanea volontà: la sua cacciata è stata voluta dai sindacati confederali, organizzatori del tradizionale Concertone.

Le canzoni del rapper numero uno in Italia sarebbero piene di messaggi omofobi, sessisti e misogini. Queste le accuse mosse, pochi giorni fa, dall’associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza) presieduta da Titti Carrano che in una lettera aperta ai sindacati aveva chiesto l’espulsione di Fabri Fibra dal Concertone. Due, in particolare, i rap contestati: ‘Su le mani‘ (del 2006) che arriva a citare Pacciani e ‘Venerdì 17‘ (del 2004) in cui descrive lo stupro e l’assassinio di una bambina.

Così Cgil, Cisl e Uil hanno lasciato Fibra a casa. Una decisione che a molti potrebbe apparire come una censura preventiva, finora mai utilizzata per il Concertone. Sorpreso dalla scelta, lo storico organizzatore dell’evento Marco Godano rilascia un breve commento: ‘Non è nei nostri poteri rifiutare le indicazioni che ci arrivano dai sindacati’.

Fabri Fibra fa sapere che le sue considerazioni le metterà in rete – via Facebook e Twitter – entro domani. Ma una prima risposta alle accuse di D.i.re l’aveva già affidata a una lettera, pubblicata online dall’ Huffington Post : ‘Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio’. Aveva anche sottolineato che: ‘Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione.

Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo’. Ha anche chiamato in causa il regista pulp per eccellenza: ‘Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…’. E ha espresso la sua condanna al femminicidio e alla violenza domestica che ‘ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere’.

Le sue spiegazioni però non sono bastate e alle centinaia di migliaia di giovani che affolleranno piazza San Giovanni è stata tolta l’occasione di ascoltare Fibra che con il suo linguaggio esplicito e politicamente scorrettissimo – sulla scia dei ‘maestri’ del rap americano – ha sempre attirato critiche. Però per lui sono sempre stati fortissimi anche i consensi: il suo nuovo album, ‘Guerra e pace‘, ha debuttato al primo posto in classifica e ha conquistato un disco d’oro. Il Concertone, in diretta su Rai3, sarà presentato da Geppi Cucciari. Il cast, ancora da definire, comprende Elio e le Storie tese, Nicola Piovani e un’orchestra di strumentisti rock. Ma con l’espulsione di Fibra ora è a corto di star. (fonte Corsera)

Ed ecco la risposta del rapper dal suo profilo Facebook. ‘Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: nemmeno quest’anno sarò su quel palco. Mi sembrava strano. In effetti, l’invito entusiasta da parte di Marco Godano mi aveva sorpreso, era una bella novità. Invece poi non sono gli organizzatori che decidono chi suona in piazza. Nei miei testi forse non tutti ci leggono l’impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest’estate e quest’autunno.’

Amina Tyler, la Femen tunisina, è scomparsa

amina-Tyler-1Amina Tyler, 19 anni la tunisina divenuta famosa per aver postato su Internet una fotografia del suo corpo nudo ispirandosi alle attiviste ucraine Femen, è scomparsa da venerdì e di lei non si sa più nulla. A lanciare l’allarme è stata la madre della giovane, preoccupata per la figlia che da sei anni è sotto ‘trattamento psichiatrico’. La donna ha riferito di aver parlato con il medico che ce l’ha in cura, annunciando l’intenzione di presentare denuncia al ministero degli Interni e respingendo con forza la tesi di alcuni gruppi per i diritti delle donne secondo cui la ragazza sarebbe stata sequestrata dalla sua stessa famiglia. ‘Alcuni gruppi stanno sfruttando la storia di mia figlia a sue spese’, ha aggiunto, sottolineando che ‘non c’è mai stato nessun rapimento. Stiamo solo tentando di proteggere nostra figlia impedendole di uscire da sola, per la sua sicurezza’.

Diversa la versione che la stessa Amina ha dato a una delle leader delle Femen ucraine, Inna Shevchenko, contattata via Skype dopo essere riuscita a fuggire. Parlando da un luogo segreto, Amina ha raccontato di essere stata picchiata da suo zio e da suo cugino e di essere stata portata in un villaggio remoto dove le sono stati somministrati potenti sedativi. ‘Mi hanno forzato a leggere il Corano’ e ‘tutti i giorni mi insegnavano la morale’ e ‘mi portavano dall’imam’, ha raccontato Amina, confessando di essere stata anche sottoposta all’umiliante test della verginità, un’esperienza ‘orribile’ ‘contro la mia volontà’. Il mese scorso, le foto di Amina che rivendica la proprietà del suo corpo esponendolo hanno fatto il giro del mondo e provocato le ire degli islamisti tunisini. Rischia fino a sei mesi di carcere per oltraggio alla morale. Poco dopo, la giovane in un’intervista aveva espresso il desiderio di lasciare il Paese maghrebino per timore per la sua vita.

Amina ha anche detto che le dichiarazioni rese a Canal+ – in cui criticava le Femen perché le attiviste hanno bruciato una bandiera salafita e per aver rivelato la sua intenzione di lasciare la Tunisia – erano state ‘forzate’.
E annuncia una nuova sfida: ‘Non voglio lasciare la Tunisia prima di aver fatto una protesta in topless’, dice a Femen. ‘Voglio continuare la lotta che abbiamo iniziato in Tunisia e poi andarmene’.

In un’intervista su Repubblica ieri, la giovane attivista diceva di essersi allontanata dai suoi e di star bene ora, ma di non esserlo stata nelle scorse settimane. ‘La mia famiglia mi ha portata via da Tunisi dopo la pubblicazione delle mie foto a seno nudo: mi hanno dato delle medicine e costretto a leggere il Corano. Ora sono riuscita a scappare e non ho intenzione di fermarmi. Mi batterò ancora per le mie idee’.

Amina Tyler, questo il nome con cui si è presentata la ragazza, ha fatto scandalo in Tunisia pubblicando a metà marzo delle sue foto a seno nudo con la scritta ‘il mio corpo mi appartiene, non rappresenta l’onore di nessuno’ o ancora ‘fuck your morals’, sulla falsariga di Femen.

http://femen.org/

Scontro aperto tra il sindaco di Firenze Renzi e la senatrice Anna Finocchiaro: ‘Attacco miserabile’

Finocchiaro_CongrDs_SCre_0277_twOramai siamo allo scontro aperto tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e una parte dei principali esponenti del suo partito, il Pd. ‘Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore, e con tutto l’impegno di cui ero capace, e non metterei mai in difficoltà né il mio Paese, né il mio partito. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti’ sottolinea la senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, commentando le dichiarazioni domenicali del sindaco di Firenze.

‘E trovo inaccettabile e ignobile che venga da un esponente del mio stesso partito – prosegue – sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato’.

Renzi aveva bocciato la potenziale candidatura di Finocchiaro al Quirinale, ricordando le foto della sua spesa all’Ikea con la scorta e, per questo motivo, poco adatta, a suo dire, per un messaggio anticasta.

Aprendo la settimana dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il sindaco di Firenze Matteo Renzi cerca di dare il suo passo al dibattito politico e boccia un altro possibile candidato del Pd al Colle: Franco Marini.

In una lettera a Repubblica, Renzi argomenta contro la scelta di Marini, ex presidente del Senato, proveniente dalla costola del Pd che ha radici nella Democrazia cristiana, dicendo che ‘è gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione’.

Renzi ripropone uno degli argomenti che più gli hanno dato popolarità negli ultimi mesi, la ‘rottamazione‘ dei vecchi parlamentari del centrosinistra assimilati alla ‘casta’, dopo avere polemizzato duramente nel fine settimana con il segretario del suo partito Pier Luigi Bersani per la sua strategia che non avrebbe consentito di dare all’Italia un governo ad oltre 50 giorni dalle elezioni politiche.

‘Due mesi fa Marini si è candidato al Senato dopo avere chiesto (e ahimè ottenuto) l’ennesima deroga allo statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell’unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d’Abruzzo’.

Intanto si conoscerà domani il nome del candidato al Quirinale del Movimento 5 stelle. Lo comunica Beppe Grillo nel suo blog confermando che non sarà nella rosa dei votabili. Alla votazione online possono partecipare gli iscritti al MoVimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 che abbiano inviato i loro documenti digitalizzati. ‘Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome’, dice Grillo. I candidati tra cui i grillini sceglieranno sono i seguenti nove: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Jole Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Luigi Strada, Gustavo Zagrebelsky.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha intanto convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, giovedì 18 aprile alle ore 10 per l’elezione del presidente della Repubblica. L’avviso di convocazione verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 aprile 2013.

(fonte Corsera)

M5S: ‘Quirinarie annullate per violazioni, si ripete voto’

rivotiamo-presidente‘ATTENZIONE: Tra pochissimo su @beppe_grillo si ripetono . Ieri gravi violazioni certificate da DNV. Innalzati livelli d sicurezza’. Con questo tweet Claudio Messora, responsabile comunicazione del gruppo 5 Stelle al Senato, avvisa che le  Quirinarie sono state annullate per violazione e che il voto on line per la scelta del candidato al Colle si ripete oggi (dalle 11 fino a stasera).

Poco prima Beppe Grillo annuncia sul suo sito che ‘Le votazioni per il Presidente della Repubblica di ieri sono state oggetto di attacco di hacker. Abbiamo deciso di annullare quindi le votazioni di ieri e ripeterle oggi con nuovi livelli di sicurezza. Ci scusiamo per questo inconveniente e chiediamo di ripetere le votazioni. Grazie per la vostra pazienza’.

A certificare la compromissione delle Quirinarie l’ente che si occupa di verificare il meccanismo procedurale delle votazione del candidato 5S al Quirinale, la DNV Business Assurance. ‘A seguito di uno dei controlli pianificati, relativo all’integrità del sistema è stata rilevata un’anomalia, i cui effetti sono stati verbalizzati. L’anomalia ha compromesso in modo significativo la corrispondenza tra i voti registrati e l’espressione di voto del votante’. E’ quanto si legge in una nota della DNV (Det Norske Veritas), l’ente certificatore incaricato dalla Casaleggio associati srl di verificare le procedure di voto delle ‘quirinarie’.

I militanti del Movimento 5 stelle, che dalle 11 di oggi, venerdì 12 aprile, sono dunque tornati a votare. Dopo il primo turno, i 10 nomi più gettonati saranno sottoposti a ballottaggio lunedì prossimo 15 aprile, ballottaggio da cui uscirà il candidato votato dai parlamentari del M5s a partire dal 18 aprile, giorno in cui deputati, senatori e rappresentanti delle Regioni inizieranno a votare per il successore di Giorgio Napolitano al Colle. Proprio sul nodo Quirinale, il segretario del Pd, che ha smentito le voci circolate su una possibile sua candidatura al Colle (‘Mi interessano solo i colli piacentini’), ha incontrato nella mattinata del 12 aprile Massimo D’Alema, mentre il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha aperto in un’intervista a Repubblica a un Capo dello Stato del centrosinistra in cambio di un governo di larghe intese.

E oggi sarà consegnato al Quirinale il rapporto dei 10 saggi designati dal presidente Giorgio Napolitano per ‘facilitare’ un’intesa politica sulle priorità del Paese. Un documento che il capo dello Stato affiderà al suo successore tra qualche giorno.

 Colle, Di Pietro: ‘Spero persona fuori da partito e donna’ - Una persona ‘fuori dal sistema dei partiti e finalmente donna’. E’ il profilo della persona che Antonio Di Pietro, in Friuli Venezia Giulia a sostegno della candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione Debora Serracchiani, vorrebbe al Quirinale. ‘Evito di dire nomi per evitare di fare danni. Temo, però – ha concluso – che finirà come al solito con un compromesso, sarà come acquistare al supermercato un prodotto scaduto’.

Consulta: ‘Su porcellum sospetto di incostituzionalità’ – ‘
Il porcellum è un sistema che per alcuni aspetti, come il premio di maggioranza, è sospettato di incostituzionalità‘. Lo ha detto il presidente della Consulta Franco Gallo.

‘Quando sento il mio nome fatto per il Quirinale mi turo le orecchie perché non è nella mia natura proiettarmi su altre cose: mi dedico a quello che faccio e lo faccio con entusiasmo’. Lo dice il Presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo a chi gli chiede che cosa prova quando sente il suo nome accostato alla Presidenza della Repubblica.

‘E’ un uomo che ha passione politica, un passato di militanza ed è stato un buon ministro, è un uomo che ha tantissime qualità’. Massimo D’Alema, quando gli si chiede un giudizio sulla discesa in campo di Fabrizio Barca non lesina lodi al ministro. ‘Mi pare poi che abbia colto bene il fatto che non si governa senza partiti forti ed è una visione che profondamente condivido’.

Una ‘raccomandazione a modificare la vigente legge elettorale’ è arrivata oggi dal presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, nel corso di una conferenza alla Consulta. Un appello, ha sottolineato Gallo, che si aggiunge ai richiami in tal senso già giunti in passato anche attraverso le sentenze della Corte.

 ’Neanche io sono tra i grandi elettori, però non mi lamento’. Lo ha detto Massimo D’Alema conversando con i cronisti dopo il suo colloquio con Pier Luigi Bersani e interpellato ancora sulla vicenda che ha visto l’esclusione di Matteo Renzi dai grandi elettori toscani. In ogni caso, D’Alema ribadisce hanno votato sbagliato ma è una questione locale, nessuno può pensare che da Roma siano arrivate telefonate’ per bloccare il sindaco di Firenze.

No della Lega Nord alla ‘candidatura di alcuni nomi al Quirinale, tra cui quello di Giuliano Amato‘. Lo ha spiegato il leader del Carroccio Roberto Maroni a margine di un incontro a Milano. ‘Vedremo le proposte e le valuteremo – ha proseguito – se fosse una donna meglio ancora, ma non sta a me fare nomi’.

Colloquio di circa un’ora alla sede del Pd tra il leader del partito Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema. ‘C’è enorme preoccupazione per il Paese – ha detto l’ex premier all’uscita – e bisogna, dunque, fare in modo che la prossima settimana si chiuda la questione del capo dello Stato per poi passare alla formazione del governo’.

Speranza (Pd) a SkyTG24: ‘Scambio Colle-governo irricevibile’ 
- ‘Sul presidente della Repubblica è indispensabile un confronto largo. Chiusa questa fase bisognerà discutere del governo. Immaginare uno scambio diretto sul terreno presidente della Repubblica-governo non mi sembra una proposta ricevibile’. Così il capogruppo del Pd Roberto Speranza commenta, ospite di Un caffè con, l’apertura di Silvio Berlusconi a un Capo dello Stato di centrosinistra a condizione che poi si faccia un governo di larghe intese.

Barca: ‘Mio partito è il Pd, nelle sue mani sorti del Paese’.  ’Non ci può essere democrazia senza dei partiti robusti che vivano non solo nelle stanze del governo, ma vivano nei territori’. Lo ha dichiarato il ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca a Rainews24 presentando il ‘manifesto‘ per il nuovo partito che è stato pubblicato on line. ‘Non è un altro partito – ha detto Barca – perché altrimenti non mi sarei iscritto al Pd come ho fatto ieri pomeriggio. E’ il convincimento che i partiti e quel partito abbiano nelle mani buona parte delle sorti del nostro paese’.

Intanto in Rete spopolano i commenti satirici e ironici su quanto accaduto ai grillini votanti. Dieci minuti, e l’hashtag #iorivotoilmiopresidente, lanciato da Beppe Grillo, scala la classifica delle tendenze Italia su Twitter e va a piazzarsi al primo posto, tra cinguettii sferzanti e ironie sulla falla apertasi nella democrazia in Rete propagandata dal Movimento 5 Stelle, costretto a annullare e a far ripartire il sondaggio fra i militanti sui candidati al Quirinale. Le ‘quirinarie’, in molti tweet, si trasformano in ‘buffonarie’.

Macché hacker ‘Aridatece la matita copiativa. Te la ciucci e nun t’attacca’, scrive un utente richiamando la teoria complottistica lanciata da alcuni 5 Stelle nei giorni del voto. ‘Stavolta ricordatevi di leccare il dito prima di cliccare!’, fa eco un altro utente. ‘Io voto Casaleggio ministro dell’Interno – ironizza MisterDonnie13 – La sua competenza in tema di votazioni non può essere sprecata’. ‘Gli attivisti M5S dovranno rivotare il loro candidato al Quirinale. Finché non lo indovinano’, rimarca un altro utente.

E ancora. ‘Troll, hacker, orchi, gremlins, giornalisti, democratici e liberi pensatori. La Rete è un covo di mostri’; ‘Un’altra votazione sul sito di Grillo, un altro euro a click’ e mentre ‘lui è miliardario noi si muore di fame. Sveglia!’, tramano alcuni. Ma c’è anche chi difende a spada tratta l’operato di Grillo e della Casaleggio Associati. ‘Bello vedere tanti troll in azione, vuol dire che il M5S sta facendo bene’, mentre qualcuno suggerisce alle tante voci critiche: ‘Chi non apprezza, che voti Pd e Pdl. E si tenga pure il Presidente dell’inciucio’.

L’ironia degli avversari politici
‘Un consiglio per il Movimento 5 Stelle – commenta Andrea De Maria, Pd - C’è un modo per evitare i rischi di sabotaggio, di intrusioni, di hacker. Si chiama democrazia, coinvolgimento delle persone in carne ed ossa, confronto, apertura, partecipazione. Questo è il modo per evitare avventurismi, stalli e chiusure. E soprattutto è questo il solo modo per evitare che la nostra democrazia, anziché riuscire a realizzare quelle importanti correzioni di cui ha un profondo bisogno, sprofondi in burla. E’ un prezzo che non possiamo permetterci di pagare’. ‘Grillini ridicoli e patetici – dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri - Ora rifanno le finte votazioni sulla rete per il presidente della Repubblica perché ci sarebbero state gravi violazioni. E’ ovvio che su internet può accadere di tutto. E si parla poco delle loro selezioni dei candidati al Parlamento, quando nuclei familiari o aziendali con pochi click su una tastiera hanno ottenuto seggi sicuri’.

‘L’Italia – prosegue – non ha bisogno d’altre pagliacciate. Grillo usa la rete quando deve fare propaganda, ma oscura le riunioni nelle quali i suoi litigano. La politica si deve riformare e deve correggere molti errori. Ma l’alternativa non è questo happening che usa in modo molto discutibile le tecnologie’.

http://www.scribd.com/FabrizioBarca
http://www.beppegrillo.it/2013/04/presidente_dell.html

Quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria presto liberi: Farnesina ‘massimo riserbo’

quattro giornalisti italiani rapiti in SiriaI quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria tra la regione di Idlib e quella turca di Hatay stanno bene e saranno presto liberati e accompagnati in Turchia. Lo dice all’Ansa una fonte vicina ai ribelli siriani. 

Sono stati fermati e non sequestrati. Si trovano in buone condizioni di salute e i combattenti che li hanno fermati li trattano benissimo e già domani potrebbero rientrare in Italia’, continua la fonte, contattata al telefono, sottolineando che i quattro ‘verranno riaccompagnati dagli stessi ribelli che li hanno fermati in Turchia’. La fonte precisa che i ribelli stanno ‘effettuando solo degli accertamenti per verificare che si tratti di giornalisti e non di spie come pensato in un primo momento’. Il gruppo di ribelli che li ha fermati ‘appartiene alla galassia dell’opposizione e non all‘Esercito Siriano Libero (Esl)’, conclude la fonte.

Intanto la Farnesina chiede il ‘massimo riserbo’ e fa sapere di seguire la vicenda fin dai primi momenti e di essere in contatto con i familiari. La ‘priorità è l’incolumità’ dei reporter, sottolinea il Ministero degli Esteri. La Rai, per cui i reporter stavano realizzando un reportage, ha chiesto il silenzio stampa.

‘La storia siamo noi’. I quattro fanno parte della troupe, guidata da Amedeo Ricucci del programma Rai ‘La Storia siamo noi’, composta anche dal fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la reporter freelance Susan Dabbous, impegnati in Siria da giorni su un reportage sperimentale dal titolo ‘Silenzio, si muore‘. Si tratta di un primo esperimento Rai di giornalismo partecipativo. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena. I ragazzi della scuola della provincia di Bologna avrebbero dovuto interagire attivamente con i giornalisti sul campo e fornire loro – grazie anche a indicazioni della redazione de ‘La Storia siamo noi’ – spunti e suggerimenti circa notizie da seguire e storie da raccontare. Ricucci e Colavolpe erano già stati assieme nei mesi scorsi per un altro reportage ad Aleppo, sempre prodotto dal canale di approfondimento Rai. 

Da Antiochia, i giornalisti italiani sono entrati nella Siria controllata dai ribelli lo scorso 2 aprile nell’area di Guvecci facendo tappa, tra l’altro, all’ospedale da campo di Yamadiye, di fronte alla località turca di Yayladagi. Il programma era di rientrare ogni sera in territorio turco e, quindi, di mantenersi sempre vicini alla striscia frontaliera tra i due Paesi. Le loro tracce – secondo le prime ricostruzioni – si sono perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il collegamento con i ragazzi di San Lazzaro. I cellulari GSM e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe da quel momento sono stati irraggiungibili. Venerdì mattina fonti giornalistiche siriane e straniere presenti nella regione turca di Hatay e in contatto con gli accompagnatori di Ricucci hanno riferito che i giornalisti si trovavano nel villaggio di Yaqubiya, e nord di Idlib, in stato di fermo, probabilmente da parte di miliziani fondamentalisti. Secondo la ricostruzione offerta da queste fonti, i reporter italiani erano stati arrestati perché avevano filmato e fotografato postazioni militari sensibili. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Fsni, Franco Siddi, sottolineando di seguirla con ‘molta trepidazione’ mentre la Rai in nottata si è unita all’appello della Farnesina di ‘massimo riserbo’.

Il lavoro che hanno appena iniziato per ‘La Storia siamo noi’ (Rai2) – aveva scritto parlando dei quattro giornalisti il 3 aprile scorso sul suo blog Cristiano Tinazzi, collaboratore del Messaggero ed esperto di Siria, che ha lavorato spesso con Ricucci – è una continuazione di Siria 2.0, anche se non sarà (almeno nelle intenzioni) un reportage di guerra ma un vero e proprio esperimento di giornalismo partecipativo’.

Il post di Ricucci. 
Parlando della Siria, sul suo blog, il 23 marzo scorso Ricucci aveva scritto: ‘Una tragedia infinita che si consuma nell’indifferenza delle cancellerie occidentali e dell’opinione pubblica internazionale. Raccontarla andando sul posto non è facile, come dimostra l’alto tributo di sangue già pagato dai giornalisti e dagli operatori dell’informazione che in questi due anni hanno provato a farlo. E poi c’è il rischio dell’effetto-assuefazione, che consiglia di non esagerare con le notizie, le foto o le immagini dai fronti di guerra per non turbare troppo i sensi e le coscienze delle famigliole riunite per cena nel tinello di casa. Tutto vero’. ‘Forse, però, l’indifferenza è figlia anche della nostra incapacità – proseguiva Ricucci – di raccontare la tragedia siriana, coinvolgendo di più e meglio il nostro pubblico, rendendolo cioè partecipe di quella tragedia. Ed è una cosa che si può fare, con le tecnologie che abbiamo a disposizione. Anzi, è una cosa che si deve fare, se si crede nel dovere della testimonianza e nel diritto all’informazione. Da questa esigenza è nato il progetto ‘Silenzio, si muore‘, primo esperimento Rai (e italiano) di giornalismo partecipativo. Dal 1° al 15 aprile sarò di nuovo in Siria, a decidere questa volta il mio percorso di viaggio, le notizie da seguire e le storie da raccontare, sarà un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena, collegati costantemente con me via Skype‘.

(fonte il Messaggero)

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